<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117</id><updated>2012-02-16T19:59:10.228Z</updated><title type='text'>Anything but the sun</title><subtitle type='html'>"In Manchester there's rain, clouds and tomatoes... anything but the sun".  Questo blog è nato dalla voglia di raccontare quella città e la mia prima esperienza lontano dalla mamma Emilia. Poi è stato il turno di Bruxelles. Poi Londra. Ora il Canada. Adesso, come la prima volta “raccontare aiuta a capire e rende piu' lieve la lontananza: per questo il blog e' una scusa per tenere un canale aperto con i miei amici, a Bologna come a Fidenza. A voi va il mio saluto piu' caloroso”.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>195</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-6642080567369778757</id><published>2009-06-17T15:22:00.000Z</published><updated>2009-06-17T15:23:28.254Z</updated><title type='text'>Due anni in due valigie</title><content type='html'>Ore 9:30. 17 Giugno. L’autobus Greyhound sta lasciando la stazione di Kitchener in una mattina afosa in cui il sole fatica a fare capolino. Nelle cuffie una canzone degli U2 che mi sono ritrovato in testa al risveglio e che parla di “tutto cio’ che non puoi lasciarti alle spalle” (All That You Can’t Leave Behind). Non mi sono lasciato molto alle spalle quando poco fa ho chiuso a chiave la casa. E con un misto di orgoglio e di vergogna, sono riuscito a fare entrare due anni di vita in Canada in due valigie. Una valigia e un trolley, per la precisione. Solo poche cose sono rimaste non sono entrate in valigia. Un letto e una cassettiera Ikea. Avevo avuto problemi a montarli. Smontarli mi sembrava una sfida al di sopra delle mie possibilita’. Allora li ho lasciati al loro posto, ad aspettarmi. Quasi un centinaio di libri comprati in meno di due anni. Mentre sfogavo la mia pulsione da bibliofilo represso su Amazon.com non mi sono mai chiesto come li avrei coniugati con la mia vita da studente semi-nomade. Mi sono lasciato dietro una bicicletta, stile anni ’30. Venderla era impossibile, visto lo strato di ruggine anni 2008-2009 che avvolgeva manubrio e telaio. Mi sono quindi affidato al vecchio metodo all’italiana. Ho evitato di chiudere il lucchetto dovunque andassi, sperando nella grazia di un ladro che mi sollevasse il dilemma di far entrare una bicicletta in una valigia e un trolley. Ma a differenza dell’Italia, c’e’ voluto non una notte, ma due mesi. Per fortuna gli studenti squattrinati o ubriachi in cerca di biciclette esistono anche in Canada. &lt;br /&gt;Quello che non ho potuto lasciarmi alle spalle invece sono delle persone. Poche in verita’. Non sono stato particolarmente bravo in questi due anni a coltivare molte amicizie che penso resisteranno la sfida del tempo. Ma alcune sono convinto che lo faranno. Penso che due anni in Canada mi abbiano cambiato. In parte mi hanno fatto regredire come “animale sociale”, visto che per la maggior parte di questo tempo sono stato un estensione del mio portatile, e il lavoro (o studio) hanno occupato tutte il mio tempo, forze, e ambizioni. Ma penso di aver imparato tantissimo da quegli amici Canadesi che hanno condiviso questo con me. Se qualcuno mi dicesse che sono diventato un po’ Canadese, giuro che ne sarei orgoglioso.&lt;br /&gt;Nonostante cio’ questa e’ la partenza piu’ facile che abbia mai affrontato. Penso di aver scritto su questo blog di altre partenze. Quelle da Manchester. La prima, tragicomica-sentimentale. La seconda. Un pomeriggio in cui il sole di Gennaio spazzava il cielo inglese, e io tornavo in Italia con la consapevolezza che il mio posto negli anni successivi sarebbe stato all’estero per continuare quegli studi di cui avevo avuto il primo assaggio durante l’Erasmus. La partenza da Bruxelles, con la prospettiva di Londra davanti a me; e quella da Londra, esausto da quello che era stata l’esperienza di studio piu’ dura ma piu’ bella fino ad’ora. Invece questa volta, sono le emozioni sono poche. Nonostante in questo paese che amo ho passato due anni della mia vita. In parte perche’ sono diventato bravo a “partire”, bravo a pensare a quello che mi aspetta all’arrivo e a non pensare a quello che mi lascio alle spalle. In parte perche’ in verita’ questo non e’ un addio, ma un piu’ facile “a presto”. Ho deciso che non vivro’ piu’ a Waterloo, e che la vita della piccola cittadina universitaria nel mezzo della regione dei Grandi Laghi mi avrebbe ucciso. Ma non ho tagliato i ponti. Per i prossimi due anni rimarro’ uno studente di questa universita’, i miei punti di riferimento saranno professori, colleghi, e amici che sono rimasti a Waterloo, e soprattutto continuero’ a pagare le tasse al governo canadese. E l’idea di tornare in Canada fra un paio di anni per finire il mio dottorato mi rende felice.&lt;br /&gt;Ma ci sono altri due motivi per cui questa partenza e’ facile ed emozionante. Il primo motivo e’ perche’ sto tornando in Italia. E se fino a poco fa, questo non avrebbe necessariamente reso la partenza piu’ facile,  questa volta ho veramente bisogno di rimanere in quel paese instabile per un po’. Il bisogno di essere distratto, frustrato, di partecipare ad eventi di famiglia, di rompere quella meravigliosa apatia nei confronti del sistema politico italiano che avevo faticosamente costruito negli ultimi due anni, di percorrere chilometri per rivedere amici, di lasciare il lavoro che sto finendo ininterrotto per sedermi a tavola con altre persone. Ho bisogno di questo per fare un passo indietro rispetto a quella “macchina da guerra universitaria” che stavo diventando a Waterloo. &lt;br /&gt;Il secondo motivo per cui e’ facile lasciare Waterloo, e’ perche’ ho una nuova partenza che mi aspetta verso la fine dell’estate. Destinazione: New York a settembre.  Non ho scritto su questo blog per troppo a lungo e penso che quasi nessuna delle persone per cui questo blog e’ scritto visiti ancora queste pagine. Ma questa e’ una di quegli annunci e di quei momenti che voglio poter rileggere in futuro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-6642080567369778757?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/6642080567369778757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=6642080567369778757' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6642080567369778757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6642080567369778757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2009/06/due-anni-in-due-valigie.html' title='Due anni in due valigie'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-222331104486305854</id><published>2009-04-07T09:41:00.001Z</published><updated>2009-04-07T09:41:51.427Z</updated><title type='text'>Alla fine ho scelto la giacca</title><content type='html'>Alla fine ho scelto la giacca. Non volevo essere preso troppo seriamente. Non volevo prendermi troppo sul serio. Ma presentarmi in classe semplicemente indossando una felpa con il cappuccio da 15enne (che continuo ad indossare quotidianamente a 24 anni) sarebbe stato forse eccessivo. Cercare attraverso i vestiti la sottile linea che segna il punto di incontro tra il professore autorevole, temuto e ammirato, e il professore finto-giovane e giovinastro. Alla fine mi è sembrato che la giacca e le scarpe da ginnastica  rappresentassero un buon compromesso. Ma alla seconda lezione ho abbandonato la giacca ed sono rimaste le scarpe da ginnastica.&lt;br /&gt;Uno dei mille motivi per ho preso una pausa di 5 mesi da blog e’ dovuto al fatto che ho iniziato ad insegnare. Un corso universitario. Non come correttore di esami, o assistente di un professore. Un corso tutto mio. Il modo in cui ho avuto la posizione è attraverso una segnalazione da parte del mio relatore e mi ritrovato con un contratto di quattro mesi che mi definiva “Adjunct Lecturer” (dove Adjunct sta per “temporaneo”, “semestrale”, “precario come foglie d’autunno”) e un corso da disegnare da zero.&lt;br /&gt;Da zero. Panico. Foglio vuoto sulla mia pagina di Word. Cosa devo insegnare? “Più o meno quello che vuoi”, risposta del capo-de-capis del Dipartimento di Scienze Politiche. Risposta mia: “nessun problema”. Di dentro, panico. Cosa vale la pena di essere insegnato? Mi stavano dando un pezzo di responsabilità sulla formazione universitaria di un gruppo di studenti. E se lo avessi sprecato? Qualche giorno su Google a cercare i programmi di corsi simili insegnati in università americane. Poi lentamente rendersi conto che le notizie che si accumulavano ogni giorno sui giornali legati alla crisi finanziaria erano molto più “urgenti” che articoli accademici pubblicati 15 anni fa. In un mondo che si stava contorcendo su se stesso, forse quello valeva la pena di essere spiegato. Ho preso la crisi finanziaria come la chiave per attirare la loro attenzione e ho costruito un corso attorno a temi accademici che vengono in qualche modo toccati dagli spasmi che stanno sconvolgendo i mercati finanziari. La posizione internazionale degli Stati Uniti e il rapporto con la Cina. Il ruolo del dollaro. La fine della globalizzazione finanziaria? Il Fondo Monetario Internazionale. Dopo un paio di mesi, la creatura era nata. Tutta suo padre. Ma il rischio è che piacesse solo al padre. O che fosse troppo facile. O troppo difficile. O troppo noioso. O troppo poco rigoroso.  Alla fine penso che la scelta si sia rivelata fortunata. In parte perche’ nelle discussioni in classe potevo fondere la teoria con le migliaia di aneddoti che si raccolgono in questi giorni sui giornali. In parte perche’ e’ stato molto piu’ facile catturare la loro attenzione.&lt;br /&gt;Insegnare è facile. O almeno, insegnare da una cattedra è facile. Basta avere tempo, preparazione, e auto-stima. Tempo per tornare ai libri che non si aprono da anni e capire quale sia il modo più chiaro ed efficace per trasmettere concetti. Preparazione su un certo tema, per riempire la lezione di esempi, casi, aneddoti, interrogativi, che rendano il tema interessante. E autostima, per vendersi alla classe e dare l’impressione che si padroneggi alla perfezione i temi di cui si sta parlando, anche se in verità si sta pattinando su un ghiaccio molto sottile. Questo lo so fare. “L’ho fatto dalla prima superiore”. Stare su un palco e “ “trasmettere” conoscenza, che sia spiegare come si risolve un’integrale o un ripasso generale su Leopardi prima del tema della maturità, non è difficile. Quello che è più difficile è scendere dal palco, e sedersi in cerchio, provando ad insegnare senza dare l’impressione che si sta insegnando. Ho provato a fare entrambi, dividendo le mie tre ore settimanali in due parti. La prima metà in piedi, facendo lezione. La seconda metà seduto attorno a una tavola rotonda. Una discussione con gli studenti. Come immaginavo, sono molto piu’ bravo a pontificare da un pulpito che ad ascoltare e guidare una conversazione. &lt;br /&gt;Il corso è ormai finito e si avvicina il tempo di dare voti. E anche questo genera panico. Non sono sicuro di avere diritto di giudicarli, dare un voto alle loro idee. Alcuni miei studenti sono padri di famiglia, con due figlie e il terzo in arrivo. Altri stanno per abbandonare l’universita’ e cercare un lavoro. E se i miei voti avessero un effetto sulle loro possibilita’ di trovarne uno? Soprattutto, dopo 18 anni da studente, tra elementari, medie, superiori, e universita’, mi sono reso subito conto di quanto i voti siano assolutamente arbitrari e insignificanti. Mi spiego meglio. E’ facile identificare quale studente e’ piu’ sveglio di un altro, quale saggio sia migliore di un altro. Ma assegnare un numero a un insieme di idee e’ completamente arbitrario. 27 o 30 (in Italia)? 75 o 80 (in Canada)? &lt;br /&gt;E ora che ho finito il corso, sono sicuro di aver imparato piu’ di quanto abbiano imparato gli studenti. Imparato nel discutere con loro e leggere i loro scritti. Imparato nel preparare le lezioni. Nell’andare a rispulciare appunti presi piu’ di due anni fa, nuove letture, vecchi libri, e cercare di comunicarli agli studenti. Ma soprattutto ho imparato qualcosa in piu’ dei miei limiti. &lt;br /&gt;Fine del quadrimestre e mi preparo per dare i voti ai loro saggi finali e immagino che loro stiano in pensiero attendendo il mio giudizio. Quello che non sanno e’ che sono io quello in pensiero, attendendo i voti che loro mi hanno dato nella “valutazione del docente” da parte degli studenti a cui sono stato sottoposto a fine corso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-222331104486305854?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/222331104486305854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=222331104486305854' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/222331104486305854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/222331104486305854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2009/04/alla-fine-ho-scelto-la-giacca.html' title='Alla fine ho scelto la giacca'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5842825305147253599</id><published>2008-12-01T03:46:00.001Z</published><updated>2008-12-01T04:16:38.759Z</updated><title type='text'>Pechino Vol.8 - Le campane di Pechino</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STNk9lZBFRI/AAAAAAAAAUQ/apv6jq6kFOE/s1600-h/DSCN1248.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STNk9lZBFRI/AAAAAAAAAUQ/apv6jq6kFOE/s320/DSCN1248.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274670597752821010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"A Pechino le campane non suonano mai". Me lo dice M. mentre a bordo di un taxi attraversiamo la città in una mattina di sole. E' riprendiamo una conversazione iniziata un anno prima sulla nostra esperienza di persone che non brillano in religiosità in luoghi in cui quella parola ha un significato diverso. La conversazione era iniziata un anno prima, e quella volta era toccato a me parlare delle mie esperienze a vivere in una comunità in un paese come il Canada in cui, lontano dall'ombra del Vaticano, le varie confessioni protestanti rappresentano una forza che plasma la vita larghi strati della popolazione nella loro vita di ogni giorno.Adesso tocca lei, parlare della sua esperienza, uguale e contraria in Cina.&lt;br /&gt;Prendo in prestito le parole che M. ha scritto in una mail, e con la sua autorizzazione le ricopio qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style:italic;"&gt;A Pechino le campane non suonano mai, in Cina La religione è un argomento complicato.&lt;br /&gt;Durante l’era di Mao le religioni, di qualsiasi tipo, erano proibite, si credeva e si doveva credere nel comunismo, ma storicamente o tradizionalmente, come piace tanto dire ai cinesi, la Cina non è mai stato un paese molto religioso e il loro approccio alla vita è da sempremolto pratico, votato all’equilibrio delle cose in terra più che al raggiungimento di obiettivi ultraterreni.&lt;br /&gt; In epoca imperiale, Imperatore e Dio spesso si  confondevano,  l’Imperatore  era il figlio del cielo, tenutario del potere politico in terra e figura sacra per il popolo.&lt;br /&gt;Taoismo e Confucianesimo si occupano di cose molto terrene e quotidiane, insegnano  agli uomini come comportarsi nella vita di tutti i giorni e sono tra “le fedi” oggi più seguite.&lt;br /&gt;La costituzione cinese dice che lo stato protegge tutte le “normali attività religiose”,qualunque cosa significhi, ma non possono esistere altre forme di autorità oltre il Partito Comunista, ecco perché il Papa ha un po’ di problemi con la Cina e lo Stato Vaticano non ha relazioni ufficiali con la Repubblica Popolare Cinese.  Il messaggio è che non c’è nulla più forte del Partito.&lt;br /&gt;Il mio professore dice che a scuola s’insegna ai bambini che credere in un qualsiasi Dio è stupido, una cosa un po’ da matti, dice che in Cina c’è una mancanza di morale e spiritualità preoccupante.&lt;br /&gt;Nel libro che sto leggendo, un ufficiale del partito spiega come in un paese grande come la Cina la democrazia non sia praticabile, il Partito ha, infatti, il ruolo essenziale di mantenerel’ordine sociale e di prevenire il caos. L’autrice lo incalza chiedendogli come mai l’India, altrettanto grande ma democratica, non sia ancora precipitata nel caos, lui risponde candido che in India esiste la religione per controllare il popolo.&lt;br /&gt;Anche questa volta l’incontro e lo scontro con questo paese così diverso dal mio, mi portano a confrontarmi con i simboli della mia cultura e a riconsiderare le mie posizioni. &lt;br /&gt;Il mio approccio alla questione religiosa solitamente molto pratico e razionale, è stato messo in crisi dal pragmatismo cinese.  Per la prima volta, non senza un po’ di stupore, mi sono trovata a considerare la possibilità di credere in Dio, qualsiasi esso sia, come una libertà dell’uomo e l’ateismo imposto o caldeggiato come una forma di violenza sociale e culturale.&lt;br /&gt;La fede, per quanto sia spesso polemica nei suoi confronti, porta con sé l’opportunità di un mondo immateriale e invisibile, con cui confrontarsi, abituata ad una religione che si intromette nella politica, non avevo mai considerato l’opposto, una politica che si intromette nella religione.&lt;br /&gt;Il mio professore dice che le religioni hanno abituato i popoli occidentali a far riferimento a diversi poteri, e quindi ad accettare meno volentieri dittature e autoritarismi fare a meno di sorridere agli scherzi del relativismo culturale."&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5842825305147253599?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5842825305147253599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5842825305147253599' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5842825305147253599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5842825305147253599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/12/pechino-vol8-le-campane-di-pechino.html' title='Pechino Vol.8 - Le campane di Pechino'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STNk9lZBFRI/AAAAAAAAAUQ/apv6jq6kFOE/s72-c/DSCN1248.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8381753678695871145</id><published>2008-11-29T00:26:00.001Z</published><updated>2008-11-29T01:26:22.148Z</updated><title type='text'>Pechino Vol.7 - L'umiltà di non capire</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCaKlWLe0I/AAAAAAAAAUA/9hYUg_VC9FM/s1600-h/DSCN1381.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCaKlWLe0I/AAAAAAAAAUA/9hYUg_VC9FM/s320/DSCN1381.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273884670265359170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCZ4dw56UI/AAAAAAAAAT4/H7ZRFaP4VoA/s1600-h/DSCN1421.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCZ4dw56UI/AAAAAAAAAT4/H7ZRFaP4VoA/s320/DSCN1421.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273884358992324930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCYyl1kEPI/AAAAAAAAATw/3Bq53-ndnyw/s1600-h/DSCN1426.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCYyl1kEPI/AAAAAAAAATw/3Bq53-ndnyw/s320/DSCN1426.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273883158568505586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;All’interno di queste domande, rimangono dodici giorni bellissimi, rimangono le corse in taxi nella notte di Pechino, rimangono i volti bellissimi degli anziani e dei bambini, rimangono le foto fatte con le scolaresche cinesi che ti fermano in piazza Tienanmen, rimane lo spettacolo meraviglioso di M. che contratta mezz’ora con una ragazzina cinese per riuscire a strappare ogni Yuan possibile dal prezzo di quegli stivali, rimangono delle cene memorabili, rimane lo stupore nel cogliere la varietà di popolazioni, etnie, e visi costituiscano la Cina, e come questi si mescolino in un “mostro” come Pechino. Rimane la frustrazione per non avere una chiave di lettura. E il pensiero che per capire Pechino, per capire la Cina serva prima di tutto l’umiltà. L’umiltà di venire fin qui e dedicare almeno uno o più anni interi per imparare la lingua. Una lingua che come dice M. non si impara ma si metabolizza. Le nostre categorie cognitive, schemi mentali, e capacità di ragionare sono mediati dalla nostra lingua. Capire la Cina richiede l’umiltà di lasciare che una lingua con un alfabeto e una struttura completamente opposti al nostro, influenzino ciò che considero tra le cose più preziose, la nostra capacità di pensare. Capire Pechino richiede l’umiltà di guardare ai suoi cittadini mettendo da parte il nostro Euro-centrismo, e il nostro senso di superiorità che ci portiamo dietro. Capire Pechino richiede l’umiltà di “sospendere il giudizio”, come mi dice Luca. Accettare che i nostri occhi, il nostro passato, la nostra lingua, e i nostri valori non ci permettono di capire totalmente, senza distorcere o banalizzare. Capire Pechino richiede l'umiltà di non capire. Per questo motivo ho capito che non potrei mai vivere in questa città. Il fascino della vita dell’Occidentale in Oriente si scontrerebbe contro l’incapacità di capire la realtà in cui si vive senza aver prima rinunciato a molte delle nostre convinzioni. Significherebbe accettare che sia la città e la sua cultura a plasmarci. Ma ho tantissima ammirazione per chi prova a farlo, e come un bambino sui banchi di scuola, passa ore a re-imparare a parlare, e mette in fila ideogrammi, uno dopo l’altro in fila su un quaderno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8381753678695871145?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8381753678695871145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8381753678695871145' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8381753678695871145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8381753678695871145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/11/pechino-vol6-lumilt-di-non-capire.html' title='Pechino Vol.7 - L&apos;umiltà di non capire'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCaKlWLe0I/AAAAAAAAAUA/9hYUg_VC9FM/s72-c/DSCN1381.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8259534780953061869</id><published>2008-11-29T00:23:00.003Z</published><updated>2008-11-29T01:18:42.145Z</updated><title type='text'>Pechino Vol.6 - Il volto dell'imperatore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCYLkIvWII/AAAAAAAAATo/Uap93lrupis/s1600-h/DSCN1255.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCYLkIvWII/AAAAAAAAATo/Uap93lrupis/s320/DSCN1255.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273882488097167490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCX0txsI4I/AAAAAAAAATg/7PIU-s5GelQ/s1600-h/DSCN1340.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCX0txsI4I/AAAAAAAAATg/7PIU-s5GelQ/s320/DSCN1340.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273882095547851650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCXdiKEw_I/AAAAAAAAATY/kDAbYnTmMwI/s1600-h/DSCN1280.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCXdiKEw_I/AAAAAAAAATY/kDAbYnTmMwI/s320/DSCN1280.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273881697291912178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ho trovato la chiave di lettura per capire come il Partito Comunista sia saldo al potere, mentre allo stesso tempo rimanga completamente invisibile ai miei occhi. Durante la nostra visita, Silvia nota come la Città Proibita sia un luogo estremamente impersonale. Ha ragione. La Citta Proibita è l’antica residenza degli imperatori, il cuore segreto della città. Il nome deriva dal fatto che la pena per i comuni cittadini che osassero avventurarsi all’interno fosse appunto la morte. Per due volte il Partito Comunista dopo la rivoluzione pianificò di radere al suolo questo simbolo della tradizione e dell’oppressione imperiale. Paradossalmente, furono il Grande Balzo in Avanti, e la Rivoluzione Culturale a distogliere il partito da questi piani. Racchiusa da mura che la separano dal resto della città, la Città Proibita è una serie infinita di cortili interni separati da maestose porte con i tetti a Pagoda. Perfettamente simmetrica, si dispiega sull’ asse Nord-Sud che domina la città. Alle sue spalle una collina come secondo i dettami del Feng Shui. Silvia ha ragione, è impersonale. E’ un inno al potere ma non dice nulla dei potenti che vi abitarono, dell’ascesa e declino delle diverse dinastie che si successero tra queste mura. Ma nella sua impersonalità è perfetta, armoniosa. E’ impersonale come il potere che controlla la Cina. Finita l’era degli imperatori, fu l’ora del nuovo imperatore, Mao Zedong. Ora che la Cina ha in parte voltato pagina, l’imperatore rimane il Partito Unico, Comunista di nome. Mi stupisco per la quasi completa mancanza di simboli ed effigi che rappresentino il partito per le strade. Così come per la libertà di giocare e deridere le icone del partito come Mao che viene concessa agli artisti che espongono nel 798, un complesso industriale ora riconvertito in varie gallerie d’arte. Mi stupisco della varietà di libri in inglese che si trovino nelle librerie, o dell’accesso alla quasi totalità di fonti di informazioni internazionali su internet. Mi stupisco ad avere una conversazione al tavolo di un ristorante in cui un ragazzo canadese inveisce ad alta voce in inglese contro la politica del partito in Tibet, e come tutto ciò mi sembri estremamente naturale. M. mi viene in soccorso. Mi spiega la raffinatezza del regime e del sistema di controllo. Censurare gli artisti è controproducente. Così come è inutile censurare i quotidiani internazionali su internet negare le informazioni a quei cinesi che padroneggiano la lingua o agli stranieri che vivono qui. Così è controproducente provare a limitare gli stranieri che di fatto in Cina godono di quasi tutte le stesse libertà che ritrovano nei loro paesi d’origine, compresa quella di criticare il regime, a patto di non farlo su fonti pubbliche. Queste garantire maggiori libertà a queste nicchie della popolazione non compromette la legittimità del regime. Oggi la legittimità del regime deriva principalmente dal tasso di crescita dell’economia cinese. Un punto in meno di crescita del prodotto interno lordo a ripercussioni politiche. Un punto. Un numero, niente di importante rispetto a valori che tendiamo a considerare più sacri all’interno della democrazia. Ma ancora mi manca la chiave di lettura per capire come un punto, un numero, rappresenti una differenza enorme nelle condizioni di vita di milioni di persone, centinaia di milioni di persone, più di un miliardo di persone.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8259534780953061869?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8259534780953061869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8259534780953061869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8259534780953061869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8259534780953061869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/11/pechino-vol5-il-volto-impersonale.html' title='Pechino Vol.6 - Il volto dell&apos;imperatore'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCYLkIvWII/AAAAAAAAATo/Uap93lrupis/s72-c/DSCN1255.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-9178159571609487249</id><published>2008-11-29T00:20:00.002Z</published><updated>2008-11-29T01:12:33.167Z</updated><title type='text'>Pechino Vol.5 - La democrazia Cinese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCWo3YDQJI/AAAAAAAAATQ/e1YMJaTFRA8/s1600-h/DSCN1246.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCWo3YDQJI/AAAAAAAAATQ/e1YMJaTFRA8/s320/DSCN1246.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273880792454611090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCV2gtA4cI/AAAAAAAAATI/wgk59fTW0YE/s1600-h/DSCN1233.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCV2gtA4cI/AAAAAAAAATI/wgk59fTW0YE/s320/DSCN1233.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273879927375061442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E questo per me è ancora più difficile da accettare. Non ho trovato la chiave di lettura per capire come la più grande minaccia al mantenimento del potere del partito comunista sia il fatto che il paese, a differenza dell’India, non abbia affrontato ne si appresti a farlo nel futuro, la transizione alla democrazia. M. mi dice, la più grande bomba ad orologeria per il regime viene dal basso, dalle campagne, dai poveri. Non dall’alto. E questo mi lascia perplesso. Le riforme economiche degli ultimi 30 anni hanno dato vita a una dinamica classe imprenditoriale che è diventata sempre più influente nel paese. Una nuova borghesia che non ha nulla a che fare con il passato, che manda i figli a studiare negli Stati Uniti o in Canada, che legge l’inglese e fa affari con il resto del mondo è ora consolidata nelle maggiori città. E io penso che una volta che certi gruppi sociali abbiano risolto il problema della fame, un altro tipo di fame sopraggiunga. Che il benessere economico porti a domande di maggiori libertà politiche, libertà di espressione, libertà di culto. M. mi dice che questo non preoccupa più di tanto l’elite al potere. Il partito unico ha assorbito molti esponenti di questa classe imprenditoriale nei propri ranghi, e loro sono stati disposti ad unirsi al partito perché ciò voleva dire assicurarsi le condizioni per condurre ed accrescere i propri affari. Ma c’è qualcosa di più. Non è solo cooptazione. E’ anche consapevolezza. M. mi dice come l’elite cinese, sia quella nei ranghi del partito che quella economica, sia consapevole del momento storico in cui il paese si trova. Di come ogni richiesta di maggiori libertà democratiche, così come ogni strappo che possa indebolire il controllo del partito, metta a rischio la crescita economica, e il passaggio definitivo della Cina dall’epoca premoderna alla modernità. Una frase che risuona spesso tra gli intellettuali all’interno del paese è “in Cina la democrazia sul modello occidentale non funzionerebbe perché ci sono un miliardo e mezzo di persone”. Questo è falso, visto l’esempio dell’India. Ma quello che è vero un passaggio verso maggiori libertà politiche, d’espressione, e di religione potrebbe minare il processo lineare di crescita economica che il paese ha vissuto negli ultimi decenni. Rompere l’armonia interna. M. pazientemente risponde alle mie domande e spiega come nella cultura Cinese l’individuo non abbia mai avuto un ruolo preciso separato dalla comunità a cui appartiene. I diritti dell’individuo vengono ridimensionati dal bisogno di preservare il benessere della comunità. Di come la nozione di stato, nazione, e potere, che sia l’imperatore, Mao, o il Partito Comunista, si confondono. Lo stupore dura poco, tempo di rendersi conto che in Europa i diritti individuali sono un passaggio che ha origine pochi secoli fa, con l’umanesimo, e la Rivoluzione Francese. Ma mi chiedo in che modo l’apertura al mondo della Cina abbia portato all’interno del paese le richieste di diritti individuali nel campo economico, il diritto di impresa, il diritto di commerciare e perseguire il proprio benessere economico individuale. Ma che allo stesso tempo le richieste di diritti individuali non si estendano ad altri aspetti che io considero sacri, come il diritto di espressione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-9178159571609487249?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/9178159571609487249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=9178159571609487249' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/9178159571609487249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/9178159571609487249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/11/pechino-vol4-la-democrazia-cinese.html' title='Pechino Vol.5 - La democrazia Cinese'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCWo3YDQJI/AAAAAAAAATQ/e1YMJaTFRA8/s72-c/DSCN1246.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-369727012194673051</id><published>2008-11-29T00:19:00.001Z</published><updated>2008-11-29T01:05:56.331Z</updated><title type='text'>Pechino Vol.4 - Il mostro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCValZleCI/AAAAAAAAATA/pWhYYzIFYqM/s1600-h/DSCN1203.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCValZleCI/AAAAAAAAATA/pWhYYzIFYqM/s320/DSCN1203.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273879447599413282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCUZ_2_xnI/AAAAAAAAAS4/hB1SxcBzN5k/s1600-h/DSCN1209.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCUZ_2_xnI/AAAAAAAAAS4/hB1SxcBzN5k/s320/DSCN1209.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273878338010596978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non ho trovato la chiave di lettura per capire questo “mostro” sovrappopolato. Per capire come 18 milioni di persone possano affollare questa città sotto l’occhio discreto di un regime che non si manifesta troppo palesemente. La Città Proibita è da secoli il simbolo del potere in Cina, e nei suoi enormi spazi interni avvolge migliaia di turisti che la attraversano in maniera ordinata da Sud a Nord. In quegli spazi immensi ci sente minuscoli mentre ci si lascia trascinare dalla massa infinita di turisti. Quasi non ci si accorge che si è tra i pochi turisti non cinesi tra la folla, e che i loro sguardi spesso si posano su di te, per poi deviare all’improvviso non appena te ne accorgi. Uno degli elementi impossibili da ignorare a Pechino è appunto questa folla. Pechino è un mostro sovra-popolato in cui un ordinato caos regna nelle strade. La città è diventata la meta per migliaia o milioni di persone che dalle campagne cinesi si sono riversate nella città in cerca di condizioni di vita migliori. Si nota dalle tantissime persone che spazzano la strada a ogni ora. Dai tantissimi camerieri in ogni ristorante. Non si è mai soli in questa città. Nel camminare per le via ci si perde nella folla, ne’ si viene assorbiti. Si ha l’impressione che molti di quei lavori siano creati artificialmente per mantenere la pace sociale. Chiedo quale sia la bomba ad orologeria che mini la stabilità del regime comunista in Cina? M. risponde che è proprio questa. La Cina si trova con il compito immane di elevare più di un miliardo di persone che vivono nelle campagne verso un tenore di vita più alto. L’inflazione galoppante, la corruzione nelle fila del partito lontano da Pechino, l’ineguaglianza tra la città e la campagna rappresentano pericolose trappole lungo questo tragitto, che con frequenza danno vita a rivolte in vari angoli del Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-369727012194673051?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/369727012194673051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=369727012194673051' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/369727012194673051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/369727012194673051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/11/pechino-vol3-il-mostro.html' title='Pechino Vol.4 - Il mostro'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCValZleCI/AAAAAAAAATA/pWhYYzIFYqM/s72-c/DSCN1203.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5301358442428064720</id><published>2008-11-29T00:18:00.001Z</published><updated>2008-11-29T00:59:03.779Z</updated><title type='text'>Pechino Vol.3 - Le colonne d'acciaio della Città Proibita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCTzI2EslI/AAAAAAAAASw/xRZKFx8mqP8/s1600-h/DSCN1458.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCTzI2EslI/AAAAAAAAASw/xRZKFx8mqP8/s320/DSCN1458.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273877670407746130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCSh4Q0ljI/AAAAAAAAASo/MoRwMWcdwFU/s1600-h/DSCN1389.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCSh4Q0ljI/AAAAAAAAASo/MoRwMWcdwFU/s320/DSCN1389.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273876274387129906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scrivere sul blog dopo un viaggio è un regalo che mi faccio, una scusa per riflettere sulle cose viste, le esperienze vissute, le persone incontrate. Adoro dare giudizi, il più decisi e perentori possibili. L’ho fatto sempre in Inghilterra. L’ho fatto sempre in Canada. Ma questa volta è difficile. Non ho trovato la chiave per aprire la città. La chiave di lettura per decifrare la città non passa attraverso lo sguardo del turista. La città non cattura gli occhi. A fianco di Silvia, i primi giorni sono stati dedicati agli itinerari turistici. La Città Proibita. Poi il Tempio del Cielo, e il Palazzo d’Estate. La Grande Muraglia. La Pagoda Bianca e il Tempio del Lama. Ma chi spera di trovare la chiave di lettura attraverso passato di Pechino si scontra subito con la realtà che persino le colonne dei padiglioni che separano i cortili interni della Città Proibita sono fatti d’acciaio dipinto di rosso. Silvia si indegna. M. spiega che l’idea di “conservare” il patrimonio storico è lontano dalla cultura cinese. Più naturale copiare e ricostruire. As esempio, gli hutong, le case antiche che popolavano il Pechino, basse e che si affacciano su un cortile interno mentre nulla traspare dal di fuori. Queste sono state in larga parte distrutte negli ultimi anni, con un accelerazione notevole a ridossi delle olimpiadi. Al loro posto grattacieli. La città che si sviluppava a macchia d’olio in orizzontale, ora si alza in piedi. L’idea che distruggendo gli hutong si distrugga anche il patrimonio storico di Pechino impallidisce di fronte all’idea che costruendo al loro posto dei grattacieli si permette alle nuove persone che hanno raggiunto il benessere economico di vivere in case con l’acqua corrente, e a Pechino di diventare una città moderna. Il futuro cinese richiede spazio, e il passato deve farsi da parte. E’ impossibile trovare la chiave di lettura per capire Pechino attraverso il suo passato perché il suo passato semplicemente non è più lì, sopraffatto da varie rivoluzioni, una rivoluzione comunista, una rivoluzione culturale, e una rivoluzione capitalista. Quella che appare non è la Pechino del passato, ma la Cina che sta entrando nel XXI secolo. La Pechino del XXI secolo è un “mostro”, come dice Luca. Una città sterminata, piatta, inquinata e sovraffollata, senza alcun punto di riferimento visivo all’orizzonte, che assorbe persone ed energie dal resto del Paese e le trasporta dal passato alla modernità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5301358442428064720?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5301358442428064720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5301358442428064720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5301358442428064720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5301358442428064720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/11/pechino-vol2-le-colonne-dacciaio-della.html' title='Pechino Vol.3 - Le colonne d&apos;acciaio della Città Proibita'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCTzI2EslI/AAAAAAAAASw/xRZKFx8mqP8/s72-c/DSCN1458.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-4707500152656817075</id><published>2008-11-29T00:16:00.001Z</published><updated>2008-11-29T00:51:07.774Z</updated><title type='text'>Pechino Vol.2 - Cercando una chiave</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCR7pCCjEI/AAAAAAAAASg/CcTa3eUi-EU/s1600-h/DSCN1293.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCR7pCCjEI/AAAAAAAAASg/CcTa3eUi-EU/s320/DSCN1293.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273875617463569474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCRixS2jCI/AAAAAAAAASY/T9ecakuQUtQ/s1600-h/DSCN1244.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCRixS2jCI/AAAAAAAAASY/T9ecakuQUtQ/s320/DSCN1244.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5273875190184840226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’aereo è decollato da meno di un’ora dall’aeroporto di Pechino. Ore 15:09 a Pechino. Ore 4:09 a Toronto. 7200 miglia a destinazione. La rotazione terrestre mi sta per restituire quelle 13 ore di fuso orario che mi sono state rubate all’andata. Questa volta il tragitto sarà diverso. Da Pechino, l’aereo si dirigerà a nord-Est, attraversando l’angolo estremo ad oriente della Siberia, per poi attraversare l’Alaska, arrivare in territorio canadese, lo Yukon, scendere attraverso la Baia di Buffin, sorvolare Toronto, e infine New York. Sono passati 12 giorni dal mio arrivo a Pechino, e ho ritardato il più possibile il momento in cui avrei scritto questo blog. Non per mancanza di tempo. Ne’ per mancanza di voglia. E certamente non per mancanza di idee e stimoli. E’ come attraversare una vicolo della Pechino e ritrovarsi con i vestiti intrisi di odori. Si è sopraffatti, magari positivamente, molte volte nauseati, ma non è più possibile distinguerli e capire che odore ci portiamo addosso. Ho aspettato a scrivere questo post non per mancanza di sensazioni e esperienze da raccontare, ma perché avevo paura di non avere trovato la chiave di lettura per decifrare questa città e la mia esperienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-4707500152656817075?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/4707500152656817075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=4707500152656817075' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/4707500152656817075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/4707500152656817075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/11/pechino-vol1-cercando-una-chiave.html' title='Pechino Vol.2 - Cercando una chiave'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STCR7pCCjEI/AAAAAAAAASg/CcTa3eUi-EU/s72-c/DSCN1293.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-6108705125925982425</id><published>2008-11-08T07:48:00.003Z</published><updated>2008-11-29T16:46:24.203Z</updated><title type='text'>Pechino Vol.1 - La Transiberiana da Toronto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STFx0dlQOWI/AAAAAAAAAUI/1GNcEO-PgAs/s1600-h/DSCN1161.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STFx0dlQOWI/AAAAAAAAAUI/1GNcEO-PgAs/s320/DSCN1161.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274121784735578466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ore 2e34 AM a Waterloo. Notte fonda. Il che significa 2e34 PM a Pechino. Pomeriggio. Oppure 8e34 AM in Italia. Immagino che la nebbia che copre il passaggio tra la notte e il giorno in Emilia si stia cominciando a diradare. Ma il tempo conta poco visto che sto per entrare in una sorta di centrifuga temporale. E’ da poco finito il mio venerdì e fra venti minuti prenderò un autobus. Prima tappa l’aeroporto di Toronto. Da Toronto volo fino a New York. 4 ore di scalo cercando di non farmi arrestare dalle autorità americane in quanto italiano. Spero vivamente che le ultime dichiarazioni di Berlusconi non siano arrivate all’orecchio di quell’ufficiale di dogana di colore che mi accoglierà. Da New York volo fino a Pechino. 15 ore di volo più 12 ore di fuso orario. Ricapitolando: 17 ore di volo, 4 di scalo, e 3 tra trasporto in aeroporto e check-in. Totale: 24 ore + 12 di fuso orario. Di fatto sto per aprire la porta di casa mia mentre il mio venerdì è da poco finito, e aprirò una nuova porta di casa domenica nel tardo pomeriggio. Mi sento derubato del sabato. Non penso esistano strategie per sopravvivere uno sbalzo di fuso orario di 12 ore. La mia strategia sono 300 grammi di cioccolato fondente in valigia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4805 miglia percorse. 2477 ancora da percorrere per arrivare alla destinazione. Ancora 5 ore di viaggio mentre faccio fatica a calcolare quanto sia passato dalla partenza. &lt;br /&gt;E’ stata una notte lunghissima. Lunga quanto una notte polare. La rotta più breve che collega due punti situati su paralleli opposti del pianeta, non è una linea retta. Non è nemmeno disegnabile su una cartina geografica. Semplicemente perché la Terra non è una cartina geografica. Pensavo che il volo da New York a Pechino fosse una lunga linea. Prima la traversata degli Stati Uniti e poi l’Oceano Pacifico. Ma la terra non una cartina, e la rotta più breve passa dal circolo polare artico. Appena decollati da New York, l’aereo si è diretto a nord-est, prima sorvolando Montreal, attraversando il Quebec del Nord, poi virando verso la Groenlandia, fino al di sopra del circolo polare artico verso il polo nord. E’ stato quindi una notte irreale. Avevo lasciato New York a mezzogiorno ma da subito è stata notte fonda. Solo ora le luci cominciano a comparire. E sotto di me c’è la Siberia. E’ uno spettacolo meraviglioso. Distese di neve solcate da tantissimi fiumi che si attorcigliano come serpenti. Nessun segno o oggetto che possa far pensare che questo pianeta sia abituato da esseri umani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-6108705125925982425?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/6108705125925982425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=6108705125925982425' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6108705125925982425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6108705125925982425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/11/toronto-pechino-episode-1.html' title='Pechino Vol.1 - La Transiberiana da Toronto'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/STFx0dlQOWI/AAAAAAAAAUI/1GNcEO-PgAs/s72-c/DSCN1161.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5364968112899297424</id><published>2008-11-06T14:22:00.001Z</published><updated>2008-11-06T14:29:30.745Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 9 – Verso il G20</title><content type='html'>Il 15 novembre a Washington si terrà un vertice straordinario sulla crisi finanziaria. Parteciperanno i capi di stato o primi ministri dei paesi che compongono il G20, un G7 esteso ai maggiori paesi emergenti come Cina, India, e Brasile. E' un momento storico ed enormi aspettative sono state generate attorno a questo meeting. Mi è stato chiesto di scrivere un articolo sui temi che saranno al centro del meeting. E' un pezzo abbastanza breve e non tecnico, ma in inglese. Lo trovate a questo &lt;a href="http://www.cigionline.org/cigi/Publications/policybr/testnov5b"&gt;link&lt;/a&gt;: &lt;a href="http://www.cigionline.org/cigi/Publications/policybr/testnov5b"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5364968112899297424?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5364968112899297424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5364968112899297424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5364968112899297424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5364968112899297424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/11/diario-della-crisi-parte-9-verso-il-g20.html' title='Diario della crisi, Parte 9 – Verso il G20'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8823785284600780888</id><published>2008-10-22T13:30:00.002Z</published><updated>2008-10-25T16:13:52.424Z</updated><title type='text'>40 giorni di vita Canadase in 7 punti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8wepi5ONI/AAAAAAAAASQ/ZkEpqliWAv4/s1600-h/DSCN1046.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8wepi5ONI/AAAAAAAAASQ/ZkEpqliWAv4/s320/DSCN1046.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259976192898447570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8wCvWJGYI/AAAAAAAAASI/T6F_EQRwQYY/s1600-h/DSCN1108.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8wCvWJGYI/AAAAAAAAASI/T6F_EQRwQYY/s320/DSCN1108.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259975713419237762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8u8uxCXzI/AAAAAAAAASA/DBofW4dB2SY/s1600-h/DSCN1041.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8u8uxCXzI/AAAAAAAAASA/DBofW4dB2SY/s320/DSCN1041.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259974510672764722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8r-bOPwBI/AAAAAAAAAR4/mH5BBpepsIY/s1600-h/12-10-08_1549.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8r-bOPwBI/AAAAAAAAAR4/mH5BBpepsIY/s320/12-10-08_1549.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5259971241251422226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Resoconto in sette punti degli ultimi 40 giorni di vita dal mio ritorno sul suolo canadese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto 1. La casa&lt;br /&gt;Mi sono trasferito in una casa nuova. Bellissima. E’ una residenza storica risalente al fine ‘800. Secondo lo storico locale, nonché vicino di casa, questo era il primo ufficio postale nella cittadina. La divido con Jason, amico e compagno di dottorato. Un camino elettrico troneggia nel salotto. Con delusione ho scoperto che quella che brucia all’interno è semplicemente una lampadina che simula il fuoco. Sopra al camino elettrico, una finissima collezione di liquori collezionata con amore in un mese. Limoncino e Martini Bianco a dare un tocco di Italianità. Al loro fianco la foto di Miss Schwener, una diciottenne locale con le gote gonfie e una corona da Miss Italia. Schwener è un circolo o una pro-loco tedesca a Kitchener che ogni anni elegge la propria reginetta. Per partecipare alla selezione bisogna avere almeno 16 anni, non essere sposate, ed essere membri attivi del circolo. Per essere eletti al prestigioso titolo, le partecipanti devono dimostrare la loro conoscenza della storia del club. Una volta incoronata, Miss Schwener si accollerà il compito di rappresentare il club e la sua storia per un anno intero, sarà l’ambasciatrice delle radici tedesche nella comunità, e dovrà prendere parte anche alla competizione per l’elezione di Miss Kitchener-Waterloo.&lt;br /&gt;Sono riuscito a rintracciare l’identità della Miss Schwener immortalata nella foto. La sua biografia rivela che è stata un membro del club sin da bambino, il suo bisnonno è stato uno dei fondatori del club, e dall’età di 15 anni lei balla con il corpo di ballo del club. Inoltre, l’anno scorso ha assunto la carica di direttrice dei costumi.  Probabilmente si è accorta che non sarebbe mai riuscita a rientrare nelle dimensioni di una ballerina, e tra la dieta e le aspirazioni artistiche ha scelto un compromesso: la direttrice dei costumi. Durante le celebrazioni dell’Oktoberfest, alcuni amici non hanno resistito alla tentazione di staccare dal muro del locale la foto della reginetta del circolo, e uscire dal locale con la foto sotto il braccio, ammiccando ai buttafuori. Secondo alcune voci, Miss Schwener era stava in quel momento danzando nella sala da ballo, ignara che la sua effige veniva sottratta. Tecnicamente tutto ciò è un furto. Ma gli scrupoli morali per aver accettato il dono se ne vanno quando la osservo dominare il nostro salotto, che ora è chiaramente un protagonista del Novecento.&lt;br /&gt;I padroni di casa sono una coppia di 70 anni. Ken e Barbara. Barbie e Ken. Ken è un preside di una scuola in pensione, ora in pensione. Passa i suoi giorni restaurando case o restaurando Cadillacs.  Barbie è la pupa del bullo, cioè Ken. Nella batte l’arrosto di Barbie, come ho potuto accertare quando ci hanno invitato a cena.&lt;br /&gt;Ho innalzato il mio stile di vita. Ho ordinato una moka elettrica su Ebay che mi è stata presto spedita da un commerciante in Florida. Ho anche un letto Ikea Aneboda. Un letto a una piazza e mezzo, perché in Canada i letti singoli non li hanno neanche i Visconti Dimezzati. Ho anche un comodino Ikea Aneboda. E una cassettiera Ikea Aneboda. E’ stato grande passo per me. Non avevo mai montato nessun pezzo Ikea nella mia vita. Ma è stato un grande passo per me anche in un altro senso. Fino a poco fa, tutti i miei averi stavano comodamente in una valigia. Come un clandestino pronto alla fuga. Ora ho un letto, il che mi rende un proprietario immobiliare, visto che il letto non si riesce a farlo stare in valigia neanche da smontato. Sento che mi manca l’aria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto 2. Lo sport&lt;br /&gt;Ho cominciato a fare un po’ di attività fisica. Prendo lezioni di nuoto. Due volte alla settimana. Attorno a me, i compagni e compagnie di corso sono più balene che delfini. In ogni caso mammiferi, ma non della mia misura. Questa sera, nel tentativo di fare una virata subacquea a fine vasca sono riuscito nell’impossibile obiettivo di rompermi il terzo dito del mio piede sinistro. Quello in mezzo, protetto da altre quattro dita. Per giunta in acqua. Ricordandomi della volta in cui mi sono rotto il dito più piccolo dello stesso piede, mi sono messo il cuore in pace, ho estratto un rotolo di nastro adesivo dai cassetti della cucina, e ho fatto un gesso fai da te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto 3. Oktoberfest.