Malpensa - Manchester: Episode III

Attraversare l'Europa, quando il sole e' gia' tramontato, e in un tempo troppo breve per distrarsi o capire, e' una cosa che mi ha emozionato. Nonostante all'aeroporto mi muovessi come un 'uomo che conosce il mondo', e che attraversa gli enormi spazi di Malpensa con la sicurezza di un torero nella corrida. A volte bisogna convincersi.
Comunque sono tornato a Manchester. E la cosa strana (e forse bella) e' che non appena ho rimesso piede nel mio appartamento mi sono detto 'che bello essere di nuovo a casa'. Strana, perche' in verita' la casa l'avevo appena lasciata in Italia. Bella, perche' mi rendo conto di essermi legato a una realta' che consideravo, e ancora considero, largamente estranea. Ma che sento mi sta nutrendo, sotto molti punti di vista.
Al di la' di questo, sono estremamente contento di aver lasciato l'Italia. Non perche' sia stato male in queste vacanze. Tutt'altro. Ho rivisto quasi tutti gli amici piu' cari, mangiato come Dio comanda (e di conseguenza ingrassato notevolmente), vissuto dei bei momenti. Ma mi sono reso conto di come la mia routine italiana sia infarcita di mille attitudini, momenti e azioni, inutili, consuetudinarie, che facevo e che faccio senza un senso. Mi sono ritrovato in questi giorni ad accendere la televisione senza guardarla, a riempire e rinchiudere le mie giornate in schemi prefissati che ripeto da dieci anni. Non che questo non succeda qui, pero' probabilmente la routine inglese ha ancora qualcosa di non completemente assimilato, in grado di generare aspettative e novita' quasi ogni giorno.
Comunque le mie coinquiline stanno bene (sono rimaste solo Carole e Laura, in quanto le tedesche hanno finito l'Erasmus) e da stamattina ho iniziato i miei dieci giorni di fuoco e di studio, prima di consegnare i miei 3 saggi che mi varranno i tanto agognati 27 crediti formativi. Nei prossimi giorni non so se riusciro' a scrivere qualcosa, non per mancanza di tempo, ma perche' saro' rinchiuso di fronte a un computer, cercando di tradurre i miei pensieri in qualcosa di simile all'Inglese (che poi verra' puntualmente corretto dal mio ortografo di fiducia Davide Giordani).
5 Comments:
...caro bella per te...vuol dire che manchester ti si addice, ti calza bene! Non che fidenza sia un brutto posto, ma magari ti va semplicemente un po' strettino...non ci sarebbe in effetti niente di strano...alla fine sei l'unico di tutto il nostro corso che ce la farà a fare l'ambasciatore per cui sentirti già adesso come tom hanks in terminal e a casa tua a manchester è normale...ti ci dovrai abituare...in bocca al lupo per gli esami...e fai onore a mrs murray e mr. partington!
concordo con il mio futuro compare di erasmus...
si vede che la realtà fidentina ti va un po' stretta!
Io sono alquanto disperato perchè non riesco a studiare diritto dell'unione europea..è più forte di me...mi areno dopo poche pagine...e l'esame è tra poco più di una settimana!!!!!!
Dramma..
Credo che oggi pomeriggio mi darò a un sano torneo festivo con i miei amici a PES 5 :-)
W lo studio!
beh c'avete ragione un po' tutti! ed anchio non posso che esclamare: FIDENZA è UN BUCO DEL CAZZO SOLO UN'ALTRO INUTILE PAESUCOLO PADANO NASCOSTO DALLA NEBBIA SVARIATI MESI ALL'ANNO... quindi è normale trovarcisi stretti a meno che non ci trovi qualcuna/o in grado di farti stare sempre molto bene...
peio fa piacere sentirti cosi contento anche se come al solito sei strapensieroso...dovresti collassarti + spesso come sul divano di villa paolina a Lugano!
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..fermo la crociata anti-fidentina che si e' innescata. Non era questa la mia intenzione.
Quello che voglio dire e' che una cosa di cui mi sono convinto in questi mesi e' che per crescere, formarsi e stare bene bisogna prendere quello che si e', le proprie abitudini e i propri limiti e rimescolarli, provare a ricominciare. Io questo l'ho fatto una volta sola nella vita, venendo qui a Manchester. Ma mi sono reso conto che aiuta, e che in futuro dovro' farlo ancora.
fidenza non mi va stretta: la qualita' delle vita e' 100 volte quella di Manchester, se non altro perche' e' il luogo degli affetti e in cui in ogni angolo si riconosce un pezzo di passato. Ma continuare a riconoscere in ogni angolo un pezzo di noi, rende pigri non ci permette di vedere angoli non ancora visti, e immaginare strade diverse.
Detto questo, adesso mi trovo bene qui e mi sento 'a casa' non perche' Fidenza sia brutta... tutt'altro. E' che Manchester mi sta nutrendo. Inoltre il senso di avere una casa e' sapere di avere un posto in cui tornare. Pero' per tornare bisogna partire.
P.S. a Capodanno non sono collassato sul divano di villa paolina a Lugano. Era una pausa di riflessione per affrontare l'inizio del nuovo anno con serenita' e pace di spirito... al Conza
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