venerdì, gennaio 20, 2006

Partenze


Mentre scendevo le scale per uscire oggi, mi sono accorto di quanto fosse simile a quando per la prima volta ero entrato in quella casa. Vuota. Silenziosa. Una goccia di blu (il colore della moquette onnipresente in tutte le stanze) in un mare di rosso.
E mi sono accorto che le persone che mi hanno accompagnato duranti i 5 mesi se ne sono andate tutte. Alcune da tempo, altre negli ultimi giorni. Rimane solo la citta' ed Elisabeth. Anche la pioggia sembra non aver piu' voglia di cadere.
Le mie coinquiline hanno lasciato il paese questa settimana.
Martedi' e' partita Laura (quella a sinistra nella foto). L'ho accompagnata all'aeroporto. E' stato molto bello lasciarsi in quel modo. In questi mesi e' stata una sorta di sorella per me, una persona importante. E' una di quelle persone che non sono capaci di essere pensierose, depresse o lunatiche. L'allegria stampata sul viso come un affresco. E' stata quindi fondamentale per me in questi mesi, nel rendere solari le serate passate sul divano, mentre io cercavo di convincerla a abbandonare il suo vegetarianesimo e cominciare a bere un po' d'alcool, o in cui la accusavo di essere francese e di aver votato no al referendum sulla costituzione europea (ma e' troppo cosmopolita per prendersela).
E' partita con il suo zaino da scout. Niente valigie con le ruote. Perche' i chilometri, se vuoi sentirli, devi portarli sulle spalle. Non trascinarteli agevolmente su un trolley. Laura e' una che di chilometri sulle spalle ne ha portati tanti. E continua a farne. Dopo aver passato qualche giorno a Parigi questa settimana in attesa del visto, ieri ha preso un altro aereo per Buenos Aires dove lavorera' fino a settembre all'ambasciata francese in Argentina. Era un po' preoccupata perche' avrebbe attraversato l'Atlantico con un volo Alitalia, e mi chiedeva se doveva fidarsi della compagnia di bandiera italiana. Io naturalmente ho mentito (E non le ho detto che la cosa di cui si sarebbe dovuta preoccupare veramente sarebbero stati i suoi bagagli che saranno aperti e ripuliti durante lo scalo a Malpensa).
Stamattina poi e' partita anche Carole (quella a destra). Non l'ho accompagnata all'aeroporto. Ma solo perche' ha lasciato la casa alle 6e30 di mattina. Ho avuto la gentilezza pero' di svegliarmi, bofonchiare qualcosa in inglese, baciarla (sulla guancia!) e poi tornare a letto. Comunque alla fine avevo instaurato un bel rapporto anche con lei (probabilmente siamo troppo simili per apprezzarci fino in fondo).
Nella casa che si svuota sento tangibile il senso della fine di un periodo. Non sono malinconico. Ogni partenza e' bella perche' prevede un ritorno e la possibilita' di rivedere i passi fatti. E ogni ritorno e' bellissimo se ci da la possibilita' di ripartire ancora (anche non fisicamente). Mi chiedo come sara' rientrare nella routine di prima. Spero che questi mesi siano serviti a darmi gli strumenti e la volonta' di non re-iniziare tutto come prima, ma mettere da parte molte cose e aprire nuove porte.
Adesso davanti a me ho ancora 9 giorni, un week-end a Londra, una citta' e una ragazza da salutare.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Ho un unico commento da fare:
Goditela finchè sei li...non perdere tempo piangendoti addosso o essendo triste...hai ancora pochi giorni per salutare adeguatamente Elizabeth prima di iniziare a chiedermi (da fine Febbraio) ogni giorno come sta :-)

Buonanotte e su con la vita soldato Pagliari!

11:27 PM  
Anonymous Anonimo said...

povera CAROL....potevi mettere una foto in cui era venuta meglio....sembra posseduta..

7:50 PM  

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