&lt;br /&gt;Questo fine settimana abbiamo celebrato la locale Oktoberfest. Qualsiasi guida turistica, alla voce “Waterloo” citerà con orgoglio che la città ospita la più grande Oktoberfest al mondo al di fuori dei confini tedeschi. La comunità di Waterloo-Kitchener era anticamente un insediamento di immigrati tedeschi. Il nome originario della città era Berlino, prontamente cambiato in Kitchener allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando Canada e Germania si trovarono su lati opposti delle trincee. Gli abitanti della Berlino Canadese prontamente rinunciarono alle loro origini tedesche e cambiarono il nome della città da Berlino a Kitchener. Ma non rinunciarono alla loro birra. Cosa è quindi un’Oktoberfest in Canada? Semplice. Prendete un palazzetto del ghiaccio. Ricoprite il ghiaccio con delle assi, visto che birra e ghiaccio non vanno d’accordo. Mettete dei chioschi che vendono birra a basso costo ovunque. Mettete in un angolo un’orchestrina che suona delle polke, per poi passare a Michael Jackson. Fate arrivare un corpo di ballo bavarese dalla Germania, e fategli fare una danza in cui con un accetta tagliano un tronco di pino a ritmo di musica. Date alla popolazione canadese una scusa per vestirsi con costumi bavaresi, calzettoni alle ginocchia, bratelle, cappelli con la biuma. Ora date loro una scusa per bere birra al ritmo della polka. L’imbarazzo per essere in tutto ciò si attuisce leggermente alla terza birra, ma non scompare mai del tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto 4. La Fiera Mondiale di Rockton&lt;br /&gt; E’ arrivata la giornata del Ringraziamento. In Canada il Ringraziamento si festeggia un mese prima che negli Stati Uniti. Le origini della celebrazione si mescolano alle antiche feste agresti per la raccolta, e siccome qui siamo più a nord, il raccolto avviene prima che nel resto del continente. Quest’anno sono stato trascinato alla Fiera Mondiale di Rockton (http://www.rocktonworldsfair.com/). Un’ora passata tra carote, ortaggi, galline, cavalli, pecore, capre, cetrioli, trattori. Ognuno portato dai contadini di tutto l’Ontario fino a questo angolo di paese vicino alle cascate del Niagara per competere per il prestigioso titolo. Le competizioni variano da quella per la gallina più colorata, al coniglio con il pelo più magnificente. Dalla zucca più storta al pollo più ruspante. La foto che vedete è quella della carota vincitrice del titolo per la “carota più orribile”&lt;br /&gt;Punto 5. La Cina&lt;br /&gt;Fra meno di un mese mi reco a Pechino a far visita ai tre pionieri bolognesi M., Gerry, e Luca che da due mesi sono in missione in Cina per capire cosa bisogna fare per riportare la bandiera rossa sul balcone di Palazzo d’Accursio a Bologna. Perché Pechino? Perché è una delle tre città che mi sono promesso di visitare nella vita (le altre Dubai e Gerusalemme). Perchè sono esattamente dodici fusi orari, l’altra parte del mondo. Perché il biglietto aereo costava quanto farsi incapsulare un dente, e io non sono un modello di igiene orale. Perché dopo aver fatto 14 ore di viaggio per trovare degli amici, voglio vedere se hanno il coraggio di dimenticarsi di farti gli auguri per il tuo compleanno. Perché ha fine anno avrò percorso più di 70mila chilometri negli ultimi 12 mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto 6. Università e affini.&lt;br /&gt;Ho ricevuto i risultati dei miei esami tre settimane dopo averli sostenuti. Risultato positivo. Come ha detto Jason, è stato come ricevere l’esito dei test per qualche malattia tropicale 3 settimane dopo essersi recati in clinica. Ora in teoria ho chiuso un periodo della mia vita iniziato alla tenera età di 6 anni fatto di lezioni ed esami. Tempo di cominciare a dedicarsi alla ricerca. La crisi finanziaria che sembra aver raggiunto l’apice in queste settimane ha dato tutto un altro significato e un’altra rilevanza ai miei progetti e allo studio che voglio condurre. Magari tornerò a parlarne fra un po’. Oggi l’ufficio immigrazione mi ha concesso un permesso di lavoro che mi permetterà di lavorare come assistente di ricerca per un’economista di Waterloo, o, in alternativa, in qualsiasi McDonald del territorio canadese. Ma soprattutto è tempo di passare dall’altra parte della cattedra. Mi è stato assegnato l’insegnamento di un corso che inizierà nel prossimo trimestre. Oltre ad insegnarlo, devo anche stilare il programma e decidere cosa insegnare, che esami far fare, come assegnare i voti, etc… Sono completamente inadeguato per il ruolo, ma ho comunque accettato. Essendo una classe per studenti del quarto anno, le persone a cui in teoria dovrò insegnare in verità avranno quasi la mia età, al massimo un anno in meno. Mi farò crescere quel poco di barba che popola il mio viso, e lascerò che la calvizia e l’accento italiano facciano il resto per aumentare la mia autorevolezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto 7. Questa mattina il termometro segnava -3 gradi. Bentornato generale inverno. Il primo giorno in cui il cielo di coprirà di nuvole e il vento gelido soffierà da Nord, odierò questo luogo con tutte le mie forze. Ma non stamattina. Stamattina il sole accendeva i colori ovunque, mentre l’aria gelata pungeva il volto lungo il mio tragitto in bici verso l’università, quasi obbligandolo a sorridere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8823785284600780888?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8823785284600780888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8823785284600780888' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8823785284600780888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8823785284600780888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/10/40-giorni-di-vita-canadase-in-7-punti.html' title='40 giorni di vita Canadase in 7 punti'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SP8wepi5ONI/AAAAAAAAASQ/ZkEpqliWAv4/s72-c/DSCN1046.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5134433090949897849</id><published>2008-10-13T19:40:00.000Z</published><updated>2008-10-13T19:41:48.020Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 8 – Non più solo gli Stati Uniti</title><content type='html'>Fino a settembre 2007, questa crisi è rimasta una crisi “americana”, con delle ramificazioni pericolose nei bilanci di alcune banche europee che avevano investito nel mercato immobiliare americano. Dal mese di settembre 2007, la crisi è diventata una crisi transatlantica. Diversi paesi europei sono dovuti intervenire a soccorso di istituti bancari nazionali in difficoltà attraverso prestiti d’emergenza, nazionalizzazioni, e garanzie sui depositi. &lt;br /&gt;Dall’inizio di ottobre 2008, questa si è trasformata da una crisi trans-atlantica, a una crisi globale. La valanga di vendite nei mercati azionari americani ed europei hanno trascinato al ribasso i mercati azionari di ogni continente. Dopo Londra, Parigi e Milano, anche Tokyo, Singapore, Sidney, Hong Kong, Bombay, e Mosca hanno registrato perdite spesso nell’ordine del 10% in un singolo giorno. In ottobre 2007, il Fondo Monetario ha ripristinato una procedura d’emergenza creata durante la crisi finanziaria asiatica del 1997-98 per soccorrere paesi in difficoltà. Il Fondo aveva negli ultimi anni quasi cessato la sua attività di concedere fondi di emergenza a paesi in difficoltà finanziaria, visto che la maggior parte dei paesi in via di sviluppo avevano beneficiato della stabilità nei mercati internazionali e gli alti prezzi delle materie. Questa situazione di calma sui mercati internazionali è chiaramente giunta a termine, e cresce la possibilità che paesi in America Latina, Europa orientale o Asia orientale debbano ricorrere a prestiti di emergenza per proteggersi da una crisi che non hanno minimamente contribuito a creare. I rischi sono minori per quei paesi in Asia orientale e Medio Oriente che nell’ultimo decennio hanno accumulato centinaia di miliardi di dollari in valuta e titoli esteri per difendersi da possibili attacchi speculativi provenienti dai mercati finanziari. Ma queste montagne di dollari potrebbero rivelarsi una barriera Maginot, incapace di prevenire che la crisi si faccia sentire attraverso canali diversi, come il calo nella domanda per loro esportazioni determinata dalla recessione negli Stati Uniti e in altri paesi.&lt;br /&gt;Nel contesto di questa crisi, la Cina è sembrata fino a questo punto un attore periferico. Per vari anni il sistema bancario cinese è stato additato come uno degli anelli deboli, e il possibile punto di origine di una nuova crisi finanziaria internazionale. Contrariamente a queste previsioni, fino a questo momento i 1800 miliardi di dollari in riserve monetarie possedute dalla Banca centrale cinese e la relativa semplicità delle banche cinesi, non esposte ad attività ad alto rischio come quelle americane, hanno costituito una barriera protettiva sufficiente contro il diffondersi della crisi finanziaria. &lt;br /&gt;Ma la crisi coinvolge il paese molto più profondamente, fino a mettere in discussione la sua posizione nel panorama internazionale. Esiste infatti un paradosso tra il bisogno assoluto di denaro per ricapitalizzare gli istituti finanziari negli Stati Uniti e in Europa, e i 4000 miliardi di dollari che giacciono come riserva nelle banche centrali nell’Asia Orientale. Per questo sono in molti a vedere la Cina, assieme ad altri paesi asiatici, come la potenziale soluzione della crisi.&lt;br /&gt;La decisione da parte del governo di accumulare titoli del tesoro americano negli ultimi anni è stata definita da Ken Rogoff, in passato chief economist del Fondo Monetario Internazionale, come “il più grande programma di aiuti economici nella storia”. Altri economisti come Arvind Subramanian del Peterson Institute for International Economics hanno suggerito che la Cina dovrebbe fare un passo in più, investendo parte delle proprie riserve monetarie per ricapitalizzare Wall Street. Secondo Subramanian, tre sono le motivazioni. Primo, perché come vari commentatori sostengono all’interno degli Stati Uniti, la Cina ha indirettamente favorito l’emergere della bolla speculativa, attraverso la svalutazione competitiva della propria valuta, che ha inondato di liquidità i mercati americani. Secondo, perché attenuando l’entità della recessione negli Stati Uniti, la Cina preverrebbe un drammatico calo nella domanda delle sue esportazioni, e agirebbe quindi nel proprio interesse. Terzo, perché in questo modo dimostrerebbe al mondo intero il suo status di superpotenza responsabile, capace di usare le proprie risorse economiche per proteggere l’economia. In altre parole, sigillerebbe il passaggio dal “secolo americano” al “secolo cinese” arrivando in soccorso dell’attuale potenza egemone in difficoltà.&lt;br /&gt;Proposte come queste sono più una provocazione intellettuale che una reale possibilità. Il primo ad opporre l’ingresso massiccio cinese o di qualsiasi altro paese nel sistema bancario americano sarebbe lo stesso Congresso americano. Inoltre, già una volta dall’inizio della crisi, il governo cinese è intervenuto in soccorso di Wall Street. A dicembre 2007, la China Investment Corporation - lo strumento usato dal governo cinese per investire sui mercati esteri 200 miliardi di dollari delle proprie riserve monetarie – ha acquistato una quota pari al 10% della banca americana Morgan Stanley. Il successivo aggravarsi della crisi ha causato un crollo nelle azioni della banca che hanno perso il 90% del loro valore e ha reso l’investimento fallimentare dal punto di vista economico. Questo ha alimentato il risentimento a Pechino, che da allora non è più venuta in soccorso d’istituti finanziari americani. &lt;br /&gt;Ma quello che rende improbabile il soccorso cinese o di qualsiasi altro paese asiatico non sono solo considerazioni di natura puramente economica, ma anche la profonda crisi di legittimità in cui l’attuale turbolenza nei mercati finanziari ha gettato il capitalismo americano. Da tutto il mondo si levano dichiarazioni di frustrazione nei confronti degli Stati Uniti per avere gettato altri paesi in una crisi che non hanno contribuito ad originare. Il presidente brasiliano Lula ha dichiarato, “non è giusto che siano paesi in America Latina, Africa, e Asia a pagare per l’irresponsabilità del sistema finanziario americano”. Pochi giorni dopo Putin ha dichiarato, “questa crisi non è il frutto dell’irresponsabilità di specifici individui ma dell’irresponsabilità dell’intero sistema che rivendicava la leadership internazionale”. Ma aldilà della retorica, è chiaro che questa crisi segna un punto di svolta nella struttura della finanza internazionale. Negli ultimi 15 anni, accademici, esperti di finanza e politici hanno esaltato il modello anglo-americano nei mercati finanziari come il più dinamico, innovatore, e in grado di creare le basi per un’economia in grado di competere nel ventunesimo secolo. La risposta del G7 e delle maggiori organizzazioni finanziarie internazionali alle crisi finanziarie generate in paesi in via di sviluppo nello scorso decennio è stata quella di promuovere l’adozione in questi paesi di standard e codici finanziari in aeree diverse come la supervisione e regolamentazione bancaria, contabilità, governance aziendale. Nonostante questi standard siano state presentati dal G7 come “best practices”, agli occhi dei politici nei paesi dell’Asia orientale questi sono sembrati un’eccessiva interferenza nelle loro economie, e il tentativo di Washington di rimodellare i sistemi finanziari asiatici a propria immagine e somiglianza. A partire dalla crisi che ha colpito Tailandia, Indonesia, Malesia, e Corea del Sud nel 1997-98, la reazione prevalente nella regione a è stata quella di rafforzare la propria autonomia, attraverso l’accumulazione di montagne di dollari come protezione contro future turbolenze nei mercati finanziari, o rafforzando la cooperazione a livello regionale. La proposta giapponese di creare un “Fondo Monetario Asiatico” nel 1997 fallì per l’opposizione congiunta di Washington e Pechino. Mentre gli Stati Uniti temevano che questa organizzazione potesse rappresentare una sfida al Fondo Monetario Internazionale e diminuisse l’influenza americana nella regione, la Cina vide l’iniziativa come un tentativo di Tokyo di rafforzare la propria leadership. Ma dal fallimento del Fondo Monetario Asiatico, nuove iniziative hanno rilanciato la cooperazione regionale. La Chiang Mai Initiative rappresenta una serie di accordi tra le banche centrali dei paesi che formano l’Asean+3, i quali hanno creato delle linee di credito per supportarsi reciprocamente nel caso una crisi finanziaria colpisse la regione. La crisi attuale ha visto il rafforzamento di questa iniziativa, ora in grado di mobilitare 80 miliardi di dollari, e a differenza di un decennio fa, la Cina ne è ora un’attiva sostenitrice. La dichiarazione d’indipendenza da Washington in campo finanziario lanciata nella regione è destinata a prendere vigore nei prossimi anni, sull’onda lunga della crisi di credibilità in cui sono cadute le politiche di liberalizzazione promosse dagli Stati Uniti in Asia. &lt;br /&gt;Sono in molti a chiedere che questa crisi rappresenti l’occasione per un nuovo inizio nel sistema finanziario internazionale attraverso una nuova Bretton Woods. La conferenza di Bretton Woods nel 1944 gettò le basi per la ricostruzione del sistema monetario e finanziario internazionale dopo la seconda guerra mondiale e portò alla creazione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca mondiale. Secondo molti commentatori, queste basi vanno ora riviste, e il nuovo ordine deve riconoscere lo spostamento di potere economico internazionale da Occidente a Oriente avvenuto negli ultimi decenni.&lt;br /&gt;Ma le prospettive perché questo accada sono minime. Due condizioni favorirono il successo della conferenza di Bretton Woods nel 1944. La prima fu la leadership degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. La seconda fu una visione comune condivisa dalle elite dell’epoca attorno alle basi sulle quali la finanza internale sarebbe dovuta essere ricostruita. Entrambe queste condizioni mancano in questo momento. La perdita di credibilità del modello anglo-sassone nell’organizzazione dei mercati finanziari rende improbabile che le maggiori potenze economiche continuino a supportare questa visione. Al contrario, è più probabile che l’Europa, la Cina, e altre potenze regionali prendano posizione in favore delle loro tradizioni economiche e ne riaffermino i benefici. Secondo, gli Stati Uniti difficilmente avranno la credibilità e il prestigio morale per esercitare la loro leadership nel campo finanziario. Peer Steinbruck, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato, “quando guarderemo indietro a tutto questo fra 10 anni, vedremo il 2008 come un momento di cambiamento radicale. Quando cioè gli Stati Uniti perderanno il loro ruolo di superpotenza finanziaria”. Al contrario, Pechino potrebbe uscire dalla crisi in una posizione rafforzata. Olivier Blanchard, chief economist del Fondo Monetario Internazionale, ha dichiarato: "I Paesi emergenti cresceranno del 6 per cento l'anno prossimo e ciò avrà implicazioni politiche. Il 100 per cento della crescita nel 2009 viene da loro. Ci sarà uno spostamento nel potere, la Cina emergerà da questi eventi in una posizione più forte".&lt;br /&gt;Mentre le condizioni per una nuova Bretton Woods sono deboli, quello che è più probabile emerga dalla crisi è un sistema frammentato, in cui diversi modelli regionali coesistono e si scontrano, e in cui difficilmente gli Stati Uniti saranno in grado di esercitare la stessa leadership intellettuale ed economica che hanno esercitato negli ultimi decenni. Un sistema in cui Washington non sarà in grado di guidare il resto del mondo, e in cui il resto del mondo sarà restio a seguire. Nonostante questo scenario sia visto in modo favorevole da molti critici di Washington, uno sguardo al passato rievoca il ricordo degli anni ’30 e della disintegrazione dell’economia mondiale in vari blocchi regionali in competizione che seguì il crollo di Wall Street nel 1929.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5134433090949897849?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5134433090949897849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5134433090949897849' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5134433090949897849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5134433090949897849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/10/diario-della-crisi-parte-8-non-pi-solo.html' title='Diario della crisi, Parte 8 – Non più solo gli Stati Uniti'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5063286183218055304</id><published>2008-10-04T03:33:00.002Z</published><updated>2008-10-04T12:38:37.531Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 7 – 228 contro 205</title><content type='html'>Lunedì 29 Settembre. 228 voti contrari. 205 favorevoli. Il Congresso degli Stati Uniti ha negato l’approvazione del piano presentato dal Tesoro americano e dal suo segretario Hank Paulson. Nonostante il supporto alla proposta da parte di Bush, Obama, McCain, la maggior parte dei deputati ha ben capito che votare si a un piano così impopolare avrebbe minato la loro possibilità di essere rieletti nelle elezioni che si terranno fra poco più di un mese. L’opposizione non è stata puramente strategica, ma anche ideologica. Gresham Barrett, deputato Repubblicano eletto in South Carolina ha dichiarato all’uscita dell’aula: “La mia paura è che oggi il governo cambierà per sempre l’aspetto del libero mercato negli Stati Uniti. Poiché credo profondamente nei principi del libero mercato, e credo nella libertà, mi opporrò a questa legge”. Tra deputati che hanno pensato alla loro rielezione, e deputati che realmente credono nella pericolosità di un’iniziativa del genere, gli Stati Uniti hanno deciso che “vale la pena rischiare una  Depressione”, come ha criticato Martin Wolf. La scelta della parola non è casuale. E’ un chiaro riferimento alla Grande Depressione che fu innescata dal crollo di Wall Street nel 1929. Anche in quel caso, il tentativo di proteggere gli interessi economici nazionali portò all’approvazione dello Smooth-Hawley Tariff Act, all’innalzamento delle barriere doganali su ventimila prodotti, e alla diffusione della depressione in tutti i continenti. Non che il parallelo storico regga. Ma esiste chiaramente una tensione. Quello che gli Stati Uniti e il Congresso reputeranno essere la soluzione ottimale per i propri cittadini, non lo sarà necessariamente per il resto del mondo. &lt;br /&gt;Fino a pochi giorni fa ero sinceramente contento della crisi finanziaria. A un seminario che ho contribuito ad organizzare questo fine settimana proprio sul tema della crisi finanziaria attuale, un professore si è rivolto agli altri partecipanti dicendo: “Noi siamo quelli che beneficiano di più da tutto ciò. Abbiamo di fronte un esperimento naturale”. La metafora funziona. A differenza di fisici, chimici, o biologi, chi si occupa di scienze sociali non può permettersi il lusso di ricreare in laboratorio esperimenti per testare le proprie ipotesi. A volte la realtà involontariamente crea le condizioni. Per me questo è uno di quegli esperimenti naturali. E a differenza di quel professore, io non ho risparmi che stanno venendo depredati in borsa, ne’ sono proprietario di una casa che sta perdendo valore. Ma se fino a ieri, la crisi era per me una grande opportunità, e una curiosità intellettuale, da oggi comincio ad essere più preoccupato. &lt;br /&gt;Tre sono i possibili scenari che mi fanno preoccupare. La prima è che la spirale peggiori all’interno di Wall Street, passando dalle banche ad altre istituzioni finanziarie. Il punto centrale per capire la fragilità del sistema è il ruolo che l’indebitamento (leverage) gioca nel sistema bancario. Le banche normalmente accettano depositi dai propri clienti, e prestano quei soldi ad aziende e persone che richiedono un prestito. Queste attività rappresentano solo una parte marginale dei profitti che Wall Street registra. Negli ultimi due decenni Wall Street è passata dal “accettare depositi e prestare soldi” a concentrarsi su un’insieme di attività diverse, come investire e speculare sui mercati in cerca di profitti, comprare mutui fatti alle famiglie da piccole banche locali e re-impacchettarli in mortgage-backed Securities e collateralized-debt obligations, prestare soldi a fondi di investimento speculativi, finanziare fusioni tra aziende. Ora, per finanziare queste attività, le istituzioni finanziarie sono diventate altamente indebitate, in molti casi più di venti volte la loro base di capitale. L’indebitamento è centrale a come questi istituti operano. L’indebitamento è la cocaina dei mercati finanziari. In parte questo è comune a ogni banca. Anche la cassa di risparmio all’angolo di casa vostra è indebitata. Ma indebitata nei vostri confronti, o nei confronti dei propri clienti che depositavano i loro soldi. Wall Street è invece altamente indebitata nei confronti dei mercati finanziari, prendendo a prestito soldi per periodi brevi, spesso dovendo ripagare dopo un mese, in certi casi prendendo prestiti “overnight”, da ripagare il giorno dopo. La crisi del credito attuale ha minato proprio la capacità delle banche di ri-finanziare il proprio debito raccogliendo nuovi capitali sui mercati. Questi capitali non esistono più, togliendo ossigeno alle banche. Inoltre, una serie di istituti finanziari che quotidianamente prendono in prestito soldi dai mercati (tipo hedge funds) cominciano a soffrire della stessa mancanza di ossigeno. Man mano che la liquidità diventa merce rara sui mercati, diventa sempre più difficile che tutti questi istituti possano continuare ad operare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo scenario che mi preoccupa è la possibilità che la crisi si espanda fino a causare la caduta di istituti finanziari in Europa. Da ieri mattina, questa non è una possibilità, ma una realtà. In Inghilterra, il governo ha nazionalizzato una banca chiamata Bradford &amp; Bingley. In Germania, la banca centrale salvato un'altra banca chiamata Hypo Real Estate attraverso un prestito d’emergenza. Belgio, Olanda e Lussemburgo hanno unito le forze per salvare Fortis. In tutta Europa, le banche maggiori hanno registrato significanti perdite in borsa, concentrate non a sorpresa in quegli istituti finanziari che fanno maggiore affidamento giorno per giorno sui mercati finanziari per raccogliere il credito che permette loro di andare avanti.&lt;br /&gt;L’Unione Europea, Francia e Germania hanno abbandonato la posizione distaccata e passiva tenuta per più di un anno, e hanno cominciato ad alzare la voce. Ma è un ruggito destinato ad impressionare più il proprio elettorato che ad influenzare veramente gli Stati Uniti. L’Unione Europea ha sottolineato come si trovi vittima di una crisi che non ha contribuito ad originale, visto che l’origine della crisi è totalmente interna agli Stati Uniti. Un portavoce della Commissione ha dichiarato che “la Commissione si aspetta che le autorità statunitensi vadano avanti presto con le decisioni che erano state prese e si assumano così le loro responsabilità”. Peer Steinbruck, ministro delle finanze tedesco, ha rilasciato una dichiarazione che ha fatto molto clamore, quando ha detto: “quando guarderemo indietro a tutto questo fra 10 anni, vedremo il 2008 come un momento di cambiamento radicale. Quando cioè gli Stati Uniti perderanno il loro ruolo di superpotenza finanziaria”. Negli ultimi 15 anni, accademici, esperti di finanza e politici hanno esaltato il modello anglo-americano nei mercati finanziari come più dinamico, innovatore, e maggiormente in grado di creare le basi per un’economia in grado di competere nel ventunesimo secolo. In molti sono ora già passati a tessere le lodi del “modello europeo” dei mercati finanziari. Ma dietro le dichiarazioni che vengono da Bruxelles vi è un palazzo che scricchiola in quanto non è mai stato finito di costruire. L’integrazione monetaria e la creazione dell’Euro ha portato la maggior parte dei membri dell’Unione Europea a delegare la responsabilità sul controllo della propria moneta a un organismo sovranazionale. Ma nessuna soluzione simile è emersa per contenere crisi finanziarie. La Banca Centrale Europea non ha alcun potere di salvare una banca europea sull’orlo del fallimento, come può invece fare la Federal Reserve americana. Non esistono normative o istituzioni che permettano di gestire queste situazioni d’emergenza. Molti in Europa guardono alle loro banche indebolite dalla crisi e si chiedono cosa succederebbe se una di queste cadesse.&lt;br /&gt;Nel caso una banca europea che opera in più paesi entrasse in difficoltà, ogni risposta d’emergenza dovrebbe essere coordinata al momento tra governi nazionali. Il problema è che certe banche in Europa hanno raggiunto una dimensione tale da offuscare le risorse a disposizione degli stati in cui hanno sede. Le dimensioni di Fortis oscurano la ricchezza prodotta in un anno dal Belgio intero. La stessa cosa vale per molte banche islandesi e svizzere. HSBC è un gigante di tali dimensioni da oscurare la ricchezza prodotta ogni anno dal paese in cui a siede: la Gran Bretagna. &lt;br /&gt;La diplomazia in Europa si comincia a muovere per prevenire l’impensabile. L’Olanda e Francia hanno proposto la creazione di un fondo di 300 miliardi di euro da usare nel caso una grande banca europea entrasse in difficoltà. La proposta è stata affossata dall’opposizione della Germania. Nel frattempo il governo irlandese ha unilateralmente offerto una garanzia totale su tutti i depositi in banche irlandesi, provocando una fuga di capitali dalle banche inglesi che non godono di questa protezione totale da parte del governo. Questi due eventi mostrano un paio di paradossi. Primo, coordinare una risposta tra 27 membri dell’UE potrebbe essere troppo difficile e lento per fronteggiare un’emergenza. Allo stesso tempo gli stati europei non possono permettersi di agire unilateralmente in quanto questo costituirebbe una minaccia alle regole base del mercato unico. Neelie Kroes, commissario europeo alla concorrenza, ha commentato avanzando un parallelo con gli anni ’30. “Quando l’Europa si trovò di fronte a una crisi bancaria negli anni ’30, i governi decisero di agire autonomamente, di ritirarsi dai mercati europei, e di chiudersi dietro i loro confini. … Il Protezionismo non era la soluzione in quel momento. Non facciamo lo stesso errore una seconda volta”.&lt;br /&gt;MA questo mostra un secondo paradosso. Agire in modo preventivo per evitare il collasso di un gruppo bancario è politicamente difficile perché nessuno può permettersi di firmare un assegno di varie centinaia di miliardi in modo “preventivo”. Farlo dopo il collasso della banca è inutile. I limiti della politica impongono che ogni soluzione sarà disegnata al momento, quando il terreno sta per franando, e nessuna direttiva europea o legge nazionale è così importante da non poter essere sacrificata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo aspetto della crisi che mi lascia preoccupato è il fatto che ormai i suoi effetti sull’economia reale sono una certezza. General Electrics è stata per decenni considerata una garanzia, ma pochi giorni fa ha dovuto finanziarsi, cercando nei mercati finanziari quindici miliardi di dollari in modo da allontanare lo scetticismo sul suo stato di salute finanziaria. Il credito scarseggia, e la mancanza di ossigeno comincia arrivare anche alle aziende. Molti indicatori economici mostrano che l’economia americana e quella europea hanno rallentato. &lt;br /&gt;Nel frattempo, io me ne sto al sicuro, protetto da 4000 km di confine canadese. Durante la Depressione degli anni ’30, negli Stati Uniti fallirono 11.000 banche. In Canada, il numerò fu zero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 3 Ottobre. La camera dei deputati americana ha approvato il decreto che autorizza l'utilizzo di 700 miliardi di soldi dei cittadini per comprare titoli tossici dai libri contabili delle banche. Nel frattempo il testo di 3 pagine si è gonfiato fino a 400 pagine. I 700 miliardi sono diventati 850, data l'aggiunta di sgravi fiscali e nuove spese. Tra i vari articoli aggiunti per ottenere il supporto dei vari senatori e deputati riluttanti vi è l'introduzione di sgravi fiscali per le ditte che producono freccie giocattolo per bambini e un cambio nella normativa sulle assicurazioni sanitarie nel caso delle malattie mentali. Non penso sia una coincidenza. E nonostate il piano sia passato, le possibilità che abbia successo mi sembrano ora estremamente ridotte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5063286183218055304?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5063286183218055304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5063286183218055304' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5063286183218055304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5063286183218055304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/10/diario-della-crisi-parte-7-228-contro.html' title='Diario della crisi, Parte 7 – 228 contro 205'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-337418667366696745</id><published>2008-09-25T18:50:00.002Z</published><updated>2008-10-04T12:52:34.611Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 6 – E adesso?</title><content type='html'>A cosa serve questo “assegno”? i 700 miliardi di dollari sono destinati a un fondo pubblico che dovrebbe comprare dalle banche tutti i “toxic asset”, gli strumenti finanziari che hanno avvelenato i loro bilanci. La prima funzione della decisione del governo di compare questi titoli è quella di rimuovere questo cancro che sta uccidendo il sistema bancario americano. La seconda funzione è di fare in modo che le banche ricomincino a fare circolare il credito invece di ammassare quel poco che hanno. La speranza è che una volta i bilanci sono stati ripuliti, la fiducia nel mercato bancario possa essere ripristinata, e le banche possano riprendere a prestare soldi normalmente. In altre parole, ripulendo il virus l’occlusione che blocca le vene dovrebbe essere sciolta e il sangue potrebbe scorrere normalmente. La terza funzione è quella di "creare" un prezzo per questi titoli tossici. In un'economia di mercato il prezzo viene definito dall'incontro tra la domanda (chi vuole comprare quel bene) e l'offerta (chi vuole vendere quel bene). Ma in questi mesi la domanda di mortgage-backed securities è scomparta, ed è diventato difficilissimo, quasi impossibile, capire quanto questi titoli valgano in realtà.  Il prezzo dei mortgage-backed security ora è così basso a causa del panico dei mercati da essere irrealistico. In teoria, il governo potrebbe perfino guadagnare da questo intervento, quanto meno tra qualche anno.Fra qualche anno, quando il declino dei prezzi delle case finirà, il prezzo di quei titoli salirà a livelli più realistici. Il problema è che le banche attualmente sono troppo fragili e non possono permettersi di tenere questi titoli nei loro bilanci per qualche anno, non possono tenere il veleno per così lungo in corpo. Il governo invece forse aspettare che la fiducia torni nei mercati, e vendere questi strumenti finanziari a un prezzo più alto in futuro. &lt;br /&gt;Ma le probabilità che il piano funzioni non sono chiare. Che strumenti finanziari verranno comprati? E soprattutto: a che prezzo? Se il prezzo è troppo basso, le banche non vorranno disfarsi di questi toxic assets. Se il prezzo è troppo alto, ci sarebbe una reazione del paese, che vedrebbe il tutto come un esempio di “socialismo per le banche”. In queste ore il Congresso Americano sta discutendo se dare il via libera a questo piano. La crisi non potrebbe arrivare a un momento peggiore. Fra due mesi ci saranno le elezioni, e oltre al presidente, si voterà anche per rieleggere quasi metà dei parlamentari. Non facile per un senatore dell’Ohio spiegare ai propri elettori (che in molti casi pensano che i loro posti di lavori sono rubati dalla Cina) che una somma di tale entità del bilancio dello stato viene usata per salvare il sistema finanziario piuttosto che per sussidi di disoccupazione, assicurazione sanitaria o finanziare una istruzione migliore. Per questo Bush è intervenuto stasera. Per dire alla nazione: è un’emergenza! Bisogna fare qualcosa ora. Per dare un capro espiatorio ai Congressmen, e favorire l’approvazione del piano.&lt;br /&gt;Quello che è sicuro è che la crisi ha già cambiato per sempre tre aspetti del sistema finanziario americano. Il primo è la fisionomia di Wall Street. Delle 5 investment bank (banche che non accettano depositi) che esistevano un anno fa, due sono fallite, una è stata assorbita, e due si sono tramutate in banche centrali. L’epoca dei livelli astronomici di indebitamento del sistema bancario è finita per un periodo che potrebbe essere molto lungo.&lt;br /&gt;La seconda cosa che è cambiata è il rapporto tra Wall Street e la politica. Gli ultimi 2 decenni sono stati anni di deregolamentazione dei mercati finanziari, in cui un parte sempre più rilevante dei mercati si è sviluppata al di fuori del business tradizionale delle banche, cioè prestare denaro. Una logica inevitabile nella regolamentazione dei mercati afferma che non appena le tasse dei cittadini sono usate per salvare degli istituti finanziari, in quel momento cominciano a moltiplicarsi le voci in favore della creazione di misure più stringenti. La stessa cosa succederà adesso. Il rapporto tra la politica e i mercati procede come un pendolo. La fiducia nella capacità del mercato di autoregolamentarsi è stato un fondamento delle politiche degli ultimi anni, che descrivevano l’intervento statale come un’interferenza controproducente. Non è la prima volta. Prima della crisi del 1929 l’intervento dei governi nella regolamentazione dei mercati finanziari era minimo. Ma le crisi finanziarie mostrano come le fondamenta di ogni mercato siano “politiche” e nessun mercato può funzionare senza le adeguate istituzioni e scelte politiche. Visto che la politica è dovuta entrare in soccorso della finanza fino a un punto che non si era visto dagli anni ’30 solleva il dubbio che – come è successo dopo il 1929 – il pendolo potrebbe tornare indietro verso un maggiore controllo da parte di agenzie governative sui mercati.&lt;br /&gt;Il terzo aspetto del sistema finanziario americano ad essere cambiato è il suo rapporto con il resto del mondo. La crisi è stata fino ad’ora una crisi “americana”, non globale. Molte banche europee non sono messe molto meglio che le banche americane, ma sicuramente la situazione in Europa non è d’emergenza come dall’altra parte dell’Atlantico. Una grande sorpresa di questi mesi è stato quanto poco paesi al di fuori degli Stati Uniti e Europa abbiano risentito della crisi. Si dice che quando gli Stati Uniti starnutiscono, il resto del mondo prenda il raffreddore. Non è stato vero nel caso dei mercati finanziari in paesi come la Cina, che secondo il pensiero di molti fino ad un anno fa rappresentava il punto in cui una nuova crisi sarebbe potuta scoppiare dopo quella Asiatica del 1997-98. Non sto escludendo che questi paesi non ne risentiranno, specialmente una volta che l’economia americana rallenterà e comincerà a comprare meno prodotti cinesi e dal resto del mondo. Ma sicuramente quello che ne ha risentito è la reputazione del capitalismo americano a Pechino, a Rio de Janeiro, a Seoul, a Bangkok.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-337418667366696745?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/337418667366696745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=337418667366696745' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/337418667366696745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/337418667366696745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/diario-della-crisi-parte-6-e-adesso.html' title='Diario della crisi, Parte 6 – E adesso?'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-7371552745165037360</id><published>2008-09-25T15:20:00.002Z</published><updated>2008-09-25T17:32:17.432Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 5 – Quando il sangue smette di scorrere nelle vene</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SNvLFPXh8ZI/AAAAAAAAANg/WD44Uo2eeaI/s1600-h/getimage.dll.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SNvLFPXh8ZI/AAAAAAAAANg/WD44Uo2eeaI/s320/getimage.dll.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250013081515454866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SNvK-tYVWAI/AAAAAAAAANY/XjASuYEUPaY/s1600-h/getimage-1.dll.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SNvK-tYVWAI/AAAAAAAAANY/XjASuYEUPaY/s320/getimage-1.dll.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250012969312802818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il fallimento dei due fondi di investimento di Bearn Stearns ha aperto gli occhi su quello che stava succedendo nel mercato immobiliare e nel mercato delle mortgage-backed Securities. Immediatamente, la liquidità in questi mercati è scomparsa, il che vuol dire che nessuno era più disposto a comprare questi titoli, il cui valore è ulteriormente crollata. La maggior parte era nelle mani dei maggiori istituti finanziari americani, che negli ultimi anni si erano buttati a capofitto in questo mercato in cerca di guadagni più alti e sottovalutando nettamente il rischio. Enormi buchi sono comparsi nei bilanci delle maggiori banche al mondo, che da settembre 2007 hanno cominciato ad annunciare perdite inaspettate. Inoltre, questi buchi continuano ad allargarsi, visto che il prezzo delle case continua a scendere (punta della piramide), causando così un crollo continuo nel prezzo di questi titoli (base della piramide)&lt;br /&gt;La fiducia è una risorsa fondamentale nei mercati finanziari. Ma all’improvviso da settembre 2007 questa è diventata un bene prezioso. Banche sono diventate restie a prestarsi soldi tra di loro non sapendo bene quale fosse la reale situazione dei loro bilanci. Questo ha portato molte banche sull’orlo del baratro. Le maggiori banche internazionali sono altamente indebitate. Questo è normale per una banca. Ma mentre la vostra Cassa di Risparmio si indebita nei confronti del propri risparmiatori, accettando i loro depositi, le banche d’affari non hanno sportelli e raccolgono il capitale di cui hanno bisogno per finanziare le proprie operazioni dai mercati finanziari. Negli ultimi anni, le banche hanno aumentato la quantità di denaro preso in prestito in modo da poter incrementare le loro operazioni, e i loro profitti. Mentre nel 1980, l’indebitamento del settore finanziario americano era pari al 21% del prodotto interno lordo americano, nel 2007 questa percentuale era quasi 6 volte più grande (116%). Ma all’improvviso il sangue ha smesso di scorrere perché le banche non si fidano a prestare i propri soldi in un periodo in cui i propri bilanci sono colpiti da perdite generate dai loro investimenti in mortgage-backed Securities, in cui non avevano alcuna certezza dello stato di salute degli altri istituti finanziari a cui avrebbero dovuto prestare i soldi. La crisi generata nel mercato immobiliare si è trasformata in un “credit crunch”, una “stretta del credito”. Molte banche si sono trovate in estremo bisogno di credito. Sono arrivati in soccorso come cavalieri bianchi alcuni “sovereign wealth fund”, fondi di investimento controllati da governi asiatici e mediorientali. Fondi controllati dai governi di Abu Dhabi, Singapore, e cinese hanno investito miliardi di dollari nelle banche americane. Ma i loro investimenti si sono rivelati fallimentari, visto che le azioni delle banche in cui avevano investito continuavano a crollare.&lt;br /&gt; Le banche centrali di tutto il mondo hanno provato a porre dei rimedi, iniettando liquidità, cioè denaro, nei mercati. Trasfusioni di sangue per riportare la normalità nel sistema venoso prima che il sangue cominciasse a scarseggiare anche agli organi, l’economia reale, le aziende, le persone che devono chiedere un prestito. Le trasfusioni sono continuate per un anno. Evitando che il sistema venoso ormai intasato dalle tossine e dalla mancanza di fiducia collassasse. Ma una trasfusione non è un antibiotico, e non può ripulire il corpo dalle tossine.&lt;br /&gt;A gennaio il primo grande scossone alla faccia di Wall Street. Bearn Stearns una delle 5 “investment bank” (banca d’affari) americane è stata salvata sull’orlo del fallimento dalla Federal Reserve, che ha favorito la sua acquisizione da parte di un’altra banca (JP Morgan). Dopo il salvataggio di Bearn Stearns molti hanno tirato un sospiro di sollievo, e io mi sono fatto convincere da quelli che dicevano che il peggio era passato. Perché il peggio doveva essere alle spalle? Perché il governo americano (in verità la Banca centrale) si era impegnata a usare denaro pubblico per salvare una banca in difficoltà. Era un segnale che non ci sarebbe stata una nuova crisi del 1929, quando il governo di Hoover e la Federal Reserve non erano corse in soccorso del sistema bancario che stava crollando.&lt;br /&gt;Ma ci eravamo sbagliati. La crisi di fiducia è peggiorata con il peggiorare dei buchi nel bilancio delle banche. Fino a Settembre 2008, quando tutto è diventato irreale. Prima il governo americano ha dovuto nazionalizzare Freddie Mac e Fannie Mae. I nomi fanno ridere, ma non sono altro che acronimi dati a due istituti finanziari semi-pubblici che fornivano un’assicurazione o compravano mutui originati dalle banche americane. Sotto il peso del crollo del valore dei mutui che avevano assicurato, Freddie e Fannie sono arrivati sull’orlo del tracollo, prima di essere de facto nazionalizzati dal governo americano. Una nazionalizzazione di dimensioni epocali, visto che il loro valore raggiunge i cinquemila miliardi di dollari. Tutta la ricchezza prodotta in Italia in 5 anni. Cosa ha spinto il governo americano a questo passo? Freddie e Fannie non potevano essere fatti fallire. In parte perché, assicurando la maggior parte dei mutui americani, rendevano più agile alle famiglie indebitate il pagamento della rata. Ma un altro motivo sta nel fatto che il maggiore creditore di Freddie e Fannie è il governo cinese, che negli anni ha usato parte delle riserve valutarie della propria banca centrale per comprare titoli che considerava sicuri come l’oro, o come l’oro del XX secolo, cioè i titoli del tesoro americano. Un fallimento di Freddie e Fannie avrebbe provocato perdite ingenti per il governo cinese e altri paesi est-asiatici, e la reazione sarebbe potuta essere drammatica per il sistema finanziario.&lt;br /&gt;Pochi giorni dopo Freddie e Fannie, è stato il turno di Lehman Brothers, una tra le maggiori banche americane. Fondata nel 1850, aveva superato una guerra civile, due guerre mondiali, la grande depressione, il Lunedì Nero del 1989, ma non questa crisi. A differenza di Bearn Stearns, il Tesoro americano non è intervenuto in soccorso di Lehman, in parte per lanciare un chiaro messaggio: non useremo i soldi dei cittadini per salvare banche che sono in difficoltà a causa dei propri errori.&lt;br /&gt;Ma nel XXI secolo spesso questa scelta è un lusso che non ci si può permettere. Gli ultimi decenni hanno visto la nascita di banche e istituti finanziari che sono “too big to fail”, visto che la loro caduta avrebbe ripercussioni su altri istituti finanziari. Il fallimento di Lehman, pochi mesi dopo Bearn Stearns ha provocato il panico nei mercati. Investitori si sono cominciati a chiedere: chi sarà il prossimo a non farcela? Le puntate sono andate su un’altra banca storica, Merril Lynch, che è stata salvata tramite una fusione con Bank of America. Il giorno dopo il Tesoro è dovuto intervenire in soccorso di AIG, il più grande colosso assicurativo al mondo, sborsando 80 miliardi di dollari. Morgan Stanley e Goldman Sachs, le uniche due banche d’affari sopravvissute alla crisi, hanno deciso di trasformarsi in banche commerciali (cioè di accettare depositi), in modo da poter accedere a fondi di emergenza da parte della Federal REserve.&lt;br /&gt;E per provare a mettere la parola fine su una discesa che sembra non avere fondo, il Tesoro americano ha deciso di fare un regalo a Wall Street: un assegno da 700 miliardi di dollari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-7371552745165037360?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/7371552745165037360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=7371552745165037360' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7371552745165037360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7371552745165037360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/diario-della-crisi-parte-5-quando-il.html' title='Diario della crisi, Parte 5 – Quando il sangue smette di scorrere nelle vene'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SNvLFPXh8ZI/AAAAAAAAANg/WD44Uo2eeaI/s72-c/getimage.dll.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5579238354515522347</id><published>2008-09-25T15:00:00.000Z</published><updated>2008-09-25T15:01:16.607Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 4 – Una piramide capovolta</title><content type='html'>La prima volta che ho letto su un giornale l’espressione “mortgage-backed Securities” non avevo la minima idea di cosa questa espressione volesse dire. Ancora ora non ho ben chiaro come tradurre l’espressione in Italiano.&lt;br /&gt;La descrizione più chiara che ho trovato su internet li definisce “Titoli di credito garantiti da un pool di prestiti ipotecari di tipo residenziale o commerciale. Essi derivano da un processo di securitization che trasforma i mutui ipotecari in titoli scambiabili sul mercato”. Oppure, “Titoli emessi a fronte di un’operazione di cartolarizzazione il cui cash flow è garantito dal rimborso di mutui commerciali o residenziali”. Non chiara abbastanza? Ne hoMi stupirei dei contrario.&lt;br /&gt;Nella maggior parte delle banche italiane, quando una famiglia si reca a chiedere un mutuo, la banca analizza le possibilità che questa famiglia ha di ripagare il capitale prestato e accede ai propri depositi per concedere il prestito. Gli interessi che mensilmente vengono pagati sono il prezzo che la banca riceve per aver impegnato il proprio denaro in quel mutuo e per essersi assunto il rischio che la famiglia ha cui prestato i soldi non sia in grado di ripagare. Il sistema creditizio americano si è invece sviluppato secondo un modello diverso (che ha fatto capolino in Europa solo negli ultimi 10 anni). Quando l’istituto creditizio concede un mutuo, questo non rimane nei suoi libri contabili. La “promessa di ripagare”, e il flusso di denaro che questa genera mensilmente, non viene tenuto dalla banca che ha conceduto il mutuo ma viene venduto. A chi? Ai mercati finanziari, altre banche, piccoli risparmiatori, chiunque. Vengono create delle obbligazioni o titoli azionari, i quali vengono quotidianamente scambiati nei mercati finanziari, il cui valore deriva dal futuro pagamento delle rate del mutuo. Comprando quella obbligazione ci si assicura una parte dei soldi che la famiglia avrebbe dovuto restituire alla banca. &lt;br /&gt;Questo processo viene chiamato “securitization”. Nella lingua italiana, “cartolarizzazione” (qualcuno si ricorda di quanto Tremonti propose di cartolizzare il debito dello stato italiano?). Inoltre, le “mortgage-backed Securities” venivano divise in piccole parti e mescolate con titoli del tesoro o altre obbligazioni, e impacchettate in nuovi strumenti finanziari chiamati “collateralized debt obligations” (CDOs). &lt;br /&gt;Allo stesso tempo, molti istituti finanziari cominciarono a vendere “credit default swap” (CDS). Questi erano “derivati finanziari” che assicuravano contro le possibili perdite che derivassero dal default di un mutuo o prestito. Nel 2001 il valore nominale di questa famiglia di titoli era mille miliardi di dollari (1 trillion). A metà del 2007, il mercato aveva raggiunto i 45 trillioni (migliaia di miliardi) di dollari.&lt;br /&gt;Per capire il legame tra questi strumenti finanziari e l’economia reale, pensate a una piramide capovolta, che si regge sulla propria punta. La punta è il mercato immobiliare. Lo strato superiore, più ampio, è il mercato finanziario costituito da una miriade di strumenti finanziari il cui valore dipende da quello del mercato immobiliare (la metafora viene da un libro molto bello, “The Trillion Dollar Meltdown” di Morris). In cima alla piramide ci stanno i credit default swap, che sono appunti strumenti finanziari il cui valore non deriva dal valore di qualcosa di reale come una casa, ma bensì dal valore di altri titoli finanziari (i mortgage-backed Securities, appunto).