I due giorni di festeggiamenti post-vittoria ai mondiali, e l'euforia nazionalista-patriottica in cui il paese sembra essere caduto mi lasciano due interrogativi:
- ma quando si canta l'inno di Mameli, bisogna proprio cantare anche la parte in cui fa "po-ro-po, po-ro-po, po-ro-po-pom-po-pom-po"?
- Perchè quando si canta l'inno di Mameli, ci si dimentica di cantare le strofe che seguono, che trovo maggiormente degne di ispirazioni poetiche e di significato
Dall'Alpe a Sicilia,
dovunque è Legnano;
ogn'uom di Ferruccio
ha il core e la mano;
i bimbi d'Italia
si chiaman Balilla;
il suon d'ogni squilla
i Vespri suonò.
Son giunchi che piegano
le spade vendute;
già l'aquila d'Austria
le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia
e il sangue Polacco
bevé col Cosacco, ma il cor le bruciò.
Al di là di questo, spero sia chiaro quanto sia profondo il mio antipatriottismo e l'antipatia per tutti i simboli patriottici, specialmente in un paese in cui ci si riscopre "nazione" quando il pallone entra in rete.
