La mia prima Pasqua lontana dalla Santa Romana Chiesa
Questa è stata la prima pasqua battista-mennonita, lontano dall’abbraccio di Santa Romana Chiesa. La giornata è stata organizzata dalla “figlia del pastore”, Leah, compagna di studi e amica, nonché figlia di un pastore luterano. Decidiamo di passare la giornata assieme. Io scelgo il pranzo, lei sceglie la religione. E mi porta nella sua chiesa “Battista” (anche se lei non è Battista). Il difficile in tutto ciò e è dimenarsi tra le decine di vecchietti che all’ingresso ti vogliono stringere la mano a tutti i costi. Mi avvicino a Leah all’ingresso della chiesa e le dico: “Basta gente felice e amichevole. Andiamo nella sezione scontenti”. Ci si siede. L’inquietudione sale nel notare il numero di persone sotto i 40 anni, la stragrande maggioranza. Il rassicurante dominio degli 80enni nelle chiese cattoliche già mi manca. Comincia la musica. Un po’ colonna sonora di Start Wars, un po’ Broadway. Organo. Coro. Chitarra. Batteria. Tromba. Basso elettrico. Un giovane cantante che assomigliava a un misto tra il nuovo American Pop Idol e il giovane predicatore di “There will be blood – il petroliere” (vedi http://www.youtube.com/watch?v=QP7lFpPnHg4&feature=related). E qui la rivelazione. Vedo la parola del signore. E la vedo doppia. Sue due diversi maxischermi che sormontano l’altare. Parole del Signore su Powerpoint. Font: Arial, dimensione 890, colore violetto. I canti proseguono per mezz’ora, e le parole vengono proiettate sui maxischermi, stile karaoke. Attendo prima lettura, salmo, lettera di S.Paolo, Vangelo, predica (noiosa). Attendo qualcosa di prevedibile e confortevole. Nulla di questo. Continuano a cantare. Le canzoni sono tremende, i testi pure. Ma il trasporto (non mio) è intenso. Alcune persone alzano le mani dritte verso il cielo e rimangono fermi in quella posizione per minuti. Passa il cestino delle offerte. Questo so come funziona, l’ho già visto. Tiro fuori dal portafoglio un dollaro. Ma quando il cestino sta per avvicinarsi a me, noto che tutti gli altri lasciano non monete ma una busta bianca. Immagino piena di soldi. Rimetto il mio dollaro nel portafoglio e penso che lo spenderò in una busta di patatine al primo distributore automatico. Finita la musica a che un predicatore fa un sermone intermezzato da Gag. Anche lui avvalendosi di Powerpoint per sottolineare i punti salienti. Chiede a eventuali “ospiti” della chiesa di lasciare il loro nome e contatti su un foglietto preparato. No, grazie. Preferisco l’anonimato. E poi tutto finisce. Senza una preghiera. Senza un eucarestia. Solo canzoni. Durante il pranzo, in un villaggio Mennonita vicino a Waterloo, chiedo a Leah: “e le preghere?”. Lei: “la musica era la preghiera”.
1 Comments:
La prossima volta che ci torni, premurati di portare con te la foto che c'è sul mio FB, quella che recita "se la domanda è cristo.."
Mettila su di un Powepoint corredata di traduzione e fai capire a quei bigotti maledetti che ne abbiamo piene le palle dei born again.
Ossequi
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