&lt;br /&gt;Questa piramide ha avuto per anni effetti positivi. Il processo di “securitization” è stato difeso e lodato per i suoi effetti benefici. Se una banca si assume interamente il rischio che il proprio cliente non sia in grado di ripagare, questa subirebbe una perdita notevole nel caso le cose girino nel verso storto. Ma se quel rischio viene diviso in piccole parti e diffuso su tanti investitori, il rischio diventa più piccolo. Dividendo i mutui i vari pezzi e vendendo questi pezzi sui mercati, il rischio che una famiglia non potesse ripagare il proprio mutuo diventava veniva disperso. La presenza di assicurazioni nei confronti di un eventuale default (credit default swaps) disperdeva ulteriormente il rischio. Così disperso da essere irrilevante. Questo meccanismo permette che ci siano più persone disposte ad investire in questi titoli, più capitale disponibile per finanziare mutui, mutui più convenienti, più persone che possano comprare una casa. Gli effetti positivi di questo sistema sono stati notevoli.&lt;br /&gt;Ma cosa succede se un numero alto di famiglie smette di pagare il proprio mutuo perché il valore della propria casa è crollata? Cosa succede se la punta della piramide rovesciata oscilla? In quel caso, la base della piramide subirà oscillazioni ancora più ampie. E così è successo. Quando la bolla nel mercato immobiliare è scoppiata, le obbligazioni che derivavano il loro valore dal mercato immobiliare sono diventati carta straccia (questi titoli azionari non rappresentavano altro che la promessa di pagamento di una serie di mutui divisa tra tanti investitori che si assumevano il rischio, con il valore dell’immobile come collaterale). Il problema è che a questo punto, questi strumenti finanziari erano ovunque. Nelle mani delle maggiori banche. Nelle mani di investitori. Nelle mani di fondi pensioni. Nelle mani della Banca Centrale Cinese. Come è si è arrivati a ciò? I mutui subprime – mutui privi di garanzie, dati a persone che non potevano permettersi di ripagare - erano stati spezzettati e mescolati assieme a titoli più sicuri, creando “credit default obligations”. Dopo di che erano intervenute le “credit rating agencies” come Moody e Standards &amp; Poors. Il compito di queste agenzie è valutare la solidità di una compagnia o di uno stato, e dare un giudizio sulla possibilità che questi ripaghino il proprio debito (immagino tutti abbiano sentito nei telegiornali una frase del tipo: “Oggi Moody’s ha rivisto il proprio il giudizio sul rating del debito pubblico italiano”). Lo stesso tipo di giudizio è stato dato nei confronti dei titoli garantiti dal rimborso dei mutui. E la maggior parte delle volte il risultato era un timbro Tripla-A, il massimo livello di sicurezza per un titolo azionario. Titoli che in verità erano tossici (visto il rischio che le famiglie non potessero ripagare i loro mutui-facili) venivano assemblati insieme a titoli più sicuri, e assegnato un timbro di garanzia AAA. Questo ha permesso che titoli “tossici” si disperdessero nei mercati finanziari, venendo comprati da istituto finanziari che non capivano o sottostimavano la loro rischiosità. Questa situazione era aggravata da un problema di incentivi. Le persone che originavano questi mutui venivano pagati in base al numero di mutui elargiti, non in base alla probabilità che questi venissero effettivamente ripagati. Il fatto che chi creava il mutuo lo avrebbe poi rivenduto ai mercati finanziari invece di assumersi il rischio, portava a chiudere un occhio sul tipo di persone a cui veniva rilasciati i prestiti. Tanto, in caso le cose fossero andate male, il costo sarebbe stato pagato da qualcun altro. &lt;br /&gt;Il rischio che doveva essere disperso era ora ovunque, come una tossina che entra in circolo nelle vene. Il rischio che doveva essere spezzettato dal processo di cartolarizzazione, non era diminuito ma solo nascosto,  così che  le persone che detenevano questi titoli non erano arrivati a capire esattamente quale fosse la base di ciò che avevano nel proprio conto titoli.&lt;br /&gt;Finchè a fine luglio 2007, due fondi di investimento gestiti dalla banca americana Bearn Stearns, e che avevano investito abbondantemente in MBS, dichiarano bancarotta. Da lì la strada è tutta in discesa, e non è ancora chiaro dove sia il fondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5579238354515522347?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5579238354515522347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5579238354515522347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5579238354515522347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5579238354515522347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/diario-della-crisi-parte-4-una-piramide.html' title='Diario della crisi, Parte 4 – Una piramide capovolta'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-9038492991830519229</id><published>2008-09-25T14:37:00.002Z</published><updated>2008-09-25T17:30:45.413Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 3 – La più grande bolla immobiliare della storia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SNvKs1mD64I/AAAAAAAAANQ/S6kA97Ga0Ls/s1600-h/Northern_Rock_branc_208880a.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SNvKs1mD64I/AAAAAAAAANQ/S6kA97Ga0Ls/s320/Northern_Rock_branc_208880a.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250012662280219522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Immagino che chi non è interessato all’argomento ha già abbandonato la lettura da un pezzo. Per chi invece continua a leggere voglio provare a spiegare come siamo arrivati fino a questo punto, e cosa sta succedendo in questi giorni convulsi. &lt;br /&gt;Nonostante la crisi attuale stia sconvolgendo l’alta finanza e i piani alti di Wall Street, la sua origine è molto più terrena. E’ nel mercato immobiliare. In Florida. In California. Nel resto degli Stati Uniti. Negli ultimi anni, più o meno dall’inizio del secolo nuovo, i prezzi delle case negli Stati Uniti hanno subito un incremento senza precedenti. Robert Shiller ha dichiarato che quello avvenuto tra il 2000 e la metà del 2005 negli Stati Uniti è stata la più grande bolla immobiliare nella storia. Quando si parla di bolla si tende ad indicare che i prezzi sono saliti continuamente per un periodo prolungato, fino a raggiungere un livello che non ha alcun legame con i cambiamenti avvenuti nel frattempo nell’economia reale. Secondo una logica economica i prezzi delle case potrebbero continuare a salire all’infinito solo se la popolazione che risiede sullo stesso territorio continuasse ad aumentare (senza che i prezzi di costruzione diminuiscano). Ma questo non era il caso degli Stati Uniti. I prezzi continuavano a salire unicamente perché famiglie americane investivano nel mattone aspettandosi di poter rivendere la loro casa a un prezzo maggiore. Metà della crescita dell’intera economia americana nella prima metà del 2005 – il picco della bolla – era legato al mercato immobiliare o all’industria delle costruzioni o acquisti legati alla casa.&lt;br /&gt; A cosa si deve questo prolungato aumento dei prezzi delle case? Sono ormai in molti ad addossare la responsabilità ad Alan Greenspan, che era in quegli anni a capo della Federal Reserve (la banca centrale americana). Greenspan è stato considerato fino allo scoppio della crisi una figura mitica, quasi intoccabile, l’artefice dietro anni di crescita economica e prosperità negli Stati Uniti. La sua aurea magica è ora compromessa. Quale è la sua colpa? Quella di aver tenuto i tassi di interesse troppo bassi troppo a lungo. Dall’11 Settembre 2001, negli Stati Uniti i tassi d’interesse sono rimasti particolarmente bassi. Questo vuol dire che il denaro costava poco. In altre parole, era possibile ottenere un prestito, così come un mutuo da una banca pagando interessi limitati. Bolle immobiliari simili sono emerse contemporaneamente in altri paesi, in Inghilterra, in Spagna, in Irlanda…  Essendo i tassi di interesse così bassi, è diventato molto conveniente ottenere un mutuo per comprare una casa. In anni in cui la borsa si stava riprendendo da un’altra bolla speculative, quella dei titoli legati alle nuove tecnologie scoppiata nel 2001 (dot-com bubble), la casa è diventata una forma di investimento attraente, visto il continuo aumento dei prezzi e il basso costo dei mutui. Il livello di indebitamento delle famiglie americane è schizzato alle stelle, raggiungendo nel 2007 una cifra pari al 100% del prodotto interno lordo (cioè tutta la ricchezza prodotta in un anno nel paese), mentre nel 1980 era solo al 50%. Molte famiglie  hanno usato la propria casa come un bancomat, rifinanziando i propri mutui con un nuovo mutuo di valore più alto con cui estinguevano il precedente, e parte dei soldi venivano dedicati ad altre spese, una macchina, l’università per i figli. Ma una parte notevole delle nuove case erano in tra le comunità afro-americane o i Latinos. Negli strati più poveri della popolazione. In questi anni il credito è diventato accessibile a strati più ampi della popolazione, e ceti bassi hanno potuto fare il loro ingresso nella “homeowner society”, e comprare la casa che non avevano potuto permettersi in passato. Visto la abbondanza di credito, le garanzie richieste sono diventate più basso. Un “subprime mortgage” è appunto un tipo di mutuo garantito a persone che non potrebbero ottenere un mutuo normale in quanto non possono offrire garanzie sufficienti. Un estremo in questa famiglia di mutui-facili erano i cosiddetti mutui NINJA, dove questo acronimo sta per “No Income No Job or Asset”. Per accedere a questo tipo di mutui non erano richieste garanzie come un lavoro o una fonte di reddito. Se il valore della casa era destinato a continuare a salire, ripagare il mutuo non sarebbe stato un problema. Alcune banche sono arrivati a concedere mutui pari al 125% del valore della casa. Una di queste era Northern Rock, la prima banca a subire un assalto ai propri sportelli per ritirare i depositi in Gran Bretagna dal 1866. Northern Rock è stata ora nazionalizzata dal governo inglese.&lt;br /&gt;Invece nel 2005 la bolla è scoppiata. L’incantesimo si è spezzato e i prezzi delle case sono cominciati a scendere. Per la prima volta nella storia americana, i prezzi immobiliari sono scesi in tutto il paese, e non solo in uno stato. Man mano che il valore della casa crollava, le famiglie che si erano indebitate non trovavano più conveniente pagare un mutuo di un valore superiore a quello dell’immobile, e interrompevano i pagamenti. Una quantità crescente di mutui nel 2006 e 2007 è diventato carta straccia, e molti istituti creditizi che originavano questi mutui sono entrati in crisi. Questa è l’origine della crisi. Una crisi del mattone. Però la crisi che Bush sta cercando disperatamente di affrontare riguarda le alte sfere della finanza, nomi storici come Lehman Brothers e Goldman Sachs che muovono migliaia di miliardi nei mercati più avanzati, non istituti creditizi locali che finanziano mutui a famiglie di colore nella periferia di Chicago. Come è possibile che una bolla immobiliare abbia cambiato la geografia di Wall Street e originato una crisi con conseguenze mondiali?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-9038492991830519229?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/9038492991830519229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=9038492991830519229' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/9038492991830519229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/9038492991830519229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/diario-della-crisi-parte-3-la-pi-grande.html' title='Diario della crisi, Parte 3 – La più grande bolla immobiliare della storia'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SNvKs1mD64I/AAAAAAAAANQ/S6kA97Ga0Ls/s72-c/Northern_Rock_branc_208880a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-192065573022717772</id><published>2008-09-25T14:18:00.000Z</published><updated>2008-09-25T14:21:15.313Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 2 – La tempesta perfetta</title><content type='html'>Diario della crisi, Parte 2 – “Mi sento in po’ in crisi”&lt;br /&gt;Mi spiego. Ero arrivato in Canada poco più di un anno fa, spinto dalla motivazione di passare i successivi 4 anni della mia vita studiando, imparando, facendo ricerca, e magari pubblicando articoli su temi di finanza internazionale. Il motivo per venire proprio qui a Waterloo era la presenza di un professore esperto nel campo con cui avrei voluto lavorare e da cui avrei voluto imparare. Cosa c’entro io con temi di Finanza internazionale. Poco nulla. Quanto meno a vedere dal mio conto in banca (sono l’unica persona al mondo ad avere 3 conti in banca in 3 paesi diversi, tutti tendenti allo zero sul saldo finale). Ma quello che mi aveva affascinato dell’argomento era la contraddizione tra la potenza e la fragilità del sistema finanziario internazionale. Potenza data dalla difficoltà solamente di immaginare che ogni giorno più di tre trillioni di dollari (tremila miliardi di dollari) passino di mano nell’unico mercato al mondo che sia veramente globalizzato, e dove le barriere fisiche e temporali non contano. In un mondo frammentato in confini e barriere nazionali, mercati finanziari che operano in tempo reale 24 ore su 24 rappresentavano una sfida alla nostra capacità di immaginare lo spazio e il tempo. Il secondo aspetto che affascinava intellettualmente della finanza internazionale era fragilità innata. Nonostante, i mercati finanziari siano un velo invisibile sopra l’economia reale (quella delle aziende, negozi che vendono tutto ciò che possa cadervi su un piede), a scadenze più o meno regolari tendono ad entrare in cortocircuito. Sono il sistema di vene e arteria che porta il sangue agli organi. MA quando il sangue rallenta la circolazione, e viene contaminato,  gli organi ne soffrono. Gli organi sono l’economia “reale”, il tuo posto di lavoro e il tuo stile di vita.&lt;br /&gt;L’ultimo cortocircuito, quello che mi aveva avvicinato a questo argomento, è avvenuto dieci anni fa nella parte opposta del globo. Nel 1997 una crisi finanziaria colpisce quattro paesi nell’Asia sud-orientale: Indonesia, Malesia, Corea del Sud e Tailandia. Le loro valute perdono qualsiasi valore in un tempo breve, il sistema bancario collassa, e la chiusura delle banche mette in crisi le aziende e l’economia reale. In Indonesia la crisi provoca la fine della dittatura di Suharto. Ma allo stesso tempo anche 36 milioni di persone vengono spinte sotto la soglia di povertà in quel paese. La crisi ha un riverbero mondiale. Meno di un anno dopo il governo russo smette di ripagare i debitori. L’effetto contagio colpisce prima il Brasile, e poi Wall Street, dove un gruppo di banche deve salvare un LTCM, un hedge fund (un fondo d’investimento poco regolato e poco trasparente) che annoverava tra i suoi membri due premi Nobel per l’economia, e aveva nei propri libri contabili 120 miliardi di dollari in investimenti.&lt;br /&gt;L’onda lunga che dall’Asia arrivò agli Stati Uniti ha generato un dibattito infinito e affascinante, nelle stanze di banche centrali, ministeri delle finanze, così come nelle università. Quali sono le cause dell’instabilità dei mercati finanziari? Come prevenire una nuova crisi? Come governi nazionali la cui giurisdizione è limitata dai loro confini territoriali possono governare qualcosa che non conosce confini? Parte degli accademici e i governanti dei paesi colpiti dalla crisi denunciavano la naturale instabilità e irrazionalità dei mercati finanziari e proponevano la reintroduzione di qualche forma di controllo sui movimenti di capitale, granelli di sabbia che rallentassero il funzionamento dei marcati finanziari, e che frenassero la capacità del capitale finanziario di attraversare i confini. La risposta dei governi occidentali fu invece che la colpa non era nella instabilità dei mercati, ma nelle politiche dei paesi colpiti della crisi, nei rapporti incestuosi che legavano le banche, le aziende e il governo in Asia Orientale, nella scelta di liberalizzare i propri mercati troppo in fretta senza aver prima passato legislazioni simili a quelle occidentali che garantissero il funzionamento dei mercati. Lo shock è stato tale che il dibattito è proseguito per un decennio. C’era una premessa che faceva da fondamento all’intero dibattito: il rischio da cui dobbiamo guardarci le spalle è che una nuova crisi emerga in un paese in via di sviluppo, e che possa propagarsi fino a noi visto il livello di interconnessione che i mercati di tutto il mondo hanno sviluppato. La proposta di ricerca con cui ero stato ammesso al dottorato in Canada si inseriva in questo dibattito e guardava al rapporto tra la Bank of International Settlement (un’organizzazione internazionale nel campo bancario) e paesi emergenti (vedi Cina) che non figurano tra i suoi membri.&lt;br /&gt;Gli stessi governi che fanno parte del G7 e che per dieci anni avevano agito partendo dalla premessa che una nuova crisi non sarebbe scoppiata nel loro cortile. Invece questo è proprio quello che è successo. Dopo 6 anni di stabilità (l’ultima crisi rilevante è stata quella Argentina, nel dicembre 2001), una nuova crisi finanziaria è scoppiata nel 2007, ed è scoppiata dove non era attesa. Negli Stati Uniti. Nel centro della finanza mondiale.&lt;br /&gt;Quando sono arrivato in Canada a settembre 2007, i primi tremori comparivano sulle pagine interne dei quotidiani, per spostarsi fino alle prime pagine. Poi le scosse alla stabilità del sistema finanziario americano si sono moltiplicate. Fino ad arrivare alla chiusura di alcune tra le maggiori banche americane la settimana scorsa, e alla nazionalizzazione della più grande ditta di assicurazioni al mondo (AIG). Quello che volevo ricercare sembrava ad un tratto di secondaria importanza di fronte agli eventi che si accavallavano. Verso gennaio 2008 ho deciso di gettare all’ortiche il progetto di ricerca che avevo coltivato per più di un anno e tutte le mie idee, per dedicarmi in futuro unicamente a questa crisi. Un’idea precisa di cosa avrei fatto non l’avevo, e ancora non ce l’ho, ma la sensazione era che quello che stavo osservando quotidianamente sui giornali avrebbe avuto un impatto per decenni. Come ha dichiarato Alan Greenspan, “uno di quegli eventi che succedono una volta al secolo”. L’ultima volta che è successo qualcosa di tale grandezza era appunto nel secolo scorso. Qualcuno all’inizio ha avanzato paralleli con la crisi delle Savings and Loans, piccoli istituti finanziari che elargivano mutui negli anni ’80 negli Stati Uniti. Il costo finale di quella crisi fu la chiusura di 1600 istituti finanziari e un costo di 120 miliardi per le casse dello stato. Altri hanno avanzato paragoni con lo scoppio della bolla immobiliare in Giappone negli anni ’90. Il costo di quella crisi fu un decennio di stagnazione economica per la seconda potenza economica. Qualcuno ha avanzato paralleli con la crisi del 1929. Il costo di quella crisi fu la distruzione dell’economia mondiale, l’ascesa di movimenti fascisti in tutta Europa, e un capovolgimento del rapporto tra stato e mercato che è durato fino agli anni ’70, con l’avvento di Ronald Reagan, Margaret Tatcher, e nelle politiche neoliberiste. Quello che ora non si ha il coraggio di chiedersi è quale potrebbe essere l’effetto di questa crisi. E’ per allontanare lo spettro di questa domanda che Bush sta chiedendo ai cittadini americani un assegno da 700 miliardi di dollari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-192065573022717772?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/192065573022717772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=192065573022717772' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/192065573022717772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/192065573022717772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/diario-della-crisi-parte-2-la-tempesta.html' title='Diario della crisi, Parte 2 – La tempesta perfetta'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-246213805260306617</id><published>2008-09-25T14:11:00.000Z</published><updated>2008-09-25T14:12:06.089Z</updated><title type='text'>Diario della crisi, Parte 1 – “Good evening, this is an extraordinary period…”</title><content type='html'>“Good evening, this is an extrordinary period for the American economy…” E’ finito il conto alla rovescia che da un’ora campeggiava nell’angolo dello schermo, sul canale CNBC. Poi il presidente Bush ha iniziato il suo discorso, ripercorrendo le tappe che hanno portato a questa situazione, illustrando il piano del Tesoro americano, e chiedendo che il Congresso americano trovi un accordo e di fatto rilasci al governo un assegno con impressa la cifra: 700 miliardi di dollari. Un’ora prima McCain e Obama hanno rilasciato una dichiarazione congiunta su questi temi. I commentatori dei canali finanziari stasera erano particolarmente nervosi. Oggi i mercati creditizi erano intasati. Il ritorno sui titoli del tesoro americano erano praticamente zero, mentre il tasso d’interesse a cui le banche prestano soldi tra di loro era alle stelle. Il messaggio è chiaro: gli investitori stanno mettendo tutti i loro soldi in titoli del tesoro, pensando che in un periodo come questo lo stato americano fosse l’unica azienda che non rischi il fallimento. Come siamo arrivati a ciò? E soprattutto cosa c’entra con me? In questo blog ho sempre evitato di parlare di ciò che studio o di argomenti semi-impegnati. Mi concedo un’eccezione, visto che quello che sta succedendo in queste ore, settimane, mesi, mi riguarda eccome. E in verità potrebbe riguardare anche voi. Il cielo sta crollando sul capo di tutti quelli che si occupano di finanza. Fra poco o qualche mese i detriti arriveranno sulla testa anche delle persone che con la finanza non hanno molto a che fare. Fino in Italia. Nessuno rimarrà ustionato. Ma qualche scottatura sotto forma di crescita zero e aumento della disoccupazione in Italia è possibile. E gli unici che ne traggono beneficio in questo terremoto sono quelli che questi eventi li studiano. Io in particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Questo voleva essere un post-breve. Ma l’ho scritto di getto per 4 ore. L’ho diviso in parti, per facilitare la lettura. A chi non è interessato, questa è l’ultima occasione per chiudere la pagina internet e aspettare che torni a scrivere di vita canadese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-246213805260306617?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/246213805260306617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=246213805260306617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/246213805260306617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/246213805260306617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/diario-della-crisi-parte-1-good-evening.html' title='Diario della crisi, Parte 1 – “Good evening, this is an extraordinary period…”'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-2863319972757902606</id><published>2008-09-17T15:47:00.000Z</published><updated>2008-09-17T15:52:05.587Z</updated><title type='text'>L'esame</title><content type='html'>Ore 8e46. Fra 14 minuti si dovrebbe accedere una luce rossa sul mio desktop. Tipo quell ache lampeggia nell’Ottobre Rosso, il sottomarino nucleare sovietico condotto da Sean Connery quando alle spalle arriva l’intera marina russa. Non una luce di emergenza, ma una mail con due domande. Sto per iniziare l’ultimo esame della mia vita. Esame accademico intendo. Dopo di quello, solo esami medici, esami del sangue, esami del contatore dell’acqua e gas, esami per rinnovare la patente. SArà un esame di 24 ore. Le domande vengono inviate agli studenti alle nove di mattina in una e-mail. Le risposte vanno riconsegnate la mattina dopo. Si chiamamo “comprehensive exams” in quanto lo scopo è quello di testare la conoscenza della “letteratura” accademica, di tutta la letteratura nel campo dell’economia politica internazionale, prima di lasciare lo studente al proprio destino e alla sua ricerca. Mi chiedo quale è stato il primo esame che abbia dato in università. Ah si! Primo parziale di Microeconomia. Novembre 2003.Sulle gradinate di Via BErti Pichat 250 studenti sudati e vocianti. Davanti a loro stava Francesca Barigozzi, detta Franci, se ne stava impaurita alla cattedra, con un tono forzatamente sicuro, che celava l’insicurezza di chi aveva più figli che anni di insegnamento accademico. Si è accesa la luce rossa. Si inizia. Ciao Franci. Ti penso sempre con affetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 9:05. Ecco la mail. &lt;br /&gt;You have 24 hours to complete this exam.  Answers are to be submitted electronically to Professor Boychuk/April Wettig at the end of the exam period.&lt;br /&gt;Q1 –Which theoretical tradition (or traditions) in the study of global political economy best explains the evolution of the governance of the global political economy since 1945?&lt;br /&gt;Q2 – Answer one of the following:&lt;br /&gt;a) Who exercises authority in the international monetary and financial system and how?&lt;br /&gt;b) "Global financial markets have become ungovernable" Discuss.&lt;br /&gt;c) "Because globalization is most extreme in the financial sector, it is in this sector of the world economy where innovations in governance have been most pronounced." Do you agree?&lt;br /&gt;Le domande non sono scontate ma sicuramente non difficili. Non esiste una risposta, ma migliaia di modi per argomentare. La pancia comincia a lamentarsi. Conosco quel movimento. E’ il famoso mal di pancia isterico da esame. Pensavo di aver imparato a controllarlo dai tempi del liceo. Basta non pensarci e lei si calma. Colonna Sonora: The Cinematic Orchestra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 11:20. 21 ore e 40 minuti alla fine. Le risposte stanno uscendo abbastanza naturalmente, la pancia si è calmata, ma sale la fame isterica. Afferro dal frigorifero i tortellini alla panna che avevo cucinato ieri sera. Scaldarli nel micronde è un lusso inutile a questo punto, visto la natura puramente psicologica della fame. Non ho fame, solo bisogno di muovere la bocca. Nel frattempo perdo un mare di tempo su internet per controllare se assisteremo oggi alla fine del mondo sui mercati finanziari e il collasso del più grande gruppo assicurativo del pianeta (AIG) o se le autorità americane interverranno. La borsa Americana per ora regge. Non che mi interessi più di tanto, ma ho la sensazione che è meglio per me se la fine del mondo arrivi domain, dopo che ho finito l’esame. Colonna Sonora: Nat King Cole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 12:01. 20 ore e 59 minuti alla fine. Primo caffè. Rigorosamente gramo e con tanto latte a confondere le idée. Il sospetto che il latte nel frigorifero dell’ufficio sia andato male sfiora per un attimo la mente, ma lo scaccio guardando da un’altra parte mentre vuoto il cartone nella tazza. Colonna Sonora: Louis Armstrong. What a wonderful world!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 12:10. 20 ore e 50 minuti. Momento di mancanza di concentrazione. Intavolo una conversazione sull’asse Canada-Svezia con Niccolò. Tema: uno sconosciuto gruppo musicale canadese. Lo svedese non apprezza. Stizzito torno al mio esame. Colonna Sonora: Mother Mother – Touch up!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 12:53. 20 ore e 7 minuti. Pausa YouTube. Finisco su un fantastico video in cui John Stewart e Stephen Colbert – due comici americani - parlano della scelta di Sarah Palin come candidata alla vice-presidenza per il partito Repubblicano. http://www.youtube.com/watch?v=TGCRncVOkS0&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=wQK1al91drs&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 18:21. Faccio fatica un po’ di fatica a contare quanto manca alla fine. 14 ore e 39 minuti forse, ma non sono pienamente lucido e potrei sbagliarmi. Ho finito di rispondere alla prima domanda. Non proprio finito. Devo accorciarla un po’. E devo scrivere la bibliografia. Un’ora e mezza di lavoro forse, ma tengo quell’ora per questa notte o domani mattina, quando la mia mente non saprà fare altro che taglia-e-incolla. Sono comunque soddisfatto della risposta. Prima di buttarmi sulla seconda ho deciso di dormire 20 minuti. Il tempo di liberare la mente. Mi sono tolto le scarpe e coricato sul divano che abbiano nella conference room del nostro ufficio. Il divano è vecchio e lurido, con in mezzo una macchia immensa di caffè. Chiaramente il responsabile di quella macchia sono io, il giorno in cui mi rovescia una tazza intera sui pantaloni per poi rimanere il resto della mattina in mutande, as aspettare che i jeans si asciugassero. Quando sto per addormentarmi, entra nella stanza Betsy, e mi ricompongo, cercando di fingere uno sguardo semi-lucido e quasi intelligente. Betsy è arrivata da poco a Waterloo ed ha appena iniziato il suo dottorato. Ha 40 anni, forse 45 anni e prima di tornare agli studi era un avvocato a Toronto. Non la conosco ancora e immagino che  la mia vista stravaccato sul divano non abbia giovato molto all’impressione che ha di me. Betsy stampa alcune pagine dal suo portatile e ritorna nel suo ufficio. Riprogrammo la sveglia e riprovo ad addormentarmi. Due minuti, e poi si riapre la porta. Entra l’uomo delle pulizie. Questa volta è giorno di pulizie straordinarie, visto che l’uomo – 65 anni, cappello smorto, e pensione che si avvicina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 20:45. 13 ore e 15 alla consegna. No, mi sono sbagliato. 12 ore e 15 alla consegna. Comincio a sentire la stanchezza e mi chiedo se non mi convenga dormire un po’. Pensiero pericolosissimo. Meglio scacciarlo subito. Cambio continuamente postazione, dalla scrivania al divano, dal divano alla scrivania. Mi trasformo in organizzatore di eventi e mando una mail collettiva ai miei compagni di esame, invitandoli domani mattina a fare colazione alle 8e30. La scelta dell’orario è una iniezione di ottimismo, visto che la consegna è per le 9. Il titolo della mail invece è un po’ più pessimista: “Nel mezzo del cammin di nostra vita. mi ritrovai per una selva oscura. ché la diritta via era smarrita”. All’improvviso mi si blocca Word. No, cazzo! Lo riapro e riapre i file temporanei su cui stavo lavorando, compreso la pagina su cui sto scrivendo questo diario di bordo. Avevo fatto una copia di backup non molto tempo fa. Spero di non aver perso troppe parole. Soundtrack: TV on the Radio, e un po’ di imprecazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 21:01. 12 ore e 59. Per recuperare i dati persi mi ci sono voluti 20 minuti. Eppure ne sono passati solo 15 dall’utlimo. Strano enigma spazio-temporale. E’ chiaro che il tempo si sta dilatando e contranendo in modi non chiari alla luce della fisica Newtoniana. Forse è l’esperimento del CERN di Ginevra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 1:58. 7 ore e 2 minuti alla fine. Mi sono concesso un sonno di venti minuti tra mezzanotte e quaranta, e l’una di notte. Detto così fa un po’ ridere. Oppure fa un po’ pena. Si, probabilmente fa più pena che ridere. Continuo a scrivere e dovrei finire il tutto entro mattina. Ma queste supposizioni si basano unicamente il fatto che il caffè da due soldi che teniamo in ufficio, e che da ore continua a riempire la mia tazza extra-large, mi salvi da una catalessi improvvisa. Colonna Sonora: silenzio di tomba&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 4e25. 4 ore e 35 alla fine. Jason si alza dalla sua sedia, afferra un Pallone da calcio che teneva da qualche parte sotto la sua scrivania, e corre attraverso l’ufficio calciando il pallone. Sento i rumori della palla che sbatte contro i muri dell’edificio, e poi all’esterno, nel campus della facoltà, e verso gli altri edifici. Un uomo sull’orlo di una crisi mentale che prende a calci un pallone in una notte canadesi di fine estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 6, più o meno. Non conta quanto manca alla fine. Comunque è poco tempo. L’ultima ora è stata piena di nervosismo. Il programma di videoscrittura si è piantato facendomi perdere una decina di minuti di lavoro. Poi si è piantato ancora. Poi ancora. Le risposte sono quasi pronte ma non riesco a trovare la chiave di volta che dia coerenza al tutto. La mente non funziona bene. Decido di dormire ancora una mezz’ora, dalle 5 e mezza alle 6.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 8 e 15. 45 minuti alla fine. Ma il lusso di consegnare in anticipo non me lo voglio perdere. Il testo davanti a me sia più che sufficiente ma non quanto vorrei, ma la ricerca del perfezionismo la lasciamo da parte. Mando la mail al professore, e mi preparo a raggiungere il caffè in centro Waterloo in cui ho invitato gli altri compagni di esame per fare colazione. Sono passati 4 mesi da quanto ho iniziato a preparare questo esame. Sulla scrivania ci sono quasi 30 libri che domani dovrò riportare in biblioteca. Tempo di uova sbattute, bacon, e patate. Anche l’unto più unto sembra attraente a questo punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 9 e 20. 6 ragazzi e 12 uova attorno a un tavolo di una locanda rustica di nome Angie. La foto di Angie compare davanti a me. Signora anziana dal volto tondo e le gote confie. Dalla foto però sembra che sia la foto di una salma appena passata tra le mani di un decoratore di cadaveri. Jason di fronte a me interrompe la colazione per rispondere al telefono. Dopo un po’ mi dice “E’ il professore. Non ha ricevuto la tua mail”. Arresto cardiaco, ma solo un secondo. Apro il portatile e miracolosamente si materializza una connessione wireless. A Waterloo, nel regno del BlackBerry e degli ingegneri informatici cinesi, le connessioni internet sono ovunque. Apro la mail, e trovo che l’indirizzo a cui ho spedito il mio esame mi ha rispedito la mail al mittente. Riprovo. Ancora un fallimento. Il tempo è scaduto ormai. Chiamo il professore. Mi chiede: come hai scritto il mio nome? BoyChuck! No, Boychuk senza la seconda C. Non posso dirgli che in verità pensavo che il suo cognome si scrivesse come Chuck Norris.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 10:20. Salotto di casa mia. Il camino elettrico acceso per fare scena. Una tazza di caffè corretta con una tazza di Bayles, mentre il sole di metà mattina illumina il corridoio e il percorso fino al mio letto. Buona notte e sogni d’oro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-2863319972757902606?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/2863319972757902606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=2863319972757902606' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2863319972757902606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2863319972757902606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/lesame.html' title='L&apos;esame'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5205442606583901278</id><published>2008-09-07T20:05:00.001Z</published><updated>2008-09-08T22:30:56.673Z</updated><title type='text'>Czechusca</title><content type='html'>Ore 10:21 a Milano. Ore 04:21 a Waterloo, che ancora sta dormendo. Ore 16:21 a Pechino. Scrivo dall'aeroporto di Milano Malpensa. Fra meno di un'ora dovrei imbarcarmi su un volo con destinazione New York. Da li dovrei arrivare in Canada entro stanotte. Dovrei. Se le cose vanno bene stasera riuscirò a dormire nella mia casa nuova, sul pavimento visto che il mio letto nuovo non mi è stato ancora consegnato dall'Ikea. Se le cose vanno male invece stanotte dormirò al caldo. A Guantanamo. Infatti ho scoperto recentemente che sono una sorta di clandestino negli Stati Uniti. L'ultima e unica volta che ho varcato la frontiera americana mi sono dimenticato di restituire il visto temporaneo alla mia uscita del paese. Nei computer dell'Homeland Security Department, il ministero creato dopo l'11 Settembre che controlla le frontiere americane, io non ho mai lasciato il paese. Vaglielo a spiegare adesso tu che è stato un banale malinteso. Loro mi accoglieranno con un sorriso, un mitra, e la raccolta delle impronte digitali (non necessariamente in questo ordine). Io avrò solo il mio sorriso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 16:08 a New York. Ore 22:08 a Fidenza. Ore 4:08 a Pechino. Sono a New York. Ripeto, New York, non Guantanamo. Sono uscito indenne dall’attraversamento della frontiera americana. E pensare che le premesse non erano delle migliori. Al mio ingresso sull'aereo, il passaporto viene controllato da un assistente di volo Alitalia, capelli lunghi leccati all'indietro, 45 anni, e la pancia di varie misure più larga di quanto l'Associazione Cardiologi Italiani consigli. Mi dice che mi faranno un sacco di domande e mi consiglia di disfarmi del mio visto temporaneo scaduto da 8 mesi in maniera sordina, prima di arrivare alla dogana. Sull’aereo rinuncio all’open bar, e alle provviste illimitate di Tavernello che l’alitalia da ai suoi clienti della classe economica (in qualche modo mi ha ricordato dell’orchestra che suonava mentre il Titanic affondava). Non voglio avere l’alito che puzzi di vino di fronte al plotone d’esecuzione. Arrivato ai controlli di sicurezza mi metto in fila. Mi tocca un uomo sui quaranta, rasato, e con dei bicipiti che trasbordavano il confine. Comincio a sudare freddo. Poi all’ultimo momento si libera la fila di fronte. Porgo il passaporto e faccio notare la mia situazione prima che la scoprano loro. L’ufficiale doganale strappa il mio visto scaduto da 8 mesi, lo butta in un angolo e mi lascia andare. Chiaramente tutto questo dopo aver preso le impronte digitali e fatto una foto. Tutto qui? Non faccio polemica per la mancanza di interrogatorio e mi incammino. Forse ha aiutato il fatto che il suo nome – sulla targetta appuntata sulla divisa - fosse Czechusca, fosse una immigrata di origine Ceca di mezza età e con i bigodini, e parlasse a mala pena l’inglese. New York per me porterà sempre il volto di Czechusca, l’angelo Ceco con i bigodini venuto a salvarmi da oltre la Cortina di Ferro.&lt;br /&gt;Fra un paio di ore, nuovo imbarco. Destinazione Toronto. Si torna a casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5205442606583901278?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5205442606583901278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5205442606583901278' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5205442606583901278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5205442606583901278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/czechusca.html' title='Czechusca'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-6230779656191484025</id><published>2008-09-07T20:01:00.000Z</published><updated>2008-09-07T20:05:29.906Z</updated><title type='text'>Istantanee d'Agosto</title><content type='html'>Alcune istantanee dei momenti più significativi delle 5 settimane che ho trascorso in Italia &lt;br /&gt;- mi sono fermato a Voghera per la prima volta in vita mia. Un’ora intera sulla strada di Genova. La casalinga non era in casa. Forse alla Coop&lt;br /&gt;- ho approfittato della calura estiva per ignorare completamente la politica italiana. Non avrei mai sperato di trovarmi Berlusconi ogni giorno in televisione e non provare alcuna reazione se non “passiamo alle notizie importanti. Chi ha vinto il trofeo Birra Moretti?”&lt;br /&gt;- ho fatto una lunga camminata da Piazza de Ferraris al porto antico elencando le mie intolleranze. Chiaramente al porto antico non avevo ancora finito. Se è vero che sono i nostri difetti che ci distinguono dalla massa, sono abbastanza alto in graduatoria.&lt;br /&gt;- mi sono iscritto in palestra. Non penso di esserci andato più di dieci volte, ma se non ha risolto i problemi della mia schiena, sicuramente ha rafforzato il  mio Ego. Qualcuno potrebbe forse sostenere che di questo non ce n’era bisogno.&lt;br /&gt;- Ho migliorato notevolmente il mio rovescio a ping-pong guardando i Cinesi stravincere la medaglia d’oro nelle gare delle Olimpiadi di Pechino.&lt;br /&gt;- sono tornato a Stoccolma. La Socialdemocrazia fa bene alla pelle e quindi era giusto tornarci. 3 anni dopo la prima volta. 4 giorni e 2 notti. 4 aeroporti diversi. 2 ottimi compagni di viaggio. 1 bolognese a cui abbiamo riportato le palle che aveva lasciato al check-in. Troppo tardi. Più che un bolognese è un ibrido emiliano-nordico. Un piatto di tortellini al ragù di renna. 1 ex che speravo di non incontrare ma che alla fine sono stato felice di vedere. Ho realizzato che chiudere con me normalmente aiuta le persone a migliorare la propria vita. Sensibilmente. 10 gradi e un pannetto sulle gambe a coprirsi dal freddo al sabato sera in una discoteca. Una grande attrazione per la città, per quella meraviglia di eleganza, senso civico, qualità della vita, stile, serenità che 50 anni di socialdemocrazia in salsa Nordica hanno costruito. Il non riuscire ad essere però ancora conquistato dalla città. Penso di aver capito il perché. E’ la mitezza della città. I colori sono miti, pastello, catturati dal grigio quando le nuvole coprono il sole. L’architettura e lo stile sono miti. Non deludono ma non sorprendono. Una città meravigliosa, ma una città dalle passioni miti.&lt;br /&gt;- La mia socio fobia è peggiorata un po’, ma nulla di preoccupante.&lt;br /&gt;- Ho fatto il baby sitter. In questo mese mia nipote ha imparato almeno 5 parole nuove. Nessuna di queste figura sulla Treccani, ne ha la minima possibilità di comparirvi nell’edizione del 2009.&lt;br /&gt;- Ho celebrato il mio ritorno al calcio giocato dopo 3 anni di inattività. Il giorno dopo ho celebrato il mio addio al calcio giocato. Nessuno dei due eventi è stato memorabile.&lt;br /&gt;- Un pranzo di matrimonio sugli argini del Po’ a concludere il mese. In onore della divinità locale, il Maiale, riporto il menu:&lt;br /&gt;o Antipasti: spalla cotta calda, salame, lardo alto del Po, focaccine tiepide, torta  fritta, Parmigiano-Reggiano. &lt;br /&gt;o Culatello di Zibello con riccioli di burro&lt;br /&gt;o Gamberi d’acqua salmastra con germogli d’orto (cioè insalata)&lt;br /&gt;o Bauletti di pasta di gnocco ripieni di ortaggi con capperi, origano e lamelle di Tosone&lt;br /&gt;o Risotto di casa Verdi con zafferano, salamino, e zucchine&lt;br /&gt;o Filetto di Maialetto nero al mosto d’uva Fortana&lt;br /&gt;o Bue bianco della valle del Po cotto rosato&lt;br /&gt;o Vini: Muller Thurgau, Pinot Nero, Brut di Valdobbiadene, Fortana del Taro, Moscato d’Asti&lt;br /&gt;Gira voce che ci fossero tra i presenti anche un paio di vegani. Sono stai visti mentre si aggiravano smarriti sugli argini del Po’ con le mani tra i capelli, annunciando la morte di dio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-6230779656191484025?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/6230779656191484025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=6230779656191484025' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6230779656191484025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6230779656191484025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/istantanee-dagosto.html' title='Istantanee d&apos;Agosto'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3888450897730969505</id><published>2008-09-05T10:49:00.000Z</published><updated>2008-09-05T10:53:06.130Z</updated><title type='text'>Lavorare con lentezza</title><content type='html'>Stamattina l'università di Bologna mi ha comunicato che posso finalmente ritirare la pergamena che certifica il compimento dei miei 3 anni di studio all'Alma Mater Studiorum .... 26 mesi dopo la mia laurea. Con calma.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3888450897730969505?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3888450897730969505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3888450897730969505' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3888450897730969505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3888450897730969505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/09/lavorare-con-lentezza.html' title='Lavorare con lentezza'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5681247994665796353</id><published>2008-08-31T12:25:00.000Z</published><updated>2008-08-31T12:52:01.699Z</updated><title type='text'>Pane, amore, e bancarotta</title><content type='html'>"Il capitalismo senza la bancarotta è come il Cristianesimo senza l'Inferno" (F. Borman). La bancarotta (o fallimento) è la punizione del peccatore, la chiusura di un'avventura imprenditoriale incapace di reggersi sulle sue gambe. Ma allo stesso tempo è anche il primo passo per salvare il salvabile dell'azienda, e garantire un nuovo inizio, favorendo la "creazione distruttrice" che Schumpeter sosteneva essere la molla che permette all'economia di rinnovarsi e innovare. In Italia siamo cattolici e il perdono non si nega a nessuno. Nemmeno alla nostra amata compagnia di bandiera, Alitalia. Non so bene cosa significhi nel XXI secolo avere una "compagnia di bandiera", ma so che per una decina di anni gli Italiani hanno allegramente sostenuto i costi del mandare avanti una compagnia moribonda. I profitti sono privatizzati, le perdite socializzate tra cittadini che pagano le tasse e viaggiatori che pagano biglietti più alti. Capitalismo all'Italiana, senza inferno ma con tanto amore fraterno. In Canada invece Lutero ha avuto l'ultima parola. Niente perdono per i peccatori. Così che all'improvviso scopro che la mia amata ZoomAir, compagnia aerea canadese in cui più volte mi sono incuneato nei suoi sedili striminziti, non ha trovato i soldi per pagare la benzina. In poche ore, la compagnia ha dichiarato fallimenti, molto passeggeri all'aeroporto in attesa di partire sono rimasti a terra, e tutti i voli futuri sono stati annullati. Compreso il mio, che ho perso il biglietto che mi avrebbe riportato in Canada fra una settimana. Ho dovuto prenotare all'ultimo minuto un volo d'emergenza. Paradossalmente la compagnia aerea che mi porterà in Canada in tempo è proprio l'Alitalia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5681247994665796353?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5681247994665796353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5681247994665796353' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5681247994665796353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5681247994665796353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/08/pane-amore-e-bancarotta.html' title='Pane, amore, e bancarotta'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3963228983606490276</id><published>2008-08-27T14:55:00.002Z</published><updated>2008-08-27T15:18:00.558Z</updated><title type='text'>Le terre di nessuno</title><content type='html'>"Ero tornata a Pechino non con gioia ma con rassegnazione: con il tempo, con gli anni, ho capito che forse quello che mi aveva spinto a tornare non era tanto la sensazione di totale estraneità che avevo provato in Italia, ma piuttosto il desiderio di ripetere l'esperienza, sospesa e appagante, del viaggio in sè.&lt;br /&gt;E' come se i luoghi di transito, i non-luoghi, cioè il treno, la nave, il battello, ma anche una stazione ferroviaria, un aeroporto, queste "terre di nessuno" dove il tempo è un presente continuo, dilatato, senza legami, fossero la mia vera "patria". Certo, ci ho messo anni a capirlo, voglio dire, a intuirlo, ovvero a riuscire a trovare il coraggio di esprimere questo piacere: ma non è il piacere del viaggio, è il piacere dei luoghi che si sa, che so, essere luoghi passeggeri, non mete. Per arrivare dove? Non importa. Nei luoghi di transito, come nelle camere d'albergo, è come se mi ricomponessi, trovassi una sicurezza che altrove non provo".&lt;br /&gt;(Renata Pisu - La Via della Cina)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3963228983606490276?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3963228983606490276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3963228983606490276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3963228983606490276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3963228983606490276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/08/le-terre-di-nessuno.html' title='Le terre di nessuno'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1161460197833281678</id><published>2008-07-27T15:16:00.001Z</published><updated>2008-08-01T22:00:27.615Z</updated><title type='text'>Trans-Canada Vol.2 - Omelette in Montreal, Ottawa, Toronto, Waterloo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOF3NX8QRI/AAAAAAAAAMo/gIubWzOu4dg/s1600-h/DSCN0986.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOF3NX8QRI/AAAAAAAAAMo/gIubWzOu4dg/s320/DSCN0986.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229670775836655890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOFkBFt-7I/AAAAAAAAAMg/BVvlzpoKPGI/s1600-h/DSCN0981.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOFkBFt-7I/AAAAAAAAAMg/BVvlzpoKPGI/s320/DSCN0981.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229670446121483186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOFL_RwiEI/AAAAAAAAAMY/15RKsHcJ5AE/s1600-h/DSCN0948.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOFL_RwiEI/AAAAAAAAAMY/15RKsHcJ5AE/s320/DSCN0948.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229670033318250562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOEj0WcGHI/AAAAAAAAAMQ/cBjxOErbcfc/s1600-h/DSCN0878.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOEj0WcGHI/AAAAAAAAAMQ/cBjxOErbcfc/s320/DSCN0878.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229669343190325362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJNQ62L8BlI/AAAAAAAAAMI/Uy-NaKPhu3E/s1600-h/DSCN0851.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJNQ62L8BlI/AAAAAAAAAMI/Uy-NaKPhu3E/s320/DSCN0851.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229612564215498322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Montreal - Domenica 27 luglio. 11 e 30 di mattina&lt;br /&gt;Due buone notizie e una cattiva. Cominciamo dalla buona. Dopo quattro ore il treno è ripartito da Edmonston. Il viaggio è stato lungo, 24 ore in totale. Ma la giornata di sole ha reso giustizia alla bellezza di questo paese.24 ore di boschi e radure, pochissime case o segni di una qualsiasi presenza umana. La cattiva notizia è che sul treno ho perso un paio di mutande. La buona notizia è che poi le ho ritrovate. Aspetta. Un'altra cattiva notizia. Ho perso la mia coincidenza per Ottawa. E questa è una buona notizia visto che ho avuto l'occasione di godermi una bellissima domenica mattina di sole a Montreal, scrivendo da un caffè, e attendendo con ansia la mia omelette. Montreal è semplicemente meravigliosa. &lt;br /&gt;Da Montreal, il mio ritorno ad Ovest è proseguito sul treno per Ottawa. Il motivo principale per deviare verso Ottawa  è stato prima di tutto quello di ritrovare un amico e compagno di studi, ora alle prese con uno stage nel ministero degli esteri canadesi. Ma ho colto l’occasione di fare un po’ di classico turismo, musei, parlamento, etc…&lt;br /&gt;Uno delle più importanti massime canadesi afferma che la parte migliore di Ottawa è l’imbocco dell’autostrada che porta a Montreal. In parte questo è un commento ingiusto, e lascio ad alcune foto il compito di fare giustizia alla città. La città è in fondo una “capitale” e come tale fa sfoggio di una certa solennità, un parlamento in stile Westminster, e una ambasciata Americana immensa, protetta da mura, quasi una guarnigione fortificata a due passi dal parlamento. Detto ciò la città è una capitale per “mediazione”. La nascita del Canada e la sua esistenza come un paese unico si basa sul compromesso politico tra le provincie dell’Ontario e del Quebec, tra Toronto e Montreal, tra la parte anglosassone e quella francofona. Per questo, al momento della scelta della capitale, sia Toronto che Montreal avrebbero sbilanciato i rapporti di potere a favore di una comunità o dell’altra. Da popolo conciliatore per natura, la scelta della capitale è caduta quindi su una città al confine tra le due provincie. Così come Montreal, anche Ottawa è una città pienamente bilingue. Ma con una differenza notevole. Montreal è una città originariamente bilingue, dove il bilinguismo non si vive solo ascoltando il proprio vicino di tavolo in un caffè, ma è anche un “bilinguismo” di stili di vita, di filosofie, di mentalità. Un punto di incontro strano tra Parigi e New York. Ottawa invece è bilingue per “decreto governativo”. Il parlare entrambe le lingue è condizione necessaria per lavorare in un qualsiasi ufficio governativo. E l’essere burocratica e “ufficiale” rimane il marchio di fabbrica della città.