Diario della crisi, Parte 1 – “Good evening, this is an extraordinary period…”
“Good evening, this is an extrordinary period for the American economy…” E’ finito il conto alla rovescia che da un’ora campeggiava nell’angolo dello schermo, sul canale CNBC. Poi il presidente Bush ha iniziato il suo discorso, ripercorrendo le tappe che hanno portato a questa situazione, illustrando il piano del Tesoro americano, e chiedendo che il Congresso americano trovi un accordo e di fatto rilasci al governo un assegno con impressa la cifra: 700 miliardi di dollari. Un’ora prima McCain e Obama hanno rilasciato una dichiarazione congiunta su questi temi. I commentatori dei canali finanziari stasera erano particolarmente nervosi. Oggi i mercati creditizi erano intasati. Il ritorno sui titoli del tesoro americano erano praticamente zero, mentre il tasso d’interesse a cui le banche prestano soldi tra di loro era alle stelle. Il messaggio è chiaro: gli investitori stanno mettendo tutti i loro soldi in titoli del tesoro, pensando che in un periodo come questo lo stato americano fosse l’unica azienda che non rischi il fallimento. Come siamo arrivati a ciò? E soprattutto cosa c’entra con me? In questo blog ho sempre evitato di parlare di ciò che studio o di argomenti semi-impegnati. Mi concedo un’eccezione, visto che quello che sta succedendo in queste ore, settimane, mesi, mi riguarda eccome. E in verità potrebbe riguardare anche voi. Il cielo sta crollando sul capo di tutti quelli che si occupano di finanza. Fra poco o qualche mese i detriti arriveranno sulla testa anche delle persone che con la finanza non hanno molto a che fare. Fino in Italia. Nessuno rimarrà ustionato. Ma qualche scottatura sotto forma di crescita zero e aumento della disoccupazione in Italia è possibile. E gli unici che ne traggono beneficio in questo terremoto sono quelli che questi eventi li studiano. Io in particolare.
P.S. Questo voleva essere un post-breve. Ma l’ho scritto di getto per 4 ore. L’ho diviso in parti, per facilitare la lettura. A chi non è interessato, questa è l’ultima occasione per chiudere la pagina internet e aspettare che torni a scrivere di vita canadese.
0 Comments:
Posta un commento
<< Home