giovedì, settembre 06, 2007

Nuova partenza: Milano-Waterloo

Sono arrivato in Canada nel mezzo del pomeriggio, mentre il mio fuso orario cominciava a reclamare un po' di sonno. Scendi dall'aereo e invece degli orsi polari e freddo pungente che da mesi tutti mi raccontano per farmi cambiare idea mi accolgono quasi 30 gradi e un sole a picco sulla pista di asfalto (il freddo arriverà, forse fra non molto, ma non voglio pensarci già adesso).
Alla dogana, l'ufficiale ha analizzato le carte e mi ha dato un visto valido fino al 2011. Poi, visto che era appena uscito da un ospedale, mi ha invitato ad andare a trovare presto la tomba in cui sarà sepolto. Gli ho augurato che lo reincontrerò alla dogana.
Il mio arrivo in Canada non è stato quindi innevato.. ma segnato dal caldo afoso. Poi con Thanh, il mio angelo custode che mi è venuta a prendere in aeroporto e mi sta scarrozzando in giro in questi giorni, e Lou, il fratello di un mio amico canadese conosciuto a Londra, ci siamo diretti a Toronto. Prima notte passata "downtown", quello che da noi sarebbe il centro, e che in tutte le città nordamericane è la parte di città più affascinante, quella dei grattacieli che normalmente compare in cartoline speditevi dal parente di turno. Casa sua è un bell'appartamento al 24 piano di un palazzo di 40. Prima cena: un cheeseburger. Poi il giorno dopo ho finalmente raggiunto Waterloo. Come è? Come me la aspettavo. Cioè una città di medie dimensioni, dove poco succede e poco può succedere al di fuori delle due università, cuore pensante della città, e della Research in Motion, cuore pagante della città, cioè il più grande costruttore di telefonini canadese che qui ha la sede e muove molti soldi. Ma non è per la città che sono venuto qui. Il campus è una città nella città, abitata da migliaia di scoiattoli che corrono ovunque nelle distese di verde tra un edificio e l'altro (uno rigorosamente più brutto dell'altro). I servizi per studenti sembrano invece essere ottimi, e c'è un rapporto tra professori e studenti stressissmo. La gente che mi ha accolto in Canada è fantastica. Ironica (anche se i canadesi hanno la fama di non avere il senso dell'umorismo), disponibile, molto gentile. Devo stare attento a dove rivolgo lo sguardo mentre cammino. Ho infatti l'abitudine di guardare negli occhi le persone che mi camminano incontro. Ma quando lo fai qui, questi si fermano e ti dicono "ciao, come va?". Domani mattina finalmente incontro il mio supervisor Eric Helleiner, il principale motivo per cui sono qui. L'ho incrociato per il campus oggi pomeriggio mentre con un ridicolo casco da ciclista saliva in sella. Mi sono presentato e lui mi ha detto che mi immaginava diverso. Non so perchè ma la cosa mi ha fatto contento, forse pensava mi presentassi con una pizza e un mandolino. Poi ha detto che doveva scappare per passare a ritirare i figli all'asilo. Domani ho appuntamento con lui per cominciare a parlare più a fondo di quello che succederà nei prossimi mesi. Dopo di che, domani iniziano i mille incontri di benvenuto, ricevimenti, birre, zuppe e così via...
E' iniziata la mia ricerca della casa. Ho già fatto una ventina di telefonate e visitato quasi una decine di case. Sono stato fortunato che al primo tentativo ho trovato una cosa che mi piace molto, abitata da studenti più o meno della mia età (non 18enni al primo anno fuori di casa). Unico problema: 20 minuti a piedi dall'università. Poco male per uno che vuole dimagrire. Poco bene, per uno che quando fuori sono -20 gradi a casa vuole arrivarci non assiderato. Domani vedo ancora qualche casa e poi sceglierò.
Arriviamo alla cosa più importante...(e non sto per parlare di donne)... cioè il cibo. Mi sono già perso dietro ai troppi milkshake, specie di frullati, che mi sosterranno nei prossimi due mesi, prima che il gelo prenda il sopravvento. A quel punto passerò ai beveroni di caffè Starbucks, o alla vodka. Non avendo ancora una cucina in cui mettere a punto quelle due cose di cucina italiana che so, il mio inizio è stato segnato da Cheeseburger e tranci di pizza. questo vuol dire che i miei sogni di perdere 8 chili sono destinati a fallire?

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Certo che non dimagrirai! Impara a cucinare sul serio! Confucio una volta ha detto: "If don't know how to cook, you don't know how to fuck." Parole sante.

7:14 AM  
Anonymous Anonimo said...

Però potevi parlare di donne...

7:16 AM  
Anonymous Anonimo said...

mangia squirrel

11:59 AM  
Anonymous Anonimo said...

fotti squirrel!

12:00 PM  

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