&lt;br /&gt;Dopo una notte a Ottawa, lunedì ho imboccato l’ultima parte del viaggio verso Waterloo. Prima il treno fino a Toronto, e poi da Toronto a Kitchener. L’ultimo tratto in treno è stato bellissimo. Mi sono accorto di non essere un “viaggiatore”, ma di avere bisogno di spostare a scadenze regolari il mio sedere dalla sedia del mio ufficio a quella di un aereo, treno, o autobus. Per trovarsi a disagio in un posto che non si conosce, accettare la possibilità che qualsiasi cosa possa andare nel verso sbagliato, e trasformare quell’incertezza in curiosità. Per il piacere di tornare a casa e scoprire che quel viaggio, per quanto insignificante, in parte ci ha cambiato. Alla fine del viaggio avevo letto 6 libri in 6 giorni. Ne manca uno per finire la lista dei 60 libri che devo portare agli esami di settembre. Come la parte migliore di una torta, ho lasciato per ultimo il libro che più aspettavo. Il sapore che si ha in bocca alla fine conta più del gusto della cena. L'ho lasciato a fare da sottofondo  al volo che fra un’ora mi porterà dall’aeroporto di Toronto – da cui sto scrivendo ora – fino a Montreal, Londra, e poi Milano. Ci vediamo nei prossimi giorni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1161460197833281678?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1161460197833281678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1161460197833281678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1161460197833281678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1161460197833281678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/trans-canada-vol2-omelette-in-montreal.html' title='Trans-Canada Vol.2 - Omelette in Montreal, Ottawa, Toronto, Waterloo'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SJOF3NX8QRI/AAAAAAAAAMo/gIubWzOu4dg/s72-c/DSCN0986.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-6107767500262715704</id><published>2008-07-27T02:16:00.000Z</published><updated>2008-07-27T02:30:00.756Z</updated><title type='text'>Trans-Canada Vol.2 - Edmunston</title><content type='html'>Sabato 26 Luglio. 10 di sere. Succede anche nelle migliori famiglie che i treni deragliano. Per fortuna non è successo al mio. Forse in verità nessun treno è mai deragliato. Ciò che conta è che siamo fermi nel mezzo del nulla. Non proprio mezzo del nulla, ma quasi quasi preferirei essere nel mezzo del nulla. Invece sono a Edmunston. Il treno che ci precedeva ha avuto un guasto e il nostro treno è stato costretto a una deviazione (in Canada i treni sono così rari e le distanze così lunghe che tutte le linee sono a singole). Scendo dal treno, in questa pausa di lunghezza non precisata. Chiedo al ferroviere dove siamo. "Edmunston". Edmonton? Pensavo fosse dall'altra parte del paese. No, Edmunston. Attorno a noi tutto buio. Una cittadina fantasma. Per fortuna anche nel mezzo del nulla in questo paese esiste una connessione internet wireless. Mi affido a Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Edmundston,_New_Brunswick). Scopro che siamo in New Brunswick, nel punto in cui questa provincia si incontra con il Quebec e con gli Stati Uniti (Maine). Popolazione, sedicimila anime. Economia: legname e carta. 98% sono francofoni. Meglio non allontanarmi dal treno allora. Giornali locali: Le Madawaska, La Republique, L'Acadie Nouvelle and Info Weekend. La celebrità locale è Maryse Ouellet, eletta nel 2003 come Miss Hawaiian Tropic Canada, nonchè con un passato da modella di Playboy. Per dovere di cronaca controllo su internet queste informazioni e scopro che oltre a modella è anche una lottatrice di wrestling (http://it.wikipedia.org/wiki/Maryse_Ouellet). Arrivano informazioni. Staremo qui per 3 ore, in attesa che arrivino i pulman con i passeggieri dalle stazioni che abbiamo saltato a causa della nostra deviazione. I treni qui sono come le diligenze nel Far West. Sono così poche che non si possono saltare. 3 ore di sosta che sicuramente mi faranno perdere la combinazione da Montreal ad Ottawa domani mattina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-6107767500262715704?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/6107767500262715704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=6107767500262715704' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6107767500262715704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6107767500262715704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/trans-canada-vol2-edmunston.html' title='Trans-Canada Vol.2 - Edmunston'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5542071037395491691</id><published>2008-07-26T02:39:00.004Z</published><updated>2008-07-26T11:39:49.886Z</updated><title type='text'>Trans-Canada Vol.2 - Quando il mondo non finisce alla fine del mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SIsLZPKPwXI/AAAAAAAAAMA/xWe3mQdH5_M/s1600-h/DSCN0818.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SIsLZPKPwXI/AAAAAAAAAMA/xWe3mQdH5_M/s320/DSCN0818.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227284320687735154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SIsKs62w_6I/AAAAAAAAAL4/Q9X6s5-q_I4/s1600-h/DSCN0814.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SIsKs62w_6I/AAAAAAAAAL4/Q9X6s5-q_I4/s320/DSCN0814.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5227283559323074466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 25 luglio. Ore 11 di sera.&lt;br /&gt;Cosa succede quando scopri che il mondo non finisce alla fine del mondo? All’inizio rimani deluso. La fine non è veramente una fine se non è la fine. Poi pensi che se la fine non è la fine, il mondo deve pur finire da qualche parte e ti metti a cercare questo posto. Fine. Questo è il resoconto di questa giornata.&lt;br /&gt;Al risveglio, colazione veloce in un bar, giusto il tempo di mettere su internet i post precedenti e vergognarmi un po’ del fatto che il governo Italiano definisca l’immigrazione una “emergenza nazionale” (segnale di allarme, al bar ho rifiutato un espresso per bere un caffè americano). Poi mi sono recato sul porto. E ho scoperto che il mondo non finiva alla fine del mondo. La nebbia fitta di ieri sera si era in parte dissolta. Nel punto in cui ieri sera il cielo e il mare si confondevano in un tutt’uno cenereo, nel punto in cui secondo i miei calcoli non avrebbe dovuto esserci altro che l’oceano aperto, bè, in quel punto c’era una striscia di terra. Con case, pure. E un porto. Ero arrivato ad Halifax per vedere l’oceano aperto e poi scoprire che Halifax domina la costa orientale di una baia. Sulla costa opposta un’altra città.&lt;br /&gt;Torno in ostello dove incontro Pernelle, la mia svizzera dai riccioli biondi. Cominciamo a pianificare cosa fare nella giornata. Noto il suo indispettimento improvviso quando provo a rendermi utile nel cercare in che modo può raggiungere la prossima meta del suo viaggio attraverso il Canada. L’indispettimento diventa ironia quando estraggo dal mio zaino la Lonely Planet. A questo punto lei non può più resistere “Avevi prenotato questo ostello in anticipo?”. Ammetto di si. “Tu pianifichi tutto quello che fai?”. Mi ha beccato. “Si, devo essere completamente in controllo di tutto quello che succede intorno a me”. Le differenze tra il nostro modo di viaggiare e di rapportarci con gli altri emergono. Per lei fare programmi durante un viaggio toglie il gusto del viaggio. E’ l’umore, il sentimento e l’istinto del momento che determina la meta. Non il contrario. Penso sia questo lo spirito che ci vuole per trovarsi a 20 anni a Katmandu senza un chiaro progetto e otto mesi dopo a Bankgok. Mi rendo conto del mio essere razionale e pianificatore fino allo sfinimento. In verità, a me viaggiare non piace nemmeno. Non è il viaggio che mi attrae. E il provare a ricostruire l’ordine e al sapermi adattare ogni volta che si arriva in un posto nuovo che mi affascina. Il ricordo del momento a volte conta più del momento.&lt;br /&gt;La mattina inizia tardi con una tipica visita turistica – pianificata – al museo locale di arte contemporanea. Tanto per ricordarci che siamo europei e intellettualmente raffinati. Poi di fronte a un panino con troppa verdura all’interno per i miei gusti, mi mostra una piccola cartina della zona. “Andiamo qui!”. Il punto sulla mappa dice Herring Cove. La Lonely Planet non ne parla, e la cosa mi rende sospettoso di natura. Dice, “voglio vedere l’oceano. Questo posto è sull’oceano”. Non posso obiettare. Una rapida ricerca su Google svela che Herring Cove è un buco nel mezzo del nulla, poche case sparse lungo una strada, e un’ora di autobus di linea.&lt;br /&gt;Penso che ci è mai riuscito ad arrivare alla fine del mondo non lo ha mai fatto pianificando come arrivare alla fine del mondo. E penso che non posso che fidarmi di quei riccioli biondi, per di più svizzeri. L’autobus parte vicino al nostro bar e dopo un’ora ci troviamo ad attraversare delle case sparse e fatiscenti, dove secondo Google dovrebbe esserci un villaggio sul mare. Chiedo all’autista, “quale è la fermata più vicina alla spiaggia?”. Mi guarda dubbioso. “Spiaggia? Non c’è nessuna spiaggia, solo rocce sull’oceano”. Tiro un sospiro di sollievo. Quantomeno c’è l’oceano. L’autista ci da indicazioni su come raggiungere un cammino semi-panoramico, anche se l’ultimo turista si è visto forse nel 1988, quando Gelindo Bordin vinceva la maratona di Seul. Camminiamo per una mezz’oretta inerpicandoci su una collina fino a che davanti a noi non si spalanca l’oceano. Poi una scarpinata di un’ora su un sentiero roccioso che costeggia la costa, fino a una montagna di pietre che sembra un po’ una rovina celtica in un posto dove i celti non hanno mai messo piede. Ma la vista e il vento sono degne di un posto particolare. Ecco come finisce il mondo quindi.&lt;br /&gt;Saluto Pernelle dopo una bella cena (crepè ai frutti di mare, con cozze e gamberi come contorno), ci scambiamo i contatti e le auguro buona fortuna. Domani si riparte. Si torna ad ovest. Si torna ad alternare le pagine di un libro con la vista del Canada che scorre dal finestrino del treno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5542071037395491691?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5542071037395491691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5542071037395491691' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5542071037395491691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5542071037395491691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/trans-canada-vol2-quando-il-mondo-non.html' title='Trans-Canada Vol.2 - Quando il mondo non finisce alla fine del mondo'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SIsLZPKPwXI/AAAAAAAAAMA/xWe3mQdH5_M/s72-c/DSCN0818.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-7858941842731396996</id><published>2008-07-25T13:20:00.002Z</published><updated>2008-07-26T12:57:48.773Z</updated><title type='text'>Trans-Canada Vol.2 - Halifax e la fine del mondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInUtBUKi5I/AAAAAAAAALw/tzJXWZRhjEk/s1600-h/DSCN0783.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInUtBUKi5I/AAAAAAAAALw/tzJXWZRhjEk/s320/DSCN0783.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226942712452385682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInUWdzPVUI/AAAAAAAAALo/5h9hiv4NAjw/s1600-h/DSCN0782.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInUWdzPVUI/AAAAAAAAALo/5h9hiv4NAjw/s320/DSCN0782.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226942324961924418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInUDc53Q3I/AAAAAAAAALg/Wau7Ubk39-s/s1600-h/DSCN0785.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInUDc53Q3I/AAAAAAAAALg/Wau7Ubk39-s/s320/DSCN0785.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226941998303757170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInTuXgVmPI/AAAAAAAAALY/wUH-DY-Aaxo/s1600-h/DSCN0772.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInTuXgVmPI/AAAAAAAAALY/wUH-DY-Aaxo/s320/DSCN0772.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226941636077263090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 25 luglio, 1 di notte.&lt;br /&gt;Sono arrivato ad Halifax nel tardo pomeriggio. All’uscita dalla stazione ferroviaria una nebbia stranamente familiare. Mi reco all’ostello. Di fronte a me una coppia di donne olandesi. Dietro a me nella coda di fronte alla reception un’altra ragazza, riccioli biondi e occhiali verdi. Sullo zaino enorme che porta in spalla ci sono i timbri dell’imbarco in aeroporto LGW-YXZ. Li conosco troppo bene. Partenza: London Gatwick. Arrivo Toronto. Lascio la mia roba nella camera dell’ostello dove un cinquantenne, un po’ biker, un po’ metallaro sta dormendo. Esco, giro, a destra, e senza mi dirigo verso il mare. Non so dove sia di preciso, ma la strada scende, e non ho mai sentito di una città in cui per raggiungere il mare bisogna salire. Sono arrivato a Halifax con la motivazione di vedere finalmente l’oceano. In origine la mia motivazione era di nuotare nell’oceano, ma il costume l’ho lasciato a casa. Volontariamente. Arrivo sul porto. E scopro che l’oceano è scomparso. Ritirato. Inghiottito dalla nebbia. E’ una situazione surreale. Mi sento come alla fine del mondo. Davanti un oceano che in verità non è nemmeno un oceano. Solo uno sfondo di nebbia. Un po’ Casablanca (un po’ cinefili), un porto immenso nella nebbia dove ombre senza ieri e senza domani si incrociano. Un po’ Monkey Island (per gli appassionati di videogiochi degli anni ’80). La nebbia è fitta e non permette di vedere oltre la banchina del porto. La linea che separa il mare dal cielo è inesistente. Grigio ovunque. Come alla fine del mondo.&lt;br /&gt;Non sono deluso. Tutt’altro. La città assume un fascino inaspettato. Come un porto di pirati. Come il primo capitolo di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”. Decido di visitare la città partendo dalla nebbia. Le navi attraccate sul porto segnano il confine tra la terra e il mare. La città si presenta ovattata e conciliante.&lt;br /&gt;Raggiungo un molo. Seduta su una panchina la ragazza dai riccioli biondi e occhiali verdi che era in coda con me alla reception dell’ostello. In mano ha un taccuino e la vedo disegnare. Sorrido e proseguo nella nebbia. 50 metri e poi torno indietro. Le persone che superano il mio giudizio di “interessante” sono poche su questo continente, e una ragazza attraente e timida, seduta da solo sul molo in un porto alla fine del mondo disegnando su un taccuino, decisamente supera la mia intenzione di “interessante”. “Ciao, scusa. Cosa stai disegnando?” LA conversazione si prolunga per tutta la serata, prima a cena, poi in un pub sul molo. E’ svizzera. Si chiama Perenelle. Le chiedo che origine abbia il suo nome. Storia lunga. I suoi genitori, quando incinta della sua sorella maggiore, si recarono in una sorta di pellegrinaggio pagano su un calesse dalla Sviezzera a Santiago di Compostela. Lungo il tragitto si fermarono in una località dove vi era stato Nicolas Flamel. “A certo, Nicholas Flamel! L’alchimista, scopritore della pietra filosofale”. Mi guarda stupita. Svelo la maschera. “Ho letto Harry Potter e la Pietra Filosofale!”. Pernelle era la moglie di Nicolas Flamel, nonché un antico nome francese. Scopro varie ore dopo qualcosa di più sulla famiglia. I genitori hanno cresciuto la figlia in una comune in svizzera, senza elettrodomestici, frigorifero, e televisione. Poi sono divorziati. Il padre, figlio di una famiglia proletaria, si è innamorato di  una giovane peruviana e da anni sta costruendo una casa in Perù. Peccato che la peruviana voglia stare in Svizzera. La madre invece deriva da una famiglia della altra borghesia di Amburgo. Il bisnonno era uno dei soci proprietari del porto di Amburgo alla fine del Ottocento. Il nonno invece era un semplice marinaio, e la storia di come sia riuscito ad avere la mano della giovane ereditiera è confusa e passa per troppe navi e vari continenti. Alla fine però finisce bene. La madre di Perennelle invece finisce in una Comune in Svizzera, ma dopo il divorzio diventa una insegnante di Yoga, che divide il tempo tra la Svizzera e l’India.&lt;br /&gt;Ci rechiamo in un ristorante chiamato “Economic Shoe Store”, dove mi butto sulla specialità di Halifax. Aragosta alla fiamma. Sauvignon Blanc per dare un po’ di stile. La conversazione continua. Lei sta viaggiando tra ostelli e “couch surfing” nel Canada orientale, dopo aver passato 8 mesi da sola in Asia, partendo dal Nepal, attraversando l’India, poi Thailandia, Cambodia, Laos, e Vietnam del Nord. Età? 20 anni. Non ho incontrato molte persone nella mia vita che si siano innamorate di Katmandù. A parte Rino Gaetano, ovviamente. Vivrai in Svizzera? "No, ma ci tornerò quando sono vecchia per morire". Ho sempre avuto l'impressione che la Svizzera fosse un buon posto per svernare la vecchiaia, o per coricarsi su un campo in un pendio e lasciarsi rotolare a valle. Penso non farò nessuna delle due cose.&lt;br /&gt;Nel progettare il resto della serata, cerco la mappa della città nella tasca dei miei pantaloni. Mi ferma. “Il tuo corpo parla una lingua diversa rispetto alla tua bocca”. Chiedo di elaborare. Dice che per tutta la serata ero stato molto aperto, sicuro di me, guidandola per la città che non conoscevo. Ma il modo in cui mi stavo muovendo, le spalle chiuse, e i movimenti a scatti segnalavano un’altra realtà. Il non essere a proprio agio. Insicurezza. Ordino un'altra birra. Lascio agli psicologi o figli di psicologi che leggono questo post di interpretare il significato delle sue parole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-7858941842731396996?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/7858941842731396996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=7858941842731396996' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7858941842731396996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7858941842731396996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/trans-canada-vol2-halifax-e-la-fine-del.html' title='Trans-Canada Vol.2 - Halifax e la fine del mondo'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInUtBUKi5I/AAAAAAAAALw/tzJXWZRhjEk/s72-c/DSCN0783.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1825940968657085445</id><published>2008-07-25T13:13:00.000Z</published><updated>2008-07-25T13:20:12.206Z</updated><title type='text'>Trans-Canada Vol.2 - Nova Scotia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInS3NPHfkI/AAAAAAAAALQ/bjQNlwSJxLE/s1600-h/DSCN0766.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInS3NPHfkI/AAAAAAAAALQ/bjQNlwSJxLE/s320/DSCN0766.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226940688427875906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInSWUFI-lI/AAAAAAAAALI/lNIys_r5WMc/s1600-h/DSCN0762.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInSWUFI-lI/AAAAAAAAALI/lNIys_r5WMc/s320/DSCN0762.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226940123329395282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInR-0F4SpI/AAAAAAAAALA/_AEJSSnIjlA/s1600-h/DSCN0753.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInR-0F4SpI/AAAAAAAAALA/_AEJSSnIjlA/s320/DSCN0753.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226939719605570194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 24 luglio. 12:19  Secondo giorno.&lt;br /&gt;Nova Scotia finalmente. Se il New Brunswick si presentava come un unico bosco, raramente interrotto da qualche fiume, la Nova Scotia assomiglia di più a…. all’Irlanda appunto. La Nova Scotia (Nuova Scozia) è una penisola lunga e affilata in cui nessun punto dista più di 56 km dal mare. Nonostante ciò, del mare nessuna traccia fino ad ora. Ma si intuisce che non è lontano dalle turbine eoliche sulla cima della collina che il treno sta costeggiando. La Lonely Planet – un tempio moderno della cultura libertaria e libertina – sottolinea con sarcasmo il carattere conservatore e ottocentesco di questa provincia, descritta come “l’unica provincia che ancora vieta l’apertura dei negozi la domenica e di recente una giovane è stata privata del titolo di reginetta per aver dormito a casa del suo ragazzo”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colonna sonora: Debussy&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1825940968657085445?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1825940968657085445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1825940968657085445' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1825940968657085445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1825940968657085445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/trans-canada-vol2-nova-scotia.html' title='Trans-Canada Vol.2 - Nova Scotia'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInS3NPHfkI/AAAAAAAAALQ/bjQNlwSJxLE/s72-c/DSCN0766.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3682475201134445543</id><published>2008-07-25T13:07:00.001Z</published><updated>2008-07-25T13:40:16.744Z</updated><title type='text'>Trans-Canada Vol.2 - New Brunswick</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInRXbyb4ZI/AAAAAAAAAK4/iDPYv_mEtU4/s1600-h/DSCN0744.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInRXbyb4ZI/AAAAAAAAAK4/iDPYv_mEtU4/s320/DSCN0744.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226939043066667410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInRCttROYI/AAAAAAAAAKw/xdsX3yw_Dtw/s1600-h/DSCN0739.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInRCttROYI/AAAAAAAAAKw/xdsX3yw_Dtw/s320/DSCN0739.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226938687099582850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 24 luglio. 8:43 am. Secondo giorno. Sono sempre più fiero della mia capacità di dormire di lusso in qualsiasi spazio e condizione. Questa notte è stata durissima, con le gambe costrette a rimanere piegate in un angolazione strana Incredibile quanto dolorosi siano quel paio di gradi che le separavano da una comodissima linea retta. &lt;br /&gt;Lo speaker annuncia che stiamo abbandonando il Quebec ed entrando nella provincia del New Brunswick. Consulto la fida Lonely Planet. Poche pagine che iniziano con “il New Brunswick è una regione tuttora relativamente poco conosciuta anche agli stessi Canadesi”. Probabilmente neanche quello che ha scritto la guida è voluto venire qui di persona. Continuo. “Qui le maree più alte del mondo hanno creato scogliere maestose” …“Le aragoste e le banchine dei pescatori disseminate lungo le due coste della provincia assicurano succulenti banchetti a base di pesce”. “La vitalissima cultura acadiana è ancora viva sul territorio”. Finalmente qualcosa di interessante. Gli acadiani (o acadici) furono i primi coloni francesi che arrivarono in canada nel XVII secolo. Si insediarono in questa regione, introdussero l’agricoltura, e furono deportati dagli inglesi nel 1755. Molti di loro attraversarono il continente e si trasferirono in Louisiana, dove sono conosciuti come Cajuns. Alcuni di loro tornarono in seguito in questa regione, ma al loro ritorno erano già in larga parte stati rimpiazzati dall’afflusso di nuovi coloni inglesi e dei rifugiati fedeli alla corona inglese che attraversarono in massa il confine dopo la rivoluzione americana.&lt;br /&gt;L’eroe locale, a detta della Lonely Planet a cui io credo incondizionatamente, non è un colono ma la “famosa rana di Fredericton”. Una leggendaria rana del peso di ben 19 kg. “Questo celebre anfibio fece la sua comparsa er la prima volta nel 188 quando saltò letteralmente nella piccola barca di Fred Coleman, un locandiere del luogo”. La rana allora pesava soltanto 3.6 kg, “ma Colema la tenne con sé e la alimentò secondo una dieta ferrea a base di siero di latte, farina di granoturco, piccoli insetti e whisky”, fino a che questa diventò la rana più grande al mondo La rana oggi è custodita gelosamente in una teca di vetro allo York-Sunbury Museum. Ma a questo punto la Lonely Planet introduce sapientemente il giallo. A detta di alcuni la rana nel museo sarebbe un falso, “una riproduzione usata da una farmacia locale per pubblicizzare una medicina per la tosse il cui slogan era ‘un rospo in gola’.” E per concludere l’avvertimento che vi potrebbe salvare la vita in New Brunswick “non chiedete informazioni al personale del museo, in quanto sull’argomento tutti mantengono il più assoluto riserbo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3682475201134445543?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3682475201134445543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3682475201134445543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3682475201134445543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3682475201134445543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/trans-canada-vol2-new-brunswick.html' title='Trans-Canada Vol.2 - New Brunswick'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInRXbyb4ZI/AAAAAAAAAK4/iDPYv_mEtU4/s72-c/DSCN0744.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-912175859506539929</id><published>2008-07-25T12:50:00.000Z</published><updated>2008-07-25T13:07:36.000Z</updated><title type='text'>Trans-Canada Vol.2 - Montreal</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInQAKy6LKI/AAAAAAAAAKo/moaGpm-oP0s/s1600-h/DSCN0726.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInQAKy6LKI/AAAAAAAAAKo/moaGpm-oP0s/s320/DSCN0726.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226937543856630946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ore 20:51. Da qualche parte nel mezzo del Quebec. Fuori è già tutto buio. Ho lasciato Montreal sul treno che domani pomeriggio arriverà ad Halifax. Il tratto tra Toronto e Montreal è stato piovoso, e questo mi ha permesso di finire il primo dei sette libri previsti per questi giorni. Il mio primo treno da Waterloo a Toronto era in ritardo e temevo di perdere la coincidenza. In effetti l’avrei persa. Ma ho scoperto che in Canada ci sono così pochi treni, che possono concedersi il lusso di aspettarsi a vicenda.&lt;br /&gt;Compagni di viaggio. Alla mia sinistra una coppia di sessantenni. Nonostante l’età non giovanissima lei sfoggia un Ipod di ultima generazione e calza delle scarpe da ginnastica che le invidio non poco. Quello che non invidio è la persona che dovrà ricevere la maglia che lei sta facendo con i ferri. Colore giallo. Giallo canarino. Le probabilità che torni di moda nei prossimi 20 anni sono statisticamente marginali. Suo marito sembra un contadino emiliano, di quelli che non vanno nemmeno all’osteria alla sera. La pelle è rossa, forse colpita da qualche malattia. La camicia è quadri larghi. Blu e celeste. Appena dietro una bellissima ragazza bionda con il suo bambino. Lui mi sembra di averlo già visto in una pubblicità televisiva di pannoloni. Avete presente, quelli biondi e con gli occhi azzurri. Età. Lui, 2 anni lui. Lei, troppi pochi. Davanti e dietro, il sudoku la fa da padrone.&lt;br /&gt;Le scorse sette ore invece sono stato circondato da una altra famiglia canadese nel tratto tra Toronto e Montreal. Padre, madre, e figlia. Lei guardava un film sul portatile. Lui sfogliava una rivista di biciclette. Per 7 ore. Lei sfogliava una rivista chiamata “housekeeping”. Per 7 ore.&lt;br /&gt;Colonna sonora: Daniele Silvestri – Monetine&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-912175859506539929?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/912175859506539929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=912175859506539929' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/912175859506539929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/912175859506539929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/trans-canada-vol2-montreal.html' title='Trans-Canada Vol.2 - Montreal'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInQAKy6LKI/AAAAAAAAAKo/moaGpm-oP0s/s72-c/DSCN0726.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3764432051488137564</id><published>2008-07-25T12:37:00.000Z</published><updated>2008-07-25T12:50:33.783Z</updated><title type='text'>Trans-Canada Vol.2 - Verso Halifax</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInLsvGcG5I/AAAAAAAAAKg/vMNIOlFqU7g/s1600-h/DSCN0717.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInLsvGcG5I/AAAAAAAAAKg/vMNIOlFqU7g/s320/DSCN0717.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226932811958328210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInLTp7FGjI/AAAAAAAAAKY/yGd99p2IKxA/s1600-h/DSCN0706.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInLTp7FGjI/AAAAAAAAAKY/yGd99p2IKxA/s320/DSCN0706.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226932381071776306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInKDtGjLDI/AAAAAAAAAKQ/1shTT9EFhqk/s1600-h/DSCN0705.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInKDtGjLDI/AAAAAAAAAKQ/1shTT9EFhqk/s320/DSCN0705.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5226931007535655986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ore 9 e 07. Seduto sulla panchina di fronte ai binari nella stazione di Kitchener. Cielo livido da una notte di pioggia estiva. Se fossi alla stazione di Fidenza di fianco a me ci sarebbero due pensionati che discutono sulle previsioni metereologiche e sul governo. Piove, governo ladro! Invece qui ci sono una serie di ragazze vestite con un dubbio gusto e largamente in sovrappeso, e un’intera famiglia mennonita. Faccio fatica a contarli, ma i bambini sono troppi e gli adulti troppo pochi Questi sono mennoniti tradizionalisti, di quelli che raragemente si vedono in città. Gli abiti sono fermi al XVIII secolo, le donne sono vestite di blu e nero.  Il copricapo ricorda quello di “Lezioni di Piano”. Anche le bambine e i neonati hanno i capelli coperti da un velo. I maschi hanno un copricapo largo che assomiglia a quello che nei Western viene indossato dal sergente borghese con i baffetti (non quello dei cowboys). Corpetto smanicato che effettivamente fanno pensare a un film di Sergio Leone, sopra una camicia grigia per gli adolescenti e blu per i bambini. Le valigie invece sono ferme agli anni ’50. La fattura è di una plastica che non penso Menno (il fondatore) approverebbe. Una donna mastica una gomma da masticare, e non so se Menno approverebbe anche questo.&lt;br /&gt;Seduto sulla panchina di fronte ai binari nella stazione di Kitchener, aspettando il treno. Direzione: Est. Fino all’oceano. Prima ad est fino Toronto. Poi ancora ad est fino a Montreal. Poi ancora ad est fino ad Halifax. &lt;br /&gt;Vado ad Halifax perché mi sono promesso da tempo che devo nuotare nell’oceano per una volta nella mia vita. Ho lasciato a casa il costume da bagno, in modo da  avere in futuro una scusa per ripartire. Vado ad Halifax perché prima di terminare il mio primo anno Canadese, volevo essere sicuro di aver visto questo paese – creato non a dimensione adatta all’uomo - da costa a costa. Vado ad Halifax perché gira voce che li cucinino le aragoste migliori al mondo. Vado ad Halifax anche se in verità al momento sono senza un soldo. Ma fra 10 anni avrò i soldi, ma anche un lavoro che mi consuma il tempo, una compagna incinta che non può prendere in treno perché deve andare in bagno ogni 45 minuti. Vado ad Halifax perché l’unica cosa da non fare quando si ha un capriccio, è scacciarlo. Vado ad Halifax perché ho ancora 7 giorni 7 libri da leggere prima di tornare in Italia. Quello che mi serve è solo un treno e un finestrino da guardare distrattamente ogni volta che volto pagina.&lt;br /&gt;Colonna sonora: Irene Grandi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3764432051488137564?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3764432051488137564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3764432051488137564' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3764432051488137564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3764432051488137564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/trans-canada-vol2-verso-halifax.html' title='Trans-Canada Vol.2 - Verso Halifax'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SInLsvGcG5I/AAAAAAAAAKg/vMNIOlFqU7g/s72-c/DSCN0717.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5266054488999759158</id><published>2008-07-09T15:48:00.001Z</published><updated>2008-07-09T17:50:04.760Z</updated><title type='text'>Se quel 13 Settembre... a Montreal</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT6OLTsPeI/AAAAAAAAAKI/3jmzS1h5SeM/s1600-h/DSCN0601.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT6OLTsPeI/AAAAAAAAAKI/3jmzS1h5SeM/s320/DSCN0601.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221072989489741282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT6EOWWb4I/AAAAAAAAAKA/gHJg_SsD5DQ/s1600-h/DSCN0566.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT6EOWWb4I/AAAAAAAAAKA/gHJg_SsD5DQ/s320/DSCN0566.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221072818507509634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT3LXozbdI/AAAAAAAAAJ4/Oer2kHaGWbs/s1600-h/DSCN0550.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT3LXozbdI/AAAAAAAAAJ4/Oer2kHaGWbs/s320/DSCN0550.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221069642725027282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT3EahBI2I/AAAAAAAAAJw/XXM8xg3bmOY/s1600-h/DSCN0538.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT3EahBI2I/AAAAAAAAAJw/XXM8xg3bmOY/s320/DSCN0538.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221069523238593378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHTwnf6LQUI/AAAAAAAAAJo/tCMNQv3AVV4/s1600-h/DSCN0621.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHTwnf6LQUI/AAAAAAAAAJo/tCMNQv3AVV4/s320/DSCN0621.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221062429400318274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHTwh4BHpzI/AAAAAAAAAJg/tbERYVot1wo/s1600-h/DSCN0630.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHTwh4BHpzI/AAAAAAAAAJg/tbERYVot1wo/s320/DSCN0630.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221062332792678194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHTwTY_ta3I/AAAAAAAAAJY/_EyA62op1jo/s1600-h/DSCN0664.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHTwTY_ta3I/AAAAAAAAAJY/_EyA62op1jo/s320/DSCN0664.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5221062083947096946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;13 Settembre 1984. Quel giorno nacqui io. 13 Settembre 1759. Quel giorno la mia vita è cominciata ad andare nel verso storto. Quando le truppe francesi agli ordini del Barone di Montcalm avanzarono, le fila inglesi attesero fino a che avessero raggiunto la distanza di 18 metri. Dioi di che il Generale James Wolfe diede l'ordine del fuoco. Il trucco è che i moschetti inglesi erano stati caricati con due proiettili. Dopo la prima carica, un secondo colpo. Uno storico l'ha definita: "la più perfetta carica mai sparata in un campo di battaglia". Per gli amanti della statistica, è stata la carica più letale in termine del numero di vittime inflitte. Quel giorno la via vita è cominciata ad andare veramente nel verso storto.&lt;br /&gt;Tutto quello che succede dopo non è che la logica consequenza. Gli Inglesi vincono. Nella Trattato di Parigi che sigla la pace alla fine della Guerra dei Sette Anni, i Francesi preferiscono tenersi Guadalupe, ricca di zucchero, e rinunciare all'intero Canada. Per il clima li capisco, ma avrebbero potuto pensare un po' anche a me? Si, perchè poi tutto è una spirale verso la desolazione. I francesi finiscono la colonizzazione del continente, gli inglesi lasciano la loro impronta su tutto il paese a Ovest del Quebec. Spariscono i caffè, la cultura, il cibo. Arriva Wal Mart, il caffè Tim Horton, la televisione americana e gli spettacoli del Dottor Phil. Il Canada diventa culturalmente la 51esima provincia Americana.&lt;br /&gt;Da cosa deriva questa mia nostalgia francofona? Dalla scoperta del Quebec, provincia francofona ad Est dell'Ontario. Mi sono recato a Montreal per un fine settimana. La scusa: le "Festival International de Jazz de Montreal", uno dei festival jazz più importanti al mondo. Bellissimo festival. Una zona ampia del centro della città adibito a teatro all'aperto, con una decina di palchi sparsi per ogni spiazzo e piazza disponibile. Musica che si alterna senza sosta dal primo pomeriggio fino a tarda notte per due settimane. Tantissima gente per strada, girovaghi tra un palco e l'altro. Molto estivo, e molto europeo. Diciamo una sorte di Festà dell'Unità raffinata, con gli hotdog al posto della torta fritta e la birra al posto della Malvasia. E il Jazz al posto dell'Orchestra di Liscio Pinino Libè. &lt;br /&gt;Il motivo che mi ha portato a Montreal però non era solo il festiva, ma la città stessa. Me la immaginavo come la mecca. La città "europea" in Nordamerica. E non sono stato deluso. Montreal è una bella città, attraversata dal fiume S.Lorenzo con una sorta di centro storico (storico per modo di dire visto che le cose più antiche datano due secoli), con tanti musei. Allo stesso tempo è una metropoli, con tre milioni e mezzo di abitanti, un bel quartiere commerciale popolato di vetri e grattacieli. Grattacieli si, ma a una altezza "umana" (30 piani), ben diversi da quelli che dominano Toronto o molte città americane.  A differenza di Toronto, fatta di tante "isole", quartieri separati da una corsa in taxi, Montreal è una città che si gira totalmente a piedi. A piedi sfilavano migliaia di afrocaraibici sabato pomeriggio, in una parata che ha bloccato la maggiore via del centro per una intera giornata. E a piedi si può arrivare sulla cima del Mont Real, montagnola e parco che domina il centro e su cui mi sono ritirato a leggere in una bellissima domenica di sole. A piedi ci si muove anche d'inverno, nonostate al città sia freddissima (si arriva spesso sotto i -30), grazie a un infinito sistema di tunnel che si dipana per chilometri sottoterra, in una vera città sotto la città. &lt;br /&gt;Soprattutto Montreal è il sogno di cosa questo paese avrebbe potuto essere se i francesi avessero vinto il 12 settembre 1759, e se quella carica perfetta fosse stata un po' meno perfetta. In quel caso, il Canada sarebbe potuto essere un paese veramente bilingue (a differenza di Quebec City, l'inglese non suscita reazioni annoiate nella popolazione francofona). Avrebbe potuto essere un paese con un po' di stile, caffè agli angoli delle strade. Un paese che rifiuta il principio "più grande è, meglio è" come massima espressione estetica. Con i balconi e le scale in ferro battuto. E con le panchine e piazze invece delle "plaza". La differenza non è solo linguistica. Una piazza è fatta per le persone. Una "plaza" a Waterloo è un grande spiazzo circondato da ristoranti e negozi (come da noi), ma con unicamente un parcheggio in mezzo, ad assicurarsi che non ci siano più di 100 passi dall'auto all'hamburger. Se i francesi avessero finto, ci sarebbero meno ragazze con il sorriso da principessa del ballo, capelli biondi lunghi e lisci, tuta e felpa, un po' di chili di troppo, dipendenti dalla chiesa o dalla bottiglia di vodka o entrambi. Se i francesi avessero vinto, il Canada sarebbe un paese completamente diverso, ne un'appendice europea, ne' la 51esima provincia americana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5266054488999759158?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5266054488999759158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5266054488999759158' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5266054488999759158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5266054488999759158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/se-quel-13-settembre.html' title='Se quel 13 Settembre... a Montreal'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SHT6OLTsPeI/AAAAAAAAAKI/3jmzS1h5SeM/s72-c/DSCN0601.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1350202595753919868</id><published>2008-07-07T04:50:00.001Z</published><updated>2008-07-07T04:50:57.373Z</updated><title type='text'>Fragole tra Nonantola e Fidenza</title><content type='html'>Ore 11 di sera. Seduto al tavolo con di fronte un piatto di fragole. Dall’altra parte del tavolo, Massimo (non sono così sicuro del nome, io ai nomi non ci faccio caso per fino al terzo incontro). Massimo è il coinquilino modenese, piovuto dal cielo in modo completamente inaspettato qualche giorno fa.&lt;br /&gt;Sente dalla sua camera il rumore di posate, e capisce che non posso che essere io. La dieta dei restanti coinquilini non implica ne piatti ne posate. Cominciamo a parlare, mentre le fragole vengono fatte sparire dai movimenti quasi furtivi delle sue mani.&lt;br /&gt;Età forse 28-30 anni. La barba incolta ma non troppo, la chitarra che ho intravisto nella sua camera, e la maglietta gialla sbiadita ne fanno un perfetto rappresentate della categoria “giovane emiliano, istruito ma un po’ sognatore, abbonato al Manifesto dal 1998”. Conferma che effettivamente è abbonato al Manifesto. Non ho indagato da quanto tempo.&lt;br /&gt;E’ un ricercatore. Forse un biologo. Dopo essersi laureato all’università di Bologna, e dopo aver frequentato l’università italiana sufficientemente a lungo per vedere tutte le sue ambizioni e voglia di rimanervi calpestate una a una, è tornato a Barcellona dove aveva fatto l’Erasmus (galeotto fu l’Erasmus) e ora prosegue il suo dottorato in Catalogna. Si trova accidentalmente in questo angolo di Canada dimenticato dagli dei della meterologia per una collaborazione con un professore canadese.&lt;br /&gt;Ci dividono alcuni anni di vita, ma i pochi chilometri che dividono il parmense dal modenese si sentono subito. I punti di incontro tra le nostre esperienze fanno in modo che la conversazione venga subito dirottata sul tema del “ritorno in Italia”.&lt;br /&gt;Presento la mia versione, ormai collaudata in innumerevoli sedute sull’argomento. Così collaudata che ormai ne sono pienamente convinto e quasi me ne compiaccio. Pensare al tornare in Italia, e porsi il problema è sbagliato e controproducente. Il pensiero non deve nemmeno sfiorarti. Perché? Perché comunque il ritorno rimane non solo una opzione che non è possibile chiudersi, ma una calamita che ci attira. L’Italia rimane il luogo degli affetti, e dell’identità. Rimane il nido. Gli spiego che per questo bisogna non prendere in considerazione la possibilità del ritorno, perché comunque quella è la possibilità più semplice e che ci sarà sempre. Meglio pensare alla nuova meta, o passo in avanti, perché quella possibilità va costruita. Procedo con il secondo punto del mio collaudato discorso alla nazione. Il ritorno è impossibile fino a che non si è immuni. Immuni dalla stanchezza e senso di immobilismo che caratterizza il vivere “politico” in Italia. Il paese dagli orizzonti ristretti, dove l’ambizione suona sempre un po’ ridicola, e non viene particolarmente valorizzata. Gli dico quindi che il ritorno è possibile, ma solo una volta in cui la personalità è stata immersa a sufficienza in un ambiente diverso come quello canadese, da non essere più a rischio di essere assorbita dal paese degli orizzonti ristretti.&lt;br /&gt;Lui mi chiede, quanti anni hai? Gli anni che ci separano sono forse meno significanti della distanza tra il parmense e il modenese, ma sufficienti per aprire una crepa nel mio ragionamento. Quali sono le tue priorità? L’età ti porterà a cambiare le tue priorità, a cercare un altro tipo di felicità che non dipende dal lavoro o dal cammino di crescita personale. A cercare identità e continuità. A quel punto il nido diventa molto più accogliente di quanto possa sembrare a 23 anni. Ma tra il bisogno di riconoscere e riconoscersi negli altri, lui stesso riconosce come il suo discorso stia diventando sentimentale. Il nido, la calamita. Calamita e calamità. Gli chiedo dove vorrebbe crescere e dare un’identità ai propri figli? Ci pensa, ma non risponde. Mi dice che tornando al nido saprebbe cosa e come insegnargli, visto che è dallo stesso nido che ha preso poi il volo. &lt;br /&gt;Bisogno di riconoscersi negli altri che non riesce a soddisfare a Barcellona, dove vive. I catalani non conoscono l’ironia. Una volta superata la barriera linguistica rimangono altre barriere. E i canadesi? Mi dice che gli sembrano semplici, privi della nostra … intervengo io a completare il discorso. Privi della nostra presunzione. Sicuramente privi della mia presunzione. Scelgo questa espressione con attenzione, ben sapendo che “presunzione” non ha necessariamente un connotato negativo. Presunzione non è che il rovescio della medaglia della complessità, raffinatezza di gusti e di idee, gusto, di cui mi fregio ogni giorno con i miei amici e  colleghi, quando li descrivo come dei sempliciotti. La presunzione deriva da secoli di storia sulle spalle che respiriamo attraverso un’educazione che ci porta prima di tutto a riconoscere il passato piuttosto che a immaginare il futuro. Provo a dargli quindi una chiave di lettura per capire i canadesi (e i nordamericani in generale). Non riuscirai mai a fare pace con la loro semplicità, mancanza di raffinatezza intellettuale e gusto estetico. Con il loro essere diretti e mai retorici, quasi monodimensionali. Con la mancanza di fascino e capacità di intrigare o stupire. Perché è questo essere “banali” che fa in modo che l’occhio con cui ti guardano e l’orecchio con cui ti ascoltano sono molto più sinceri e genuino. Nessuna presunzione, ne bisogno di giudicare ancora prima che l’interlocutore abbia iniziato a parlare. Apertura vera all’altro. L’opposto di quello che sono e di quello di cui mi vanto di essere, cioè una persona arrogante. Di quelle che finiscono normalmente ad insegnare, piuttosto che ad imparare. Ma è nel percepire questo contrasto che sento il limite di questa attitudine. Fuori dal nido si vive sulla pelle come dal contrasto derivi la possibilità di crescere. Ma ritorna in mente il punto che lui ha presentato prima e che non so scalfire. La felicità di cui parlava è riconoscersi tra gli altri. Quella che descrivevo io invece è cercare di camminare e crescere attraverso gli altri. Inevitabilmente a un certo punto la seconda cede il passo alla prima. Cede il passo al nido.&lt;br /&gt;Nel frattempo le fragole sono scomparse dal piatto che ci divide. Mi saluta, tempo di dormire, per lui. Per me, tempo di scrivere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1350202595753919868?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1350202595753919868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1350202595753919868' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1350202595753919868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1350202595753919868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/fragole-tra-nonantola-e-fidenza.html' title='Fragole tra Nonantola e Fidenza'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-2332877398565174184</id><published>2008-07-04T00:50:00.000Z</published><updated>2008-07-04T01:48:16.514Z</updated><title type='text'>Accenno di estate canadese</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SG12SUI5ETI/AAAAAAAAAJQ/DlPZlbj4TdA/s1600-h/DSCN0502.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SG12SUI5ETI/AAAAAAAAAJQ/DlPZlbj4TdA/s320/DSCN0502.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218957600207999282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SG10pnJOb7I/AAAAAAAAAJI/qZfS09fESL4/s1600-h/DSCN0455.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SG10pnJOb7I/AAAAAAAAAJI/qZfS09fESL4/s320/DSCN0455.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5218955801423409074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sette e mezzo di sera. Il sole è ancora alto. Sono seduto al tavolino esterno di uno Starbucks, bevendo quello che in Italia potrebbe essere spacciato per un cafè shakerato. Il ghiaccio nasconde il fatto che il caffè è pur sempre caffè canadese. Il sole  che sta lentamente scendendo, e il 20 gradi fanno dire “chi se ne frega del caffè!”.&lt;br /&gt;Spero di aver stupito qualcuno. L’inverno è finito, e questo è ovvio visto che siamo a luglio. Ma la cosa che stupisce è come questo posto diventi quasi umano a luglio. Le opportunità non sono più limitate dal clima. Se d’inverno il tuo orizzonte è limitato a ciò che non sia a più di 8 minuti a piedi dalla fermata dell’autobus, adesso la mia bici anni-30, ormai supercigolante ma in grado di attirare l’attenzione di qualsiasi donna di mezz’età, ha esteso il mio orizzonte a 20 minuti in bici da casa mia, il limite della mia capacità polmonare. Tutto questo è sufficiente per dare una parvenza di libertà e di estate alla mia vita. In verità, l’estate qui non è veramente estate. Niente Feste dell’Unità. Niente discoteche modaiole in collina. A ciò si aggiunge il fatto che sto  preparando gli esami di settembre. Siccome la lista dei libri da portare all’esame è quasi infinita, mi ritrovo a dover leggere un libro al giorno. Ma alla fine della giornata, o meglio, nella pausa tra lo studio prima di cena e lo studio dopo cena, la birra o il caffè su una terrazza è di rito.&lt;br /&gt;L’unico barlume di estate è stato un bellissimo weekend sul Lago Huron. Weekend in tenda nel giardino di un amico. Se tutto questo sembra assurdo, benvenuti in Canada. Mi spiego meglio. Questo ragazzo ha una bellissima in casa a un paio di ore da Waterloo, vicino al Lago Huron. Nonstante questa casa non mancasse di varie stanze libere, l’esperienza “canadese” e il concetto di divertimento in questo paese, obbligano a rivivere l’esperienza della “frontiera”. Quindi ho dovuto dormire in una tenda, nel  mega giardino retrostante la casa. Per fortuna l’esperienza della frontiera finiva l’ì e la piscina, l’idromassaggio, e le grigliate erano molto borghesi…. Dio benedica i doppi-standard della borghesia canadese. C’è scappato una giornata di “mare” al lago, con tanto di bagno nelle acque pulitissime ma altrettanto fredde del Lago Huron. Questo è probabilmente l’unico posto al mondo in cui puoi andare a fare il bagno e lasciare il portafoglio e i documenti sulla spiaggia sapendo che tanto li ritroverai al tuo ritorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera mi sono ritrovato un nuovo coinquilino in casa. E con somma sorpresa scopro che è di…. …. …. Modena. Senza parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia estate sta per entrare nella sua fase migliore. Domani parto per Montreal. Weekend al Jazz festival, e occasione per scoprire una città che si annuncia meravigliosa. Poi a fine estate finisco la mia missione di attraversare il paese. Ad aprile ho viaggiato in treno da Waterloo all’estremità ovest del paese, cioè Vancouver. Adesso prendo il treno fino all’estermità est del paese, cioè Halifax. Poi il 30 luglio, la parte migliore dell’estate. Torno in Italia. Il richiamo della torta frittà è troppo forte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-2332877398565174184?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/2332877398565174184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=2332877398565174184' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2332877398565174184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2332877398565174184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/07/accenno-di-estate-canadese.html' title='Accenno di estate canadese'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SG12SUI5ETI/AAAAAAAAAJQ/DlPZlbj4TdA/s72-c/DSCN0502.