Day 3 - Rocky Mountains
Giovedì 24, Ore 18:08
Mi ero addormentato ieri sera mentre attraversavamo le praterie del Manitoba e al mio risveglio stamattina stiamo entrando in Alberta. Subito la sensazione di essermi perso qualcosa. Dopo aver consultato la cartina ho la conferma che il mio sospetto era fondato. Mi sono perso il Saskatchewan. Quasi un migliaio di chilometri di granaio che il treno ha attraversato durante la notte. Al risveglio neve ovunque.
La giornata è stato un lungo avvicinarsi alle Montagne Rocciose. A metà del pomeriggio le montagne si sono avvicinate, e il treno si incuneato nelle montagne fino alla città di Jasper, una località turistica nel mezzo delle montagne, un po’ cortina, un po’ Las Vegas. Diana mi lascia a Jasper, dove si fermerà per un paio di giorni a pensare al suo fidanzatino mancato dai capelli rossi e le lentiggini, perso a pensarla da qualche parte in Quebec. Alla stazione le do un abbraccio sincero e un in bocca al lupo. Nonostante rappresentasse il perfetto stereotipo della persona che faccio fatica a tollerare, mi è dispiaciuto salutarla. Forse è l’effetto del treno, metafora della vita in cui tutte le persone sono ignote ma accumunate da una stessa direzione. Forse questa è una cazzata, e la verità è che c’è del buono anche in me. Ma come Marta ben sa, anche questa è una cazzata. Probabilmente sto solamente perdendo colpi. Altre persone conosciute sul treno si fermano qui a Jasper. Per fortuna il botanico-filosofo-inglese rimane, e con sua somma gioia scopre che il bar del treno vende anche Guinness invece che semplice birra canadese. Con ulteriore somma soddisfazione scopre che stiamo entrando nel fuso orario della costa pacifica, il che vuol dire un’ora in più per gustare le sue Guinness prima che il bar chiuda. Lo seguo assaggiando una Kokanee, birra della British Columbia.
Pensavo entrare nelle Montagne Rocciose fosse la parte più emozionante del viaggio. Mi sbagliavo. Bisogna prima uscirne, attraverso altre 10 ore di viaggio. Il treno è ripartito, incuneandosi ancora tra le Montagne Rocciose, e la notte scavalcava le cime delle montagne. Le conifere, i laghi, e le cime, che in questa ultima e lunga giornata hanno fatto da cornice, ora sono diventate nulla più di macchie nere. Figure di cartapesta che delimitano lo sguardo e forzano il treno ad andare avanti. Fino a Vancouver domani mattina all’alba. Fino all’Oceano. E mi ricordo di come in vita mia io non abbiamo mai visto l’Oceano. Sorrido pensando che i chilometri che un treno deve percorrere per attraversare un Oceano non sono poi molti di più dei chilometri che questo treno ha percorso.
Soundtrack: Matthew Good – Hospital Music
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