giovedì, settembre 15, 2005

Afropessimismo 2: Martin

Martin viene dalla Nigeria, anche lui ha girato il mondo, si e' laureato in Geologia ad Amsterdam e ora fa l'operaio a Manchester. A differenza di Paul, Martin e' estremamente orgoglioso del suo paese, e ancora di piu' della sua tribu', e sorride sempre. Mi racconta con partecipazione del suo paese, delle lotte politiche che si mescolano con quelle tribali. Mi dice che la divisione in tribu' potrebbe portare all'esplosione un paese di 115 milioni di persone come il suo. E con questo all'esplosione dell'Africa. Quando gli chiedo come stanno cambiando le cose negli ultimi anni, anche Martin mi da un giudizio negativo. Le cose non possono migliorare. Ma a differenza di Paul, lui vive questo con rabbia. Mi dice "non abbiamo bisogno di aiuti, ma di giustizia". E inizia poi un discorso contro la globalizzazione, la politica europea, il WTO... discorsi gia' sentiti, piu' di cuore che di testa, ma che detti da lui hanno un altro sapore (che comunque non mi convince del tutto). Dal suo parlare esce un'orgoglio "violento" e vitale. Mandela?... e' solo un fantoccio che piace agli europei, ora in sudafrica i neri sono piu' poveri di prima... gli stati europei sanno solo chiudersi per paura di perdere posti di lavoro, per poi inondarci di merci francesi. Recrimina contro la violenza e la mancanza di democrazia nel suo paese. Io gli dico "Martin, qui in Inghilterra, i nigeriani come te sono tantissimi. Perche' non usate la vostra voce?". Lui mi risponde "A loro non importa". Forse e' nel nostro interesse che a loro non importi.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Tema molto delicato e importante, io vi consiglio di leggere un libro "L'altra Africa. tra dono e mercato" di Serge Latouche...

8:56 PM  

Posta un commento

<< Home