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-2900131774995334419</id><published>2008-06-03T22:07:00.000Z</published><updated>2008-06-03T22:25:00.645Z</updated><title type='text'>Il gioco dell'oca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SEXBWs-0M0I/AAAAAAAAAJA/gMFkcFqi9u0/s1600-h/DSCN0442.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SEXBWs-0M0I/AAAAAAAAAJA/gMFkcFqi9u0/s320/DSCN0442.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5207781139899757378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le oche canadesi hanno ormai preso possesso del campus. Le uova si sono dischiuse e famiglie intere di oche, composte da padre-madre-12 pulcini bulleggiano per i marciapiedi. Dove passano loro, è meglio dare un occhiata a cosa si pesta. E non consiglierei a nessuno di avvicinarsi a una di loro. Sembra che lo spettacolo più divertente nelle estati canadesi sia vedere ignari studenti cinesi scappare, inseguiti da un'oca inferocita, dopo che inavvertitamente si sono avvicinati troppo al loro nido. E’ però divertentissimo vederle attraversare le strade. Non importa quante corsie, se arrivi una macchina, se la visibilità sia zero. 4 corsie di automobilisti repressi a bordo dei loro SUV si fermano all’unisono per un minuto mentre la famigliola di oche attraversa. Si fermano perchè sono canadesi e quindi un po' più civili di noi. Ma si fermano anche perchè c'è qualcosa di sacrale nelle oche. Mi spiega un amico che essendo un animale migratore, sono considerate come un “dono” dalla popolazione locale. Ogni primavera tornano. Fanno in nido e aspettano che le uova si dischiudano. Poi a settembre ripartono, verso mete più calde, per poi ritornare una volta che l’infinito investno canadese sia finito. E’ un patto. Un patto di fedeltà. Rimane un mistero perchè decidano di ritornare proprio qui, in questo posto dimenticato dalla metereologia e che non compare su nessuna guida turistica al mondo. Per non attirarmi le ire funeste di una famiglia di oche, e per non rompere il patto, lentamente inchiodo la mia bici, e faccio passare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-2900131774995334419?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/2900131774995334419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=2900131774995334419' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2900131774995334419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2900131774995334419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/06/il-gioco-delloca.html' title='Il gioco dell&apos;oca'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SEXBWs-0M0I/AAAAAAAAAJA/gMFkcFqi9u0/s72-c/DSCN0442.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-4721025172833371059</id><published>2008-05-08T02:10:00.000Z</published><updated>2008-05-08T02:27:10.196Z</updated><title type='text'>Relazioni a distanza</title><content type='html'>Per chi ha provato  la frustrante e il 99% delle volte fallimentare esperienza di una vivere relazione a distanza con una ragazza/o sa di cosa parlo. Il ritrovarsi dopo settimane o mesi non è una sensazione piacevole. C'è molta incertezza, in parte angoscia di non riconoscersi, paura di scoprire che la persona che avevamo in mente in questo periodo non è quella reale, che è cambiata. O di scoprire che nel frattempo siamo cambiati noi. Quando ci si ritrova davanti la persona, il primo abbraccio è forzatamente intenso. Quasi a cercare di spremere tutto il possibile da quel contatto. Per cancellare i dubbi in un gesto. Per ritrovarsi. Questa sensazione dura normalmente poche ore, poi i meccanismi arrugginiti vengono oliati dalle chiacchiere inutili, dal "e allora come va?", dalla quotidianità che lentamente si ricostruisce. L'imbarazzo viene sostituito da una bellissima serenità e dall'intensità solo chi sa che il tempo a disposizione è poco può permettersi.&lt;br /&gt;Sabato torno in Italia. Torno a casa. Il tempo a disposizione è poco. Dieci giorni, di cui 3 occupati da una conferenza accademica a Venezia. Ma sarà un po' come ritrovarsi. La mia controparte sono i passati 22 anni della mia vita, dai quali a scadenze regolari e purtroppo sempre più lunghe mi stacco. Una relazione a distanza, ma pur sempre una relazione. Fatta di arrivi e partenze, attese in sale d'aspetto di aeroporti a chiedersi quando sarà la prossima volta che ci si rivede. Ma con il bisogno di ripartire. Il tempo è poco e spero di rivedervi almeno per un paio d'ore. Ormai ho imparato a cogliere la bellezza che esiste in questi incontri troppo corti. La frustrazione per la mancanza di maggior tempo per ritrovarsi è quasi minore della consapevolezza del privilegio che viene dal non avere tempo. Chi non ha tempo non può permettersi il tempo per mentire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-4721025172833371059?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/4721025172833371059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=4721025172833371059' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/4721025172833371059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/4721025172833371059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/05/relazioni-distanza.html' title='Relazioni a distanza'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1877181780792076529</id><published>2008-05-08T01:56:00.000Z</published><updated>2008-05-08T02:10:29.560Z</updated><title type='text'>Rivoluzione domestica</title><content type='html'>E' iniziato l'ultimo quadrimestre, finiti i corsi, iniziati di nuovi, i bar hanno aperto le loro terrazze all'aperto, e ci si dimentica che fino a un mese fa la neve era ancora ovunque. Due importanti novità hanno rivoluzionato la mia vita domestica.&lt;br /&gt;Primo: abbiamo un gatto in casa. Non fa che lamentarsi, è scorbutico, e poco socievole, ma visto il mio bisogno di attenzione è una piacevole innovazione della vita domestica.&lt;br /&gt;Secondo: abbiamo donne! Il cinese, l'iraqeno, e i due canadesi che abitavano con me se ne sono andati. James, l'informatico canadese si è trasferito a Seattle dove lavora per Bill Gates e la Microsoft. Aseel, l'iraqeno invece sta cercando di ritardare il più possibile la fine dei suoi studi per ritardare anche la scadenza del visto. Gli ho chiesto quali paesi lo avrebbero accolto con il suo passaporto iracheno e dove sarebbe potuto andare. Risposta: Iraq. Alternative? Siria... mmm... continua a far finta di studiare allora. Ma tornando all'argomento principale, le loro camere sono state riempite da Alexa (una amica che già conoscevo), Hellen, e un ragazzo canadese di cui non ho ancora capito il nome. MOrale della favola. Prima eravamo 6 maschi e 0 donne. Di questi 6, 4 erano ingegneri e 4 fondamentalisti cattolici - l'unica eccezione eravamo io e il Cinese, Dio benedica l'ateismo di stato in Cina. Ora siamo 3 ragazzi e due ragazze. Un solo fondamentalista cattolico (il padrone di casa, non possiamo sfrattarlo), e 3 alcolizzati, visto che i 3 nuovi ingressi lavorano tutti in un pub carino qui vicino a casa mia. All'improvviso questo posto è diventato molto più piacevole. Anticipo le richieste dicendo che non metterò foto su questo blog delle due ragazze, ma sono entrambe molto piacenti e molto fidanzate.&lt;br /&gt;Ho anche iniziato la faticose ricerca di un appartamento in cui trasferirmi con il mio amici Jason a settembre. La ricerca è iniziata in un pomeriggio caldo. Due 23enni a zonzo per il centro di Waterloo con le loro biciclette per ore, via per via, fermandosi a tutti i cartelli Affittasi, post-it attaccati al manubrio della bici con i numeri di telefono, e una fortissima sensazione di essere come 11enni che ammazzano le giornate afose girando a vuoto in bicicletta per la loro città di provincia. Mancano le carte da gioco tra i raggi della bicicletta a simulare il rumore di una moto. Ma rimane la stessa spavalderia di chi si sente il padrone della strada.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1877181780792076529?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1877181780792076529/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1877181780792076529' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1877181780792076529'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1877181780792076529'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/05/rivoluzione-domestica.html' title='Rivoluzione domestica'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-2597918067657938506</id><published>2008-04-29T21:47:00.000Z</published><updated>2008-04-29T21:59:46.656Z</updated><title type='text'>Vancouver</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeaOOFEOrI/AAAAAAAAAI4/bnNUA-JAUnE/s1600-h/DSCN0363.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeaOOFEOrI/AAAAAAAAAI4/bnNUA-JAUnE/s320/DSCN0363.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194790264283347634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeaFuFEOqI/AAAAAAAAAIw/HaXsp9IS1ms/s1600-h/DSCN0346.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeaFuFEOqI/AAAAAAAAAIw/HaXsp9IS1ms/s320/DSCN0346.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194790118254459554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeZ8OFEOpI/AAAAAAAAAIo/Zirn7TAVelY/s1600-h/DSCN0337.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeZ8OFEOpI/AAAAAAAAAIo/Zirn7TAVelY/s320/DSCN0337.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194789955045702290" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeZvuFEOoI/AAAAAAAAAIg/lvRoWtt8BO0/s1600-h/DSCN0327.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeZvuFEOoI/AAAAAAAAAIg/lvRoWtt8BO0/s320/DSCN0327.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194789740297337474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeZoeFEOnI/AAAAAAAAAIY/N3lq4CwQ2Jo/s1600-h/DSCN0310.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeZoeFEOnI/AAAAAAAAAIY/N3lq4CwQ2Jo/s320/DSCN0310.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194789615743285874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeZb-FEOmI/AAAAAAAAAIQ/jzAq1ifIATc/s1600-h/DSCN0303.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeZb-FEOmI/AAAAAAAAAIQ/jzAq1ifIATc/s320/DSCN0303.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194789400994921058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vancouver è un sogno, la perla alla fine del viaggio. C’è solo un’altra città al mondo che mi aveva affascinato così tanto a prima vista: Berlino. Berlino aveva una cosa che non ho trovato in nessuna altra città europea. Il perfetto matrimonio tra antico e moderno, tra pietra e vetro. Vancouver è invece il frutto di un altro matrimonio: quello tra modernità e natura. E’ una città cosmopolita, grande, dominata da palazzi che si sviluppano in verticale, ristoranti giapponesi, e caffè bellissimi. Ma è una città dominata dalla natura. Schiacciata tra il mare di fronte e le montagne rocciose alle spalle. Una delle poche città al mondo in cui si può nuotare in mare e infilare gli sci nel giro di un paio di ore. Bellissime le spiaggie su cui le persione si riversano per camminare. Gente che cammina, pattina, o corre ovunque in viali ricoperti di piante. . E un parco maestoso nel centro della città in cui ho visto le piante più maestose che mi sia mai capitato di vedere. Sembra una località turistica, almeno dallo stile di vita delle persone che vedi per strada, e dalla rilassatezza che si respira per l’aria. Ma non è una cartolina come la maggior parte delle mete turistiche. E’ una metropoli in trasformazione.&lt;br /&gt;Sembra quasi un’utopia perchè racchiude i lati positivi del vivere in canada senza i lati negativi. Lati positivi: è in Canada. Mancanza dei lati negativi del vivere in Canada: niente neve, quasi mai le temperature vanno sotto zero, è una comunità estremamente concentrata, e non dispersa per chilometri e chilometri come qualasiasi cittadina canadese. E’ la città del sushi. A ogni angolo della strada, ristoranti di sushi da cui è possibile cenare per meno di 5 euro. E’ la città di una certà borghesia ultra-tecnologica, ultra sportiva, e in ultimo luogo, ultra-ricca e ultra-bianca.&lt;br /&gt;Alla fine del mio viaggio per raggiungere l’oceano, scopro che in verità Vancouver non è sull’oceano, ma incuneata in una baia stretta, delimitata dall’Isola di Victoria. 4500 chilometri di viaggio, senza trovare l’oceano. Mi piace pensare che questo sia uno stimolo per ripartire. Dove? Halifax. Mi mancano ancora un migliaio di chilometri che si dipanano ad est di Waterloo fino alla Nova Scotia (Nuova Scotia), una penisola canadese sull’Atlantico. Nel mezzo Toronto, Ottawa, Montreal, Quebec City, e Halifax. Quando? Questa estate penso. Volontari?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-2597918067657938506?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/2597918067657938506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=2597918067657938506' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2597918067657938506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2597918067657938506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/vancouver.html' title='Vancouver'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeaOOFEOrI/AAAAAAAAAI4/bnNUA-JAUnE/s72-c/DSCN0363.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-6933320032457618842</id><published>2008-04-29T21:41:00.000Z</published><updated>2008-04-29T21:47:20.533Z</updated><title type='text'>Day 3 - Rocky Mountains</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeXM-FEOlI/AAAAAAAAAII/YB2AAglA-EU/s1600-h/DSCN0205.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeXM-FEOlI/AAAAAAAAAII/YB2AAglA-EU/s320/DSCN0205.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194786944273627730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeXD-FEOkI/AAAAAAAAAIA/_ACyu5dVJ6I/s1600-h/DSCN0168.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeXD-FEOkI/AAAAAAAAAIA/_ACyu5dVJ6I/s320/DSCN0168.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194786789654805058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeW-uFEOjI/AAAAAAAAAH4/Zl3etfHbTkM/s1600-h/DSCN0163.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeW-uFEOjI/AAAAAAAAAH4/Zl3etfHbTkM/s320/DSCN0163.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194786699460491826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeWseFEOiI/AAAAAAAAAHw/QRbF66CDbGg/s1600-h/DSCN0191.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeWseFEOiI/AAAAAAAAAHw/QRbF66CDbGg/s320/DSCN0191.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194786385927879202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeWf-FEOhI/AAAAAAAAAHo/mUKG651_ol0/s1600-h/DSCN0154.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeWf-FEOhI/AAAAAAAAAHo/mUKG651_ol0/s320/DSCN0154.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194786171179514386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeWauFEOgI/AAAAAAAAAHg/itP1Loolpvs/s1600-h/DSCN0143.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeWauFEOgI/AAAAAAAAAHg/itP1Loolpvs/s320/DSCN0143.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194786080985201154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 24, Ore 18:08&lt;br /&gt;Mi ero addormentato ieri sera mentre attraversavamo le praterie del Manitoba e al mio risveglio stamattina stiamo entrando in Alberta. Subito la sensazione di essermi perso qualcosa. Dopo aver consultato la cartina ho la conferma che il mio sospetto era fondato. Mi sono perso il Saskatchewan. Quasi un migliaio di chilometri di granaio che il treno ha attraversato durante la notte. Al risveglio neve ovunque. &lt;br /&gt;La giornata è stato un lungo avvicinarsi alle Montagne Rocciose. A metà del pomeriggio le montagne si sono avvicinate, e il treno si incuneato nelle montagne fino alla città di Jasper, una località turistica nel mezzo delle montagne, un po’ cortina, un po’ Las Vegas. Diana mi lascia a Jasper, dove si fermerà per un paio di giorni a pensare al suo fidanzatino mancato dai capelli rossi e le lentiggini, perso a pensarla da qualche parte in Quebec. Alla stazione le do un abbraccio sincero e un in bocca al lupo. Nonostante rappresentasse il perfetto stereotipo della persona che faccio fatica a tollerare, mi è dispiaciuto salutarla. Forse è l’effetto del treno, metafora della vita in cui tutte le persone sono ignote ma accumunate da una stessa direzione. Forse questa è una cazzata, e la verità è che c’è del buono anche in me. Ma come Marta ben sa, anche questa è una cazzata. Probabilmente sto solamente perdendo colpi. Altre persone conosciute sul treno si fermano qui a Jasper. Per fortuna il botanico-filosofo-inglese rimane, e con sua somma gioia scopre che il bar del treno vende anche Guinness invece che semplice birra canadese. Con ulteriore somma soddisfazione scopre che stiamo entrando nel fuso orario della costa pacifica, il che vuol dire un’ora in più per gustare le sue Guinness prima che il bar chiuda. Lo seguo assaggiando una Kokanee, birra della British Columbia. &lt;br /&gt;Pensavo entrare nelle Montagne Rocciose fosse la parte più emozionante del viaggio. Mi sbagliavo. Bisogna prima uscirne, attraverso altre 10 ore di viaggio. Il treno è ripartito, incuneandosi ancora tra le Montagne Rocciose, e la notte scavalcava le cime delle montagne. Le conifere, i laghi, e le cime, che in questa ultima e lunga giornata hanno fatto da cornice, ora sono diventate nulla più di macchie nere. Figure di cartapesta che delimitano lo sguardo e forzano il treno ad andare avanti. Fino a Vancouver domani mattina all’alba. Fino all’Oceano. E mi ricordo di come in vita mia io non abbiamo mai visto l’Oceano. Sorrido pensando che i chilometri che un treno deve percorrere per attraversare un Oceano non sono poi molti di più dei chilometri che questo treno ha percorso.&lt;br /&gt;Soundtrack: Matthew Good – Hospital Music&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-6933320032457618842?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/6933320032457618842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=6933320032457618842' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6933320032457618842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6933320032457618842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/day-3-rocky-mountains.html' title='Day 3 - Rocky Mountains'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeXM-FEOlI/AAAAAAAAAII/YB2AAglA-EU/s72-c/DSCN0205.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-7975182982732235181</id><published>2008-04-29T21:40:00.000Z</published><updated>2008-04-29T21:41:55.172Z</updated><title type='text'>Day 2 - Manitoba</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeV--FEOfI/AAAAAAAAAHY/Y6bigtIz3rM/s1600-h/DSCN0102.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeV--FEOfI/AAAAAAAAAHY/Y6bigtIz3rM/s320/DSCN0102.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194785604243831282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 23, Ore 21:24.&lt;br /&gt;Ci sono volute 36 ore per uscire dalla provincia dell’Ontario ed entrare in Manitoba. Il paesaggio è mutato radicalmente. Sono finiti i boschi che hanno accompagnato ininterrottamente il treno nelle ultime  24 ore, così come i laghi e siamo entrati nelle “prairies”, le praterie, un granaio immenso che percorreremo per più di 2000 km fino a raggiungere le Montagne Rocciose. Lo scenario si è appiattito e tutto è diventato terribilmente simile a qualcosa di conosciuto: la Pianura Padana. Ma le distanze tra gli insediamenti umani sono dilatati all’infinito. Il panorama è dominato da file lunghissime di tralicci della corrente, che si sforzano l’energia da una fattoria all’altra, appezzamenti di terreno chilometrici, e filari di piante a delimitare gli appezzamenti. In tutto questo, il treno ha finalmente preso velocità, dopo essersi scrollato il torpore che aveva segnato le prime 36 ore di viaggio. &lt;br /&gt;Piccola sosta nella stazione di Winnipeg, capitale della provincia di Manitoba, da cui riesco stranamente a collegarmi a internet e scoprire che in Italia Berlusconi è ancora lì che si appresta a salire al Quirinale… mi sento rassicurato, è tutto come nel 1994 quando ero bambino.&lt;br /&gt;Al ritorno sul treno comincio a conoscere meglio le persone che mi accompagnano in questo viaggio. Seduto di fronte a me un uomo inglese con un forte accento del nord beve una birra. Mi dice che è un giardiniere, sta andando a Vancouver per lavoro, come ogni anno, ma questa volta non ha voluto arrivarci in aereo, bensì in treno. Vive nel Lake District, piccola e meravigliosa regione inglese al confine con la Scozia, in cui mi ero andato un paio di anni fa, nei miei giorni di Manchester. Mi dice che anche lui sta facendo un dottorato in botanica all’università di Durham. La sua ricerca consiste nel trovare un modo per “dare i nomi alle piante”. Dice che con la sperimentazione genetica e le continue scoperte scientifiche, ormai i nomi che vengono dati alle piante non sono più comprensibili, sono troppi, troppo complicati. La sua ricerca è dare un ordine a questo caos. Non so se sta inventando questa storia, ma sembra competente. Comunque sia, è un personaggio affascinante, che mi ricorda un personaggio di un libro di Baricco, che si reca tutti i giorni in spiaggia per misurare con precisione il punto in cui finisce il mare. Glielo dico, la storia gli piace, e ci ride sopra filosofeggiando un po’ su cosa volessi dire.&lt;br /&gt;La ragazza spagnola mi ha accompagnato in questi due giorni. E’ petulante, ride e sorride troppo, fischietta istericamente simulando il canto di un uccellino, e mi segue come un’ombra, forse perché l’ho presa sotto la sua custodia. Ma tutto sommato la sua compagnia mi fa piacere. Al ritorno sul treno si apre in un racconto di perché sta viaggiando ad ovest da Montreal, città in cui abita temporaneamente. Dice che sta viaggiando ad ovest per dimenticare una delusione d’amore, un tale Simon, ragazzo quebequois che già mi immagino con i capelli rossi, e le lentiggini. Lei lo ha rifiutato per un anno, poi se ne innamora, però lui adesso si tira indietro, e lei ora deve decidere se tornare in Spagna dalla sua famiglia conservatrice o lasciare tutto e rimanere in Canada per lui, ma lui non da segni, ma lei… insomma, storia da romanzo rosa di seconda categoria, ma appunto per questo molto realistica. Adesso mi sta molto più simpatica, e umana. Penso che abbandonerò tutti i miei fantastici pregiudizi a cui tenevo così tanto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-7975182982732235181?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/7975182982732235181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=7975182982732235181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7975182982732235181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7975182982732235181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/day-2-manitoba.html' title='Day 2 - Manitoba'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeV--FEOfI/AAAAAAAAAHY/Y6bigtIz3rM/s72-c/DSCN0102.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1168013668213775821</id><published>2008-04-29T21:36:00.000Z</published><updated>2008-04-29T21:40:15.695Z</updated><title type='text'>Day 2 - Sioux Lookout</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeVQeFEOeI/AAAAAAAAAHQ/oMLeBtYsk3Y/s1600-h/DSCN0092.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeVQeFEOeI/AAAAAAAAAHQ/oMLeBtYsk3Y/s320/DSCN0092.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194784805379914210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeVI-FEOdI/AAAAAAAAAHI/uFkq_9fxZ2Y/s1600-h/DSCN0089.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeVI-FEOdI/AAAAAAAAAHI/uFkq_9fxZ2Y/s320/DSCN0089.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194784676530895314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 23, 12:57&lt;br /&gt;Sosta a Sioux Lookout. Come il nome lascia intuire, è una comunità aborigena. Negli Statu Uniti sarebbe chiamata una “riserva indiana”, ma in Canada le popolazioni native non sono rinchiuse in riserve, ma lasciate libere di sistemarsi dove vogliono… purchè rimangano sufficientemente a nord e lascino le terre a sud ai canadesi. E’ una ferita di cui i Canadesi non molto, ma pur sempre una ferita. Il Canada ha nel suo territorio una piccola ma per sempre numericamente significante popolazione aborigena, sparsa in villaggi a nord, in alcuni case estremamente a nord. Talmente a nord che le possibilità di fare qualsiasi tipo di lavoro dignitoso sono marginali. Le popolazioni aborigene finiscono quindi per vivere alle spalle dello stato, da cui deriva l’ostilità di vari canadesi. Allo stesso tempo le comunità aborigene sono dilaniate dall’alcolismo, la droga, e un tasso di suicidi molto alto. Ho sentito qualcuno chiamarlo un olocausto silenzioso. Sono sceso dal treno, e mi trovo in questo villaggio minuscolo, a centinaia di chilometri da ogni attività economica. Ho fatto due passi fino alle poche case e negozi che si affacciano vicino alla stazione. Molte delle persone che incontro sono aborigeni. Occhi stanchi. Completamente occidentalizzati, sventolano la bandiera canadese sulle loro Jeep. Ma attorno il nulla, o poco più.&lt;br /&gt;Nel frattempo il treno ha smesso di dirigersi verso nord e da varie ore ha cominciato la marcia verso Ovest. I boschi si stanno diradando. I laghi ghiacciati che ho incontrato lungo tutta la mattina ora sono immensi fiumi che scorrono dai territori settentrionali, fino ai grandi laghi. Ancora varie ore prima di uscire dall’Ontario, ed entrare in Manitoba. Soundrack: The Tragical Hip, “Phantom Power”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1168013668213775821?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1168013668213775821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1168013668213775821' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1168013668213775821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1168013668213775821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/day-2-sioux-lookout.html' title='Day 2 - Sioux Lookout'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeVQeFEOeI/AAAAAAAAAHQ/oMLeBtYsk3Y/s72-c/DSCN0092.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5364574125282982881</id><published>2008-04-29T21:35:00.000Z</published><updated>2008-04-29T21:36:41.480Z</updated><title type='text'>Day 2 - Northern Ontario</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeUvuFEOcI/AAAAAAAAAHA/INS30cJt0Sk/s1600-h/DSCN0078.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeUvuFEOcI/AAAAAAAAAHA/INS30cJt0Sk/s320/DSCN0078.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194784242739198402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 23, 8:02am&lt;br /&gt;Siamo da qualche parte a nord di Thunder Bay, il punto più settentrionale del Lago Superiore. La neve qui è ancora ovunque e i laghi che mi hanno accompagnato per tutto il viaggio sono ghiacciati. Il treno sfila ormai da un paio d’ora nel mezzo di un ininterrotta parata di conifere. La nebbia che lo accompagnava prima che il sole sorgesse rendeva il tutto molto spettrale, quasi la coreografia di un film di Tim Burton. La notte in treno non è stata male. Gli spazi sono larghi ed essendo il sedile di fianco a me libero, non è più scomodo che un qualsiasi divano a casa di un amico. Sulle condizioni igieniche non entro nei dettagli, ma ringrazio di cuore Marta per avermi ricordato delle salviettine umidificate. Il sole sta uscendo e i colori si stanno svegliando…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5364574125282982881?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5364574125282982881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5364574125282982881' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5364574125282982881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5364574125282982881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/day-2-northern-ontario.html' title='Day 2 - Northern Ontario'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeUvuFEOcI/AAAAAAAAAHA/INS30cJt0Sk/s72-c/DSCN0078.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-7178486248709538534</id><published>2008-04-29T21:33:00.000Z</published><updated>2008-04-29T21:35:05.317Z</updated><title type='text'>Day - Going North</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeUceFEObI/AAAAAAAAAG4/G2snx__h7jE/s1600-h/DSCN0060.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeUceFEObI/AAAAAAAAAG4/G2snx__h7jE/s320/DSCN0060.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194783912026716594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Martedì 22, 17:47&lt;br /&gt;Le villette della periferia di Toronto si sono diradate fino a scomparire, e nel raggio di un’ora ci siamo inoltrati nel Canada rurale, quello che non avevo ancora visto. Le villette non sono scomparse, sono solo diventate immense reggie che si affacciano sulla Georgian Bay, una ramificazione del Lago Huron (uno dei Grandi Laghi nordamericani), e meta di villeggiatura per i canadesi che amano passare le loro estati (o la loro pensione) con una canna da pesca in una mano e una cassa da 12 Steam Whitstle (birra canadese) nell’altra.&lt;br /&gt;Poi ci siamo inoltrati in un lungo tragitto tra boschi e laghi. Non ero stato impresso quando un mio amico mi aveva detto che il Canada è il paese con la maggior quantità di acque ferme (laghi) sul territorio. &lt;br /&gt;Il treno continua verso nord, prima di curvare verso ovest fra qualche ora. I boschi si diradano, la vegetazione pura. Lo speaker annuncia una nuova meraviglia: “Ladies and Gentlement, stiamo per attraversare Sudbury, una delle più grandi miniere di nikel al mondo… tutta la vegetazione è stata distrutta vent’anni fa dalle pioggie acide”. A quasi 9 ore dalla partenza, ecco la prima sosta, Sudbury Junction, 262 miglia dalla partenza. Soundtrack: Johnny Cash&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-7178486248709538534?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/7178486248709538534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=7178486248709538534' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7178486248709538534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7178486248709538534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/day-going-north.html' title='Day - Going North'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeUceFEObI/AAAAAAAAAG4/G2snx__h7jE/s72-c/DSCN0060.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-2607491966921696078</id><published>2008-04-29T21:30:00.000Z</published><updated>2008-04-29T21:32:55.411Z</updated><title type='text'>Day 1 - Out of Toronto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeT2eFEOaI/AAAAAAAAAGw/dVL3_07jUd0/s1600-h/DSCN0039.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeT2eFEOaI/AAAAAAAAAGw/dVL3_07jUd0/s320/DSCN0039.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194783259191687586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Martedì 22, 9:46 Ogni volta che devo partire la mia mente passa ossessivamente in rassegna tutte le cose che possono andare storte ancora prima di partire. La mia sveglia non suona e perdo il taxi alla mattina. Il treno è in ritardo e perdo la coincidenza. Arrivato alla stazione, il controllore mi fa notare che la mia prenotazione è per il 22 aprile 2009… questa volta però nulla di questo è successo. Sono sul treno finalmente. Poche persone per fortuna, ma una compagna di viaggio, Diana, una ragazzina spagnola sovraeccitata e logorroica, ma che mi ricorderà che ogni tanto tenere contatti con altri esseri umani è indispensabile. &lt;br /&gt;Dietro alla mia carrozza vi è una carrozza panoramica, sopraelevata e il cui tetto è trasparente.  Sono in testa al treno e un paio di carrozze di fronte a me riesco a vedere la locomotrice districarsi come un verme nelle non so per quale motivo curvilinee linee del più-che-piatto Ontario. Dalla mia postazione è possibile fare qualcosa che normalmente è vietato fare su qualsiasi treno: guardare avanti. Sembra quasi di essere il conducente del treno. Ho preso possesso di un tavolino e ne ho fatto il mio ufficio.&lt;br /&gt;Lo speaker nell’interfono annuncia con una voce stridula che durante il viaggio renderà puntualmente conto delle meraviglie da osservare, a cominciare dalla prima, dietro la curva. Ladies and Gentlemen, prestate attenzione a quell’uomo che da vent’anni tutte le volte che passa questo treno esce di casa a salutare i passeggeri. Eccolo, ladies and gentlemen, salutatelo anche voi…. Nel frattempo usciamo lentamente dall’area urbana di Toronto, dove la classe media canadese vive in villettine monofamiliari, color mattone, garage sul fronte della casa, auto parcheggiata nel vialetto, e barbeque pronto in vista… ancora 45000 km all’arrivo. Nelle cuffie: Jeff Buckley – Last Goodbye&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-2607491966921696078?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/2607491966921696078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=2607491966921696078' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2607491966921696078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2607491966921696078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/day-1-out-of-toronto.html' title='Day 1 - Out of Toronto'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeT2eFEOaI/AAAAAAAAAGw/dVL3_07jUd0/s72-c/DSCN0039.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3934271883634677094</id><published>2008-04-29T21:28:00.000Z</published><updated>2008-04-29T21:30:16.242Z</updated><title type='text'>Toronto-Vancouver Episode 1</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeTPeFEOZI/AAAAAAAAAGo/qAoaUYyaaHg/s1600-h/DSCN0022.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeTPeFEOZI/AAAAAAAAAGo/qAoaUYyaaHg/s320/DSCN0022.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5194782589176789394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Martedì 22, 5:26 di mattina. Aspettando il taxi che mi porti in stazione. La mia preparazione per questo viaggio è stata quantomeno precaria. Di tutte le cose che mi ero ripromesso di portare, alla fine ho solo la confezione familia di M&amp;Ms, e delle salviette umidificate per mantenere una parvenza di igiene. Ma ho un biglietto del treno. Alcuni buoni libri che avevo tenuto da parte. Una confezione familia di M&amp;Ms, appunto. E una cartina con il tragitto in scala 1 su 1 miliardo. Dalla partenza all’arrivo sono 4500 km, 4 fusi orari, una serie di praterie immense, petrolio, poi finalmente le montagne rocciose, e infine Vancouver e il mare.&lt;br /&gt;Mi sono autoconvinto in questi mesi che l’unico modo per capire questo pease e la sua unicità è toccando con mano le distanza che lo contraddistinguono. E il vero viaggio che ha formato l’identità di questo paese è stato quello da est a ovest, così come lo percorsero i pionieri. Non ho spirito di emulazione, solo curiosità e voglia di essere sorpreso. Let’s the travel begin.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3934271883634677094?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3934271883634677094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3934271883634677094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3934271883634677094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3934271883634677094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/toronto-vancouver-episode-1.html' title='Toronto-Vancouver Episode 1'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/SBeTPeFEOZI/AAAAAAAAAGo/qAoaUYyaaHg/s72-c/DSCN0022.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-7637791576621737109</id><published>2008-04-01T22:43:00.000Z</published><updated>2008-04-01T22:44:43.889Z</updated><title type='text'>Il ritorno della pioggia</title><content type='html'>Ho scritto poco su questo blog in questi mesi, e la maggior parte dei post erano dedicati al meteo. Questo è l’ultimo, prometto (forse). Perché stamattina ho rivisto l’erba. Non me n’ero accorto. Non sembrava nemmeno lei. Coperta in un mare di fango. Comunque non era neve. E sono sicuro che nei prossimi giorni ne rivedrò ancora qualche esemplare. Non mi ricordavo che sembianza avesse, così come non mi ricordavo il rumore e la sensazione di una mattinata di pioggia. La pioggia è un lusso che non ci si può permettere sotto zero.&lt;br /&gt;All’improvviso stamattina le temperature sono schizzate fino a dieci gradi. Sopra lo zero. Forse è un pesce d’aprile. Le previsioni dicono che torneremo a -7 nei prossimi giorni. Ma l’inverno a chiaramente dato un segnale: si arrende. Ho vinto. Ho vinto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-7637791576621737109?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/7637791576621737109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=7637791576621737109' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7637791576621737109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7637791576621737109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/il-ritorno-della-pioggia.html' title='Il ritorno della pioggia'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-182546370891396402</id><published>2008-04-01T22:34:00.001Z</published><updated>2008-04-01T22:43:04.104Z</updated><title type='text'>La mia prima Pasqua lontana dalla Santa Romana Chiesa</title><content type='html'>Questa è stata la prima pasqua battista-mennonita, lontano dall’abbraccio di Santa Romana Chiesa. La giornata è stata organizzata dalla “figlia del pastore”, Leah, compagna di studi e amica, nonché figlia di un pastore luterano. Decidiamo di passare la giornata assieme. Io scelgo il pranzo, lei sceglie la religione. E mi porta nella sua chiesa “Battista” (anche se lei non è Battista). Il difficile in tutto ciò e è dimenarsi tra le decine di vecchietti che all’ingresso ti vogliono stringere la mano a tutti i costi. Mi avvicino a Leah all’ingresso della chiesa e le dico: “Basta gente felice e amichevole. Andiamo nella sezione scontenti”. Ci si siede. L’inquietudione sale nel notare il numero di persone sotto i 40 anni, la stragrande maggioranza. Il rassicurante dominio degli 80enni nelle chiese cattoliche già mi manca. Comincia la musica. Un po’ colonna sonora di Start Wars, un po’ Broadway. Organo. Coro. Chitarra. Batteria. Tromba. Basso elettrico. Un giovane cantante che assomigliava a un misto tra il nuovo American Pop Idol e il giovane predicatore di “There will be blood – il petroliere” (vedi http://www.youtube.com/watch?v=QP7lFpPnHg4&amp;feature=related). E qui la rivelazione. Vedo la parola del signore. E la vedo doppia. Sue due diversi maxischermi che sormontano l’altare. Parole del Signore su Powerpoint. Font: Arial, dimensione 890, colore violetto. I canti proseguono per mezz’ora, e le parole vengono proiettate sui maxischermi, stile karaoke. Attendo prima lettura, salmo, lettera di S.Paolo, Vangelo, predica (noiosa). Attendo qualcosa di prevedibile e confortevole. Nulla di questo. Continuano a cantare. Le canzoni sono tremende, i testi pure. Ma il trasporto (non mio) è intenso. Alcune persone alzano le mani dritte verso il cielo e rimangono fermi in quella posizione per minuti. Passa il cestino delle offerte. Questo so come funziona, l’ho già visto. Tiro fuori dal portafoglio un dollaro. Ma quando il cestino sta per avvicinarsi a me, noto che tutti gli altri lasciano non monete ma una busta bianca. Immagino piena di soldi. Rimetto il mio dollaro nel portafoglio e penso che lo spenderò in una busta di patatine al primo distributore automatico. Finita la musica a che un predicatore fa un sermone intermezzato da Gag. Anche lui avvalendosi di Powerpoint per sottolineare i punti salienti. Chiede a eventuali “ospiti” della chiesa di lasciare il loro nome e contatti su un foglietto preparato. No, grazie. Preferisco l’anonimato. E poi tutto finisce. Senza una preghiera. Senza un eucarestia. Solo canzoni. Durante il pranzo, in un villaggio Mennonita vicino a Waterloo, chiedo a Leah: “e le preghere?”. Lei: “la musica era la preghiera”.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=QP7lFpPnHg4&amp;feature=related"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-182546370891396402?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/182546370891396402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=182546370891396402' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/182546370891396402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/182546370891396402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/04/la-mia-prima-pasqua-lontana-dalla-santa.html' title='La mia prima Pasqua lontana dalla Santa Romana Chiesa'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8001398581345020656</id><published>2008-03-21T23:21:00.000Z</published><updated>2008-03-21T23:46:30.107Z</updated><title type='text'>Maledetta Primavera</title><content type='html'>"Che fretta c'era... maledetta primavera..." E infatti qui la primavera non ha per nulla fretta e nel primo giorno di primavera il termometro è rimasto ostinato sui dieci gradi... sotto lo zero naturalmente. Però si sente che sta arrivando, le giornate sono più lunghe, le oche migratrici sono tornate (o qualsiasi cosa siano quella specie di volatili giganti che infestano il campus da qualche giorno), la neve è ancora li, ma a guardarla viene quasi da sperare che fra qualche settimana cominci a scongerlarsi... speranza, quella è la parola giusta.&lt;br /&gt;E se la primavera non è ancora arrivata per madre natura, sicuramente è arrivata per il fisco canadese. Mi preparo ad affrontare la mia prima dichiarazione dei redditi della mia vita. La tentazione italica di far passare tutto in sordina e allegramente fare finta che io in questo paese non ci sia mai entrato è scomparsa il momento stesso in cui ho capito che non solo non avrei dovuto pagare nulla, ma che anzi il governo canadese mi avrebbe restituito una cinquantina di euro, e che il tutto era fattibile via internet nel giro di 10 minuti. Paese efficiente? Be, dipende che peso date alle 2 ore in giro per gli uffici universitari a cercare di capire se dovevo fare la dichiarazione in primo luogo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8001398581345020656?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8001398581345020656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8001398581345020656' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8001398581345020656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8001398581345020656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/03/maledetta-primavera.html' title='Maledetta Primavera'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1915036964418176385</id><published>2008-03-12T01:57:00.000Z</published><updated>2008-03-12T02:01:55.031Z</updated><title type='text'>'O Bella Ciao</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R9c5Kj3zA2I/AAAAAAAAAGg/1Be7X-j5fMs/s1600-h/PICT0543.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R9c5Kj3zA2I/AAAAAAAAAGg/1Be7X-j5fMs/s320/PICT0543.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176669150276420450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una mattina&lt;br /&gt;mi son svegliato&lt;br /&gt;o bella ciao&lt;br /&gt;o bella ciao&lt;br /&gt;ommadonnasantissima...&lt;br /&gt;e ho trovato l'invasor&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(didascalia della foto: una placida domenica mattina di marzo, dopo che il giorno prima una tempesta di neve ha scaricato 30 cm di neve. La finestra è quella della mia camera).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1915036964418176385?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1915036964418176385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1915036964418176385' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1915036964418176385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1915036964418176385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/03/o-bella-ciao.html' title='&apos;O Bella Ciao'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R9c5Kj3zA2I/AAAAAAAAAGg/1Be7X-j5fMs/s72-c/PICT0543.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1660665130085116898</id><published>2008-02-13T01:45:00.000Z</published><updated>2008-02-13T02:08:52.129Z</updated><title type='text'>La neve</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R7JQaERYwsI/AAAAAAAAAGY/uR8qM8yOPn4/s1600-h/PICT0523.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R7JQaERYwsI/AAAAAAAAAGY/uR8qM8yOPn4/s320/PICT0523.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166280131300868802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R7JQCURYwrI/AAAAAAAAAGQ/YdwucWerDXQ/s1600-h/PICT0477.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R7JQCURYwrI/AAAAAAAAAGQ/YdwucWerDXQ/s320/PICT0477.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5166279723278975666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Senza accorgermene, siamo arrivati nel cuore dell'inverno. Le temperature sono arrivate a -18, ma con il vento la temperatura percepita può essere anche -30. E sebbene mi rendo conto che la descrizione non sia delle più incoraggianti, vi assicuro che non è così male. Anzi in parte mi piace. Benedico ogni giorno la mia giacca invernale, il miglior investimento della mia vita. Non ho mai avuto freddo, non più di quanto ne abbia in Italia. Semplicemente per il fatto che ogni millimetro di pelle è coperto. Ma guai a levarsi i guanti. Quando arrivo in università spesso le narici e i peli all'interno sono quasi congelate. Ma è una bella sensazione. &lt;br /&gt;La cosa che segna e stravolge il senso dello spazio e i colori è la neve. E' ovunque. Cavalle immense ai lati delle strade, colline artificiali. E il freddo è tale che quella che è rimasta sulle strade e marciapiedi è una sorta di roccia impossibile da scalfire. Non esistono più i colori, non esistono più il verde e i prati, spesso non esiste nemmeno il grigio dell'asfalto sulle strade. Solo neve. Quando cammini, quasi ti dimentichi che sotto la neve esiste una seconda città in attesa di tornare alla luce. Non è una tenda che copre in parte la finestra, è un telo spesso che la copre interamente. Ma sbagliate se pensate che la neve abbia un solo colore. Quando il cielo è nuvoloso e la luce non filtra le nuvole, tutto diventa grigio. Il cielo, la neve, l'asfalto. Diventa quasi difficile distinguire dove inizia il cielo e dove finisce l'orizzonte. Ma quando il sole si spalanca, la luce viene riflessa dieci, cento, mille volte dalla neve sulla strada, dalla neve sugli alberi, dalla neve sui tetti. La luce diventa così forte che quasi fa male agli occhi. Ma quando si viene inondati da tutta quella luce e dall'aria gelida, ci si sente "sani", e se non fosse che la bocca è coperta da due strati di sciarpa, verrebbe voglia di aprila e respirare.&lt;br /&gt;Siamo a metà dell'inverno. Ma questo vuol dire che per quasi due mesi le temperature saranno ancora rigide. Tra febbraio e marzo, l'inverno darà le ultime frustrate, e tempeste di neve saranno più frequenti. Poi le giornate comincieranno ad allungarsi sensibilmente. Fra fine marzo e aprile le temperature torneranno sopra lo zero. E in quel momento tutti rimpiangeremo i bei giorni in cui eravamo a -15. Perchè tutta quella neve che dorme silenziosa ai bordi delle strade, si sveglierà e comincerà a sciogersi. Le strade diventeranno una sorta di palude. Per quanto tempo? quanto tempo ci vuole perchè si sciolga un ghiacciaio? Poi ad aprile inoltrato, sarà primavera ed estate. E a quel punto prenderò un treno da Toronto, direzione Ovest, fino ad arrivare a Vancouver, tre giorni, 1 ora, e 50 minuti dopo. Spero che fuori dai finestrini mi passi davanti l'intero paese che si sveglia dal lungo inverno bianco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1660665130085116898?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1660665130085116898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1660665130085116898' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1660665130085116898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1660665130085116898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/02/la-neve.html' title='La neve'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R7JQaERYwsI/AAAAAAAAAGY/uR8qM8yOPn4/s72-c/PICT0523.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5565558794406211739</id><published>2008-02-13T01:22:00.000Z</published><updated>2008-02-13T01:45:38.980Z</updated><title type='text'>Salvare la Patria o Famiglia?</title><content type='html'>Una buona e una cattiva notizia. La buona: torno in Italia presto. La cattiva: torno troppo tardi. Chiarifico. Dal 10 al 19 maggio sarò a casa, e la cosa mi fa molto felice. Il che vuol dire che non riuscirò a tornare ad aprile, in tempo per le elezioni. E questo brucia.&lt;br /&gt;Mi sono trovato di fronte un dilemma amletico: salvare la patria o la famiglia. Per tornare la patria sarei dovuto tornare ad aprile e votare. Per salvare la famiglia invece sarei tornato a maggio, in tempo per partecipare al matrimonio di mio cugino. La bilancia si è inclinata nella direzione della famiglia per due motivi: 1) al matrimonio di mio cugino dovrebbe esserci tanto cibo, al seggio penso di no; 2) ho già preso una volta un aereo per salvare la patria, alle elezioni del 2006, e non è finita benissimo.&lt;br /&gt;Sono però pronto a un compromesso. Comprare il tuo voto. Parlo a te. Se sei un elettore svogliato, che quel giorno non ha intenzione di andare a votare (o ancora meglio voterà "sbagliato"), contattami, contrattiamo, tu prendi i soldi, io decido il tuo voto, tu vai in cabina e alla fine scatti una foto con il cellulare per testimoniare che l'accordo è stato eseguito. Il prezzo? beh, dipende. A Fidenza non più di 50 euro, tanto qui la sinistra sarebbe plebiscitaria anche se candidassero il cavallo di Caligola. Se voti in seggi meno sicuro, il prezzo sale.&lt;br /&gt;Detto questo, mi dispiace dover rinunciare al voto. Ho l'impressione che questa volta il risultato delle elezioni sarà meno pericoloso che nel 2006. Perchè il Berlusconi che tornerà al potere è ormai uno statista vecchio, che ormai ha esaurito tutte le leggi ad-personam immaginabili durante la scorsa legislatura, e che si spera decida di fare leggi per il paese. Per capirci, il Berlusconi-ter sarà forse meno pericoloso e umiliante del Berlusconi-bis (svolte religiose e pro-Vaticane permettendo). Ma il mio strano e inusuale ottimismo è dato dal fatto che sono negli ultimi mesi sono successi dei passi avanti. Il primo è la sensazione diffusa che sia il precedente governo di destra che quello di sinistra hanno fallito, e ora c'è bisogno di cambiare veramente le cose. Il vantaggio di aver toccato il fondo, è che per cadere più in basso bisogna comincaire a scavare. Non è detto però che le persone che hanno fallito negli ultimi 8 anni, e che sono ancora tutti li pronti a ricandidarsi, questa volta saranno fare meglio. E qui entra in gioco la seconda novità. Il Partito Democratico. Confesso di essere stato sempre invaghito, oltre quanto sia ragionevole, dalle prospettive di un nuovo partito di sinistra con la vocazione a essere "grande", maggioritario, e capace di fare scelte impopolari. L'invaghimento è sicuramente in parte non dovuto, perchè la capacità di un partito del genere di portare l'Italia nella direzione che penso speriamo tutti è limitato dalle diverse anime che lo formano. Per capirci, difficile che un partito che si dichiara di centro-sinistra sia in grado di fare una legge come quella sulle unioni omosessuali - incredibile paradosso italiano. Ma la scelta di Veltroni di "andare da solo" (alla fine qualche alleanza ci sarà, ma secondarie) è una scelta suicida, o forse il preludio a una grande-coalizione con Berlusconi, ma in ultima analisi, una scelta giusta. Definiamo il nostro progetto, presentiamolo agli elettori, e chiediamo il voto in base alle nostre idee e identità. Dopo il voto, i diversi progetti si conteranno e confronteranno. Temo che il risultato elettorale sarà non esaltante, e questo vada ad indebolire una creatura che non ha radici forti. Ma la scelta di Veltroni ha la ambizione e stupidità che servono a cambiare veramente le cose. Se qualcuno legge in questo un'indicazione di voto dal Canada, beh, l'avete trovata.