La mia camera
Messaggio preliminare: questo post potrebbe essere sentimentale.
La mia camera è pronta. Metto su questo blog. Per spuro spirito di narcisismo. O forse c'è qualcosa di più. La mia camera è abbastanza buia, e le pareti sono ricoperte di legno. Ho voluto inondarla di colori. Renderla un luogo più luminoso, specialmente in vista del lungo inverno e della poca voglia che avrò di uscire da questo luogo quando fuori fa freddo. Ho appeso le pareti molte delle foto che si trovano su queste pagine. Luoghi che ho amato negli ultimi due anni, sulla parete di destra. I portici di Strada Maggiore, Berlino, il Palace Hotel a Manchester, due coppe di birra a Bruxelles, il Millunium Bridge di Londra e altro. Sopra il letto ho fatto stampare in formato poster una foto che avevo scattato a Manchester. E' un comignolo. Il comignolo della casa di fronte alla mia. Era una domenica mattina, inverno, faceva freddo, ma uscendo di casa ti accoglieva un cielo meraviglioso, cristallino, di quelli che Londra non ha mai avuto. Quella foto non rappresenta nulla, ma per me c'è l'intera esperienza di Manchester in quel comignolo di mattoni rossi. Sulla parete di sinistra ho messo le persone che più sono state vicine in questi due anni. Nessuno è finito in bagno. La mia famiglia nel giorno della laurea, i scienzepolitichesi lo stesso giorno, mia sorella con Irene. Poi Eunbin, il Rosso in visita a Londra. I compagni dell'LSE, felicemente ubriachi al Beaver, il giorno in cui finirono le lezioni. Io che correggo la mia tesi in un parco pubblico di Praga. La fermata della metropolitana di Angel, a Londra, con le sue scale mobili più lunghe d'Europa. Manlio a Bologna il giorno in cadde Berlusconi (dovrei dire fu eletto Prodi, ma non suona altrettanto bene). Jenn e Nancy. Nik e la Silvia la sera in cui celebrammo a Bologna la mia partenza per Londra. Io e Marta seduti sulla scalinata di Strada Maggiore, in una foto del primo anno di università. Lisa. I fidentini urlanti la sera in cui l'Italia vinse i mondiali. Cece a Praga con la sua guida turistica da uomo di mezza età (per gli esclusi, probabilmente nelle foto che avevo non avevate la vostra espressione più brillante di chi ha appena bevuto il quarto Long Island). Era tantissimo tempo che ogni volta che vedevo queste foto sul mio computer pensavo "vorrei averle sul muro". Ora l'ho fatto. Ora che ho messo questi luoghi e queste persone sul muro, è come se il mio arrivo sia finalmente concluso. E il viaggio che mi ha portato qui è passato attraverso queste persone e questi luoghi, a cui sono estremamente riconoscente.
E poi c'è il divano rosso... lui che renderà la mia camera 'un grande protagonista del Novecento'
4 Comments:
Ho due appunti da farti:
1) Tuo padre nella foto di laurea sembra Manasse ( per comparare le due foto ti consiglio www2.dse.unibo.it/manasse/index.htm )
2) La foto mia e tua che hai stampato è orrida. Forse è vero che non mi merito una foto in singolo: dopotutto non mi hai violato le parti intime (sia Lisa che Eunbin hanno avuto il privilegio del ritratto, per questo deduco altresì che hai avuto una sorta di liason anche con il buon Manlio e il "praghese").
Ti inviterei a migliorare questa cosa. Mi urta.
Detto questo l'arredamento te lo approvo, giusto forse il divano rosso (al riguardo citazione ottima ovviamente) è un po' corto perchè io ci possa dormire comodamente. Di questo ne parleremo in seguito.
Un abbraccio
M.
Rileggendo ho notato l'ambivalenza di una mia frase.
Ovviamente non voglio che tu mi violi le parti intime.
Intesi.
Mio padre non sembra Manasse. Mio padre è Manasse. E per favore, non fate più battute sul divorzio dei miei genitori. Mio padre non si è più ripreso da allora...
Marcello, non preoccuparti per la lunghezza del divano. Ne esistono altri 4 nei due salotti della casa. E soprattutto: se verrai in Canada, l'ultimo posto al mondo che ti farei visitare è Waterloo.
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