Penultimo post da Manchester
Sabato mattina. Ore 12e40. Sullo sfondo il cd di Paolo Benvegnù (chi???? Direte voi. Ignoranti! Replico io). Fuori c’è un sole incredibile, mentre mio padre mi manda una mail con la foto dei 38 cm di neve che mi aspettano davanti alla porta di casa (il messaggio implicito è “preparati a spalare”). Sto bevendo il mio tè Twinings Earl Grey, di cui sono diventato ormai dipendente, mentre cerco di trovare il coraggio per cominciare il mio ‘cleaning Saturday’. Essendo l’ultimo a lasciare questa casa, tocca a me il compito di lavare il bagno, lavare il secondo bagno, pulire la cucina, pulire il forno, passare l’aspirapolvere sulla moquette in tutte le stanze. Dopo di che faccio la valigia, e provo a far capire a quelli della società del gas che me ne vado e che mi mandino la bolletta in Italia (non potete immaginare la stupidità di quelli che lavorano al call center della società del gas. Penso facciano selezioni durissime per trovare i più incapaci). Che Dio me la mandi buona!
In questi ultimi giorni di semi-vacanza sono tornato a fare il turista come nelle prime settimane. Sono stato a Londra, finalmente. Alla fine, in 5 mesi il paese l’ho girato più di quanto pensassi. Dalla Scozia, al Galles, fino all’estremo sud sulla Manica. In questi giorni, vagando per Manchester, mi sono reso conto come alla fine sono riuscito a fare pace con la città. Ripensavo all’inizio, a come fosse alienante tanto quanto affascinante. A quando fischiavano le pallottole e la lingua parlata attorno a me era tutt’altro che inglese. Tutto è come prima. Le pallottole fischiano ancora quasi ogni giorno (ma per fortuna lontano da casa mia) e i Manchunian non parlano ancora inglese (chissà se un giorno impareranno?). Però è una realtà che ho imparato a domare, a coglierne i lati positivi, a conquistarmi la mia quotidianità all’interno. E questo mi da soddisfazione.
Ho fatto pace con la città ma questo non vuol dire che ho fatto pace con la gioventù inglese. Comunque mi sono convinto che fra qualche anno devo tornare qui. Oggi l’orizzonte del centro è costellato di gru. Domani saranno mosaici di vetrate che si confondono ai palazzi vittoriani. Passato e futuro. Ed è questo che amo di questa città. Passato e futuro.
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