&lt;br /&gt;Un amico mi ha scritto qualche giorno fa che aveva intenzione di dare una mano durante la campagna elettorale come attivista del PD. Sono felice e invidioso per lui. Questa volta l'avrei fatto anch'io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soundtrack: The Shins - Wincing the Night Away&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5565558794406211739?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5565558794406211739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5565558794406211739' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5565558794406211739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5565558794406211739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/02/salvare-la-patria-o-famiglia.html' title='Salvare la Patria o Famiglia?'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3332528277693265575</id><published>2008-02-07T14:14:00.000Z</published><updated>2008-02-07T14:17:27.554Z</updated><title type='text'>Il mio triplo Axel</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R6sSymLgKcI/AAAAAAAAAGE/DuMSoDhyA8A/s1600-h/PICT0519.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;http://www.blogger.com/img/gl.photo.gif" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R6sSymLgKcI/AAAAAAAAAGE/DuMSoDhyA8A/s320/PICT0519.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164242058161957314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R6sSi2LgKbI/AAAAAAAAAF8/2oWpAufL9lM/s1600-h/PICT0507.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R6sSi2LgKbI/AAAAAAAAAF8/2oWpAufL9lM/s320/PICT0507.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164241787579017650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R6sSYWLgKaI/AAAAAAAAAF0/83RWs3VYVMQ/s1600-h/canal_big.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R6sSYWLgKaI/AAAAAAAAAF0/83RWs3VYVMQ/s320/canal_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164241607190391202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;6 ragazzi, 6 ore di strada dritta, a 120 km/h dall’inizio alla fine, non uno in più, non uno in meno, 3 notti in un albergo di lusso, ma con 4 nella stessa camera per risparmiare, una sola incessante domanda esistenziale: “possiamo far mettere questo nel conto rimborso-spese?”.&lt;br /&gt;Si allargano di un passo la mie conoscenza di questo paese (e notate che un passo qui sono 600 chilometri). La settimana scorsa sono stato 4 giorni a Ottawa, con altri 5 amici/compagni. Eravamo la squadra che rappresentava l’università di Waterloo alla simulazione della World Trade Organization, simulazione a cui partecipavano una decina di altre squadre da altre università canadesi. Simulazione che poi abbiamo vinto dopo due giorni di negoziati simulati, ma molto realistici (quantomeno a giudicare da quanto si entri nella parte).&lt;br /&gt;La vita è molto più semplice quando alle tue spalle hai una clausola di rimborso spese e un tetto di 3000 dollari per 4 giorni. Per ricordarcelo, durante il viaggio di andata ci siamo fermati nel primo ristorante all’uscita di Waterloo (per giustificare che eravamo già lontani dalla città), e così via per i giorni successivi.&lt;br /&gt;Nel frattempo mi sono perso una tempesta di neve, che a costretto la mia università a chiudere. Sabato mattina la neve ha smesso di flagellare anche Ottawa e ho approfittato della giornata di sole per visitare la città prima di partire. Poco da dire sulla città. E una capitale “ristretta”, una città fatta di alberghi e ministeri, mentre i grattacieli, banche, locali e ristoranti sono a Toronto e Montreal. Però è una città elegante, con la più lunga pista da pattinaggio al mondo: il canale che la attraversa. D’inverno è possibile attraversare il cuore della città coi pattini ai piedi, per chilometri e chilometri. I pattini sono un mezzo di trasporto comune. Si può pattinare per andare in università. Per andare al lavoro. Quando nevica la prima cosa che viene pulita non sono le strade, ma il canale stesso, che sabato mattina era inondato da migliaia di persone, famiglie, bambini che mi sfilavano a mille all’ora, giocolieri che facevano i loro numeri pattinando. Il mio triplo Axel non è venuto perfettamente, ma non mi sono ritrovato mai con la testa sul ghiaccio&lt;br /&gt;Tornato a Waterloo giusto in tempo per il SuperBowl e una nuova inondazione di neve.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3332528277693265575?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3332528277693265575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3332528277693265575' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3332528277693265575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3332528277693265575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/02/il-mio-triplo-axel.html' title='Il mio triplo Axel'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R6sSymLgKcI/AAAAAAAAAGE/DuMSoDhyA8A/s72-c/PICT0519.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-767355226738099771</id><published>2008-01-26T18:49:00.000Z</published><updated>2008-01-26T18:50:06.181Z</updated><title type='text'>Occorre che tutto cambi affinchè tutto rimanga uguale</title><content type='html'>Avevo provato negli ultimi mesi a staccarmi. Provare un po’ a distaccarmi dalle passioni, l’apateia dei filosofi greci. Avevo provato a fottermene un po’. Leggere la Gazzetta dello Sport prima del Corriere, aprire meno volte al giorno il sito di Repubblica, e comunque saltare subito ai calendari. Vivo all’estero da due anni, e “cosa è successo a Montecitorio oggi?” non poteva continuare ad essere uno dei miei primi pensieri ogni giorno. E in parte ci stavo riuscendo. &lt;br /&gt;Poi è successo quello che tutti sappiamo. Nonostante mancassero poche ore al termine ultimo per la consegna di un saggio, non sono riuscito a staccarmi dalla diretta del dibattito al Senato. Ero incapace di intendere e di volere. Ma soprattutto incapace di capire. Umiliato. Al mio ritorno al computer poche ore dopo la votazione in cui Prodi veniva sfiduciato, sono stato sommerso dai messaggi simultanei di 4 amici. E ho scoperto che non ero l’unico incapace di reagire. E non ero l’unico profondamente umiliato. Perché questo? Possiamo avere opinioni radicalmente diverse su Prodi e l’operato del suo governo, ma non ho dubbi che quello che è successo pochi giorni fa sia stato un fallimento. Un fallimento di uomini politici che abbiamo eletto noi. Il fallimento di un sistema politico. E in ultimo, un falimento nostro. Ogni nazione ha i rappresentanti che si merita. Non voglio essere qualunquista. Ma mi ricordo che il mio approccio con la politica, come passione, era sorto alla metà degli anni ’90, parallelamente all’ascesa di Berlusoni, quando sembrava inconcepibile che una nazione. La scelta di fare della politica l’oggetto dei miei studi, invece seguì la seconda volta che Berlusconi fu eletto, nel 2001. Sono seguiti 5 anni umilianti, penso 5 anni di degrado civile, dove le conversazioni principali tra i corridoi di Via Berti Pichat a Bologna erano stati dirottati la maggior parte delle volte da quella figura. Mi sentivo quasi privato del diritto di vivere in un paese normale. 5 anni lunghi, finiti con le elezioni del 2006. Ero a Bruxelles, ed ero tornato in Italia a votare, o a “salvare la patria” come mi piaceva dire per scherzo. Ma mi ricordo che quando in Piazza Verdi a Bologna uscirono le prime proiezioni, che mostravano come la maggioranza degli italiani non aveva minimamente provato a reagire a quell’umiliazione collettiva che erano stati i 5 anni precedenti, in quel momento la delusione era stata acuta. Avevo scritto su questo blog il 28 Aprile 2006: “Lunedi' 10 aprile. Piazza Verdi a Bologna. Erano le 15e30. Da poco l'altoparlante nella piazza trasmetteva i primi esultanti exit-poll delle elezioni. Vittoria. Vittoria netta. Berlusconi a casa, fine di 5 anni da incubo. Festeggiamo! Marta, perche' non sorridi? Non lo so. Non lo so nemmeno io. Qualcosa non andava…&lt;br /&gt;Marta, perche' non stiamo festeggiando anche noi?&lt;br /&gt;Marta, non stiamo festeggiando perche' questo paese non cambia. Perche' siamo ancora tutti attaccati alla televisione ad aspettare la prossima dichiarazione di Berlusconi, per criticarla o difenderla. Perche' in 5 anni che abbiamo fatto cosi', indignandoci e sentendoci sempre piu' umiliati, il paese era fermo... il vaccino non funziona perche' il corpo non si trova poi cosi' male ad essere malato. Perche' la classe politica e' mediocre, e la mediocrita' e' diffusa. Perche' il centro-sinistra, anche se riuscira' a governare, non riuscira' a muoversi dallo status quo... perche' non ne ha ne la capacita' ne le idee. Come scrive Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo "occorre che tutto cambi, affinche' tutto rimanga uguale"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rileggere quelle parole non fa che acuire il disappunto. Rivoglio il mio diritto a vivere in un paese normale, che dia delle prospettive alle generazioni future. Il governo appena caduto non ci è riuscito. Abbiamo trascorso due anni in cui in fondo non si è vissuto male, quantomeno si andava a letto senza il timore che al nostro risveglio scoprissimo che il presidente del consiglio aveva innescato una crisi diplomatica con la Cina. E’ stato un governo sicuramente più noioso del precedente, ma il gusto della “normalità dopo 5 anni di Berlusconi è stato impagabile. Però, con il passare dei mesi, è diventato chiaro a tutto che non aveva le idee e le capacità di rinnovare il paese, renderlo più aperto al futuro, meritocratico, sbarazzarsi dei particolarismi. 2 anni in balia dei vezzi di Mastella, duca di Ceppaloni. 2 anni timorosi che ogni mossa o dichiarazione provocasse il disappunto della Cei. 2 anni timorosi di provocare reazioni nei sindacati. 2 anni in cui ogni cambiamento avrebbe rischiato di far cadere quel fragile castello di carte, con pochissime prospettive, ma allo stesso tempo importante perché era tutto quello che eravamo riusciti a partorire in 5 anni di umiliazione sotto il governo berlusconi. Ma anche questi 2 anni sono stati a modo loro 2 anni di umiliazione, perché una volta che ci eravamo tolti la scusa che “è colpa di Berlusconi”, era sotto i nostri occhi che anche la sinistra era egualmente incapace di dare prospettive di cambiamento. "Occorre che tutto cambi, affinche' tutto rimanga uguale". Sono cambiate tante cose in questi anni. Ma fra pochi mesi ci ritroveremo con un governo nuovo, il cui presidente del Consiglio sarà Silvio Berlusconi, in cui Mastella avrà un ministero, e in cui troppe cose sembreranno terribilmente una foto del 1994. "Occorre che tutto cambi, affinche' tutto rimanga uguale". Passeremo i prossimi mesi ancora pensare che “quando non ci sarà più Berlusconi, allora le cose cambieranno” (per fortuna l’età gioca a nostro favore, non può andare avanti per 20 anni). Ce lo siamo detti per 5 anni. Continueremo a dircelo. In fondo è un modo per sentirsi meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-767355226738099771?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/767355226738099771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=767355226738099771' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/767355226738099771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/767355226738099771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/01/occorre-che-tutto-cambi-affinch-tutto.html' title='Occorre che tutto cambi affinchè tutto rimanga uguale'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1197476478638825502</id><published>2008-01-26T18:45:00.000Z</published><updated>2008-01-26T18:49:01.965Z</updated><title type='text'>Vita d'ufficio</title><content type='html'>Sono tornato in Canada da 20 giorni. 20 giorni e il mese passato in Italia, sembra già lontano. Posso dire con una certa soddisfazione che comincio a sentirmi un po’ a casa qui. La mia casa è un ufficio, condiviso con altri 5 compagni, un nuovo ufficio luminoso, CON finestre, in cui ogni giorno si incrociano le avventure di 5-10 amici, compagni di studio. In cui ogni giorno, Mike, un ragazzo di 33 anni con la faccia di Ricky Cunningham (Happy Days) e lo spirito di un 14 enne arriva vicino alla mia scrivania, si siede sulla divano già predisposto per lui, guarda me e Jason e dice una frase che già tutti ci aspettiamo: “Ragazzi, ho una nuova idea!”. L’ora successiva passa a tentare di riportarlo sulla terra. Da questo ufficio passano professori, amici in cerca di qualcuno che divida un pranzo con loro, cui si guardano le partite dei Toronto Raptors con telecronaca in cinese, qui l’altra notte con 3 amici abbiamo stappato una ottima bottiglia di vino bianco all’una di notte, pochi minuti il termine ultimo per consegnare un saggio, che chiaramente è stato consegnato in ritardo. Da cui si può guardare la neve che cade incessante al di fuori della finestra. Le temperature ora sono costantemente sotto lo zero, meno dieci normalmente, a volte meno quindi. E’ incredibile come la neve cambi la percezione dello spazio che abbiamo. Tutto è bianco. E tutto sembra sospeso nel tempo. Senza contrasti, quasi come in una sorta di cartolina di inizio secolo. La neve uccide i contrasti e gli spigoli, e rende tutto più monotono e noioso. Ma nelle mattinate i cui si spalanca il sole, la luce viene riflessa ovunque, quasi come nel mezzo di un ghiacciaio alpino a mezzogiorno. Gli occhi fanno quasi male, ma è un bel dolore, che ti spinge a dire: “niente autobus stamattina. Godiamoci la passeggiata”. E chissenefrega se la passeggiata è a -15.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La settimana prossima sarò tre giorni a Ottawa per prendere parte a una simulazione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio a cui partecipano team da tutte le università canadesi. Se lo studio me lo permette, trascorrerò un giorno anche a Montreal. In ogni caso, scriverò un post sull’argomento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soundtrack: Josè Gonzalez – In Our Nature (specialmente una canzone meravigliosa il cui titolo è &lt;br /&gt;Cycling Trivialities. La trovate su YouTube qui: http://www.youtube.com/watch?v=fvxrMBYPGxk)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1197476478638825502?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1197476478638825502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1197476478638825502' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1197476478638825502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1197476478638825502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/01/vita-dufficio.html' title='Vita d&apos;ufficio'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-676212381532857890</id><published>2008-01-09T03:50:00.000Z</published><updated>2008-01-09T04:00:48.856Z</updated><title type='text'>Parma-Londra-Toronto - Atto Secondo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RGrWFMlmI/AAAAAAAAAFs/CzR-LGX9rDA/s1600-h/n37007841_31610831_6448.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RGrWFMlmI/AAAAAAAAAFs/CzR-LGX9rDA/s320/n37007841_31610831_6448.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153321584094385762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RGnmFMllI/AAAAAAAAAFk/0AH_GQkb-VI/s1600-h/n37008012_31601664_2560.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RGnmFMllI/AAAAAAAAAFk/0AH_GQkb-VI/s320/n37008012_31601664_2560.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153321519669876306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RF6WFMlkI/AAAAAAAAAFc/L6dceuahFws/s1600-h/PICT0447.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RF6WFMlkI/AAAAAAAAAFc/L6dceuahFws/s320/PICT0447.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153320742280795714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RFvWFMljI/AAAAAAAAAFU/sPj5ltthTBU/s1600-h/PICT0420.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RFvWFMljI/AAAAAAAAAFU/sPj5ltthTBU/s320/PICT0420.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153320553302234674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RFVmFMliI/AAAAAAAAAFM/uezSfjXEzXs/s1600-h/PICT0401.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RFVmFMliI/AAAAAAAAAFM/uezSfjXEzXs/s320/PICT0401.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153320110920603170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RFGmFMlhI/AAAAAAAAAFE/4d-TFVnzXB0/s1600-h/PICT0356.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RFGmFMlhI/AAAAAAAAAFE/4d-TFVnzXB0/s320/PICT0356.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153319853222565394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4REvWFMlgI/AAAAAAAAAE8/lrBUjxyJggo/s1600-h/PICT0296.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4REvWFMlgI/AAAAAAAAAE8/lrBUjxyJggo/s320/PICT0296.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153319453790606850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo post l’avevo scritto un mese fa, a 1700 miglia da ogni cosa. Questo lo scrivo nella sala d’aspetto dell’aeroporto di Parma, quello scatolone di lamiera costeggiato da ferrovie e tangenziali, a 10 metri dalla vita dell’ultimo mese. Non voglio riassumere cosa è successo in questi trenta giorni, in quanto chi legge ancora queste pagine è stato per lo più diretto protagonista. Lascio che siano alcune foto a descrivere 30 giorni passati prima a Fidenza, tra studio, parenti, cibo, amici, ma soprattutto studio. Poi Londra. Per chiudere il capitolo dell’LSE, e fare una bellissima festa in una discoteca di Covent Garden in cui tutti i miei ex-compagni che ora vengono lautamente pagati dalle loro aziende mi dicevano “sei ancora uno studente. Questa birra te la pago io”. Poi Bologna, due volte e una bella cena, con annessa vittoria a Trivial, a ricordare al mondo che sono ancora il re del nozionismo gratuito (Chi era la leader delle Supremes? Diana Ross chiaramente. Cosa vi insegnavano a scuola? Ignoranti). Genova, di cui ricordo un bicchiere di porto e una chiacchierata in un locale bellissimo nei vicoli. Villa Paolina a Lugano, la Fondu Chinoise e un capodanno in discoteca di cui, per decenza, tralascio ogni tipo di dettaglio. E ora ancora Londra, dove stasera sarò a cena con una amica che ho voglia di rivedere. Ha avuto l’accortezza di scegliere un ristorante più consono alla mia borsa di studio che alla suo stipendio di “Goldman Sachs” Lady. Il mio conto in banca la ringrazia di cuore. A chi c’era in questi posti dico grazie. E’ stato un bellissimo ritorno a casa. Di quelli che ti invogliano a tornare ancor, ma allo stesso tempo ti fanno ripartire senza troppi rimpianti perché sai che il prossimo ritorno sarà ugualmente significativo. A chi non ho avuto moto di salutare, chiedo scusa. E’ stato un ritorno a casa che mi ha chiarito cosa sia per me “casa”. “Casa” ora è ogni luogo dove abbiamo bisogno di tornare. Cito la mail di un’amica “casa sono i ricordi, casa è il non fare fatica, casa è parlare la propria lingua....casa sono anche io”. Casa è Fidenza. Ma anche Bologna e Genova. Londra, forse. Casa è il luogo dove si è comodi, dove non bisogna lottare. E’ il luogo dei caffè prima di cena, e dei bicchieri di vino rosso dopo cena. Ma ultimamente è anche il luogo da cui bisogna ripartire per non fare un torto a se stessi e alla propria inquietudine che ci spinge a cambiare, anche se questo finisce per ferire le persone che preferirebbero non ripartissimo (nel mio caso, i miei genitori). Sono consapevole di questo, e per questo l’attesa del volo non è amara. &lt;br /&gt;Domanimattina di nuovo a vedere “che effetto che fa” vedere l’oceano che non finisce mai, fino alle coste della Nova Scotia e la penisola di Labrador. Ho viaggiato tanto negli ultimi due anni, ma questa è la prima volta che parto con solo un biglietto di andata. Non sono mai andato nemmeno a Bologna in treno senza aver comprato in precedenza anche il biglietto di ritorno. E temevo di scoprire “l’effetto che fa” sapere che il ritorno è una scelta, non un obbligo. E ogni ritorno sarà in verità un’andata, a con in tasca un nuovo ritorno in Canada. Ok, ora sto facendo confusione con le parole. Giochi di parole che celano una sottile differenza sostanziale. Non so di preciso quando tornerò in Italia. Sicuramente a fine luglio. Se soldi e impegni universitari lo permetteranno, farò un salto anche prima. Un salto che la mia banca non gradirà, ma la distraggo separando i miei debiti in tre conti correnti diversi, denominati in valute differenti, in tre diverse nazioni. Due sono in rosso, l’altro tendente al pareggio di bilancio. Al mio confronto, un mutuo subprime è oro colante per le banche.&lt;br /&gt;Al mio ritorno in Canada mi attende una piacevolissima sorpresa: una temperatura compresa tra i 9 e 13 gradi. Sopra lo zero. Considerato che pochi giorni fa i termometri segnavano -15° C, non mi lamento. Il lato negativo è che Waterloo assomiglierà tremendamente a Comacchio. Una palude di neve sciolta ma senza le anguille. Non so di preciso se la finestra di camera mia sarà completamente ostruita o semi ostruita. So però con sicurezza che non avrò la voglia di uscire a spalare la neve che mi priverà di luce naturale nei prossimi 2-3 mesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-676212381532857890?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/676212381532857890/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=676212381532857890' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/676212381532857890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/676212381532857890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2008/01/parma-londra-toronto-atto-secondo.html' title='Parma-Londra-Toronto - Atto Secondo'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R4RGrWFMlmI/AAAAAAAAAFs/CzR-LGX9rDA/s72-c/n37007841_31610831_6448.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-2145031450257919768</id><published>2007-12-06T19:11:00.000Z</published><updated>2007-12-06T19:12:31.773Z</updated><title type='text'>1723 miglia da ogni cosa</title><content type='html'>Sono nel mezzo dell’Atlantico. Il piccolo monitor sul sedile di fronte sostiene che mancano 1774 miglia all’atterraggio a Londra. A Toronto sono le 23:19. A Londra, le 4:19. Ignoro che ore siano nel punto preciso dovo mi trovo adesso, ma a 1774 miglia da ogni cosa il tempo non conta. Questo aereo balla terribilmente, come una zattera che attraversa acque agitate. Di fianco a me, una donna africana con il capo velato e le mani ricoperte da un affasciante ricamo di hennè. Ammetto che sono un po’ brillo. Non mi sono risparmiato nel vino, prima e dopo la strana cena servita sull’aereo. Da ubriachi i cartoni della Disney si apprezzano molto di più. Eddy Vedder nell’Ipod. Il portatile mi indica che ho ancora 48 minuti di batteria per dare un senso a un saggio che devo consegnare fra pochi giorni. E sto bene. Forse perché è notte. Forse perché ho abbandonato temporaneamente una situazione che ancora non è mia. Forse perché sto tornando a casa, e ci sono troppe persone che ho bisogno di vedere, per mantenere fede a quel patto informale che ho stipulato con i miei precendenti 22 anni di vita. Forse perché so che domani mattina sorvolare Londra mentre il sole sorge sarà semplicemente da togliere il fiato. Forse perché fra poche ore rivedo mia sorella, e non so che faccia farò nel vedere mia nipote dopo 3 mesi. Forse perché sto viaggiando da Ovest verso Est, mentre il sole corre nella direzione contraria, ed è bello immaginare che ci siamo dati un appuntamento fra poche ore, più o meno sopra le coste irlandesi. Forse perché sono nel mezzo dell’Atlantico, a 36000 piedi di altezza e ora 1723 miglia dall’atteraggio. Si. Forse è perché sono nel mezzo dell’Atlantico a 1723 miglia da ogni cosa. E la mia mente non è nemmeno in grado di immaginare cosa siano 1723 miglia. A 1723 miglia da ogni cosa, i sovrappensieri, progetti, e rammarichi che accompagnano tutti gli altri giorni non contano. A 1723 miglia da ogni cosa, tutto questo ha un altro sapore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-2145031450257919768?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/2145031450257919768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=2145031450257919768' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2145031450257919768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2145031450257919768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/12/1723-miglia-da-ogni-cosa.html' title='1723 miglia da ogni cosa'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8453935740322834403</id><published>2007-11-24T16:53:00.000Z</published><updated>2007-11-24T18:11:56.697Z</updated><title type='text'>A Natale me ne vado ai tropici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R0hnVG1z84I/AAAAAAAAAE0/huo2uheTtf4/s1600-h/PICT0284.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R0hnVG1z84I/AAAAAAAAAE0/huo2uheTtf4/s320/PICT0284.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136468987327280002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R0hYhG1z83I/AAAAAAAAAEs/H_5wYtRbe4I/s1600-h/PICT0285.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R0hYhG1z83I/AAAAAAAAAEs/H_5wYtRbe4I/s320/PICT0285.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5136452700811293554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono immerso psicologicamente immerso nel clima da battaglia contro il generale inverno. Durerà 5 mesi. Ci saranno giorni in cui rimpiangerò "i caldi giorni in cui era solo -15". Ho una giacca supercalda dalla mia parte... e poco altro. Le due foto sono state scattate allo stesso momenti e  potete notare come in verità io sia l'unico che sembra avere freddo.&lt;br /&gt;Ieri ho aspettato un autobus per 45 minuti mentre fuori la temperatura era  -11 gradi, ho cambiato in un secondo idea sull'utilità di stare in questo posto a dicembre dopo la fine delle lezioni, mi sono connesso a internet e ho deciso di anticipare il mio ritorno in Italia di 10 giorni. Sarò a casa il 6 dicembre e rimarrò in Italia fino al 7 gennaio. Ai Bolognesi, sicuramente farò un salto a Bologna, ma dopo il 13 (prima devo finire di scrivere dei saggi per l'università). Ai Fidentini, venerdì Dragon, sabato Poggio? Non rompete i coglioni prima del 13 perchè sarò più o meno in clausura. A Marcello, cena emiliana il prima possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;See you soon&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soundtrack della settimana: Sigur Ros - Hais; As Tall as Lions - Omonimo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8453935740322834403?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8453935740322834403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8453935740322834403' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8453935740322834403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8453935740322834403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/11/natale-me-ne-vado-ai-tropici.html' title='A Natale me ne vado ai tropici'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/R0hnVG1z84I/AAAAAAAAAE0/huo2uheTtf4/s72-c/PICT0284.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-30035998427101839</id><published>2007-11-22T02:53:00.000Z</published><updated>2007-11-22T02:56:40.231Z</updated><title type='text'>L'inizio della fine</title><content type='html'>Le previsioni meteo dicono che domani mattina al mio risveglio ci saranno -7 gradi e 20 centimetri di nevi. Datemi un buon motivo per svegliarmi domani mattina..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. chiedo scusa per la prolungata assenza da queste pagine. Molto lavoro, poche novità da raccontare e umore altalenante. Tornerò presto. Se non scrivo niente nelle prossime settimane, cominciate a preoccuparvi, armatevi di badili per spalare la neve e venitemi a cercare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-30035998427101839?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/30035998427101839/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=30035998427101839' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/30035998427101839'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/30035998427101839'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/11/linizio-della-fine.html' title='L&apos;inizio della fine'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8181816029503658544</id><published>2007-11-04T22:43:00.000Z</published><updated>2007-11-05T00:39:53.000Z</updated><title type='text'>Toronto</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Ry5LimJK7qI/AAAAAAAAAEc/uvqgTGYMnxY/s1600-h/PICT0252.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Ry5LimJK7qI/AAAAAAAAAEc/uvqgTGYMnxY/s320/PICT0252.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129120083348221602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Ry5LH2JK7pI/AAAAAAAAAEU/I9vb6w6WRJ0/s1600-h/PICT0265.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Ry5LH2JK7pI/AAAAAAAAAEU/I9vb6w6WRJ0/s320/PICT0265.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129119623786720914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente Toronto. Sono le 10e13 di domenica mattina e sono su un “Greyhound Bus” che da Toronto mi sta riportando a Waterloo. Finalmente vedo un po’ di Canada che mi passa davanti dall’altro lato dell’autostrada a 8 corsie che sto percorrendo. Come sembra? Come la periferia di Brescia. Capannoni allineati, svincoli autostradali, macchine, un’insegna della Parmalat su un palazzo, parcheggi e centri commerciali, macchine, macchine. Ok, questa non è la descrizione più immediata del Canada e immagino possa essere appiccicata solo allo 0.001% del territorio canadese. Ma è lo 0.001% che appare dal finestrino. Sogno di poter decrivere il restante 99% quest’estate, quando raggiungerò Vancouver e la costa pacifica in qualche modo (treno? Autobus? Macchina?). E’ solo un progetto, ma comincio a raccogliere adesioni, quindi se qualcuno è interessato, lasciate un messaggio dopo il segnale acustico.&lt;br /&gt;Ok, finita la digressione, torno a parlare di Toronto. Due giorni e due notti nella grande città, a incontrare Sami, un mio amico libanese-palestinese-canadese, che è tornato a casa dopo l’anno passato a Londra. Il viaggio valeva comunque la pena di essere fatto.&lt;br /&gt;Prima volta in una città americana, di quelle che chiedono di essere fotografate da una certa distanza in modo da ritrarre l’intero skyline, il profilo composto da vari grattacieli e dalla CN Tower. La CN Tower è l’icona di Toronto e in parte del’intero Canada, l’ex-edificio più alto al mondo, prima che un paio di mesi fa venisse sorpassata da un grattacielo in costruzione a Dubai. Città americana perché le strade sono tutte perfettamente squadrate, con uno Starbucks pronto ad attenderti ad ogni angolo. Città americana pechè l’automobile domina. Ma allo stesso tempo una bellissima città, che si lascia attraversare a piedi, specialmente come in questi giorni in cui il sole era forte e le temperature (pronte a cadere permanentemente sotto zero da un momento all’altro) erano ancora sui 10 gradi. Allo stesso tempo è una città di mare, anche se il mare in verità non c’è, ed è in verità uno dei grandi laghi.&lt;br /&gt;Arrivo venerdì verso sera e  ci infiliamo nell’Air Canada Centre, il palazzetto in cui giocano i Maple Leafs (hockey) e i Raptors (basketball). A vedere Bargnani? No, a vedere un comico americano di cui nessuno di noi due aveva mai sentito il nome, ma per cui l’intero palazzetto gremito stravedeva. Divertente. La serata prosegue poi in discoteca con gli amici di Sami, e infine a parlare fine alle 6 del mattino. Bis la sera dopo. Penso che un po’ di testosteroidi di Fidenza, che ancora vivono nella speranza di tornare un giorno in quel locale di Manchester chiamato Footage, avrebbero apprezzato la lunghezza della gonne, e la quantità di carne esposta dalle canadesi. Che, a differenza di Waterloo (dove la tuta, e il fianco abbondate imperano), a Toronto sono molto sexy.&lt;br /&gt;Momento di panico quando ci troviamo davanti all’ascensore di un albergo, circondati da un gruppo composto da una decina di donne tra i 55 a 65 anni, alcune delle quali sembrano essere italiano L’ascensore arriva, le donne entrano, e i miei amici mi buttano nel’ascensore, “beato tra le donne di mezza-età”, annunciando loro che ero Italiano. Non l’avessero mai fatto. Il loro livello di euforia sale alle stelle, neanche fossero 14enni tra il pubblico di “Amici di Maria di Filippi”. A turno si presentano e mi stringo la mano, annunciando di avere origini italiane, chi il padre, chi uno zio. Una mi dice “sono sposata, ma…”. Io stringo le mani con dignità papale, sperando che questo ascensore arrivi a destinazione. La sera dopo a tarda notte ripassiamo di fronte allo stesso albergo, che era appena stato evacuato per una allarme anti-incendo. Tra la folla che aspettava all’esterno, ecco le stesse donne che iniziano a chiamarmi per nome. Mi dileguo tra la folla, mimetizzandomi tra i vigili del fuoco.&lt;br /&gt;Ho mangiato il primo “burrito” della mia vita, assaggiato un piatto di squalo per la prima volta in vita mia, tornato ad apprezzare il sushi, e superato definitivamente la mia riluttanza psicologica a defecare nelle toilette dei luoghi pubblici, specialmente quando lo squalo e il sushi scatenano una reazione incontrollata.&lt;br /&gt;Ora torno a Waterloo e mi rimetto sui libri, in quello che si annuncia come un mese di pura follia, visto il lavoro che mi attende. Prima di riprendere a lavorare mi aspetta però un pomeriggio davanti alla televisione per vedere i Toronto Raptors contro i Boston Celtics, e a seguire Desperate Housewives.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soundtrack: Paolo Conte - "Bartali" &lt;br /&gt;Oh, quanta strada nei miei sandali&lt;br /&gt;quanta ne avrà fatta Bartali&lt;br /&gt;quel naso triste come una salita&lt;br /&gt;quegli occhi allegri da italiano in gita&lt;br /&gt;e i francesi ci rispettano&lt;br /&gt;che le balle ancora gli girano&lt;br /&gt;e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -&lt;br /&gt;- e vai al cine, vacci tu.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8181816029503658544?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8181816029503658544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8181816029503658544' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8181816029503658544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8181816029503658544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/11/toronto.html' title='Toronto'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Ry5LimJK7qI/AAAAAAAAAEc/uvqgTGYMnxY/s72-c/PICT0252.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-94418843884296381</id><published>2007-11-01T14:53:00.000Z</published><updated>2007-11-01T14:59:27.176Z</updated><title type='text'>Mogli e suicidi dei paesi tuoi</title><content type='html'>Stamattina ho ricevuto la consueta mail che l'associazione degli Studenti Internazionali della University of Waterloo manda per annunciare gli eventi della settimana. Questa non era delle più confortanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"International spouses group: "enjoying Canada's winter wonderland, &lt;br /&gt;what to wear, what to do," 12:45, community centre, Columbia Lake &lt;br /&gt;Village, children welcome."&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;"QPR suicide prevention training available Monday 12:00 to 1:30; &lt;br /&gt;future sessions November 12, December 10; to register call ext. 33528."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi viene l'atroce sospetto che il corso di addestramento sulla prevenzione dei suicidi sia legato in qualche modo all'incontro delle mogli internazionali su cosa fare e come vestire durante l'inverno. E mi dispero nel riconoscere che non potrò mai essere una moglie internazionale. Forse ho bisogno di quel corso di addestramento anti-suicidio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-94418843884296381?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/94418843884296381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=94418843884296381' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/94418843884296381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/94418843884296381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/11/mogli-e-suicidi-dei-paesi-tuoi.html' title='Mogli e suicidi dei paesi tuoi'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-4185560751083300894</id><published>2007-10-29T21:39:00.000Z</published><updated>2007-10-29T22:15:37.985Z</updated><title type='text'>La grande abbuffata</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZbOWJK7oI/AAAAAAAAAEM/8kjdvu8Otk4/s1600-h/PICT0204.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZbOWJK7oI/AAAAAAAAAEM/8kjdvu8Otk4/s320/PICT0204.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126885527828229762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZbD2JK7nI/AAAAAAAAAEE/-8RULzd_Vfc/s1600-h/PICT0216.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZbD2JK7nI/AAAAAAAAAEE/-8RULzd_Vfc/s320/PICT0216.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126885347439603314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZasGJK7mI/AAAAAAAAAD8/SZEFccE9DhE/s1600-h/PICT0212.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZasGJK7mI/AAAAAAAAAD8/SZEFccE9DhE/s320/PICT0212.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126884939417710178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZaJ2JK7lI/AAAAAAAAAD0/9DxGgyx5E4E/s1600-h/PICT0208.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZaJ2JK7lI/AAAAAAAAAD0/9DxGgyx5E4E/s320/PICT0208.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126884351007190610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZY_2JK7kI/AAAAAAAAADs/9iX_ctf16Gk/s1600-h/PICT0191.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZY_2JK7kI/AAAAAAAAADs/9iX_ctf16Gk/s320/PICT0191.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5126883079696870978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo fine settimana mi ha riconciliato con il mondo dell'università e con la vera ragione per cui ho iniziato un dottorato. Cioè, accedere al cibo gratuito che prolifera nelle conferenze. E' stata una estenuante due giorni di conferenza presso il Centre for International Governance Innovation dal titolo "A Moment of Truth: towards sustainable energy futures". Bottino dei due giorni, due pranzi, due cene, un cocktail party, un ricevimento a base di champagne, e svariate pause caffè con annessi biscottini. Risultato: ubriaco. Il secondo giorno dovevo ripigliarmi dalle bevute della sera precedente che si erano prolungate dopo la conferenza in alcuni pub tristissimi, e mi sono presentato alla conferenza direttamente all'ora di pranzo. Cibo a parte, è stata la seconda volta nella mia vita in cui ho messo una cravatta, per non essere compleamente fuori luogo. Chiaramente il nodo della cravatta non era mai stato disfatto dalla prima e unica volta in cui l'avevo messa, due anni fa. Vari pezzi grossi della politica canadese, un ex-primo ministro, il segretario dell'OCSE, tante parole e poche cose capite. Ho comunque regalato spettacolo nel mezzo della cena di gala. Lo speaker annuncia il verdetto di una competizione artistica, e "Per favore, preghiamo Miranda, l'autrice del quadro vincitore, di alzarsi in piedi. Dall'altra parte della sala si alza Miranda, la quale si scopre essere un pezzo di bionda 20enne allucinante. Mentre si leva l'applauso, io commento al mio tavolo: "Preghiamo Miranda di passare di qui non appena a ritirato il premio". Peccato che nel frattempo l'applauso si fosse spento e il mio tono di voce fosse decisamente troppo forte. Una fila di tavoli attorno si è girato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho ormai preso confidenza con la mia bici e il uso mitico freno a pedale. L'unico problema è che il bullone che tiene la sella orizzontale non è stretto a sufficienza, e dopo poche pedalate la punta della sella comincia ad inclinarsi verso l'alto. Risultato: ogni volta che arrivo in università alla mattina, ho sempre quella sensazione di averlo preso in...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sountrack del fine settimana: Eddie Vedder - Into the Wild; Bloc Party - A Weekend in the City; Cesaria Evora - Cabo Verde&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-4185560751083300894?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/4185560751083300894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=4185560751083300894' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/4185560751083300894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/4185560751083300894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/la-grande-abbuffata.html' title='La grande abbuffata'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RyZbOWJK7oI/AAAAAAAAAEM/8kjdvu8Otk4/s72-c/PICT0204.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5690078977565450618</id><published>2007-10-23T12:46:00.000Z</published><updated>2007-10-23T12:56:57.056Z</updated><title type='text'>Easy Rider... con il freno a pedale</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Rx3veos_1vI/AAAAAAAAADk/E-jFhWo2suk/s1600-h/PICT0189.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Rx3veos_1vI/AAAAAAAAADk/E-jFhWo2suk/s320/PICT0189.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5124515260618757874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ecco a voi la mia fantastica bici nuova... senza freni.&lt;br /&gt;Questa bici ha una storia fantastica. Domenica mattina mi reco presso un supermercato per patiti del fai-da-te e la vedo. Rossa. Economica. Nuova. Dotata di catarifrangenti. Economica. Economica. Insomma nel mucchio ho scelto quella che costava meno. Non esito. La compro. Il commesso gonfia le gomme e aggiusta il seggiolino. Esco dal negozio. E comincio a pedalare. pedalare. pedalare. Mi avvicino all'incrocio. Comincio a frenare. Perchè non frena? Le mie mani afferrano il vuoto. dove sono i freni? perchè non ci sono i freni?&lt;br /&gt;In qualche modo mi fermo e scopro che la bici non ne i freni, ne i controlli dei freni sul manubrio. Damn. Immagino che sia una di quelle bici per patiti del fai-da-te che vogliono quindi montarsi i loro freni personalizzati Shimano ultima generazione. Torno dentro al negozio e compro dei freni, pur non avendo alcuna idea di come si montino. Dopo di cui, lentamente inizio a camminare verso a casa, trascinando la mia nuova e inutile bici, e pensando a come cavolo si montino dei freni di una bici se non hai nemmeno un cacciavite.&lt;br /&gt;Dopo aver perso un sacco di tempo per arrivare a casa, mi butto su internet, e il sempre-saggio-e-canuto Merighi mi va venire il sospetto: "In Svezia le bici frenano girando i pedali all'indietro". "Mi prendi per il culo?". "No, è vero". "Mi prendi per il culo?". "No, è vero". "Mi prendi per il culo?... alla quinta rassicurazione, corro in garage e mi butto in sella alla mia bici per lo stradino che costeggia la mia casa, e sorpresa, pedalando all'indietro...frena. Come un bambino che ha ricevuto la sua prima bici per il suo settimo compleanno, mi lascio andare ad un giro del quartiere la domenica pomeriggio. Scopro in seguito che quella bici è una ri-edizione di un modello degli anni '30, e come tale monta lo stesso freno a pedale&lt;br /&gt;La mattina dopo salgo in sella alla mia bici e mi reco al negozio del giorno prima. Restituisco i freni, riprendo i soldi, e me ne vado contento&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5690078977565450618?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5690078977565450618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5690078977565450618' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5690078977565450618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5690078977565450618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/easy-rider-con-il-freno-pedale.html' title='Easy Rider... con il freno a pedale'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Rx3veos_1vI/AAAAAAAAADk/E-jFhWo2suk/s72-c/PICT0189.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1690735217626927693</id><published>2007-10-20T20:21:00.000Z</published><updated>2007-10-20T20:25:08.881Z</updated><title type='text'>Ladri di biciclette</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxpkAIs_1uI/AAAAAAAAADc/0s7aA46YTBM/s1600-h/rendercmsfield.jsp.jpeg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxpkAIs_1uI/AAAAAAAAADc/0s7aA46YTBM/s320/rendercmsfield.jsp.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5123517479586354914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi hanno rubato la bici. Di notte. Nel garage. Probabilmente l'unico furto nel paese dove - secondo il mio coninquilino Aviv - "ognuno è troppo ricco per rubare" (ultime parole famose) - ma dove secondo un mio compagno d'università - "non esistono studenti universitari così ricchi da non rubare".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1690735217626927693?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1690735217626927693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1690735217626927693' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1690735217626927693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1690735217626927693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/ladri-di-biciclette.html' title='Ladri di biciclette'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxpkAIs_1uI/AAAAAAAAADc/0s7aA46YTBM/s72-c/rendercmsfield.jsp.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-6812231755553876469</id><published>2007-10-16T01:19:00.000Z</published><updated>2007-10-16T01:45:34.311Z</updated><title type='text'>Ballando con le stelle...irachene</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxQXl4s_1tI/AAAAAAAAADU/I6rwM_2nnNI/s1600-h/02.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxQXl4s_1tI/AAAAAAAAADU/I6rwM_2nnNI/s320/02.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121744615870813906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato sera è hockey night. Domenica sera è "Desperate housewives" night. Ma lunedì sera in casa mia è "Dancing with star" night, la versione americana dell'italiano "Ballando con le Stelle". Cascasse il mondo, ma alle 8e30 lunedì sera Aseel - il pizzaiolo biologo iraqeno - si piazza sulla poltrona ad ammirare le "stelle americane" ballare. Stasera mi sono unito a lui, mentre facevo un po' di lavoro al portatile. Scopro tra le "stars" Jennifer Garth, cioè la Kelly di Beverly Hills 90210, una delle mie prima pulsioni sessuali in gioventù. Ho anche scoperto il motivo della passione di Aseel. Mi racconta con un sorriso compiaciuto un po' di tempo prende lezioni di danza Swing, e intona per un minuto dei passi di danza attorno ai tavoli del divano. Abbracciando una lei immaginaria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-6812231755553876469?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/6812231755553876469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=6812231755553876469' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6812231755553876469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6812231755553876469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/ballando-con-le-stelleirachene.html' title='Ballando con le stelle...irachene'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxQXl4s_1tI/AAAAAAAAADU/I6rwM_2nnNI/s72-c/02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5664944729550386103</id><published>2007-10-14T17:46:00.000Z</published><updated>2007-10-14T18:34:33.190Z</updated><title type='text'>In coda</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxJgtIs_1rI/AAAAAAAAADE/S0WCISmYWsQ/s1600-h/PICT0181b.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxJgtIs_1rI/AAAAAAAAADE/S0WCISmYWsQ/s320/PICT0181b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121262054820271794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxJexYs_1qI/AAAAAAAAAC8/reLYofO8D8M/s1600-h/PICT0183.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxJexYs_1qI/AAAAAAAAAC8/reLYofO8D8M/s320/PICT0183.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5121259928811460258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un ringraziamento di cuore a chi di voi oggi si è messo in coda. nonostante aveste altro da fare. nonostante "sono tutti uguali". nonostante, "meglio un figlio frocio che democristiano". nonostante "chi cazzo è Gawronski". nonstante "Veltroni è troppo buonista". nonostante "io comunque il PD non lo voto". Grazie a chi è andato a votare alle primarie. Avrei voluto esserci e il fatto che in tanti ci siano stati mi rallegra. Non so se voterò PD in futuro. Dipende da cosa succederà nei prossimi mesi. Ma il fatto che tante persone si siano messe in fila è dimostra come ci siano tante persone che attendono, così come io sto attendendo, e vorrebbero davvero avere la soddisfazione di dare il loro voto al PD.  Veltroni o chi per lui ha ora un mandato forte. Sta a loro adesso cogliere l'occasione di invertire la secolare tendenza della sinistra italiana di farsi del male. Sta a loro adesso dimostrare che si meritano l'attenzione, il tempo, l'intelligenza di voi e dei due milioni di persone che si sono messi in fila. A volte mi viene quasi il pensiero che le cose in Italia possano cambiare grazie all'iniziativa delle persone e della politica e non solo per l'inerzia degli eventi. A volte...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. nella foto le mie prove di guerra, alias, il mio abbigliamento invernale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5664944729550386103?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5664944729550386103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5664944729550386103' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5664944729550386103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5664944729550386103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/in-coda.html' title='In coda'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxJgtIs_1rI/AAAAAAAAADE/S0WCISmYWsQ/s72-c/PICT0181b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-7484171197589888133</id><published>2007-10-13T19:09:00.001Z</published><updated>2007-10-13T19:23:55.137Z</updated><title type='text'>Earl and Lady Grey</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxEY6os_1pI/AAAAAAAAACw/zPy4RWctiT4/s1600-h/image.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxEY6os_1pI/AAAAAAAAACw/zPy4RWctiT4/s320/image.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120901646934595218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Devo rettificare una grave imprecisione del post precedente. Il momento migliore della settimana è stato un altro. Quando stamattina al supermercato ho trovato quello che cercavo ormai da 50 giorni. Earl Gray e Lady Gray. L'uno vicino all'altra. Twinings, naturalmente.