lunedì, luglio 10, 2006

I due giorni di festeggiamenti post-vittoria ai mondiali, e l'euforia nazionalista-patriottica in cui il paese sembra essere caduto mi lasciano due interrogativi:
- ma quando si canta l'inno di Mameli, bisogna proprio cantare anche la parte in cui fa "po-ro-po, po-ro-po, po-ro-po-pom-po-pom-po"?
- Perchè quando si canta l'inno di Mameli, ci si dimentica di cantare le strofe che seguono, che trovo maggiormente degne di ispirazioni poetiche e di significato

Dall'Alpe a Sicilia,
dovunque è Legnano;
ogn'uom di Ferruccio
ha il core e la mano;
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla;
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.

Son giunchi che piegano
le spade vendute;
già l'aquila d'Austria
le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
e il sangue Polacco
bevé col Cosacco, ma il cor le bruciò.

Al di là di questo, spero sia chiaro quanto sia profondo il mio antipatriottismo e l'antipatia per tutti i simboli patriottici, specialmente in un paese in cui ci si riscopre "nazione" quando il pallone entra in rete.

domenica, luglio 02, 2006

La mia nuova vita da commesso-fighetto

Faccio un annuncio che sconvolgerà tutti coloro che conoscono almeno un poco la mia completa ignoranza, inettitudine e mancanza di giudizio nel campo dell'abbigliamento. Cioè, sono stato assunto come commesso presso un negozio di vestiti uomo-donna, decisamente fighetto, e con presunzione di essere roba di sartoria (molte cose sono più da cinesi, in verità). Luogo del negozio: l'Outlet di Fidenza, cioè una cattedrale nel deserto, a ridosso del casello dell'autostrada,dove ogni sabato e domenica si riversano migliaia di persone da tutto il nord-italia, stressate, incazzate, accaldate, in cerca dell'affare ad ogni costo.
Oggi primo giorno di lavoro, con indosso una maglietta nera super-aderente, nettamente gay-stile. Stasera mi raderò i capelli a zero, per sottolineare l'immagine da commesso fighetto.
Ora devo superare alcuni ostacoli fondamentali. Tipo: come funzionano le taglie dei pantaloni. Confesso di essere uno di quegli impediti che a quasi 22 anni i pantaloni li compra ancora con la consulenza della madre.
Comunque oggi me la sono cavata in maniera decorosa: "ma questa taglia mi va bene?". "Signora, le sta benissimo!!!!!! Però se la provi perchè veste un po' stretta (tocco di improvvisazione)". Rimpiango la libreria, ma il percorso di avvicinamento a Londra mi impone questo.