&lt;br /&gt;God Save the Queen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soundtrack del pomeriggio: Norah Jones - Not too late (2007)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-7484171197589888133?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/7484171197589888133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=7484171197589888133' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7484171197589888133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7484171197589888133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/earl-and-lady-grey.html' title='Earl and Lady Grey'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxEY6os_1pI/AAAAAAAAACw/zPy4RWctiT4/s72-c/image.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5108271495249711974</id><published>2007-10-13T16:33:00.000Z</published><updated>2007-10-13T17:05:00.881Z</updated><title type='text'>Sempre di Domenica, vol. 2</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxD4hos_1oI/AAAAAAAAACo/LLsgBFYUJgw/s1600-h/PICT0175.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxD4hos_1oI/AAAAAAAAACo/LLsgBFYUJgw/s320/PICT0175.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120866033065776770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxD4QIs_1nI/AAAAAAAAACg/m9SpFoWWXFA/s1600-h/PICT0170.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxD4QIs_1nI/AAAAAAAAACg/m9SpFoWWXFA/s320/PICT0170.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5120865732418066034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si sta per chiudere la settimana post-Washington. Ed è come se fosse domenica, anche se è sabato. Sono passato nel giro di 24 ore dai 32 gradi di WAshington ai 5-9 gradi di questa settimana (ma per fortuna in salita la settimana prossima). Comunque ho capito il campanello d'allarme, e ieri ho finalmente comprato la cosa che sarà più importante al mondo per me: la giacca invernale. SAlito in macchina con Aviv (coinquilino canadese-indiano) e Aseel (il "pizzaiolo iraqeno) siamo andati nel tempio del paese, vero centro spirituale e culturale del paese, cioè il supermercato. Entrati nel negozio di articoli da Snowboard, ho dato istruzioni ad Aseel - ieri in versione paggetto mediorientale - il quale si è recato dal commesso riportando la mia precisa frase: "Qual'è la giacca più calda del negozio?". Era una North FAce nera. Non mi sono guardato allo specchio. Non ho neanche guardato il prezzo (280 euro). Mi è bastato sentire  il sudore che scendeva dalla mia fronte nel momento in cui l'ho provata, e capire che era fatta per me. La frase successiva è stata: "La prendo: ora voglio i guanti, la sciarpa, e la cuffia più calda che avete". Comunque adesso sono quasi pronto per l'inverno. Forse dovrò comprare qualche finezza come calze isolanti, mutande termiche, ma se mi sveglierò una mattina e la mia finestra sarà ostruita dalla neve, be' non mi farò prendere dal panico, solo dalla depressione.&lt;br /&gt;Novità dalla vita a 145 Elgin Crescent, alias casa mia. I turni per tenere pulita la casa sono falliti immediatamente. Il turno cinese si da regolarmente assente. Sono il principale consulente del padrone di casa, Aviv, e finora ci siamo limitati alla maniere buone. Se anche questa settimana danno buca li faccio sbattere fuori di casa. Poi il problema è che uno dei due cinesi è nell'esercito canadese, e quindi ignoro le ripercussioni. Aseel - alias il pizzaiolo iraqeno - si sta rivelando un personaggio molto buffo - quasi un Benny Hill Baghdad Style. Prima di tutto va a lezione di ballo swing. Secondo, gira in casa con una maglietta della Juventus. Terzo, a confermare il mio sospetto che gli iraqeni in fondo son un po' masochisti, lui ha un'innata capacità di farsi male ovunque e nei modi più stupidi, andando a sbattere contro qualsiasi cosa.&lt;br /&gt;Sto progettando una breve escursione a Toronto e una a New York City nelle prossime settimane. Non mancherò di descrivere quei viaggi.&lt;br /&gt;La parte migliore della settimana è stata però quando ho scaricato il nuovo album dei RadioHead, "In rainbows". Meraviglioso!!!!!! ho smesso di ascoltarlo solo dopo 6 ascolti di fila. Vi invito a scaricarlo. A scaricarlo in modo legale. L'album è infatti in vendita solo sul loro sito, e il prezzo di vendita è... questo lo decidete voi. Viene chiesto al cliente di decidere la cifra. Se uno vuole averlo gratis, scrive zero, e può comunque scaricare l'album. Non so se è filantropia, una forma estrema di marketing per fare ancora più soldi, o stupidità. Qualunque sia la risposta, si confermano un paio di scalini sopra a tutti gli altri.&lt;br /&gt;Se qualcuno legge ancora queste pagine, lasciate un commento. Aiuta ad essere meno nostalgici la domenica, anche quando non è veramente domenica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5108271495249711974?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5108271495249711974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5108271495249711974' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5108271495249711974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5108271495249711974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/sempre-di-domenica-vol-2.html' title='Sempre di Domenica, vol. 2'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RxD4hos_1oI/AAAAAAAAACo/LLsgBFYUJgw/s72-c/PICT0175.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-6271541614903915445</id><published>2007-10-09T04:30:00.000Z</published><updated>2007-10-09T04:41:56.423Z</updated><title type='text'>Washington</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsF34s_1mI/AAAAAAAAACY/he1OZhyIJbI/s1600-h/PICT0126b.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsF34s_1mI/AAAAAAAAACY/he1OZhyIJbI/s320/PICT0126b.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119191859108763234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsFm4s_1lI/AAAAAAAAACQ/M68pGg1NWa4/s1600-h/PICT0162.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsFm4s_1lI/AAAAAAAAACQ/M68pGg1NWa4/s320/PICT0162.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119191567050987090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsFeYs_1kI/AAAAAAAAACI/I0gVDqGpt50/s1600-h/PICT0155.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsFeYs_1kI/AAAAAAAAACI/I0gVDqGpt50/s320/PICT0155.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119191421022099010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsFMos_1jI/AAAAAAAAACA/gi4gjuTCCMA/s1600-h/PICT0120.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsFMos_1jI/AAAAAAAAACA/gi4gjuTCCMA/s320/PICT0120.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5119191116079420978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono le 18e30, e il sole sta scendendo all’orizzonte nelle grosse vetrate di fianco a me che danno sulla pista di decollo. Sto scrivendo seduto su una poltroncina nera, una tra le centinaia che ordinatamente in fila popolano il terminal. L’aeroporto è quello di Detroit, ma potrebbe essere una qualsiasi altra città. Sono appena atterrato da Washington DC, e fra un paio di ore un mini turbo-elica mi riporterà in Canada. La cosa surreale è che sono uno tra le poche persone al mondo ad aver volato dall’Aeroporto di Waterloo, un capannone nel mezzo del nulla, con un solo volo al giorno: Detroit, appunto. Molto comodo per chi come me abita a meno di venti chilometri.&lt;br /&gt;E’ Detroit, ma potrebbe essere una qualsiasi altra città americana. Questo aeroporto rappresenta l’impressione che ho avuto della mia prima visita sul territorio statunitense più di ogni altra cosa. Come è iniziato questo mini-viaggio di 3 giorni? Con molto sospetto. Non mio nei confronti degli Stati Uniti. Degli Stati Uniti nei miei confronti. Dico questo perché entrare nel paese dall’estero mette una certa tensione. Non che sia difficile: basta un passaporto. Essendo italiano, non è richiesto nemmeno il visto. Ma la quantità di forse dell’ordine armate che ti accolgono alla dogana e il modo in cui le armi sono ostentate mi ha colpito. Non ho visto nessun doganiere armato quando sono entrato in Canada. Prima ho dovuto rilasciare le impronte digitali dell’indice, mano destra e sinistra. Poi, foto sorridente in una webcam. Poi i soliti moduli in cui come al solito dichiaravo di non aver avuto alcun ruolo negli stermini nazisti tra il 1933 e il 1945, arriva il breve colloquio con un ufficiale. Da dove vieni? Cosa fai? Come ti guadagni da vivere? Dove stai andando? Per quanto tempo? Cosa vai a fare? “incontrare un’amica”. Cosa fa lei per vivere? Dove vi siete conosciuti? Di che nazionalità è? Qui subentra il panico. In quanto, lei è venezuelana, ma al momento solo il governo iraniano ha rapporti peggiori con Washington. In verità, anche il governo siriano è decisamente ostile. E purtroppo questa è la sua seconda nazionalità. Alla fine, mi lasciano entrare nel paese. Sorprendente il fatto che il paese è facile da affrontare una volta entrati, tanto quanto l’ingresso è ostile. Probabilmente questa è ancora l’ombra lunga dell’11 Settembre.&lt;br /&gt;All’uscita del terminal, una gigantesca bandiera a stelle e striscie mi accoglie. Mi reco presso un bancomat per ritirare alcuni dollari americani. Ho letto, studiato, citato il dollaro americano per migliaia di volte e questa è la prima volta che me lo trovo in mano. Come è? Delundente. Pallido, di colori tenui pastello. Niente a confronto della bellezza dell’Euro. E i giocatori di hokey disegnati sui dollari canadesi che popolano il mio portafoglio (popolano è probabilmente una definizione eccessiva) fanno decisamente una figura migliore.&lt;br /&gt;I tre giorni sono stati molto belli, forse i migliori dal mio arrivo in Nord America, perché sono stati uno di quei rari momenti in cui mi capita di non pensare allo studio o a progettare le cose da fare. Questa volta la testa era solo sul presente. O quasi.&lt;br /&gt;Washington è una città relativamente piccola. Vi è una concentrazione immensa di potere in un piccolissimo pezzo di terra: Casa Bianca, Camera e Senato, Ministeri vari, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale. Ma vi è un’assenza di vita assoluta (e in vari di quegli edifici vi è probabilmente anche un’assenza di vita intellettuale assoluta). I parlamentari, i diplomatici, i funzionari, i lobbisti abitano in sobborghi che si dipanano su altri tre stati, Virginia, Delaware, Maryland. Quasi addormentarsi sul curatissimo prato di fronte al Campidoglio (parlamento) è stato il momento migliore, se non fosse per due guardi che camminavano ostentando un fucile d’assalto. I loro dito indice non è si è mai allontanato dal grilletto. &lt;br /&gt;Alcune considerazioni in ordine sparso. Primo, il clima. Vi erano 32 gradi. Il tassista che mi ha portato a casa dall'aeroporto di Waterloo, mi ha detto che era appena stato a prendere il sole sul lago Erie (uno dei Grandi Laghi): 30 gradi, ma con l'umidità se ne percepivano 38. Ricordo che siamo all’8 di ottobre, e a Fidenza domani è S.Donnino. Cioè tempo di castagne arrosto, non di ghiaccioli. Al mio ritorno in Canada mi attende un ben più freddo 28 gradi. Secondo, paradossalmente questo è stato il punto più a Sud in cui sia mai stato in vita mia. Terzo, in generale mi è piaciuta. Probabilmente in America ci vivrei (non ovunque, e non per sempre). attraversare il terminal di un qualsiasi aeroporto e leggere negli schermi nomi come "Nashville" fa venire foglia di andare a vedere se Elvis è ancora vivo, nonostante a me di Elvis non ne freghi nulla. Sicuramente riprenderò a viaggiare negli US nei prossimi mesi. Questa volta a New York, e questa volta in autobus.&lt;br /&gt;Un momento che mi ha colpito particolarmente è stato quando siamo arrivati al memoriale dei caduti della seconda guerra mondiale. Si trova di fronte a quell’immenso lago artificiale che compare spesso nelle foto delle manifestazioni contro la guerra del Vietnam, o dove Martin Luther King teneva i suoi discorsi. Uno spiazzo semplice, costellato di bandiere americane, stelle rappresentanti i caduti, e frasi pronunciate durante la guerra da presidenti e generali, su come la bandiera americana sarebbe stata per sempre ricordata come simbolo di libertà, o parole simili. Nulla di diverso da quello che troviamo nei memoriali della prima guerra mondiale in Europa. Ma quello che mi ha impressionato è come questa retorica sia ancora viva. Leggere frasi sulla bandiera a stella e striscie e il suo ruolo nel portare la libertà del mondo lascia in qualche modo turbati. Perché questo non è un giornale, qui quella retorica si tocca con le mani. E perché quella retorica sta, nel bene e nel male, influenzando il mondo in cui viviamo.&lt;br /&gt;Più che la città, questa era comunque l’occasione di rivedere un’amica, compagna di studi, e persona importantissima che avevo lasciato a Londra a giugno. Per parlare del suo lavoro, dell’Africa da cui è appena tornata, per fare molto sano amarcord sui tempi di Londra. Poche cose sono belle come prendere un aereo, stare in coda ore, rimandare lavori che normalmente consideri priorità assoluti, per vedere una persona cara. E poche cose lasciano l’amaro in bocca come il doverla salutare all’aeroporto. La storia si ripete. E non ci sono molti modi per lavare quel sapore amaro in bocca.&lt;br /&gt;Domani riprendo la mia vita quotidiana. Sveglia presto, bicicletta, cornetto e caffè annacquato al bar della biblioteca, lezione, studio... quello di cui ho bisogno, ma quello che stasera mi lascia con troppi pensieri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-6271541614903915445?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/6271541614903915445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=6271541614903915445' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6271541614903915445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6271541614903915445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/washington.html' title='Washington'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RwsF34s_1mI/AAAAAAAAACY/he1OZhyIJbI/s72-c/PICT0126b.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-536147976747224102</id><published>2007-10-04T12:41:00.000Z</published><updated>2007-10-04T12:52:35.658Z</updated><title type='text'>It's hockey time</title><content type='html'>Ieri sera è arrivato il momento che la nazione canadese attendeva da tempo: l'inizio della stagione di Hockey. Da adesso fino a giugno, partite di hockey ogni giorno a ogni ora terranno la popolazione incollata davanti alla televisione. Gara iniziale: scontro intra-Ontario tra i Toronto Maple Leafs e i Ottawa Senators. Con la promessa (avverata) di pizza gratis, sono andato con un amico (Jason) al pub dell'università. Il mio ingresso è stato del tipo: "I don't give a shit about hockey but to the extent that there is free food and beer I can stay. How does this sport work?". La serata è stata quindi in stile (citando Jason) "quando esci con una ragazza a cui non interessa l'hockey e devi spiegargli come funziona". Non è difficile capire, e non è difficile divertirsi. Ma è molto difficile entrare nello spirito da saloon del far-west che rappresenta la peculiarità del gioco. Ogni 2 minuti, un paio di giocatori si affrontano in un angolo del campo e iniziano a tirarsi pugni. Non spintoni, o colpi nascosti, come nel calcio. Pugni. Le scene sembrano quelle dei film di Bud Spencer e Terence Hill nel Far West. Gli arbitri non intervengono. Infatti la rissa è perfettamente legale (fino a che non usi il bastone, in quel caso scatta la denuncia penale). Chiedo: quando finiscono di picchiarsi? Risposta: non appena uno cade per terra. Domanda: ma il gioco non potrebbe funzionare anche senza picchiarsi? Risposta: al pubblico piace vedere i giocatori picchiarsi, e senza le risse lo spirito del gioco non sarebbe lo stesso. Provo a spiegare che 10000 anni di civilizzazione hanno provato a portarci in un'altra direzione e che le leggi così come le regole di ogni sport servono a disciplinare i comportamenti degli uomini in modo che non si ammazzino tra di loro. Risposta: cazzo stai dicendo?&lt;br /&gt;Altro dubbio: all'improvviso il gioco si ferma per un time-out. Chi l'ha chiamato? la televisione! Bisogna mandare la pubblicità e allora il gioco si ferma.&lt;br /&gt;Alla fine ho l'impressione che mi appassionerò, se non altro per adattarmi alle usanze locali, e per non rimanere in casa solo al sabato sera (Hockey-night). Alla fine i Toronto Male Leafs si sono confermati essere una delle peggiori squadre della lega e  hanno perso contro i ben più forti Ottawa Senators (l'hanno scorso finalisti nella Stanley Cup). Per questo immagino tiferò per loro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-536147976747224102?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/536147976747224102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=536147976747224102' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/536147976747224102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/536147976747224102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/its-hockey-time.html' title='It&apos;s hockey time'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-6871313623218519632</id><published>2007-10-03T03:01:00.000Z</published><updated>2007-10-03T03:02:34.930Z</updated><title type='text'>Cavalletto</title><content type='html'>Prima ancora di perdere i freni definitivamente, oggi la mia bici ha perso il cavalletto in mezzo alla strada. Ora ho bisogno di un muro. Dove lo trovo un muratore bergamasco in Canada?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soundtrack della serata: Cassandra Wilson - Thunderbird&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-6871313623218519632?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/6871313623218519632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=6871313623218519632' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6871313623218519632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/6871313623218519632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/cavalletto.html' title='Cavalletto'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-182905311356826772</id><published>2007-10-01T12:44:00.000Z</published><updated>2007-10-01T12:57:40.192Z</updated><title type='text'>Casalinghi disperati</title><content type='html'>Ieri sera ho finamente capito cosa mi salverà dal lungo inverno televisione. E' talmente facile che non ci avevo pensato... la televisione. Mi sono trovato in una scena tratta dai Simpson o qualsiasi sitcom americana. Il mio culo sprofondato per a prima volta in uno dei 4 comodissimi divani che si trovano nel salotto con l'intento di studiare. Poi Aseel, il "pizzaiolo" (copyright Merighi) accende la televisione e dalle immagini confuse e traballanti sullo schermo, dovute all'assenza di un'antenna sul tetto, compare lei: Eva Longoria. E' iniziata ieri sera la quarta serie di Desperate Housewives, bellissima serie che solo gli ignoranti, i piromani, di cattocomunisti e i fascisti sostengono - a torto - essere per donne. A seguire la prima puntata di un nuovo serial con protagonista Donald Sutherland, e che si chiama "Dirty Sexy Money". Molto bello, quando arriverà in Italia dateci un'occhio. Comunque quello che volevo dire è che il mio immaginario delle serate "americane" si sta avverando. Una famiglia seduta attorno alla televisione che commenta uno show stupido mangiando schifezze. Solo che la mia "famiglia" ieri sera era il pizzaiolo iraqeno (non è un pizzaiolo, ma la sua canotta bianca è chiaramente da pizzaiolo). Aseel ieri sera ha iniziato il racconto delle "6 volte in cui ho rischiato di morire in Iraq negli ultimi 3 anni". La prima volta era quasi banale: un missile americano che vedi cadere nel tuo quartiere, in una casa in cui si sospettava si rifugiasse Saddam. Stasera spero si continui con la seconda volta. La conversazione è proseguita con il suo racconto delle lezioni di "ballo swing" ch sta seguendo. Mi ha invitato, ma ho declinato. Comunque quello che mi mancava di Manchester erano le serate sul divano a parlare con Laura e le altre coinquiline. Qui i miei coinquilini sono tutti maschi (il che rende la conversazione molto più noiosa), ma in compenso abbiamo una televisione con ben 3 canali. Il sogno americano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. ho realizzato che - in mancanza di una donna - la televisione è l'unica cosa che al momento riesce a distrarmi dallo studio senza farmi sentire in colpa.... devo trovare una donna al più presto&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-182905311356826772?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/182905311356826772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=182905311356826772' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/182905311356826772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/182905311356826772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/10/casalinghi-disperati.html' title='Casalinghi disperati'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1513167072417057919</id><published>2007-09-27T11:55:00.000Z</published><updated>2007-09-27T12:03:59.745Z</updated><title type='text'>Unity08</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvucFYs_1iI/AAAAAAAAAB4/YSXGLq5K2NM/s1600-h/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvucFYs_1iI/AAAAAAAAAB4/YSXGLq5K2NM/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114853418153793058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non fate sapere al Minstro della Giustizia Mastella che negli Stati Uniti stanno tentando di creare Unity08 (www.unityo0.com). Cioè, il primo partito di centro. In un sistema democratico che da più di 200 anni funziona in modo stabile alternando democratici e repubblicani, quello che serve è il "Grande Centro". E come si costruisce il Grande Centro in un paese senza Democrazia Cristiana? L'idea è quella di presentare un ticket presidenziale (presidente e vicepresidente) che siano un democratico e un repubblicano. Non dite questo a Mastella, altrimenti, fiutando le immense possibilità politiche che la costruzione del Grande Centro negli Stati Uniti presenta, lascerebbe il paese che fin'ora ha servito umilmente, ma da cui viene continuamente insultato e umiliato. E andrebbe a ricoprire una posizione che è veramente consona al suo stato: il Presidente degli STati Uniti. Non lo dite a Mastella... Mastella??? dove è andato? Mastella, non corra su quell'aereo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1513167072417057919?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1513167072417057919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1513167072417057919' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1513167072417057919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1513167072417057919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/unity08.html' title='Unity08'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvucFYs_1iI/AAAAAAAAAB4/YSXGLq5K2NM/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8661243081860652610</id><published>2007-09-27T03:17:00.000Z</published><updated>2007-09-27T03:21:16.590Z</updated><title type='text'>Calcio d'angolo</title><content type='html'>Ok, capisco che con il post precendente mi sono giocato quel poco di lettori che ancora avevo. Provo a salvarmi in corner dicendo che ho scoperto come funzionano i fantomatici incroci in cui si trova un segnale di STOP in tutti e quattro i lati. La logica è quella del 'first come, first served'. Chi arriva prima, passa prima. E nel caso di dubbio? Ci si guarda, un cenno della mano, e un accordo lo si trova. Mi chiedo cosa succederebbe se un sistema così fosse introdotto in Italia? E mi chiedo se tutto questo sia un segnale di una civiltà superiore o di una civiltà talmente idiota da non aver pensato che lo STOP potrebbe essere messo solo in una delle due strade che si incrociano. Nel frattempo i freni della mia bici mi hanno abbandonato quasi del tutto, e raggiungere l'università è diventato un'avventura&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8661243081860652610?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8661243081860652610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8661243081860652610' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8661243081860652610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8661243081860652610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/calcio-dangolo.html' title='Calcio d&apos;angolo'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-395737091599005956</id><published>2007-09-27T02:42:00.000Z</published><updated>2007-09-27T03:16:55.905Z</updated><title type='text'>Conferenze, medici cubani, e subprime mortgages</title><content type='html'>Un paio di riflessioni tardo serali. Un po' per ammazzare il tempo. Un po' perchè ho appena passato quasi un'ora rileggendo i commenti rilasciati da voi nei post precedenti. Sono arrivato a ritroso fino ai post di Manchester, quasi due anni fa. E devo dire che ho riso parecchio. Quindi, per invogliarvi a commentare, io devo trovare la costanza di scrivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi è stato un giorno di conferenze. Ce ne sono tante qui, per fortuna. Ci avevano annunciato che il pranzo sarebbe stato offerto alle 12e30 e mi sono quindi presentato all'appello in mattinata. Quello che vi avevano nascosto è che se fossi andato lì prima delle 9 avrei scroccato anche una colazione. Domani la conferenza continua, e questa volta non mi fregano. Comunque, il tema era qualcosa di estremamente vago del tipo "Globalizzazione: costruire un dialogo Nord-Sud". In poche parole, erano invitati studiosi da una serie di paesi a cui non si pensa quando si deve decidere in che università mandare il proprio figlio. Esempi: Tunisia, Venezuela, India... Canada. Comunque, non ho capito di cosa parlavano. Discorsi molto vaghi, sul filone sviluppo, oppressione, neoliberismo, pluralismo, Global South. Una linguista braziliana che parlava delle conseguenze che ha l'inglese-come-lingua-della-scienza in America Latina. Un non-so-che tunisino che parlava di come popolazioni berbere e arabe devono trovare un non-ho-capito-cosa per far fronte a non-so-che (che comunque immagino sia legato a non-so-qualcosa-che-centra-con-il-Nord). Un giovane canadese parlava dei medici cubani in giro per il mondo, esaltando l'esempio di Fidel e citando Che Guevara. Ho resistito due minuti, poi la mia attenzione è passata alla lettura dei quotidiani sul mio portatile. Pensandoci un minimo, ho pensato che questi argomenti mi avrebbero appassionato fino a due anni fa. Così come avrebbero quantomeno suscitato un po' di timore reverenziale in tutti i bolognesi, aspiranti intellettuali di sinistra. Da cosa derivava invece il mio scetticismo e fastidio? Spiegazione 1: al mio interno sono un Rutelliano, come sostiene Marta ormai da tempi non sospetti (cioè quando Rutelli perse le elezioni). Può essere, ma non è quello il punto. Spiegazione 2: LSE. Si, questo c'entra di più. Un'anno all'LSE ha qualcosa che ricorda il trattamento ricevuto da Alex in Arancia Meccanica. Ok, il paragone è esagerato. Quello che intendo è che LSE è stata una palestra che ha obbligato a tenere gli occhi aperti davanti a uno schermo per un anno. Ad analizzare in profondità. Scomporre. Trovare cause, stabilire legami, ipotizzare conseguenze. Ma il volto era direzionato verso quello schermo. Non si poteva girare il collo per quardare cosa avveniva sulla parete di fianco. E sulla parete di fianco il mondo che sta a sud dell'equatore quarda lo stesso schermo (globalizzazione, politica internationale, finanza, organizzazioni internazionali) ponendosi domande del tutto diverse. Le ho sentite oggi, ma mi sono sembrate poco rilevanti, ingenue. Ma mi rendo conto di come questo sia solo la conseguenza dell'avere adottato, più o meno volontariamente, una particolare visione dei problemi. Mi chiedo quale sarebbe stata la mia reazione alla stessa conferenza senza l'anno all'LSE. Forse avrei capito poco, ma non mi sarei giustificato in modo arrogante dicendo "non sanno cosa stanno dicendo". E mi chiedo quale sarebbe stata la vostra reazione? Immagino che la mentalità LSE faccia di me un ottimo candidato per molti posti di lavoro, ma mi releghi a un futuro da rutelliano, se mai potevo sperare di avere qualsiasi possibilità di presentarmi come "intellettuale di sinistra" sul mercato delle ragazzine bionde sognanti al primo anno da universitarie fuori sede. Comunque, la morale della favola, è che qui invece il guardare cosa succede di fianco lo schermo principale è la norma. Forse troppo. E per me questa è una sfida, anche se spesso mi trovo a dover fare la parte di Giuliano Ferrara quando intervista Fausto Bertinotti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho cominciato a lavorare con Helleiner, il mio supervisor, su un progetto che si svilupperà nei prossimi mesi. Dovrebbe portare ad organizzare una conferenza e a pubblicare qualcosa. Soggetto "private authorities in the international finance". Detto in modo più esplicito, quando le banche si sostituiscono ai politici e prendono l'iniziativa nello scrivere le regole che dirigono la finanza internazionale. Sta succedendo molto in questi giorni nel mondo. In particolare dopo la crisi dei sub-prime mortgage (cito il nome senza avere bene una chiara idea di cosa siano i subprime morgage, immagino mutui scadenti, con poche garanzie che venga ripagato, come quello che la mia banca mi ha concesso). Ogni volta che c'è una crisi finanziaria, l'opinione pubblica si spaventa, i politici cavalcano l'onda chiedendo maggiore regolamentazione di banche o altri attori finanziari (ok, in Italia si parla di altro), l'amministrazione Americana e alcune organizzazioni internazionali cominciano a minacciare di imprimere un giro di vite sulla libertà concessa sui mercati finanziari. A questo punto le banche entrano in gioco, mostrano un sorriso a 24 denti e dicono: "chi può regolare le banche meglio che le banche stesse? FAte fare a noi". Quando l'onda dell'indignazione rifluisce, tutto ritorna come prima, fino alla crisi successiva. Sto leggendo un po' in giro per vedere se è possibile scoprire qualcosa sull'argomento che abbia una serietà maggiore di questa ricostruzione. E devo dire che la cosa mi appassiona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-395737091599005956?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/395737091599005956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=395737091599005956' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/395737091599005956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/395737091599005956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/conferenze-medici-cubani-e-subprime.html' title='Conferenze, medici cubani, e subprime mortgages'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-7466711474621097590</id><published>2007-09-26T12:01:00.000Z</published><updated>2007-09-26T12:09:48.079Z</updated><title type='text'>Cleaning Team</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvpLz4s_1fI/AAAAAAAAABg/IZ6GxWgqfJI/s1600-h/PICT0110.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvpLz4s_1fI/AAAAAAAAABg/IZ6GxWgqfJI/s320/PICT0110.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114483681599149554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvpL0Is_1gI/AAAAAAAAABo/6IsmVS_uJHU/s1600-h/PICT0111.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvpL0Is_1gI/AAAAAAAAABo/6IsmVS_uJHU/s320/PICT0111.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114483685894116866" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvpL0os_1hI/AAAAAAAAABw/gywD1WlPby0/s1600-h/PICT0115.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvpL0os_1hI/AAAAAAAAABw/gywD1WlPby0/s320/PICT0115.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5114483694484051474" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Apparentemente risolti i problemi di ordine pubblico al bagno. Soluzione: centellinare l'uso della carta igienica. Userò probabilmente il pensiero per lavarmi il c... Questo mi fa pensare che probabilmente ero io la causa dei due intasamenti precedenti. &lt;br /&gt;Ieri sera è entrato in funzione il complicato meccanismo che dovrebbe tenere questa casa pulita: cioè, i turni. Due gruppi da tre che si alternano ogni settimana. E' stato molto divertente. Aseel, l'iracheno, squittiva come una casalinga disperata, dando consigli a tutti su come andasse pulito questo fornello o quel ripiano. In questa foto, lo vedere in una inmancabile posa da Duce, con tanto di italica canotta bianca e fantozziano pantaloni all'altezza dell'ombelico. Alla fine il risultato non è male. Ma sono sicuro che il meccanismo si incepperà già dalla settimana prossima, quando la comunità cinese di questa casa si darà per malata al momento delle pulizie..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-7466711474621097590?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/7466711474621097590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=7466711474621097590' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7466711474621097590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7466711474621097590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/cleaning-team.html' title='Cleaning Team'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvpLz4s_1fI/AAAAAAAAABg/IZ6GxWgqfJI/s72-c/PICT0110.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3380104505029209044</id><published>2007-09-24T13:14:00.000Z</published><updated>2007-09-24T13:16:09.918Z</updated><title type='text'>Problemi di ordine pubblico</title><content type='html'>Primi problemi di ordine pubblico nella mia casa. Ieri, liquido di uno strano colore e da un ancor più dubbio odore si è messo a fuoriuscire da uno scarico nel pavimento del bagno.... che dio ce l'ha mandi buona.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3380104505029209044?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3380104505029209044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3380104505029209044' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3380104505029209044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3380104505029209044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/problemi-di-ordine-pubblico.html' title='Problemi di ordine pubblico'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3117191295025950124</id><published>2007-09-21T12:38:00.000Z</published><updated>2007-09-22T16:36:07.709Z</updated><title type='text'>Dollaro vs. Dollaro</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvO_4Is_1eI/AAAAAAAAABY/cvUPzldl_sQ/s1600-h/z.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvO_4Is_1eI/AAAAAAAAABY/cvUPzldl_sQ/s320/z.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5112640973125440994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ieri è stata una giornata storica per il Canada. Sulle borse internazionali, e in tutti i cambia valuta che trovi sulle migliaia di chilometri di frontiera che dividono il paese dagli Stati Uniti c'era scritto 1. Un dollaro canadese da oggi vale quanto un dollaro americano. Erano 30 anni che questo non succedeva. Solo 5 anni fa, 1 dollaro canadese valeva 0, 65 dollari americani. Poi il valore del dollaro canadese ha iniziato a salire per due motivi. Il mondo ha cominciato ad essere affamato di risorse naturali di cui il Canada è ricco, primo tra tutti il petrolio (potenzialmente il canada è la seconda maggiore riserva di petrolio al mondo, ma questo è contenuto nelle sabbie dell'Alberta, e quindi ancora troppo costoso da estrarre). Il dollaro americano è cominciato a perdere sempre più valore. Due giorni fa, la Federal Reserve, la Banca Centrale americana, ha deciso un taglio netto dei tassi d'interesse, per contrastare la mancanza di liquidità sui mercati internazionali delle ultime settimane. Questo ha ulteriormente diminuito la domanda di titoli denominati in dollari (visto che i loro interessi sono ora più bassi) e permesso al dollaro canadese di raggiungere la "mitica" parità. &lt;br /&gt;Questo non voleva essere un post sui mercati valutari. Tutti parlano di questo, ma la finanza c'entra relativamente. Qualcuno sarò danneggiato, e rimpiange i tempi in cui il dollaro americano valeva il doppio, come le aziende dell'Ontario che dirigevano la maggior parte delle loro esportazioni verso il mercato americano. Il cittadino medio e sicuramente tutte le aziende che comprano dagli Stati Uniti o beni il cui prezzo è denominato in dollari faranno molti soldi. Ma quello che mi ha colpito è il riflesso che questo ha sull'identità canadese. La parità delle valute è stato un grande motivo di orgoglio. Parità di identità (anche se non penso che nessuno dall'altra parte del confine abbia dato peso al dollaro canadese). Ora gli americani li guardano dall'alto, anche se non è strettamente nel loro interesse econoico. Dal punto di vista economico questo discorso è pura spazzatura. Ma dal punto di vista socio-culturale no. Le monete sono qualcosa di più che un mezzo di scambio o una riserva di valore. Sono simboli. Per cinquant'anni dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Marco tedesco è stato l'unico simbolo tedesco che potesse essere portato con orgoglio all'estero dal governo tedesco, l'unico non intaccato da 12 anni di nazismo. Così la sterlina britannica: sarebbe forse nell'interesse di Londra adottare l'Euro come propria valuta, ma la popolazione considera l'abbandono del Pound una cessione della loro sovranità e identità. Così ora i Canadesi. Possono attraversare i 4'000 km di confine e comprare con la stessa quantità di denaro, il doppio di beni americani rispetto a cinque anni fa. Ripeto, economicamente è un disastro. Ma socialmente, in una cultura fondata sui supermercati, il solo pensiero è una immenso piacere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3117191295025950124?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3117191295025950124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3117191295025950124' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3117191295025950124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3117191295025950124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/dollaro-vs-dollaro.html' title='Dollaro vs. Dollaro'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvO_4Is_1eI/AAAAAAAAABY/cvUPzldl_sQ/s72-c/z.png' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-995834556124690536</id><published>2007-09-19T13:37:00.000Z</published><updated>2007-09-19T13:45:57.795Z</updated><title type='text'>Aseel e l'Iraq</title><content type='html'>Ieri sera a cena ho avuto il primo dialogo un po' approfondito con Aseel, il mio coinquilino iracheno. Gli ho chiesto quando aveva lasciato il paese, dove viveva, etc... per forzarlo a parlare dell'Iraq. Lui ha esordito dicendo 'ho vissuto solo due anni della mia vita in pace, negli altri è stata guerra'. E' nato a Bagdhad nel 1979. Nell'1980  Saddam ha attaccato l'Iran, in uno scontro che aveva molto a che fare con la guerra fredda che sovrastava tutto e tutti. La guerra è proseguita fino al 1988. Solo lì, lui ha vissuto il suo secondo anno di pace. Poi la guerra del Golfo di Bush padre, il regime di sanzioni degli anni 90, la guerra del Golfo di Bush figlio, la guerra civile di tutti contro tutti. Ha lasciato il paese nel 2005, quando ha ottenuto una borsa di studio per venire a studiare in Canada 'biologia delle paludi' o qualcosa di simile. Ha fatto una lunga analisi su cosa sta succedendo, quali sono le prospettive future, e così via. Ma quello che mi ha colpito sono altre cose. La tenerezza con cui parlava dell'univerità di Baghdad, a suo avviso una perla nel Medio Oriente. La sua vita da cristiano in un Iraq diviso tra Sunniti e Sciiti, e come nella sua casa tutte quelle confessioni si ritrovavano. Mi ha detto che si è trovato faccia a faccia con la morte 5 volte, ma quella è una storia lunga, e ha promesso di raccontarla in futuro. Ma ha chiuso con una di quelle frasi che sembrano uscite fuori dalla bocca di uno sceneggiatore: "Amo Baghdad. E' la città in cui sono nato e cresciuto. Nonostante abbia tentato di uccidermi. Quando una città tenta di ucciderti, allora la amerai per sempre".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-995834556124690536?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/995834556124690536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=995834556124690536' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/995834556124690536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/995834556124690536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/aseel-e-liraq.html' title='Aseel e l&apos;Iraq'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8775683900642714616</id><published>2007-09-19T13:07:00.000Z</published><updated>2007-09-19T13:28:00.455Z</updated><title type='text'>La mia camera</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEjVeMAK5I/AAAAAAAAABQ/xGdRilLkRKk/s1600-h/PICT0099.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEjVeMAK5I/AAAAAAAAABQ/xGdRilLkRKk/s320/PICT0099.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111905903829855122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEjROMAK4I/AAAAAAAAABI/e81nqBbnnqA/s1600-h/PICT0070.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEjROMAK4I/AAAAAAAAABI/e81nqBbnnqA/s320/PICT0070.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111905830815411074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEjGOMAK3I/AAAAAAAAABA/DFuu69QSrJY/s1600-h/PICT0084.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEjGOMAK3I/AAAAAAAAABA/DFuu69QSrJY/s320/PICT0084.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111905641836850034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEiu-MAK2I/AAAAAAAAAA4/4Wun73n2MLo/s1600-h/PICT0067.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEiu-MAK2I/AAAAAAAAAA4/4Wun73n2MLo/s320/PICT0067.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111905242404891490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEipeMAK1I/AAAAAAAAAAw/Y8_xHmxH_4k/s1600-h/PICT0059.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEipeMAK1I/AAAAAAAAAAw/Y8_xHmxH_4k/s320/PICT0059.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5111905147915610962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Messaggio preliminare: questo post potrebbe essere sentimentale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia camera è pronta. Metto su questo blog. Per spuro spirito di narcisismo. O forse c'è qualcosa di più. La mia camera è abbastanza buia, e le pareti sono ricoperte di legno. Ho voluto inondarla di colori. Renderla un luogo più luminoso, specialmente in vista del lungo inverno e della poca voglia che avrò di uscire da questo luogo quando fuori fa freddo. Ho appeso le pareti molte delle foto che si trovano su queste pagine. Luoghi che ho amato negli ultimi due anni, sulla parete di destra. I portici di Strada Maggiore, Berlino, il Palace Hotel a Manchester, due coppe di birra a Bruxelles, il Millunium Bridge di Londra e altro. Sopra il letto ho fatto stampare in formato poster una foto che avevo scattato a Manchester. E' un comignolo. Il comignolo della casa di fronte alla mia. Era una domenica mattina, inverno, faceva freddo, ma uscendo di casa ti accoglieva un cielo meraviglioso, cristallino, di quelli che Londra non ha mai avuto. Quella foto non rappresenta nulla, ma per me c'è l'intera esperienza di Manchester in quel comignolo di mattoni rossi. Sulla parete di sinistra ho messo le persone che più sono state vicine in questi due anni. Nessuno è finito in bagno. La mia famiglia nel giorno della laurea, i scienzepolitichesi lo stesso giorno, mia sorella con Irene. Poi Eunbin, il Rosso in visita a Londra. I compagni dell'LSE, felicemente ubriachi al Beaver, il giorno in cui finirono le lezioni. Io che correggo la mia tesi in un parco pubblico di Praga. La fermata della metropolitana di Angel, a Londra, con le sue scale mobili più lunghe d'Europa. Manlio a Bologna il giorno in cadde Berlusconi (dovrei dire fu eletto Prodi, ma non suona altrettanto bene). Jenn e Nancy. Nik e la Silvia la sera in cui celebrammo a Bologna la mia partenza per Londra. Io e Marta seduti sulla scalinata di Strada Maggiore, in una foto del primo anno di università. Lisa. I fidentini urlanti la sera in cui l'Italia vinse i mondiali. Cece a Praga con la sua guida turistica da uomo di mezza età (per gli esclusi, probabilmente nelle foto che avevo non avevate la vostra espressione più brillante di chi ha appena bevuto il quarto Long Island). Era tantissimo tempo che ogni volta che vedevo queste foto sul mio computer pensavo "vorrei averle sul muro". Ora l'ho fatto. Ora che ho messo questi luoghi e queste persone sul muro, è come se il mio arrivo sia finalmente concluso. E il viaggio che mi ha portato qui è passato attraverso queste persone e questi luoghi, a cui sono estremamente riconoscente.&lt;br /&gt;E poi c'è il divano rosso... lui che renderà la mia camera 'un grande protagonista del Novecento'&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8775683900642714616?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8775683900642714616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8775683900642714616' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8775683900642714616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8775683900642714616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/la-mia-camera.html' title='La mia camera'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RvEjVeMAK5I/AAAAAAAAABQ/xGdRilLkRKk/s72-c/PICT0099.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-139473520618143155</id><published>2007-09-17T14:16:00.001Z</published><updated>2007-09-17T14:18:56.193Z</updated><title type='text'>Divano rosso</title><content type='html'>Ho un divano rosso in camera mia. Mi sono permesso di abbinare anche un copri-divano rosso e un cuscino rosso. Questo rosso mi salverà dalla depressione quando fuori sarà tutto bianco. E non potete immaginare quanto il pensiero di avere un divano rosso con un cuscino rosso mi renda felice.&lt;br /&gt;P.S. no, non sono rincretinito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-139473520618143155?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/139473520618143155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=139473520618143155' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/139473520618143155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/139473520618143155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/divano-rosso.html' title='Divano rosso'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3612929396941459782</id><published>2007-09-16T22:30:00.000Z</published><updated>2007-09-16T22:41:35.932Z</updated><title type='text'>Sempre di domenica</title><content type='html'>Seconda domenica a Waterloo, e seconda domenica nostalgica. Ripeto, le domeniche fanno questo effetto. Il mio fine settimana se ne è passato tra shopping, studio, e alcol. Detto così suona molto eccitante, nella realtà lo è un po' di meno. Dopo ripetute insistenze di mia madre mi sono deciso a cercare una giacca per sopravvivere nell'inverno. Sono andato in un negozio di articoli sportivi, ho fermato la commessa e le ho detto: "sono in questo paese da due settimane e non ho la minima idea di che tipo di giacca può tenermi vivo durante l'inverno". La ragazza mi ha guardato con aria compassionevole e ha detto: "ti capisco, sono brasiliana e sono arrivata qui da due anni. E odio questo clima". In verità c'è ancora relativamente caldo (massime 20, minime 4) quindi ho deciso di non comprare alcuna giacca invernale per non deprimermi in anticipo. Mi sono limitato a una giacca autunnale (autunno canadese, è una giacca da snowboard in tessuti tecnici) che mi terrà vivo per almeno due mesi.&lt;br /&gt;Ieri sera sono uscito con alcuni ragazzi del mio corso per una bevuta in uno dei pochi pub che popolano il centro di Waterloo. La scusa formale era festeggiare il mio compleanno in ritardo. Quindi a turno tutti mi hanno offerto uno shot di un qualsiasi superalcolico senza dirmi cosa era. A quanto pare è una usanza canadese. Purtroppo è usanza canadese fare scherzi, come il far bere uno shot che per il 10% è alcool e per il 90% è tabasco, una spezia incredibilmente piccante. Stavo per morire e vomitare in mezzo al locale. Mi sono contenuto bevendo una pinta in pochi secondi. Comunque alla fine della sera ero abbastanza provato. Oggi, domenica, mi sono rifugiato nel mio ufficio a studiare. L'ho fatto un po' per stare in compagnia con altri compagni, ma soprattutto per sfuggire al rumore dei soliti carpentieri indiani che dovrebbero finire i lavori in camera mia. Ufficio senza finestra. quindi di fuori potrebbe succedere di tutto che non me accorgerei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho un serio problema con il codice della strada canadese, che mi fa rischiare la vita ogni volta che torno a casa in bicicletta (oltre al fatto che la mia bicicletta usata ha i freni che non frenano, e che non ho il casco, qui obbligatorio). Qui esistono degli incroci in cui in tutti i quattro lati vi è un segnale di STOP. Se arrivano più macchine insieme, tutte si fermano, e poi passano a turno, un po' di quà e un po' di là. Non ho capito se esiste una logica che regge tutto questo e quindi gli automobilisti si irritano sempre con me perchè rimango fermo quando dovrei partire. Qualcuno può aiutarmi a capire?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3612929396941459782?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3612929396941459782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3612929396941459782' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3612929396941459782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3612929396941459782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/sempre-di-domenica.html' title='Sempre di domenica'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-3949526401279512886</id><published>2007-09-14T13:15:00.000Z</published><updated>2007-09-14T13:25:52.266Z</updated><title type='text'>mio compleanno</title><content type='html'>Grazie a chi mi ha mandato una mail di auguri. A chi si è dimenticato, mettere un commento qui e col tempo vedrò di perdonarvi (e magari di trovarvi un lavoro in futuro). Volevo solo dire che il giorno del mio compleanno è iniziato male ma finito meglio. Sono sempre così le mie giornate.&lt;br /&gt;Comunque, cosa ha contribuito a migliorare un umore decisamente pessimo sono 3 cose. Primo, il ricevimento dal Dr. English, e la dose di free food annessa. Non sono più nella condizione di Londra, di dover risparmiare sul cibo, ma il cibo gratis ha sempre un gusto speciale. Secondo, un dialogo avuto con Helleiner, il mio supervisor. Dovevamo cominciare a parlare di che genere di lavoro farò all'interno delle ore richieste per la borsa di studio, e il modo in cui ha impostato il rapporto tra noi mi ha fatto molto piacere. Io ho 23 anni e nessuna esperienza, lui è uno dei più rispettati studiosi al mondo nel campo, ma mi ha chiesto di cominciare a scartabellare un po' della letteratura su un certo argomento (private forms of financial standards and codes) per arrivare a un progetto comune, organizzare una conferenza qui dove chiamare alcuni dei maggiori studiosi del campo, e magari anche a una pubblicazione (una literature review) con i nostri nomi. Non so se si arriverà veramente fino a una pubblicazione, ma è bello vedere che nonostante mi conosca da una settimana, non abbia remore a puntare in alto.&lt;br /&gt;Terzo, ieri sera ho comprato un biglietto aereo per Washington, DC. Ad inizio ottobre, andrò un fine settimana (dal 6 all'8) a trovare Nancy, una mia amica di Londra che lavora a Washington nella Banca Mondiale. Sarà molto bello rivederla. Ma il viaggio ha anche un altro significato. Sarà la mia prima volta negli Stati Uniti. Sono contento di essere in Canada perchè volevo vedere come era l' "impero" (non prendete il termine seriamente, per favore) rimanendo un attimo distaccato, nella sua prima provincia. Ma il confine è così vicino che spero di attraversarlo spesso, con la tranquillità di chi può sempre tornare a nord, dove le pistole non esistono, i repubblicani sono marginali, e nessun villaggio del Texas ha perso il suo scemo del villaggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-3949526401279512886?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/3949526401279512886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=3949526401279512886' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3949526401279512886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/3949526401279512886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/mio-compleanno.html' title='mio compleanno'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-1970448901664367989</id><published>2007-09-14T13:00:00.000Z</published><updated>2007-09-14T13:15:31.907Z</updated><title type='text'>I ricevimenti del Dr. English</title><content type='html'>Ieri pomeriggio si è tenuto l'attesissimo ricevimento a Casa English. Attesissimo da me e James (un mio compagno di dottorato) che stavamo da tempo scommettendo sulla presenza di cibo, e che avevamo per questo saltato il pranzo. Scommessa vinta. Anzi scommessa stravinta. immensi vassoi ricchi di frutta e panna, gamberetti sistemati con cura attorno a una salsa deliziosa, patè e crostini, cornucopie di salumi, e poi vino e birra in volontà. Ricapitoliamo. John English è uno dei miei professori, uno storico, nonchè direttore del Centre for International Governance Innovation per cui sto lavorando a volte durante la settimana. Per inaugurare il nuovo programma in Global Governance di cui sono parte ha annunciato un ricevimento a casa sua nel pomeriggio. Ci rechiamo in questa zona in Kitchener (la città gemella di Waterloo, 5 minuti in macchina dall'università) e troviamo una casa immensa in un quartiere stile Desperate Housewives. Spero che conosciate cosa intendo (e se non conoscete DH, forse è ora di iniziare a guardarlo). Villette in stile Disney che si dipanano su spaziosi viali alberati. Erba perfettamente tagliata di fronte a ognuna di questo. Entrando in casa vi accoglie il pianoforte e un gigante ritratto della moglie, vicino alla foto del figlio nel giorno della sua laurea. Al ricevimento ci sono proprio tutti. Professori, studenti, segretarie, assistenti, forse anche le donne delle pulizie. Il caro Dr. English non bada certo a spese. L'impressione è che abbia organizzato il ricevimento a casa propria per togliersi il gusto di mostrare a tutti in che fantastica casa abita e per dare alla moglie il piacere di aggirarsi tra gli invitati con un vassoio di gamberetti tra le mani dicendo: "Try some. This is the freshest food you can find in town". &lt;br /&gt;C'è qualcosa di inquietante in quell'esperienza. Questa forma di famiglia allargata, dove tutti sorridono, dove tutti parlano con tutti in maniera cordiale, e dove tutti si interessano di tutti è destabilizzante. Sembra veramente una scena di Desperate Housewives, e mi ritrovo a disagio, pensando che tutto ciò sia in qualche modo ipocrita, pura facciata, relazioni sociali al gusto di gamberetto. Ma non è solo questo. La disponibilità e cordialità non è pura facciata. E' quello che può esistere solo in una comunità ristretta come può essere un dipartimento non troppo grande di un'università. Azzuffandosi di gamberetti, si può trovare veramente qualcuno pronto ad ascoltare, dare consigli, chiedere consigli. I professori sono a un vassoio di distanza (o a un ufficio di distanza, nel caso del mio ufficio) e la loro porta non è mai chiusa per te. Sto già apprezzando molto questa dimensione "famigliare" e per un po' ne trarrò molto beneficio. Ma penso anche che mi spaventa un po'. Non è un caso che anche dalle migliori famiglie, dopo un po' si ha voglia di scappare. L'essere immerso in un ambiente chiuso e protetto può diventare soffocante dopo 1/2 anni. Questo è il mio progetto per la mattinata, passare due anni qui, ottenere il massimo che posso, e poi trasferirmi da qualche parte a fare ricerca e continuare il dottorato, al riparo dai ricevimenti del Dr. English.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-1970448901664367989?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/1970448901664367989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=1970448901664367989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1970448901664367989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/1970448901664367989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/i-ricevimenti-del-dr-english.html' title='I ricevimenti del Dr. English'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5790568882357105376</id><published>2007-09-12T13:30:00.000Z</published><updated>2007-09-12T14:03:52.612Z</updated><title type='text'>Carpenteria Vol.2</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RufxE7M9EyI/AAAAAAAAAAk/WnyzemmmC4k/s1600-h/PICT0043.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RufxE7M9EyI/AAAAAAAAAAk/WnyzemmmC4k/s320/PICT0043.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109317369188913954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Rufw4bM9ExI/AAAAAAAAAAc/ZPlc_fXblH8/s1600-h/PICT0047.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/Rufw4bM9ExI/AAAAAAAAAAc/ZPlc_fXblH8/s320/PICT0047.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109317154440549138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RufwuLM9EwI/AAAAAAAAAAU/UH-q-pGNACQ/s1600-h/PICT0048.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RufwuLM9EwI/AAAAAAAAAAU/UH-q-pGNACQ/s320/PICT0048.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5109316978346889986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non penso di averlo letto da nessuna parte nella mia lettera di accettazione, ma un dottorato di ricerca non dovrebbe iniziare con martello e seghetto. Il mio è stato così. Dopo aver aiutato i tre fantastici carpentieri sikh (i quali, come ho diagnosticato al primo sguardo, nella vita fanno tutt'altro e si dedicano alla carpenteria economica solo nei fine settimana), mi sono cimentato in altri lavori di rifinitura della mia futura camera. Comprato poster vari (fotografie di fiori, Van Gogh, locandine art deco) e fatto stampare foto di Fidenza, Bologna, Manchester e Londra. Probabilmente avrai un posto nella mia camera, se ti va male sarà nel mio bagno.  Comunque, quando i lavori saranno finiti (se e quando i tre simpatici vecchietti sikh torneranno) metterò una foto.&lt;br /&gt;Ammetto che questi giorni non sono facili. Anzi forse sono i più difficili. Passata l'eccitazione dei primi giorni in cui tutto è nuovo. Non ancora arrivata la serenità che trovi quando tutto è di casa. Mi trovo ancora in una sorta di guado che potrebbe durare a lungo. Domani è il terzo compleanno di fila che non-festeggerò in un posto nuovo. &lt;br /&gt;Nelle foto ci sono il mio coinquilino Aviv, e la mia casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5790568882357105376?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5790568882357105376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5790568882357105376' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5790568882357105376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5790568882357105376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/carpenteria-vol2.html' title='Carpenteria Vol.2'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RufxE7M9EyI/AAAAAAAAAAk/WnyzemmmC4k/s72-c/PICT0043.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-8486761004823535058</id><published>2007-09-09T15:21:00.000Z</published><updated>2007-09-09T19:29:33.464Z</updated><title type='text'>Waterloo - Settimana N.1</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RuQZwy6qHPI/AAAAAAAAAAM/tDHPsA3Ff4Q/s1600-h/PICT0034.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RuQZwy6qHPI/AAAAAAAAAAM/tDHPsA3Ff4Q/s320/PICT0034.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5108236203437202674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' domenica mattina, 9 settembre 2007. Questo vuol dire che sta per finire la mia prima settimana canadese. E siccome è domenica mattina e piove, sono abbastanza nostalgico. Le domeniche mattina mi fregano sempre!&lt;br /&gt;A parte la nostalgia che mi prende in questo momento, volevo scrivere due righe per descrivere questa settimana particolarmente intensa.&lt;br /&gt;Finalmente ho una casa. E per di più un'ottima casa. Molto grande, spaziosa, due salotti con 6 divani e due televisori attorno ai quali una tipica famiglia canadese può trovarsi, sedersi, e ingrassare davanti alla televisione mentre guarda partite di hockey. La mia camera è molto grande, ma ha il problema di essere nel seminterrato e quindi abbastanza buia. In verità la mia camera non esiste. Al momento esiste solo un immenso salone, in cui da due giorno 3 diligenti carpentieri sikh, con il loro turbante e parlata incomprensibile, stanno lavorando per costruire due mura e un armadio con solo assi di legno.... tipicamente canadese. Comunque sono intenzionato a spendere fino all'ultimo centesimo della mia borsa di studio per rendere la camera un posto che mi salvi dalla depressione durante l'inverno. Ho cominciato comprando cornici, decine di cornici, in cui appendere foto di Fidenza, Bologna, Manchester, Londra che ho sempre voluto appendere, ma senza mai avere una camera in cui sarei stato tempo a sufficienza per farlo. Ora ce 'ho. Certo, razionalmente avrei dovuto iniziare comprando una coperta per l'inverno o un cuscino, ma quando sono passato per il reparto cornici del centro commerciale (vera anima spirituale e culturale del paese), quella mi sembrava la priorità assoluta. La prossima saranno lampade e fiori finti.&lt;br /&gt;I miei coinquilini sono 4. Quello a cui più mi sento vicino, nonchè il padrone di casa è Aviviere (abbreviato Aviv). Un ragazzo canadese di 24 anni, ma di origini indiane. Penso che potrebbe nascere una bella amicizia tra noi. Poi c'è James, studente canadese di scienze informatiche. Una di quelle persone che spendono 20 ore davanti al computer (come me, quindi) ma 10 di queste ore sono videogiochi (a differenza di me). A portato in casa il Nintendo Wii e questo potrebbe aiutare durante l'inverno. Poi c'è Sal (non si scrive così ma non ho ancora capito). Iraqeno. Studente di biologia marina. Cattolico. Mi ha mostrato emozionato le foto di suo fratello che fa il chierico vicino a Ratzinger. Mi racconta emozionato che suo fratello vive in Vaticano, dove studia filosofia e si prepara a diventare prete, e mi chiede di tradurgli l'indirizzo che compare su una busta: "Pontificio COllegio Urbano VIII, Vaticano".&lt;br /&gt;Questa settimana ho anche avuto il primo approccio con tutte le persone con cui affronterò l'esperienza del dottorato. I ragazzi che iniziano il dottorato quest'anno sono 9. Ragazzi simpatici, molto alla mano, quasi tutti canadesi, con la freschezza e spontaneità che invidio ai canadesi. Fra due giorni inizio le lezioni, e avrò modo di approfondire (P.S. per DAV, sono la maggior parte maschi, mentre le due femmine sono rispettivamente sposate e sull'orlo di convolare all'altare). Ma soprattutto ho conosciuto Helleiner, il mio futuro supervisor, nonchè la persona che mi ha spinto a venire qui. Ottima impressione, persona giovane, entusiasta, che ride sembre, e con cui ho chiacchierato del più e del meno per due giorni. La settimana prossima inizierò a conoscerlo dal punto di vista accademico, e capirò veramente se lui è persona di cui ho bisogno per crescere.&lt;br /&gt;Ho parlato solo di università e di casa, mentre ho tralasciato la città, per il semplice motivo che la città non offre veramente nulla. Se posso fare un paragone italiano, pensate e Forlì. Se ci siete nati e cresciuti, la amerete e decanterete il suo fascino più profondo, la gioia della vita di provincia, la bellezza dei suoi portici. Se ci arrivate, vorrete solo fuggirne. Io non voglio fuggire da Waterloo, perchè spero che lo stimolo che l'università potrà darmi, e le amicizie che farò compenseranno la noia assoluta della città. In verità la città non sarà altro che un centro commerciale in cui comprare le cose necessarie per sopravvivere, e le cose accessorie per godersi i momenti in casa. Quello che più mi turba sono le distanze e le temperature. Tutto è molto dilatato. L'università è a 20 minuti di cammino da casa mia. Non tanto considerato che a Londra camminano mezz'ora. Ma qui sarebbero 20 minuti nel mezzo di quartieri residenziali e villette monofamiliari. Ho comprato una bici per accorciare questa pena (see picture). Ma quando verrà il la neve e il freddo (-25, -30) dovrò ricorrere alla macchina (gli autobus ci sono ma non sono molto frequenti). Sembra che i miei coinquilini siano disposti a scorrazzarmi in giro con le loro macchine mentre vanno in università. Comprare una macchina sarà probabilmente indispensabile per vivere e apprezzare la "provincia americana". Nonostante sia in Canada, la vita che vedo attorno è molto simile alla provincia americana raccontata da Hollywood, quella del Grande Lebowsky o dai Simpsons, dove le persone fanno a gara ad avere la macchina più larga, dove escono dagli Starbucks e posano il loro bicchierone di caffè nell'apposito vano porta-bicchiere vicino al cambio (rigorosamente automatico), dove la vita sociale avviene nei centri commerciali e non esistono teatri, musei (qui c'è solo un Multisala all'interno di un centro commerciale), dove le famiglie espongono i mobili usati di cui vogliono disfarsi nel giardino davanti casa con un cartello di cartone sui cui scrivono a penna $10, dove la gente non chiude a chiave ne' le macchine, ne' la loro casa, ma dove se rimani troppo tempo sulla tua macchina parcheggiata davanti a casa tua, la vecchietta che abita di fronte chiamerà la polizia perchè insospettita (questo è successo l'altra sera), dove se devi comprare delle porte lunghe 2 metri e mezzo ti rechi al supermercato con una normale macchina sportiva, le infili nel bagagliaio e lasci che quasi due metri sporgano oltre alla macchina, tanto la polizia non farà problemi (è successo ieri, mentre con Aviv cercavamo le porte per le nostre nuove camere). La provincia americana è un posto banale e superficiale, ma è un posto libero. Non anarchico, ma libero. So che la odierò e mi rifugerò nella nicchia intellettuale e simil-europea costituita dall'università, ma appena sali su una macchina e imbocchi una qualsiasi delle strade, tutte rigorosamente con almeno tre corsie, senti che quella strada la potresti percorrere per sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-8486761004823535058?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/8486761004823535058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=8486761004823535058' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8486761004823535058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/8486761004823535058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/waterloo-settimana-n1.html' title='Waterloo - Settimana N.1'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_thm0kLeXVdE/RuQZwy6qHPI/AAAAAAAAAAM/tDHPsA3Ff4Q/s72-c/PICT0034.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-7095950712805457576</id><published>2007-09-06T00:07:00.000Z</published><updated>2007-09-06T00:33:09.026Z</updated><title type='text'>Nuova partenza: Milano-Waterloo</title><content type='html'>Sono arrivato in Canada nel mezzo del pomeriggio, mentre il mio fuso orario cominciava a reclamare un po' di sonno. Scendi dall'aereo e invece degli orsi polari e freddo pungente che da mesi tutti mi raccontano per farmi cambiare idea mi accolgono quasi 30 gradi e un sole a picco sulla pista di asfalto (il freddo arriverà, forse fra non molto, ma non voglio pensarci già adesso).&lt;br /&gt;Alla dogana, l'ufficiale ha analizzato le carte e mi ha dato un visto valido fino al 2011. Poi, visto che era appena uscito da un ospedale, mi ha invitato ad andare a trovare presto la tomba in cui sarà sepolto. Gli ho augurato che lo reincontrerò alla dogana.&lt;br /&gt;Il mio arrivo in Canada non è stato quindi innevato.. ma segnato dal caldo afoso. Poi con Thanh, il mio angelo custode che mi è venuta a prendere in aeroporto e mi sta scarrozzando in giro in questi giorni, e Lou, il fratello di un mio amico canadese conosciuto a Londra, ci siamo diretti a Toronto. Prima notte passata "downtown", quello che da noi sarebbe il centro, e che in tutte le città nordamericane è la parte di città più affascinante, quella dei grattacieli che normalmente compare in cartoline speditevi dal parente di turno. Casa sua è un bell'appartamento al 24 piano di un palazzo di 40. Prima cena: un cheeseburger. Poi il giorno dopo ho finalmente raggiunto Waterloo. Come è? Come me la aspettavo. Cioè una città di medie dimensioni, dove poco succede e poco può succedere al di fuori delle due università, cuore pensante della città, e della Research in Motion, cuore pagante della città, cioè il più grande costruttore di telefonini canadese che qui ha la sede e muove molti soldi. Ma non è per la città che sono venuto qui. Il campus è una città nella città, abitata da migliaia di scoiattoli che corrono ovunque nelle distese di verde tra un edificio e l'altro (uno rigorosamente più brutto dell'altro). I servizi per studenti sembrano invece essere ottimi, e c'è un rapporto tra professori e studenti stressissmo. La gente che mi ha accolto in Canada è fantastica. Ironica (anche se i canadesi hanno la fama di non avere il senso dell'umorismo), disponibile, molto gentile. Devo stare attento a dove rivolgo lo sguardo mentre cammino. Ho infatti l'abitudine di guardare negli occhi le persone che mi camminano incontro. Ma quando lo fai qui, questi si fermano e ti dicono "ciao, come va?". Domani mattina finalmente incontro il mio supervisor Eric Helleiner, il principale motivo per cui sono qui. L'ho incrociato per il campus oggi pomeriggio mentre con un ridicolo casco da ciclista saliva in sella. Mi sono presentato e lui mi ha detto che mi immaginava diverso. Non so perchè ma la cosa mi ha fatto contento, forse pensava mi presentassi con una pizza e un mandolino. Poi ha detto che doveva scappare per passare a ritirare i figli all'asilo. Domani ho appuntamento con lui per cominciare a parlare più a fondo di quello che succederà nei prossimi mesi. Dopo di che, domani iniziano i mille incontri di benvenuto, ricevimenti, birre, zuppe e così via...&lt;br /&gt;E' iniziata la mia ricerca della casa. Ho già fatto una ventina di telefonate e visitato quasi una decine di case. Sono stato fortunato che al primo tentativo ho trovato una cosa che mi piace molto, abitata da studenti più o meno della mia età (non 18enni al primo anno fuori di casa). Unico problema: 20 minuti a piedi dall'università. Poco male per uno che vuole dimagrire. Poco bene, per uno che quando fuori sono -20 gradi a casa vuole arrivarci non assiderato. Domani vedo ancora qualche casa e poi sceglierò.&lt;br /&gt;Arriviamo alla cosa più importante...(e non sto per parlare di donne)... cioè il cibo. Mi sono già perso dietro ai troppi milkshake, specie di frullati, che mi sosterranno nei prossimi due mesi, prima che il gelo prenda il sopravvento. A quel punto passerò ai beveroni di caffè Starbucks, o alla vodka. Non avendo ancora una cucina in cui mettere a punto quelle due cose di cucina italiana che so, il mio inizio è stato segnato da Cheeseburger e tranci di pizza. questo vuol dire che i miei sogni di perdere 8 chili sono destinati a fallire?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-7095950712805457576?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/7095950712805457576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=7095950712805457576' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7095950712805457576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/7095950712805457576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/09/nuova-partenza-milano-waterloo.html' title='Nuova partenza: Milano-Waterloo'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-5019141802841996844</id><published>2007-06-28T17:02:00.000Z</published><updated>2007-06-28T17:36:14.613Z</updated><title type='text'>Ritorno da Londra e nuova partenza</title><content type='html'>Ho aperto questo blog a settembre 2005, appena partito per Manchester, appena lasciata per la prima volta quella che considero la mia casa. Negli ultimi tempi l'ho trascurato, e non sono sicuro che qualcuno leggerà questo. &lt;br /&gt;Comunque torno a scrivere su questa pagina per dare due notizie per me importanti.&lt;br /&gt;La prima è che domani torno a Casa (la C maiuscola deriva da tutta la voglia che ho di prendere quest'aereo). Il mio anno a Londra è finito, i miei esami pure, gli amici conosciuti in quest'anno sono già stati salutati. E' stato un anno importantissimo e tremendo. Importantissimo perchè per quello che ho studiato, per l'università e i professori con cui mi sono scontrato, perchè ho capito cosa farò nei prossimi anni, perchè ho deciso che per un po' la mia vita sarà ancora lontana dall'Italia. E' stato un anno tremendo perchè ho dedicato troppe energie, tempo, e forze nel progettare il mio futuro, che nel mio caso voleva dire studiare 7 giorni su 7 da settembre a fine giugno in modo da essere ammesso al dottorato. Alla fine ce l'ho fatta, ma il prezzo è stato un anno di cui ricorderò per sempre le gioie e frustrazioni della vita universitaria e in cui tutto il resto sparirà. Sarei potuto essere a Mosca invece di Londra, e non avrebbe avuto molta differenza per me. Ma non lo rimpiango: avevo un obiettivo all'inizio dell'anno e per fortuna l'ho raggiunto. Spero però di trarne in futuro la lezione che il valore della metà dipende da cosa sacrifico durante il percorso. E questo mi porta alla seconda notizia.&lt;br /&gt;A settembre mi aspetta una nuova partenza. Questa volta più drastica di ogni altra partenza raccontata su queste pagine. Più drastia perchè la meta è più lontana: il Canada. Più drastica perchè il ritorno è così lontano da non contare: 4 anni. A settembre comincerò il mio dottorato di ricerca alla University of Waterloo, vicino a Toronto. Questa volta non è una parentesi vacanziera come l'erasmus di Manchester, nè un percorso con una fine predefinita come quest anno a Londra. Questa è quasi una scelta di vita. Scelta di vita perchè accettando la proposata dell'università canadese, ho accettato di rimanere lontano da quella che considero la mia Casa e quelli che considero i miei Amici per i prossimi anni, perchè ho accettato di studiare, lavorare, innamorarmi lontano dall'Italia e lontano da quello che sono (e questo fa male), perchè ho accettato di non vedere la bimba che mia sorella avrà fra pochi mesi crescere, perchè ho accettato di privarmi della felicità di osservare mia sorella diventare una madre, perchè ho accettato il rischio di non tornare. Il confine tra 4 anni e "per sempre" è sottile, questione di inerzia o di pigrizia. Ma ho entusiasmo, sono pronto a prendere rischi, sento che questi 2 anni da quando ho aperto il blog sono stati "veri". Non ho raggiunto la serenità ne tantomeno posso dirmi felice, ne mi ci sto avvicinando. Ma so che sto diventando una persona più completa, coraggiosa, e matura di quella che sarei se non avessi mai preso l'aereo per Manchester. Ora non riuscirei più a fermarmi e tornare in Italia, cercare un lavoro vicino a casa e fare finta che questi due anni non abbiano lasciato un segno profondo. Ora devo continuare. E, seppure tra tanti dubbi, continuare adesso vuol dire andare in Canada.&lt;br /&gt;Due mesi dividono il mio ritorno domani dalla nuova partenza in settembre. Spero di vedere tanti amici, e brindare con voi, in quella che per me sarà un'estate meravigliosa, un'estate senza rimorsi o rimpianti, solo progetti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-5019141802841996844?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/5019141802841996844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=5019141802841996844' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5019141802841996844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/5019141802841996844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/06/ritorno-da-londra-e-nuova-partenza.html' title='Ritorno da Londra e nuova partenza'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-342507601457257776</id><published>2007-05-06T09:43:00.000Z</published><updated>2007-05-06T09:48:16.059Z</updated><title type='text'>Tributo a Stella</title><content type='html'>Copio e incollo alcune parti dell'articolo del scritto stamattina dal più divertente giornalista italiano, Gian Antonio Stella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lauree esotiche, la Navicella delle vanità&lt;br /&gt;Uscita la nuova edizione del testo dove i parlamentari si autocelebrano Le 160 righe di Cossutta&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;L'ultima edizione è appena uscita. A comporre i ritratti un tempo pubblicati dal mitico Giuseppe Scuderi e oggi dalla Editoriale Italiana 2000, sono infatti gli stessi deputati e senatori. Che nelle asciutte o sdiluvianti auto-biografie rivelano qua e là, soprattutto in certi dettagli, una quantità di cose a volte più rivelatrici di pensosi saggi sociologici. In particolare sul versante dell'«autostima». Delle debolezze. Delle vanità. Sia chiaro: è sempre stato così. Vincenza Bono Parrino, leggendaria ministra dei Beni Culturali, si vantava d'avere «scritto articoli su Flora Tristan, Proudhon, Lassalle, Turati, Kuliscioff, Luxemburg». Il nazional-alleato Valentino Martelli elencava fieramente di aver compiuto «oltre 200 interventi cardiochirurgici ripartiti in: 50% by-pass aortocoronarici, 30% sostituzioni valvolari, 10% cardiopatie congenite, 5% urgenze, 5% aneurismi aorta toracica e addominale cronici e dissecanti».... Per non dire di Ilona Staller che, stesa una lista di film porno dei quali era stata protagonista (come «Curve deliziose» o «Carne bollente», al fianco del superdotato John Holmes) consegnò ai posteri un ricordo della sua battaglia più ardente contro il nucleare: «Girava nuda in macchina per Roma con un carciofo radioattivo in mano». Vette ineguagliabili. &lt;br /&gt;Anche l'ultima Navicella, però, contiene chicche preziose per i cultori. A partire dallo sventolio di onorificenze. Se Francesco Cossiga ha deciso stavolta di sopprimere il suo lunghissimo elenco di medaglie e nastrini (dall'«Ordine dell'Aquila Azteca» al «Collare dell'Indipendenza del Qatar») limitandosi a gigioneggiare snobisticamente sulle «varie lauree honoris causa di università italiane e straniere», c'è chi si fa bello con un po' di tutto.&lt;br /&gt;Il senatore del Partito Democratico Meridionale, Pietro Fuda (che trova normalissimo cumulare la carica parlamentare con quella di amministratore unico dell'aeroporto di Reggio Calabria), è «commendatore dell'ordine patriarcale della Santa Croce di Gerusalemme». Il neo-democristiano Maurizio Eufemi è «insignito della onorificenza pontificia di Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro». Il suo amico dell'Udc, Ciro Alfano, devoto e partenopeo, è «Cavaliere del Comitato Diocesano di San Gennaro». E via così. Il democristiano (di rito rotondiano) Gianpietro Catone, non bastandogli forse il lustro di essere «Commendatore dell'Ordine di San Gregorio Magno» che condivide col forzista Claudio Azzolini, si pavoneggia di avere ricevuto il «Premio Capri San Michele Varie Umanità»... La berlusconiana Laura Bianconi decanta la sua collaborazione «con Tematiche parlamentari, con Il Resto del Carlino, cronaca di Cesena e con una rubrica mensile per Forza Romagna! ». Niente, però, viene sbandierato quanto le lauree. Quelle vere, quelle taroccate e quelle ad honorem. Su una vecchia Navicella di qualche anno fa Paolo Emilio Taviani, di lauree honoris causa, ne elencava venti, ottenute dall'Argentina all'Uruguay, dal Perù all'Ecuador, dalla Repubblica Domenicana alla Bulgaria o a Cuba... L'aennino Gustavo Selva ha dovuto invece andare un po' più lontano, all'«Università cattolica Fu Jen di Taipei (Taiwan)».Come lontanuccio hanno dovuto spingersi il diessino Mirello Crisafulli (che si dice dottore «ad honorem» alla chiacchierata Constantinian University) e il senatore biancofiore Mauro Cutrufo, che porta all'occhiello una « laurea honoris causa in Scienze Politiche presso la University of Berkley». Ammappete, direte voi: la celeberrima Berkeley californiana! No: Berkley senza la e tra la k ela l. Una specie di sottomarca di ateneo, che ammicca all'errore di stampa e stando alle informazioni su internet sforna delle belle lauree da appendere al muro a prezzi piuttosto convenienti. Lontano lontano c'è anzi chi si è fatto qualcosa di più che una laurea. Come l'ex ministro Mario Baccini. Il quale, stando alla Navicella, dopo avere scritto opere fondamentali quali «Dall'antico agro portuense all'area metropolitana di Roma Nord-Ovest» è stato giustamente «insignito del titolo di professore emerito di relazioni internazionali dall'Università Cattolica dell'Honduras Nostra Signora Regina della Pace». Perdindirindina, direbbe Totò, un altro cervello in fuga!&lt;br /&gt;Gian Antonio Stella&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-342507601457257776?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/342507601457257776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=342507601457257776' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/342507601457257776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/342507601457257776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/05/tributo-stella.html' title='Tributo a Stella'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-2772729393427252372</id><published>2007-03-29T00:13:00.000Z</published><updated>2007-03-29T00:14:08.537Z</updated><title type='text'>In Senegal in 500</title><content type='html'>Oggi la mia amata 500 è stata venduta dal concessionario che aveva pietosamente accettato di tenerla nel cortile. L'aquirente: donna senegalese di 43 anni. Il prezzo 30 denari. Che al tasso di cambio moderno fanno 400 euro. Non l'ho vista ma già me la immagino con la sua veste lunga nera con disegnati fiori di color fosforescente, e con il suo culone di dimensioni equatoriali che sale sul sedile della guida. Che accente il motore con aria scocciata, senza capire l'ebbrezza del singulto dei pistoni che ancora una volta prendono vita... nonostante tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccola annotazione sociologica: qualche anno fa gli extracomunitari che cominciavano a mettere da parte qualche soldo in Italia compravano una mercedes vecchia (tipo quella di Nik) con cui scarrozzavano la moglie e gli 8 bambini sul sedile di dietro la domenica pomeriggio. Quelli giovani invece adottavano le peggiori abitudini dei Tamarri italiani e si dedicavano a delle Peugeout 206 con tanto di alettoni e marmitta rifatto. Adesso per fortuna la comunità straniera ha capito l'estetica naif e l'emozione che solo le piccole utilitarie di una volta sanno ancora dare. Nik: ormai nessun pachistano si sogna di comprarsi la tua mercedes. Quello che sognano alla sera mentre si addormentano è una 500 immatricolata nel 1992.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cmq, se avete 3 minuti da perdere per un filmato meraviglioso date un'occhiata al trailer di "Surf Nazis Must Die", film trash anni 80 ingiustamente passato inosservato al grande pubblico. Questo è il link: http://www.youtube.com/watch?v=oddI02rolY8&lt;br /&gt;Ringrazio chiaramente il Giorda per la dritta!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-2772729393427252372?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/2772729393427252372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=2772729393427252372' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2772729393427252372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/2772729393427252372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/03/in-senegal-in-500.html' title='In Senegal in 500'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-18442512268470935</id><published>2007-03-10T10:03:00.000Z</published><updated>2007-03-10T10:15:24.266Z</updated><title type='text'>Fiat 500 (1992-2007)</title><content type='html'>Annuncio con somma malinconia che ieri mattina ci ha lasciata la Cara Fiat 500 rossa, che negli ultimi 5 anni ho avuto l'onore di guidare. Ci lascia troppo giovane, a soli 15 anni (sono sempre i migliori a lasciarci prima), all'alba della maturità, quando ancora 'beltà splendea negli occhi suo ridenti', proprio come la Silvia cantata da Leopardi. Era nata nel 1992.&lt;br /&gt;Ci piace ricordarla così: che affronta la nebbia padana riportando verso casa 4 ubriachi e 1 sobrio al volante (io), che si lascia rubare e fa una scappatella d'amore fino a Milano e poi Genova, per poi tornare finalmente a casa dal legittimo marito; che si lascia ri-rubare una seconda volta; bisognosa di cure una volta ogni 4 mesi (mediamente 200 euro di meccanico), che viene perquisita dai carabinieri, increduli nel constatare che alla guida ci sia un italiano e non un trafficante nord-africano.&lt;br /&gt;Ci lascia non perchè non sapesse più affrontare rotte impervie con cuore indomito, ma semplicemente è una vittima del modernismo e del nuovo che avanza, dove il nuovo in questo caso è una pluri-incidentata Ford Ka del 1998 (per un lungo giro di scambi ed eredità, mia sorella ha ereditato una macchina e la sua Ka è passata a casa mia.... ma non potevano demolire la Ka?  ????? Sic.)&lt;br /&gt;In verità non è stata demolita, o almeno non ancora. Mio padre ha dichiarato di averla lasciata al meccanico, il quale deciderà poi sei demolirla o venderla, o metterla nella camera del figlioletto perchè ci giochi... Quindi se qualcuno ha 15 euro in tasca, vi prego di andare da questo meccanico fidentino e riscattarla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-18442512268470935?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/18442512268470935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=18442512268470935' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/18442512268470935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/18442512268470935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/03/fiat-500-1992-2007.html' title='Fiat 500 (1992-2007)'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-117129967330902693</id><published>2007-02-12T16:51:00.000Z</published><updated>2007-02-12T17:01:13.476Z</updated><title type='text'>Il Black-out</title><content type='html'>Studenti che si aggirano con la faccia un po' smarrita trovando gli edifici dell'università chiusi, così come la biblioteca. Impiegati per strada che cercano un bar aperto in possano compiere il rituale del "caffè" mattutino (quello lungo in un bicchiere da coca cola). Pioggia, tanta. E nessuna luce. &lt;br /&gt;Lunedì mattina spettrale. Sono arrivati in università alle 9. Ma mano che mi avvicinavo sentivo che c'era qualcosa di strano. Negozi chiusi. Bar con le luci spente. Poi ho capito che mancava la luce. In pratica un area molto grande di Londra è rimasta tutta la notte e di oggi senza luce, dopo che una cabina elettrica sottoterra è stata allagata. Niente luce = niente scuola.&lt;br /&gt;Ecco alcuni commenti che sono apparsi poco dopo su un forum di studenti:&lt;br /&gt;Kit McGuinness wrote: "No library + no classes + no internet = play day! I was freed from my electronic chains. We went out for lunch, to a movie, and now off to a museum. It was maybe the best day ever."&lt;br /&gt;Christopher Hall (London) wrote: "Thank God for this...well...'miracle'...It saved me an excuse for not turning up to my morning class, which i just slept right through!"&lt;br /&gt;Ursula Siegfried wrote: "Why does this happen the only day where two of my courses where cancelled anyway????"&lt;br /&gt;Chen Wang wrote: "I finally decided to go to the lecture that I haven't been to for two weeks, and then......"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-117129967330902693?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/117129967330902693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=117129967330902693' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117129967330902693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117129967330902693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/02/il-black-out.html' title='Il Black-out'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-117089954935015894</id><published>2007-02-08T01:52:00.000Z</published><updated>2007-02-08T01:52:29.670Z</updated><title type='text'>Sogni d'Amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6743/1563/1600/510976/Telenovela%20piemontese.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6743/1563/320/931115/Telenovela%20piemontese.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A tutti coloro che vogliono ridere come dei bambini al nome di "baluba" e tornare indietro con la memoria ai mitici primi anni 90 (la mia memoria storica degli anni '90 si divide tra il prima e il dopo che Robero Baggio sparò in curva il rigore contro il Brasile nella finale dei mondiali americani).&lt;br /&gt;Davide Giordani mi ha fatto un dono immenso, andanto a scovare su YouTube i filmati di "Sogni d'Amore'. Per quelli a cui questo nome non dice nulla, 'Sogni d'Amore' era una mitica telenovela casereccia che andava in onda su una televisione piemontese e che la Gialappas trasmetteva all'interno del mitico 'Mai dire TV'. Musiche stile film porno anni '80, telecamere traballanti, recitazione pecorecce, &lt;br /&gt;Breve riassunto della trama:&lt;br /&gt;- Puntata 1: Mario (nella foto) viene presentato ai genitori della propria ragazza, Marta. Il padre di lei intuisce di essere in verità anche il padre di lui, avuto da una sveltina con una camiciaia di Montenevoso ai tempi del militare &lt;br /&gt;- Puntata 2: già alla seconda puntata, l'attrice bionda che faceva Marta nella prima puntata viene sostituita da una nuova attrice bruna&lt;br /&gt;- Puntata 4: Marta esordisce con questa frase: "Ora che siamo finalmente sposati, possiamo finalmente coronare il nostro sogno d'amore. Sono contenta di averti resistito per questi nostri cinque anni di fidanzamento. La mamma aveva ragione. Ora tutto sarò più magico". Dopo di che trombano per il resto della puntata.&lt;br /&gt;- Puntata 6: trombano&lt;br /&gt;- Puntata 7: a poche settimane dal matrimonio, lei comincia a farsi l'amante (un attempato collega d'ufficio). &lt;br /&gt;- Puntata 9: Mario quasi sorprende Marta con l'amante Marco, il quale sbotta dicendo "Porca miseria"&lt;br /&gt;- Puntata 10: insospettito dal peso delle crescenti corna, Mario si rivolge al mitologico Mago Gabriel&lt;br /&gt;- Puntata 11: il mago Gabriel rivela a Mario che l'amane Marco è "giovane e tanto bello, che consiste di avere tanto di uccello". Mario capisce di avere le corna.&lt;br /&gt;- Puntata 12: Mario sbotta accusando Marta con tali parole: "Non è una sciocchina, è una deficiente!!! Una sanguisuga aberrante!!!". Lei risponde: "Ma vai in Congo"&lt;br /&gt;- Puntata 15: mentre Mario finalmente si appresta ad andarsene di casa, per un galeotto maglione lui e Anna si riscoprono innamorati e fanno pace. Immediatamente riprendono a scopare. "Marta, andiamo di sopra nel nostro nido d'amore". E giù di randello.&lt;br /&gt;- Puntata 17: trombano. Lei a letto esclama: "Oh Mario, con te al fianco vorrei che il tempo si fermasse. Tu sei il mio uomo. Ero un frutto acerbo che tu hai colto da uomo". E trombano. "Amore, ma non sei mai sazio!!!"&lt;br /&gt;- Puntata 18: Marta porta la colazione a letto a Mario. Lui esclama: "cara, sei come la mia mamma". Lei: "nessuna donna è donna se non ha un uomo al suo fianco". Lui comincia a palparla al grido di "Al diavolo il mio ufficio. oro possono aspettare. Il mio desiderio NO!!!"&lt;br /&gt;- Puntata 19: Marta: "ma non vorrai mica metterti quella camicia! Sei sempre il solito BALUBA!"&lt;br /&gt;- Puntata 20: Padre di Marta ha un infarto&lt;br /&gt;- Puntata 21: Marta dichiara di essere incinta. Sommo dolore di Mario che scopre di non potere più trombarla&lt;br /&gt;- Puntata 22: al telefono con la suocera, Mario si lamenta di non potere più scopare la moglie incinta. "Ma io ho bisogno". La suocera: "devi imparare a controllare il tuo istinto animale. Se proprio non ne puoi fare a meno... (pausa)... vai in bagno". Lui: "io in bagno ci sono sempre andato, anche quando lei non era incinta"&lt;br /&gt;- Puntata 23: il padre di Marta, ancora infartato e "più morto che vivo" dichiara di avere "un piccolo prurito"... cioè farsi il carciofo della moglie&lt;br /&gt;- Puntata 24: Mario incontra Simonetta, una ex-compagna. Lei lo lascia con queste parole: "prendi il mio numero. E' impossibile da dimenticare. 696969"&lt;br /&gt;- Puntata 25: non potendo farsi la moglie Marta, Mario comincia a farsi l'amante Simonetta&lt;br /&gt;- Puntata 26: Mario si fa l'amante SImonetta sul pianerottolo delle scale al grido di "facciamolo sullo stuoino volante".&lt;br /&gt;- Puntata 29: Marta ha un aborto spontaneo. Mario riprende a farsi l'amante Simonetta&lt;br /&gt;- Puntata 31: Mario incontra il fratello di Simonetta, Valentino, stilista gay al ritorno da Los Angeles. Valentino lascia intuire che conosce Mario molto intimamente....&lt;br /&gt;putroppo qui si perdono le tracce. cosa sia successo poi al nostro idolo Mario non lo possiamo dire. Ci piace ricordarlo così, fornicare per le vie di Torino al grido di Baluba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera chicca è però una puntata, di cui non svelo il numero, in cui il padre di Marta, per capire se Mario può veramente soddisfare le esigenze della figlia, lo accompagna in un putan-tour. Di fronte alla "peripatetica", Mario vilmente scappa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il link della prima puntata. &lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=ECFVgNNQwA0&amp;mode=related&amp;search=&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enjoy!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-117089954935015894?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/117089954935015894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=117089954935015894' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117089954935015894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117089954935015894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/02/sogni-damore.html' title='Sogni d&apos;Amore'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-117067868450627554</id><published>2007-02-05T12:24:00.000Z</published><updated>2007-02-05T12:31:24.890Z</updated><title type='text'>La mia non-televisione</title><content type='html'>Prima hanno mandato una lettera di ammonimento. L'hanno infilata all'alba sotto la porta della mia camera. Chiedevano di pagare al più presto, altrimenti avrebbero presto dei provvedimenti su cui non avrei avuto nulla da ridere. Il mio coinquilino mi ha chiesto timoroso: "forse è meglio pagare". Io gli ho strappato la lettera di mano e sprezzante ho risposto "giammai". Pochi giorni dopo sono tornati alla carica. La strategia era la stessa. Stessa ora, stessa lettera. Stavolta dicevano che visto che ero ostinato nel fare l'indifferente, sarebbero venuti a trovarmi di persona. Qui, in camera mia. Anche sta volta ho preso la lettera , l'ho alzata sopra la testa e co le braccia tese, l'ho strappata. Ho gettato i brandelli nella spazzatura e poi ho rivolto il mio sguardo verso di Lei. Quello che loro vogliono ma che non potranno mai avere. Ho rivolto uno sguardo affettuoso verso la televisione che non ho, e che continuo tenere nel posto dove non era prima, in modo da poterla non-guardare ogni notta prima di addormentarmi&lt;br /&gt;Fuck the System. Fuck the British TV Licence Fee!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-117067868450627554?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/117067868450627554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=117067868450627554' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117067868450627554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117067868450627554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/02/la-mia-non-televisione.html' title='La mia non-televisione'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-117037599119044029</id><published>2007-02-02T00:22:00.000Z</published><updated>2007-02-02T00:26:31.516Z</updated><title type='text'>Il piano inclinato</title><content type='html'>Volete capire perchè essere italiani all'estero significa competere su un piano inclinato.... beh, questa è l'immagine dell'Italia che esce dal Financial Times&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal sito del Financial Times - Gideon Rachman (chief foreign affairs columnist) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The strange charm of Silvio Berlusconi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The news about Silvio Berlusconi this morning made me feel nostalgic. The man is obviously a rogue and a buffoon. But he is fantastically entertaining - as the latest public exchange of letters with his wife illustrates all too clearly.&lt;br /&gt;I got to observe Berlusconi at reasonably close quarters during the Italian presidency of the European Union in 2003. He threw a banquet for journalists in the Villa Madama in Rome - and his display there revealed several of his characterstic qualities: charm, lechery, paranoia.&lt;br /&gt;First, he made sure that all the prettiest female journalists were sitting at his table. I was a little way away, but they seemed to be having a pretty uproarious time. Apparently Berlusca made great play of the fact that there was a magnificent Roman-style bath in the villa, and offered to show it to his guests after dinner. Then he gave a long and rambling speech, whose main argument seemed to be that all his legal problems stemmed from the fact that the press and judiciary in Italy are controlled by Communists. He even claimed to be the most persecuted man in the country, which was an odd take on events - since he was also the richest man, and the prime minister. The Italian diplomats at my table were absolutely cringing and didn't know where to look. And a German journalist sitting next to me said in shocked tones: "This is a very serious matter. A major European country is in the hands of a lunatic."&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;Either way, I think these sorts of "gaffes" have been very important to his political success. I'm sure it helps that he is a billionaire and controls much of Italian television. But it must help, that with his gaffes and his womanising, Berlusconi seems like "everyman" and many Italian voters love him for it.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-117037599119044029?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/117037599119044029/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=117037599119044029' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117037599119044029'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117037599119044029'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/02/il-piano-inclinato.html' title='Il piano inclinato'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-117026216829701420</id><published>2007-01-31T16:44:00.000Z</published><updated>2007-01-31T16:50:51.823Z</updated><title type='text'>Casa Berlusconi</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6743/1563/1600/553830/BERLUS-a.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6743/1563/320/651623/BERLUS-a.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scusate ma io non riesco a smettere di ridere per la fantastica telenovelas tra Silvio B. e la consorte Veronica Lario. Ne voglio ancora!!!! Basta Grande Fratello! Questo è molto meglio.&lt;br /&gt;"Ma che succede? E’ il miglior reality della stagione? E’ un grandioso remake di Casa Vianello? E’ un punto di svolta della condizione femminile in Italia? E’ un’idea di Berlusconi (magari sì, il più grande intrattenitore italiano sta già spazzando gli altri leader e i forse successori, al confronto noiosissimi)?" (M.L. Rodotà - Corriere della Sera).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-117026216829701420?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/117026216829701420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=117026216829701420' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117026216829701420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117026216829701420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/01/casa-berlusconi.html' title='Casa Berlusconi'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-117019186034015049</id><published>2007-01-30T21:12:00.000Z</published><updated>2007-01-30T21:17:40.803Z</updated><title type='text'>Rumsfeld</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6743/1563/1600/295898/story.rumsfeld.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6743/1563/320/505672/story.rumsfeld.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per chi non ha ancora capito cosa ci stanno a fare gli americani in Iraq, questa citazione di Rumsfeld mi sembra illuminate per capire quale è stata la logica dietro la politica estera americana dopo l'11 settembre:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Now what is the message there? ... There are thing we know that we know. There are known unknowns. That is to say there are things that we now know we don't know. But there are also unknown unknowns. There are things we don't know we don't know. ... And each year, we discover a few more of those unknown unknowns"&lt;br /&gt;Press Conference at NATO Headquarters, Brussels, Belgium, June 6, 2002&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-117019186034015049?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/117019186034015049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=117019186034015049' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117019186034015049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/117019186034015049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/01/rumsfeld.html' title='Rumsfeld'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16466117.post-116886109766834184</id><published>2007-01-15T11:37:00.000Z</published><updated>2007-01-15T11:38:18.013Z</updated><title type='text'>Orgoglio Emiliano</title><content type='html'>Se volete sapere cosa faccio tutte le domeniche mattine ad Hyde Park:&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=8uLJYxGh4xk&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16466117-116886109766834184?l=anythingbutthesun.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/feeds/116886109766834184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16466117&amp;postID=116886109766834184' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/116886109766834184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16466117/posts/default/116886109766834184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://anythingbutthesun.blogspot.com/2007/01/orgoglio-emiliano.html' title='Orgoglio Emiliano'/><author><name>Stefano</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08612031278894992609</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
